Michele Concas

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Michele Concas 🧩 Fondatore di “Percorsi di Crescita - 369 - ”, autore e fondatore del Centro Antismoking e del Metodo Mosaico. Speaker motivazionale ed esperto in soft skills.

www.micheleconcas.com
www.metodo-mosaico.it Nato in Sardegna nel 1978, nel 2005 all'età di soli 27 anni fondo la mia prima azienda nel settore trattamenti Antifumo con il mio primo Studio Specializzato nel centro Italia, ad oggi attivo. Nel 2012 creo la mia seconda azienda con il metodo Mosaico® nel settore dimagrimento. Nel 2018 il Metodo Mosaico® si trasforma in una azienda con, ad oggi, circa 40 collaboratori e una App Mobile, mentre il mio Centro Antismoking diventa oggi, nel 2022 un’ azienda in Franchising ad espansione Italiana e Mondiale. Nel 2022 divento inoltro Autore del mio libro "Mangiando si impara, con Metodo Mosaico" e sono ospite nel libro di Gianluca Spadoni con la mia biografia personale/business "Fai che ce la facciamo". Ad oggi anche un Practitioner in PNL e partecipo come ospite ad eventi di formazione dove intervengo in qualità di speaker motivazionale, Wellness Coach e Business Skiller. Il resto scoprilo conoscendomi dal vivo. Michele Concas

“TANTO NON CE LA FAI!”Me lo ripetevano fin dall’adolescenza.E sai una cosa? Avevano ragione.Perché non ce la faccio a ri...
20/10/2026

“TANTO NON CE LA FAI!”

Me lo ripetevano fin dall’adolescenza.

E sai una cosa? Avevano ragione.

Perché non ce la faccio a rinunciare a qualcosa solo perché qualcuno sostiene che sia impossibile. Purché sia lecito, legale ed etico.

Quando hai smesso di fumare con Antismoking, hai perso peso con il Metodo Mosaico o hai superato schemi emotivi che ti tenevano prigioniero, non è stata solo fortuna.

Tutto è iniziato da TE.

Da un desiderio, una decisione, una telefonata.

Hai bussato alla mia porta e io ti ho accolto.

Talvolta con un SÌ. Altre con un NO, forse proprio quello di cui avevi bisogno.

Perché cambiare non significa trovare sempre le risposte che desideri, ma anche quelle che ti fanno crescere.

✨ Io lo chiamo il MAGO che vive dentro di noi.

Non fa miracoli. Trasforma ostacoli in opportunità, ferite in consapevolezza, limiti in nuovi inizi.

Oggi, dopo anni di studio, sacrifici ed esperienze, tutto questo prende forma in un unico PER-CORSO DI CRESCITA.

🔥 CODICE CONCAS 🔥

48 anni di vita. Oltre 25 di formazione ed esperienza.

Palchi, televisione, eventi e migliaia di persone incontrate e accompagnate.

Ma soprattutto errori, cadute, conquiste e ripartenze.

Non una formula riciclata. Non l’ennesimo corso motivazionale.

Un metodo che porta la mia firma perché nasce dalla mia storia.

Qualcuno mi ha chiesto:

“Ancora il tuo cognome? Non è egocentrismo?”

No. È RESPONSABILITÀ.

Metterci il nome, la faccia e il coraggio di rispondere delle proprie scelte.

È sano EGO-ISMO: crescere personalmente per poter contribuire alla crescita degli altri.

🐝 Come un’ape sceglie il nettare e contribuisce all’impollinazione, anche noi possiamo scegliere ciò di cui nutrire la nostra mente e ciò che diffondere nel mondo.

Se desideri farlo, ti apro le porte del mio mondo.

Potrai acquisire strumenti per te e, un giorno, magari trasformarli in un’opportunità professionale per aiutare altri.

CODICE CONCAS non nasce per piacere a tutti.

Nasce per chi è pronto a mettersi in discussione, assumersi la responsabilità della propria vita e passare dalle intenzioni alle azioni.

🚀 STAY TUNED.

Grazie a chi mi ha sostenuto. E soprattutto a chi ha provato a fermarmi.

Mi avete insegnato qualcosa di prezioso:

GLI OSTACOLI NON MI HANNO FERMATO. MI HANNO FORMATO.

Ora una domanda per TE:

Quale parte della tua vita cambierebbe se smettessi di dare potere a chi non crede in te?

