23/07/2026
DAL SALICE ALLA STORIA DELLA FARMACOLOGIA DELL'ASPIRINA 🌿💊
Oggi vi portiamo lungo un percorso dove è possibile scorgere tra la vegetazione arborea vetusti esemplari di salice (Salix alba), talora riversi nel lago.
| Romani lo chiamavano vimen-viminis (vimine): i suoi rametti flessibili venivano e vengono ancora oggi intrecciati per la fabbricazione di cesti e legacci, ma è in ambito farmacologico che è sempre stato celebre.
La scoperta delle proprietà medicamentose dei composti ottenuti dal salice è molto antica, sin dal tempo dei Sumeri o deglí Egizi se ne conosceva l'azione sul corpo umano.
Ippocrate (460-380 a.C.) prescriveva un infuso di foglie di salice per abbassare la febbre ed alleviare i dolori.
In età romana Aulo Cornelio Celso (25 a.C - 50 d.C.), nel suo De Medicina, consigliava l'estratto delle foglie di questa pianta per lenire gli stati infiammatori.
Ne parlano anche Dioscoride e Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. e Galeno nel successivo.
La scoperta "moderna" dei poteri del Salice si deve alla ricerca di una cura alle febbri malariche, iniziata alla metà del XVII secolo.
Fu la forte presenza di tannino nella corteccia, amarissima, a suggerire di impiegarla quale succedaneo del chinino, di provenienza esotica e quindi ben più costoso.
Un primo sviluppo pratico appare nel 1763 con le applicazioni di corteccia polverizzata da parte del reverendo Edward Stone nella cura delle febbri malariche.
Nel 1828 ne viene scoperto il principio attivo, la salicina: nel 1838 l'italiano Raffaele Piria riesce ad isolarne un composto ancora più puro, l'aldeide salicilica e, da questa, l'acido salicilico.
Nel 1853 il francese Gerhardt arriva a produrre l'acido acetilsalicilico, efficace ma irritante e sgradevole.
Nel 1879 Hoffmann e Eichengrün vanno oltre, sintetizzandolo senza utilizzare il salice ( o la Spirea - Filipendula Ulmaria) : nel 1899 con l'acido acetilsalicilico sintetico, viene brevettata dalla casa farmaceutica tedesca Bayer la celebre "Aspirina".
Le proprietà di tale sostanza non sono solo antinfiammatorie, ma anche antipiretiche e analgesiche, oltre ad avere un ruolo importante nella cura e prevenzione di alcune malattie cardiache.
L’uso di massa che poi è prevalso nella farmacologia moderna, sarebbe stato impossibile con solo l’impiego degli estratti vegetali.
Oggi in Fitoterapia usiamo ancora la Tintura madre di Salix alba come antipiretico, analgesico, antinfiammatorio, per contrastare stati febbrili, dolori articolari, reumatismi, nevralgie.
Stiamo programmando le prossime passeggiate con Il Sentiero delle Erbe...
E questo sarà sicuramente uno dei posti in cui vi porteremo, per scoprire il Salice ed altre piante utili per prendersi cura di noi!
A presto 💚🙏