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mcdietista Ciao, sono Giada e sono una dietista specializzata in disturbi alimentari. Mi sto formando sugli Approcci inclusivi al peso e all'Intuitive Eating.

Sulla mia pagina troverai consigli su come migliorare il tuo rapporto col cibo e col corpo.

L'altro giorno sono andata a fare acquisti per la scuola per figlia n 1. Le cartolerie hanno sempre un sacco di fascino ...
31/08/2026

L'altro giorno sono andata a fare acquisti per la scuola per figlia n 1.
Le cartolerie hanno sempre un sacco di fascino e la mia mente si è soffermata sulle forbici.

Uso spesso l'immagine di questo arnese con i miei pazienti, in particolare con quelli che stanno lavorando per superare una restrizione cognitiva (quindi che soffrano di disturbo alimentare o meno).

C'è spesso una fase in cui la persona che in passato restringeva in maniera più rigida, si inizia ad ammorbidire. Piccole aperture inizialmente ma molto importanti dal punto di vista terapeutico. Spesso queste aperture avvengono sfruttando occasioni sociali fuori casa, inviti.. Il denominatore comune è che sono occasioni che la persona vive come limitate, paradossalmente meno triggeranti di altre presenti in casa, gratificanti dopo mesi o lunghi periodi di astinenza.
Sembra tutto perfetto ma...

La forbice si deve chiudere prima possibile.

Il forte rischio è che la persona si ""conceda"" queste occasioni limitandole appunto nella frequenza e nei luoghi, giustificandole come estemporanee ma continui poi a restringere "a casa" o in occasioni normali.
Quando accade questo, l'alimentazione normale non si sblocca, né per varietà, né per elaborazione, in un'ottica di compensazione rispetto alle occasioni più ricche inserite.

Un passaggio terapeutico importante è proprio eliminare la "forbice" tra questi due tipi di alimentazione e lavorare invece in un'ottica di uniformità volta a ridurre la restrizione cognitiva.


Faccio questo post perché ieri, nemmeno a farlo apposta, in tre persone mi hanno detto che non mangiano volentieri la pa...
28/08/2026

Faccio questo post perché ieri, nemmeno a farlo apposta, in tre persone mi hanno detto che non mangiano volentieri la pasta.

Sebbene nell'immaginario collettivo questa sia una frase al pari di una bestemmia, succede. I gusti sono gusti......Se questo è  il vero pusillis!

Che intendo?
Che prima di dare qualche spunto di pasti che possono apportare principalmente (ma non solo) il nutriente "carboidrato" indagherei sempre sul perché la pasta non viene consumata.

Problemi organizzativi? (Non piace scaldata, non avete frigo o microonde, non sazia, mangiate in macchina ecc ecc ecc)

Problemi di consistenza?

Paura che faccia ingrassare? Convinzione di poterla mangiare solo nei giorni in cui fate movimento?

Qui la Giada apre in caso una parentesi graffa e vi impezza per benino ( psico-educazione, superamento cibo fobico, decostruzione pregiudizi e preconcetti..)

Se invece semplicemente non amate questo piatto, ecco qualche idea per voi.

Ve ne vengono in mente altri?

1) Insalata di patate con verdure;
2) Bruschette;
3) Vellutata di verdura con crostini;
4)  Riso (quello che vuoi) + verdure saltate con spezie;
5) Polenta a cubetti e verdure al forno;
6) Verdure con pangrattato;
7) Sformato di patate;
8) Frittella con verdure grigliate;
9) Pappa al pomodoro;
10) Focaccia o schiacciata.

Ricordo che queste NON sono idee ipocaloriche o dimagranti rispetto alla pasta. Possono rappresentare delle strategie per includere i carboidrati nella propria alimentazione e giornata.

Ciao!

Una mia paziente ha trovato questa immagine in un negozio di abbigliamento.Il tutto potrebbe sembrare innocuo o utile a ...
21/08/2026

Una mia paziente ha trovato questa immagine in un negozio di abbigliamento.

Il tutto potrebbe sembrare innocuo o utile a trovare la taglia più "giusta" ma in realtà è un esempio perfetto di come la cultura della dieta ci voglia ingabbiare nella ricerca costante (e infinita) di standard predefiniti.

Perché?