Michele Concas

20/10/2026

Con 1€ e 120 secondi si può fare una magia 🧙‍♀️

Quanto è bella la vita, se la guardiamo da questa prospettiva?☀️

19/10/2026

“So che mi fa male, ma lo faccio lo stesso”

Se senti che è arrivato il momento… 👇

SIAMO NEL 1800, stesso racconto di Alessandro Manzoni…Sabato pomeriggio, a Milano, un branco di ragazzini ha protestato ...
18/10/2026

SIAMO NEL 1800, stesso racconto di Alessandro Manzoni…

Sabato pomeriggio, a Milano, un branco di ragazzini ha protestato contro il carovita svaligiando un Foot Locker.

Rileggetela con calma. Contro il carovita. Hanno sfondato le vetrine a colpi di mazza e di sassi e si sono portati via la merce, mentre gli amici riprendevano tutto col telefonino. Perché se non finisce su TikTok non è successo.

Facciamo l’inventario, perché sui fatti non accetto storie.

- Piazza Duomo evacuata, con i turisti che si rifugiavano nella metropolitana per non prendersi una bomba carta in testa.

- La fermata Duomo della M1 e della M3 chiusa per ore.

- Un’auto dei carabinieri presa d’assalto e saccheggiata, i blindati danneggiati.

- Un cantiere dato alle fiamme sotto le guglie, e già che c’erano anche un bagno chimico.

- Barricate attorno al monumento a Vittorio Emanuele. Contro la polizia sono volati sassi, cubetti di porfido, bottiglie, transenne, sedie dei bar e perfino i monopattini.

- Pensiline dell’ATM spaccate, vetrate di palazzi storici rotte.

- Vetrine sfondate in corso Vittorio Emanuele, a San Babila, in via Torino e in via Speronari.

- Cassonetti in fiamme in via Mazzini. In Galleria i negozi hanno abbassato le saracinesche con i clienti e i commessi chiusi dentro.

Venticinque persone in ospedale, dieci sono agenti. Più di cinquanta fermati, metà minorenni.

Il sindaco parla di danni molto ingenti. Il conto in euro ancora non c’è, ma sappiamo già benissimo chi lo pagherà.

Non “i ricchi di Milano”, che a quanto pare erano il bersaglio degli slogan urlati in piazza. Complimenti per la mira. I ricchi di Milano sabato alle sei non stavano dietro la cassa di Foot Locker.

Dietro quella cassa c’era un commesso. Uno che porta a casa milletrecento euro al mese e che adesso deve spazzare i vetri e rifare l’inventario della merce che non c’è più.

C’era il cameriere che ha visto i suoi tavolini volare contro gli scudi della polizia. C’erano gli operatori ecologici che hanno raccolto pietre e detriti fino a tarda notte.

C’erano dieci uomini e donne in divisa finiti al pronto soccorso per uno stipendio che vi farebbe ridere.

E c’erano i milanesi normali, quelli che a fine serata sono scesi in strada a pulire da soli, senza che nessuno glielo chiedesse.

Questa è la Milano che lavora. Sabato l’hanno presa a sprangate.

Chi erano?
Secondo la polizia, centinaia di ragazzi arrivati a gruppetti dalle periferie e da fuori Milano, senza un capo e senza una sigla. Apolitici, scrivono. Fuori dalla questura un genitore l’ha detta meglio di qualunque sociologo: metà sono minorenni, l’altra metà p***a.

E qui sta il punto. Provate a chiedere a uno di questi scemi di m***a con chi ce l’ha. Non lo sa. Col governo, con la polizia, coi ricchi, con la vetrina, con la sedia del bar. Ce l’ha con nessuno, quindi con chiunque gli capiti a tiro. Non ha una causa. Ha un cappuccio e un sabato libero.

Manzoni l’aveva già raccontato quasi duecento anni fa. Milano, la rivolta per il prezzo del pane, e la folla che per protestare va a distruggere i forni, cioè l’unico posto dove il pane si fa. Siamo ancora lì. Solo che al posto del forno delle grucce c’è un negozio di scarpe, e al posto della folla del Seicento c’è uno col passamontagna che si fa il video.

E adesso veniamo a voi. Sì, proprio a voi: l’intellighenzia con la giacca di velluto, le cattedre, le redazioni, i salotti dei talk show.

So già cosa state per dire. Che in quella piazza la sinistra non c’era. Che il corteo era apartitico, con le sole bandiere italiane. È vero, lo sottoscrivo. Ed è esattamente questo il problema.

