Dott.ssa Chiara Oldani _ Psicologa

Dott.ssa Chiara Oldani _ Psicologa Psicologa, psicoterapeuta e psicodiagnosta clinica. Iscritta all'albo A Psicologi Lombardia n.20200.

Svolgo colloqui di psicoterapia, sostegno e consultazione individuale. Sostegno alla genitorialità e alla coppia, valutazione psicodiagnostica.

30/07/2022

In occasione della ricorrenza della morte di Eugenia Pelanda, la ricordiamo con la pubblicazione sul nostro sito degli scritti degli studenti di Area G vincitori del premio a lei intitolato: “Scritti degli specializzandi in psicoterapia della Lombardia”.

Ecco i link:

Marta Restelli - “Dentro territori opachi e sconosciuti” —>https://www.areag.net/approfondimenti/dentro-territori-opachi-e-sconosciuti/

Alberto Milesi - “Se impari a guidare di inverno, saprai guidare in ogni condizione” —> https://www.areag.net/approfondimenti/se-impari-a-guidare-di-inverno-saprai-guidare-in-ogni-condizione/

Il premio è stato promosso dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia.
Clicca qui per sapere di più dell’iniziativa e per leggere anche gli altri scritti che sono stati premiati —> https://www.opl.it/notizia/23-03-2022-I-Edizione-premio-Eugenia-Pelanda-Scritti-degli-specializzandi-in-psicoterapia-della-Lombardia

01/02/2022

⭕️ Il ritiro sociale in adolescenza ⭕️
A cura di Sara Pontecorvo psicologa_sarapontecorvo

Cari lettori di Area G,
Oggi propongo un argomento molto dibattuto: il ritiro sociale in adolescenza.

❓Cos’è il ritiro sociale?
È una manifestazione di disagio a causa del quale il giovane adolescente ritira il proprio investimento dal mondo esterno che lo circonda, dalle relazioni con i coetanei e con i familiari e dal proprio stesso futuro.

❓Quando e come si manifesta?
Secondo Lancini (2019) l’esordio del ritiro sociale si colloca tra la fine delle medie e l’inizio delle scuole superiori anche se, in alcuni casi può presentarsi prima a 11-12 anni.
Il giovane adolescente si ritira in concomitanza con la sua “nascita sociale”, spesso è incapace di esprimere verbalmente ciò che gli sta succedendo, rendendo ancora più complesso l’accesso alla sua sofferenza.
Un senso d’impotenza, infatti, spesso pervade l’atmosfera familiare. I genitori sono fortemente angosciati perché vedono il figlio, altamente sensibile al giudizio esterno, chiudersi sempre di più e lasciarli fuori dalla stanza, talvolta, purtroppo, non solo metaforicamente, diventando a tutti gli effetti inaccessibile.

➡️ La vita in rete
Spesso il ritiro sociale è accompagnato dalla creazione di una “seconda vita” in rete, che diventa totalizzante e resta l’unica occasione di sperimentazione di sé e di relazione con gli altri.
Alcuni si appassionano al gaming online, altri agli anime e ai manga. Passano gran parte del loro tempo nella realtà virtuale, anche se in alcune situazioni, di sofferenza ancora più acuta, nemmeno la rete li coinvolge.

❓Perché l’adolescente si ritira?
il giovane adolescente si vive in una posizione di scacco. Avverte di non avere le risorse, le capacità e gli strumenti per fare fronte ai compiti evolutivi che la fase dell’adolescenza richiede.
l’adolescente deve:
- scoprire/trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo staccandosi dai modelli infantili e dai genitori
- ridefinire la propria immagine corporea interiore in funzione dei cambiamenti legati alla crescita puberale
- affrontare la nascita sociale, la realtà extra-familiare, il confronto con i pari ecc.


