14/08/2026
La consapevolezza autentica nasce dalla comprensione profonda che tutto parte dalla Coscienza.
Il benessere, la guarigione e l'equilibrio non sono eventi casuali, ma fioriscono in una condizione di ordine e armonia. Emergono da ciò che decidiamo di nutrire e valorizzare ogni giorno, dai confini sani che abbiamo il coraggio di stabilire, dalla qualità delle relazioni che scegliamo di coltivare e da ogni singola azione che mettiamo in campo.
Non siamo passivi spettatori di destini scritti da altri o di scelte altrui: siamo i creatori della nostra realtà. Abbiamo il potere sacro e la responsabilità di plasmare la nostra vita, trasformando la consapevolezza in direzione e la visione in materia viva.
TUTTO HA INIZIO NELLA COSCIENZA: PRIMA ANCORA DI UN PIATTO DI PASTA
(Di Parrizia Coffaro)
Eh sì, tutto ha inizio nella coscienza.
Più di dieci anni fa mi ritrovai a Nizza, davanti a un maestro spirituale vissuto in Tibet, e lui mi insegnò una cosa che non ho mai dimenticato... tutto ciò che accade nella nostra vita, e anche all’interno del corpo, ha origine da qualcosa che avviene prima nella coscienza.
Questo significa che, in ogni situazione della vita quotidiana, noi scegliamo come reagire. Scegliamo se prendere una decisione, oppure se non prenderla. Ma anche decidere di non decidere, alla fine, è una decisione.
Questo processo non comincia a una certa età. Non inizia quando diventiamo adulti, quando iniziamo a capire, quando abbiamo strumenti o consapevolezza. Si verifica da sempre... ogni giorno, davanti a ciò che accade, il nostro sistema interiore risponde, interpreta, trattiene, si contrae oppure si apre.
Se reagiamo alle situazioni in modo armonico, riusciamo a mantenere il nostro equilibrio e il processo della vita continua a fluire. Ma quando la nostra reazione crea tensione, conflitto, chiusura o sofferenza, allora qualcosa si altera, si crea uno squilibrio.
La condizione naturale della coscienza è l’equilibrio. La guarigione, in fondo, è un ritorno a quello stato naturale di equilibrio, presenza e interezza.
Nella nostra società ci viene insegnato che le cause delle malattie, dei disturbi e perfino degli incidenti siano sempre esterne a noi e sul piano fisico, certo, spesso questo è vero. Esistono tossine, traumi, infezioni, alimenti inadatti, stress ambientali, errori, incidenti, sostanze che danneggiano il corpo... non possiamo negarlo.
Ma è altrettanto vero che ciò che accade sul piano fisico trova spesso un terreno favorevole quando il nostro stato interiore, la nostra coscienza, il nostro modo di reagire alla vita, lo permette o lo amplifica.
Se continuiamo a cercare solo cure, rimedi, protocolli o soluzioni esterne, rischiamo di non vedere le tensioni profonde che, di fatto, preparano il terreno al sintomo fisico... e così finiamo per sentirci vittime di ciò che ci circonda, vittime del cibo, dell’ambiente, delle persone, degli eventi, della genetica, della sfortuna.
Ma se non osserviamo la tensione che vive nella nostra coscienza, quella che si mette tra noi e la salute, tra noi e la pace, tra noi e la felicità che cerchiamo, rischiamo di girare in tondo per anni.
Se vogliamo davvero liberarci dai sintomi, soprattutto quando scegliamo un approccio più profondo e integrato rispetto alla visione puramente meccanica del corpo, dobbiamo partire da un presupposto fondamentale... tutto comincia nella coscienza.
Questo non significa colpevolizzarsi, non significa dire: “mi sono creato la malattia”, come se fosse una condanna o una punizione. Significa, invece, riprendere in mano il proprio potere... significa assumersi la responsabilità di ciò che accade nel corpo e nella vita, di ciò che scegliamo, di ciò che accettiamo, di ciò che continuiamo a introdurre non solo nel corpo, ma anche nella mente, nel cuore, nel campo interiore.
A quel punto iniziamo a comprendere che partecipiamo alla creazione della nostra realtà. Ci accorgiamo di avere dentro di noi risorse, capacità e mezzi di guarigione molto più grandi di quanto ci sia stato insegnato e piano piano impariamo anche a usarli.
Scopriamo che possiamo scegliere di reagire all’ambiente in modo diverso. Possiamo non farci attraversare da tutto, possiamo non assorbire ogni parola, ogni giudizio, ogni rumore, ogni provocazione, ogni paura, possiamo smettere di vivere come spugne emotive dentro un mondo che ci tira da tutte le parti.
E allora, prima ancora di fare attenzione a cosa introduciamo nel corpo, latticini, cereali antichi o moderni, verdure, frutta, carne allevata bene o male, glutine, zuccheri, istamina, ossalati e compagnia cantante, forse dovremmo iniziare a osservare cosa abbiamo già dentro la nostra coscienza.
Come reagiamo agli eventi? Come rispondiamo al chiasso che ci circonda? Quanto ci lasciamo invadere dai disturbatori seriali? Quanta paura tratteniamo? Quanta rabbia non espressa? Quanta repressione? Quanta frustrazione mascherata da controllo?
Perché saper reagire agli eventi non è una questione filosofica, è biologia pura, è sistema nervoso, immunità, infiammazione, chimica interna... è terreno biologico.
Un corpo che vive costantemente in allerta, anche se mangia perfetto, non è davvero in equilibrio. Un sistema nervoso contratto, arrabbiato, spaventato o represso non diventa sano solo perché nel piatto non c’è glutine.
Perché vedete, è inutile stare attentissimi al piatto di pasta se poi, dentro di noi, continuiamo a coltivare rabbia, odio, paura, risentimento e repressione.
La vera guarigione non comincia solo da ciò che togliamo dalla tavola. Comincia da ciò che scegliamo di non nutrire più dentro di noi, il passo successivo è ciò che mettiamo nel piatto.
XO – Patrizia Coffaro