Non avevate bisogno di esserci. Avete fatto un lavoro molto più profondo: avete passato quarant’anni a costruire l’alibi. Gramsci la chiamava egemonia. Non serve la tessera del partito, basta che la tua idea diventi l’aria che tutti respirano.

E l’aria che respira un sedicenne oggi gli dice che la polizia è il nemico, che chi apre un negozio è un padrone, che la proprietà degli altri è un’opinione e che la rabbia è sempre una domanda sociale da ascoltare.

Quei ragazzi non sanno nemmeno chi fosse Gramsci. Ma la lezione l’hanno imparata a memoria.

Negli anni Settanta li chiamavano cattivi maestri. Quelli che la chiave inglese non la impugnavano, ma spiegavano perché fosse giusto impugnarla. Oggi non serve neanche spiegare. Basta una parolina sola: però.

“Condanno la violenza, però le ragioni sono legittime.”
“Condanno la violenza, però bisogna capire.”

Fratoianni ha detto proprio questo: condannare non basta, bisogna capire. No, onorevole. Qui non c’è niente da capire.

C’è un negozio svaligiato e ci sono dieci agenti in ospedale. Ogni volta che dopo la parola violenza ci mettete un però, state firmando una giustificazione. E quei ragazzi il però lo sentono benissimo, anche senza leggere i giornali.

Lo stesso sabato pomeriggio mezza opposizione sfilava a Roma, in piazza del Popolo, con la Cgil. E sabato sera, con il porfido ancora per terra, il centro sociale Lambretta e il collettivo Deriva avevano già messo in rete un hub legale per i fermati, con tanto di indirizzo email per trovare l’avvocato. Gli spazzini non avevano finito il turno e l’assistenza legale era già operativa.

Ecco cos’è la vostra egemonia. Non organizza la devastazione. Le prepara il materasso su cui atterrare.

Allora smettiamola con le parole sbagliate. Quella di sabato non era una manifestazione e non era una protesta. Una protesta ha una richiesta. Questi avevano una mazza.

Si chiama guerriglia urbana, e chi la fa non è un manifestante, è un delinquente. Minorenne o maggiorenne, figlio di immigrati o figlio di avvocato.

Niente giustifica la devastazione. Non il prezzo della benzina, non lo stipendio fermo da anni, non l’affitto impossibile, non la scuola che cade a pezzi. Sono problemi veri e nessuno li nega. Ma il carovita non si combatte con un paio di scarpe rubate.

Questa gente conosce una sola lingua, quella della forza. E allora lo Stato deve parlarla meglio di loro, con un fuoco più grande del loro: la legge applicata fino all’ultima virgola, senza sconti e soprattutto senza però.

Il bello è che non servono leggi nuove. Basta usare quelle che ci sono già.

Uno. Coprirsi la faccia in un corteo è già reato. Dal 1975, legge Reale, articolo 5. Casco o passamontagna, non fa differenza. Chi in piazza si copre il volto esce dal corteo e sale sul cellulare. Subito, non dopo la terza vetrina.

Due. Più uomini in piazza. E non lo dico io, lo dice Sala. Il sindaco di Milano ha ammesso che in piazza Duomo c’era una massa di violenti contro uno sparuto gruppo di poliziotti e che il momento è stato sottovalutato. Quando a chiedere più polizia è il sindaco di centrosinistra, la discussione è chiusa.

Tre. Si sono filmati da soli. Hanno fatto video e selfie davanti alle vetrine rotte, cioè il lavoro della Scientifica, gratis. Identificateli tutti, uno per uno, fotogramma per fotogramma.

Quattro. Il conto. Articolo 2048 del codice civile: i genitori rispondono dei danni causati dai figli minorenni. Quindi fattura a casa, voce per voce. La vetrina, la pensilina, l’auto dei carabinieri, la pulizia delle strade. Vediamo quanti papà e quante mamme, aperta quella busta, continuano a parlare di rabbia generazionale.

Cinque. Chi convoca una piazza risponde della piazza. Se organizzi una festa in condominio, fai entrare i soliti tre amici co****ni e la mattina dopo hanno devastato le scale, non puoi dire che non c’entri. Paghi tu. Chi chiama a raccolta migliaia di ragazzi sui social e poi, secondo un funzionario di polizia presente, ammette già in via Broletto di non riuscire a gestire quelli vestiti di nero, non è un passante. È il padrone di casa.

E adesso la parte che non piacerà a nessuna delle due tifoserie.