❓Cosa caratterizza l’adolescente che si ritira?
Solitamente questi ragazzi sono intelligenti, vanno bene a scuola, tendono all’introversione ma, nel momento in cui il corpo si trasforma con la pubertà, perdono tutti i loro punti di riferimento e non riescono a stare al passo con le profonde trasformazioni che toccano sia il corpo sia il mondo emotivo. Nasce un timore di fallire che invade la mente dell’adolescente, ogni giorno di più, aprendo la strada ai i sintomi spesso espressi nel corpo (mal di pancia, mal di testa, ecc.), portandolo ad abbandonare inizialmente la scuola e successivamente tutto ciò che è sociale.


➡️ Vergogna e inadeguatezza
Molti autori sono concordi nel considerare questi ragazzi come caratterizzati da una grande fragilità narcisistica (Lancini, 2019; Spiniello, Piotti et al. 2015)
La loro sofferenza scaturisce da una profonda vergogna e da un gravoso senso di inadeguatezza che si scatena nel confronto con gli altri e che pervade il sé e in particolare il corpo.

➡️ Sedare l’ansia con la rete
I giochi virtuali diventano un modo per sedare l’ansia e gli stati emotivi dolorosi, indotti da un’immagine di Sè percepita come non adeguata alle richieste sociali.
In rete, l’adolescente si sperimenta nelle relazioni sociali in differita e in modalità indiretta. Può così, attraverso la creazione di avatar e di personaggi, non mostrarsi e, al contempo, scoprire nuovi aspetti di sè (o aspetti di sè desiderati). La rete, consentendo di sperimentarsi, funziona da antidolorifico per la sofferenza emotiva e protegge l’adolescente da un isolamento ancora più radicale che lo esporrebbe al rischio di un definitivo blocco evolutivo

❓Come aiutare un adolescente ritirato?
Chi ha esperienza con questi ragazzi sa bene quanto sia difficile riuscire ad entrare in contatto con loro e sa anche bene che, quanto più è acuta e profonda la loro sofferenza, tanto più diventano distanti e inaccessibili.
Il loro mondo virtuale, i loro spazi sono intrisi sia di sé alienati, che di sé desiderati e potenziali ed è solo incuriosendosi di questo nuovo mondo che possiamo iniziare a ri-conoscere l’adolescente e a cercare-trovare il contatto.
Esiste la possibilità di iniziare una relazione entrando nel loro nuovo mondo, quello virtuale, in punta di piedi, con molta delicatezza e senza giudizio alcuno, affiancandoli silenziosamente e accompagnandoli, per quanto ci venga consentito, verso il futuro.

22/10/2021

25/08/2021
22/08/2021

“La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti.”
Søren Kierkegaard

21/06/2021

[APPROVATA LA MOZIONE PER LA SALUTE MENTALE]

Il 16 giugno 2021 alla Camera dei deputati è stata approvata all’unanimità la mozione sulla salute psicologica e mentale presentata dall’On. Beatrice Lorenzin.

Si tratta di un passo molto importante per tornare a dare centralità al tema del benessere psicologico e della salute mentale.

La mozione è un atto parlamentare che dà un indirizzo chiaro al Governo sul tema della Salute Mentale, indirizzo che come categoria professionale speriamo sia recepito nella sua interezza.

👉 http://ow.ly/17JC50FeNxD

Quando cercare di negare il dolore e i dispiaceri crea ulteriore sofferenza al posto di farla passare...La   non porta a...
10/04/2021

Quando cercare di negare il dolore e i dispiaceri crea ulteriore sofferenza al posto di farla passare...

La non porta alla né alla .
Le emozioni quando non vengono elaborate trovano sfogo per altre vie.
Possono nascere così problemi fisici, somatici poiché e comunicano e il corpo esprime quello che le mente cerca di reprimere.
Oppure nascono delle come dall'alcol, da sostanze stupefacenti ecc...
O ancora semplicemente non si smette di stare male, ma si sta peggio...

Sentire le emozioni ed elaborarle è la chiave per poter alleggerire il loro peso e riuscire a controllarle.