Perché la cultura della dieta arricchisce l'industria della dieta. Ma il risvolto psicologico e sociale è che se una persona legge quella tabella e non si ritrova nelle sue aspettative (o si ritrova in una classificazione "maggiore") si sente sbagliat*.

E tutto rinforza l'idea che un peso più alto sia sbagliato, brutto, un qualcosa di cui vergognarsi.

Voglio credere che qualcosa si stia muovendo e che una sensibilità al tema inizi lentamente a crescere.

Speriamo!!

Nella storie (forse) lho spiegato meglio!

Besos

Con queste domande provocatorie spero di aver catturato la vostra attenzion perché, ne sono certa, almeno una di queste ...
04/07/2026

Con queste domande provocatorie spero di aver catturato la vostra attenzion perché, ne sono certa, almeno una di queste “sensazioni” voi l’avete provata.

Sarei potuta andare avanti con altri trend ma, arrivo dritta al s**o.

Non vi sembra chiaro qual è il denominatore comune a queste slide?

Vi aiuto io dai…

Per anni ho sentito le persone riportare la sensazione di gonfiore.
Da qualche tempo la parola è cambiata in “mi sento infiammat*”. Ah, dimenticavo il periodo dei “metabolismi bloccati”.

No, non vi sto prendendo in giro, non mi permetterei mai.

Voglio solo fortemente farvi capire come la cultura della dieta e soprattutto la diet industry vi voglia convincere che il vostro corpo sia SBAGLIATO.

Il motivo?

Per vendervi la soluzione.

Nella newsletter in arrivo (finalmente) in questi giorni, ti spiego la grande differenza tra il migliorare il tuo benessere e il trattare la tua fisiologia come una malattia da sconfiggere.

Se ti fa di tornare a leggermi, trovi il link in bio per iscriverti.

A prestissimo!

Le persone che hanno un buon rapporto col cibo e col proprio corpo NON si vedono per forza sempre bene, ma hanno una nat...
11/06/2026

Le persone che hanno un buon rapporto col cibo e col proprio corpo NON si vedono per forza sempre bene, ma hanno una naturale oscillazione nei pensieri e nelle sensazioni fisiche. In un momento di disagio potrebbero dirsi frasi come "Vediamo come va domani", "Evito situazioni che mi triggherano", "Potrei vivere questo disagio per colpa del ciclo ormonale, del caldo ecc".

Le persone che invece non hanno un buon rapporto col cibo e col corpo hanno la tendenza a pensare in maniera diretta che sia necessario modificare la propria alimentazione, quasi sempre in "meno". Pensieri tipici potrebbero essere "Devo eliminare X alimenti, devo restringere, devo evitare, devo fare più movimento..."

Un obiettivo di un percorso insieme potrebbe essere proprio quello di limitare l'intrusione di pensieri legati alla restrizione alimentare o al vedere la propria alimentazione come sbagliata.

Disagio corporeo e necessità di cambiare il corpo NON sono la stessa cosa.

Prima di reagire prova a chiederti, "Sto rispondendo ad un'emozione o a un reale bisogno?"

Sì, sono ancora io... promesso!​Ho passato gli ultimi mesi un po' "in modalità aereo" qui sui social, concentrata sul la...
08/06/2026

Sì, sono ancora io... promesso!

​Ho passato gli ultimi mesi un po' "in modalità aereo" qui sui social, concentrata sul lavoro in studio, sui miei pazienti e sul cercare di trovare un equilibrio con la gestione famigliare. Ma per il mio ritorno ufficiale ho pensato che servisse un cambio di look radicale.

​Un nuovo taglio di capelli, un abito elegante e tanta voglia di tornare a chiacchierare con voi di alimentazione consapevole, senza rigidità e con il sorriso.

​A volte un piccolo cambiamento esterno è solo il riflesso di una nuova energia interiore. Io sono pronta a ripartire, e voi?

La settimana scorsa ho visto una ragazza che mi ha raccontato un percorso dietetico e olistico fatto in passato. Ad ogni...
21/05/2026

La settimana scorsa ho visto una ragazza che mi ha raccontato un percorso dietetico e olistico fatto in passato. Ad ogni dettaglio che aggiungeva io faticavo a limitare occhiate o commenti perché l' esperienza narrata era davero al limite dell'accettabile. Quando ho chiesto a questa ragazza come avesse fatto a non accorgersi "nel mentre" o come faceva a parlarne ancora con quel nonsoche' di malinconico, lei mi ha risposto onestamente: perché nonostante la rigidità delle indicazioni le aveva permesso di perdere molto peso (totalmente recuperato poi).

