02/09/2026
Lo stato emotivo è visceralmente connesso al corpo.
Non te ne accorgi, ma molto spesso il tuo corpo parla molto prima che tu ci arrivi con le parole.
Solo che all’educazione emotiva siamo stati annaffiati poco.
E allora quello che sentiamo lo infiliamo nella prima parola che conosciamo.
E non si sente visto.
Fosse così semplice definire come ci sentiamo.
Ci sono giorni in cui “sto bene” e “sto male” sono entrambe risposte sbagliate.
O entrambe giuste.
E allora tocca fare i pirati e saccheggiare linguisticamente.
🐒 Benvenuti nella Fattoria dei Parolieri.
🔸RABBIALGICO
rabbia + nostalgia
Mi manca qualcosa che, allo stesso tempo, mi fa ancora arrabbiare.
🔸QUIETINQUIETO
quiete + inquietudine
Fuori è tutto fermo.
Dentro, qualcosa si muove vorticosamente.
🔸SPERDANZOSO
sperduto + leggero
Non so dove sto andando e, stranamente, non mi pesa.
Il punto non è inventare parole più belle per evitare quelle scomode.
È non consegnare sempre ciò che senti
alla prima etichetta disponibile.
Perché una parola conosciuta ha già una storia.
Una parola appena nata ti costringe ancora ad ascoltarti.
E validare ciò che senti.
Tutto ciò che senti.
Cuore locale.
Non mente locale.
E tu?
Come stai oggi,
in una parola che non esiste ancora?
Inventala nei commenti.
La Treccani è avvisata. 🐓📖
Ti leggo curioso,
Luca
⚗️