Si perché la professione di   è una   a tutti gli effetti, e come tale non solo c'è il senso morale di vaccinarsi per pr...
09/04/2021

Si perché la professione di è una a tutti gli effetti, e come tale non solo c'è il senso morale di vaccinarsi per proteggere le persone di cui ci si prende cura, ma ora è diventato anche un per poter esercitare la professione.

Quindi? Smettere di vaccinare gli psicologi sotto i 35 anni?... Mancanza di conoscenza del fatto che si sta parlando di una professione sanitaria?...

Ancora una volta una dimostrazione del fatto che la psicologia venga considerata come una professione di serie B...

𝐕𝐀𝐂𝐂𝐈𝐍𝐈 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐂𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈
𝐅𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨

Può capitare di essere ottimi tecnici ma non brillare come comunicatori. Sorprendono infatti le affermazioni del presidente Draghi che nella sua conferenza stampa ha parlato di giovani psicologi che si fanno vaccinare scavalcando le persone anziane. Sorprendente da molti punti di vista: perché nessuno di noi ha chiesto di avere priorità, è stato il Governo a decidere le priorità vaccinali, ed in queste sono state incluse tutte le professioni sanitarie. Perché addirittura l'ultimo Decreto trasforma la facoltà in obbligo, esteso a tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Perché queste priorità e questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, da loro seguiti.
E allora, signor Presidente, le dico che non ci sono solo gli Psicologi del SSN, ma ci sono le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano nella scuola per sostenere il disagio determinato da un anno di scuole chiuse; ci sono, signor Presidente, le migliaia di di psicologhe e psicologi che lavorano con soggetti fragili, bambini diversamente abili, con problemi di sviluppo e con le loro famiglie; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano con gli anziani, RSA, malati oncologici, persone con patologie croniche, nel fine vita; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che sono a fianco delle tante, troppe persone, che non ricevendo risposte dal pubblico per la mancanza scandalosa di psicologi, si rivolgono al privato.
Come li vogliamo considerare, signor Presidente, queste decine di migliaia di professionisti della salute psicologica? Ma soprattutto, come vogliamo considerare i bambini, i giovani, le donne, gli uomini, gli anziani, che stanno aiutando e che non sono vaccinati o non possono esserlo? Persone che non meritano nessuna protezione? Le persone che in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di un aiuto psicologico sono un popolo. Un popolo al quale sinora il Governo non ha dato risposte. Ora vogliamo dire che tutti quelli che chiedono aiuto ad uno psicologo non sono meritevoli di protezione?

𝑫𝒂𝒗𝒊𝒅 𝑳𝒂𝒛𝒛𝒂𝒓𝒊, 𝑷𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝑪𝑵𝑶𝑷

15/03/2021

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Laura Parolin, Presidente Ordine degli psicologi della Lombardia

🚂 Quante volte una persona arriva in consultazione dicendo :"Voglio tornare a essere la persona di una volta... voglio t...
25/02/2021

🚂 Quante volte una persona arriva in consultazione dicendo :
"Voglio tornare a essere la persona di una volta... voglio tornare come prima".

🔎Ma cosa vuol dire tornare come prima?

🚉 I cambiamenti comportano una svolta, una svolta verso il futuro e mai verso il passato.
Gli eventi di vita che ci hanno segnato, le perturbazioni emotive che ci portano a vivere delle profonde crisi, segnano delle strade di passaggio, dei bivi. E la direzione di queste strade è sempre in avanti, mai indietro.
Rimuginare sul voler tornare come prima non dà la possibilità di affrontare le crisi... e si rimane ancorati al passato, ad una situazione che fa soffrire.
Al contrario, ve**re a patti, accettare, significa poter ripartire e ricostruire un nuovo Sé attrezzato di nuovi bagagli di esperienza.

Indirizzo

Via Aspromonte N 7
Magenta
20013

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