Fare una dieta non è mai un atto neutro, perché ha conseguenze profonde sul rapporto con il cibo e sul modo in cui si vive e si percepisce il proprio corpo.

Spesso una dieta nasce dall’idea che ci sia qualcosa di “sbagliato” da correggere: il corpo, le abitudini, il modo di mangiare. E quando interiorizzi questo messaggio, il senso di fiducia spontanea in te stesso si riduce. Parti del tuo corpo iniziano a essere viste come difetti modificabili, e si entra così in percorsi che vengono chiamati “di benessere”, ma che spesso con il benessere reale hanno poco a che fare.

Il problema è che molte persone fanno fatica a riconoscere quanto questi percorsi possano essere nocivi, perché li valutano solo in base al calo di peso. Ma perdere peso non significa automaticamente stare meglio o essere più sani.

Nel corso della vita si può perdere peso per moltissimi motivi — stress, malattia, difficoltà emotive.. — e questo non coincide quasi mai, di per sé, con un aumento del benessere.

I percorsi che fanno stare meglio sono facili da riconoscere ma anche i più coraggiosi da scegliere. Perché sono quelli che non promettono niente di fantasmagorico se non il perseguimento di una salute vera e completa.

È qualche giorno che pondero questo post ma abbassiamo subito l'aspettativa: nessun grande ritorno. Ho vissuto questo te...
18/05/2026

È qualche giorno che pondero questo post ma abbassiamo subito l'aspettativa: nessun grande ritorno.

Ho vissuto questo tempo lontano dai social con la solita ambivalenza: sollievo e colpa.

Sollievo perché in un periodo nel quale il tempo "per me" era limitato al lavoro, pensare di ri-lavorare per i social era troppo pesante. Perché, lo dirò sempre, i social sono una parte del lavoro, non indispensabile ma nemmeno gratuito o spontaneo.

Colpa per la sensazione di rimanere indietro, perdermi qualcosa, essere dimenticata.

E come sempre mi sono detta "sti grandissimi cazzi". Obiettivo minimo: la sopravvivenza.

Quindi ecco non so la frequenza con la quale tornerò su questi schermi, vedrò e accettero' quello che riesco a fare. La newsletter, quella mi preme di più perché mi ha sempre permesso di dilungarmi di più.

Quindi ecco non ho detto nulla di nuovo se non "ciao, vi mando un saluto. Continuo a cercare il modo più consono a me per abitare questo spazio e ci vediamo pre

Sfidare il giudice interno è un grande lavoro tipico dell'alimentazione intuitiva e si riesce a fare solo dopo aver iden...
02/12/2025

Sfidare il giudice interno è un grande lavoro tipico dell'alimentazione intuitiva e si riesce a fare solo dopo aver identificato gran parte delle "regole" che abbiamo incamerato nel corso della nostra vita "alimentare". L'importanza del fare questo lavoro non da soli sta nella capacità di fornire strumenti diversi in base alle diverse regole per superare le singole situazioni: a volte serviranno nozioni di biochimica (ma neutre!), altre volte concetti di psicoeducazione.. A poco a poco la persona capira' che era la sensazione di sgarrare alla regola il problema e non la """"trasgressione""" vera e propria.

La conseguenza? Si alleggerisce quel bastardo del senso di colpa che arriva sempre e anzi, ci si avvicina a una sensazione di benessere e libertà.



Ps: esercizio fatto da una mia paziente che mi ha dato il consenso alla pubblicazione.

Chi si ritrova in queste regole?

Con l’avvicinarsi delle feste e delle millanta richieste di diete gennarine voglio mettere le mani avanti. Un post un po...
28/11/2025

Con l’avvicinarsi delle feste e delle millanta richieste di diete gennarine voglio mettere le mani avanti.

Un post un po' minimal solo per ricordare che qui non si contano calorie: si coltiva fiducia, libertà e gentilezza verso il proprio corpo.

Indirizzo

Via Andrea Da Schivenoglia 2/b
Mantua
46100

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