Il problema non è il passaporto. Tra quei ragazzi, dice la polizia, ce n’erano tanti di seconda e terza generazione e altrettanti italiani da generazioni. Qualcuno con la retta della scuola privata pagata dai genitori. Chi vi racconta che è tutta colpa degli stranieri vi vende una scorciatoia comoda, esattamente come chi vi racconta che è tutta colpa del disagio.

Se proprio volete parlare di remigrazione, io ci sto. Remigriamo tutte le teste di c***o col casco integrale e il passamontagna. Al Polo Sud, dove coprirsi la faccia ha finalmente un senso. Oppure a Cuba, così il carovita lo vedono dal vivo, in fila con la tessera annonaria e la luce che va e viene.

Intanto a Parigi hanno fermato 855 persone, record per la capitale francese. Non ci sono arrivati in un pomeriggio. Ci sono arrivati un sabato alla volta e un però alla volta.

Se il 17 ottobre non costa niente a nessuno, il prossimo sabato lo rifanno. E fra dieci anni l’Italia sarà questa: centri storici blindati, saracinesche giù il sabato pomeriggio, commercianti che mettono a bilancio le vetrine nuove come una tassa in più e un dibattito televisivo infinito su quanto fossero arrabbiati i ragazzi.

Io quell’Italia non la voglio. E non la vuole nemmeno il commesso di Foot Locker o quello della Feltrinelli, che domani torna al lavoro in mezzo ai vetri di una rabbia che non era nemmeno la sua.

Sì, la rabbia. 😡

La stessa rabbia presente nelle singole persone, nelle case, nelle famiglie, nei post, nel posto di lavoro.

Quella rabbia, repressa, che non bastano più le dita per sputarla fuori, ma che tutti insieme si organizzano per espletarla verso chi non c’entra nulla.

I poveri esercenti, le partite iva che non riescono a n tenersi in piedi con la burocrazia e con uno stato “socio” al 65% e spietato che funge da killer silenzioso.

E sarebbe ora che ciò che abbiamo visto in piazza Duomo e non solo, fosse fatto solennemente e silenziosamente in un modo molto più “Tachipirinico” possibile.

Per ogni giorno di danno subito da uno stato assente e socio che distrugge ogni esercente, uno sciopero fiscale.

Perché quelli che stanno distruggendo gli esercenti sono quelli che hanno uno smartphone da 1600€, che pagano 2€ al bar con lo smart whatch e che raccontano il caro vita per cui combattere.

I figli delle persone per bene, allevati in famiglie per bene dove non si mangia pane e rabbia, queste cose non le fanno.

Siete falliti come nonni da Bar dello sport, donnine e politica, siete falliti come genitori cresciuti a pane e tessere (di OGNI partito e OGNI sindacato sia), siete falliti come figli e che Dio non vi dia la possibilità di procreare figli provenienti dal seme dell’odio.

E per fortuna che il problema erano gli estremisti di altri paesi.

Siete uguali.

Non approvo e non approverò mai, non partecipo e non parteciperò mai a una battaglia che appartiene a Dio, all’arcangelo Michele e alle sue schiere angeliche.

A lui la guerra e la selezione delle anime.

All’uomo la via del pentimento, l’unica che può salvarlo.

….

17/10/2026

Abbracciatevi, vedetevi, aprite le case a riunioni, incontri e convivialità

Mollate whatsapp, audio, social e messaggi, telefonatevi, guardatevi…

Quando avremo automatizzato tutto, la differenza la farà l’essere umano.E allora perché, se non lo hai già fatto, non in...
15/10/2026

Quando avremo automatizzato tutto, la differenza la farà l’essere umano.

E allora perché, se non lo hai già fatto, non investire ora sul valore umano, sulla crescita personale e sulla reputazione?

È gratis e porterà nel tempo altrettanto valore, facendo la differenza tra te e gli altri.

Le persone non guardano il prezzo, pagano per ciò che percepiscono.

“Le aziende e le persone crescono alla stessa velocità della fiducia che si conquistano” (Cit.)

🔥 QUESTO È CIÒ CHE SUCCEDE DENTRO DI TE. OGNI GIORNO. DA ANNI.Sai come festeggiano alcuni dei miei clienti quando raggiu...
15/10/2026

🔥 QUESTO È CIÒ CHE SUCCEDE DENTRO DI TE. OGNI GIORNO. DA ANNI.

Sai come festeggiano alcuni dei miei clienti quando raggiungono la loro prima settimana di libertà dalle si*****te, dopo aver intrapreso un percorso con il nostro trattamento di Auricoloterapia Digitale?

BRUCIANO IL LORO PASSATO. 🔥

Bruciano le si*****te che hanno deciso di non fumare più.

Un gesto simbolico, potente, liberatorio.

E mentre osservano quelle si*****te consumarsi tra le fiamme, si trovano davanti a una metafora di ciò che, per anni, hanno fatto subire silenziosamente al proprio organismo.

Perché il fumo non fa rumore mentre danneggia il tuo corpo.

Non ti avvisa ogni volta che una sostanza tossica entra nei tuoi polmoni.

Non ti chiede il permesso.

Agisce. Giorno dopo giorno. Sigaretta dopo sigaretta.

E sai qual è la cosa più assurda?

Che spesso chi fuma sa perfettamente tutto questo.

Vorrebbe smettere. Ci ha provato. Magari tante volte.

Ma c’è qualcosa di estremamente potente che continua a tenerlo prigioniero.

SI CHIAMA DIPENDENZA DA NICOTINA.

E quelle si*****te che un tempo sembravano una scelta, lentamente sono diventate delle manette.

🔐 DA 21 ANNI LAVORO PER AIUTARE LE PERSONE A LIBERARSI DA QUELLE MANETTE.

Se ti ami abbastanza da riconoscere che è arrivato il momento di dire BASTA, voglio dirti una cosa:

Non devi necessariamente affrontare tutto da solo.

Nel mio studio utilizzo un percorso di Auricoloterapia Digitale, articolato in un massimo di due sedute di circa 40 minuti, come supporto a chi desidera smettere di fumare.

Immagina quel CLICK.

Il rumore di una serratura che si apre.

Le manette che cadono.

E tu che finalmente riprendi in mano una libertà che pensavi di aver perduto.

La domanda non è soltanto: “Riuscirò a smettere?”

La domanda è:

❤️ “QUANTO ANCORA SONO DISPOSTO A PAGARE PER CONTINUARE A FUMARE?”

Se senti che è arrivato il tuo momento, chiamami.

📞 392 5485626

21 ANNI DI ESPERIENZA. UNA SOLA MISSIONE: AIUTARTI A RICONQUISTARE LA TUA LIBERTÀ.

Il trattamento è un supporto al percorso di cessazione del fumo; i risultati individuali possono variare.

In arrivo il primo pezzo della mia collana “Conosci Te stesso”.Sarà un 2027 fantastico! 😎 Stay Tuned!
14/10/2026

In arrivo il primo pezzo della mia collana “Conosci Te stesso”.

Sarà un 2027 fantastico! 😎

Stay Tuned!

ATTENZIONE AGLI UTENTISi chiama SMS Spoofing, più precisamente Caller ID Spoofing applicato agli SMS: ora è capitato sul...
13/10/2026

ATTENZIONE AGLI UTENTI

Si chiama SMS Spoofing, più precisamente Caller ID Spoofing applicato agli SMS: ora è capitato sul mio numero e vi avviso che non sono io, anche se il numero è il mio.

È una tecnica con cui il @@@@@@ di turno può falsificare il numero del mittente di un SMS, facendo apparire un messaggio come se provenisse da un numero telefonico autentico, anche senza possedere quel telefono o la relativa SIM.

Se vi arriva qualsiasi cosa dal mio 392/5485626 d al sito www.metodomosaico.com - trasformato in una slot machine a sfondo p***o grafico - abbiate cura di scrivermi o chiamarmi e di avvisarmi, non faccio richieste di denaro né intrattengo dal nulla comunicazioni a caso.

Auguro a chi stia giocando con il mio nome, professione e numero di telefono a scopo di estorsione o di pratiche illegali, che gli venga erogato uno scontrino salato nella forma che Dio ritenga più opportuno e a sua discrezione.

Con questo post, che sarà seguito da querela cautelativa contro ignoti (anche se tanto ignoti potrebbero non essere), vi avviso e mi sollevo formalmente da qualsiasi uso illegale venga fatto con le mie utenze telefoniche, pagine social e/o telefonate con la mia voce clonata da AI, facile visto la mia esposizione audio/video in canali pubblici e Tv.

Confido nelle vostre segnalazioni private, ergo nessuno cada nel tombino aperto da terzi.

Michele Concas
14 Ottobre 2026

13/10/2026

“Ma io stavo bene….”

💣 Come fai a saperlo se…

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