31/08/2026
Oggi vi dedico la riflessione di Michela Marzano il cui pensiero conobbi e apprezzai leggendo il suo libro "Sii bella e stai zitta"
Buona lettura
"Devi imparare a stare bene da solo". Quasi tutti, prima o poi, ce lo siamo sentiti dire. È diventato uno dei consigli più diffusi, nei libri, sui social, nelle conversazioni. Come se la felicità fosse prima di tutto una questione individuale. Come se bastasse lavorare su di sé per non avere più bisogno degli altri.
Certo, nessuna relazione può colmare tutto ciò che ci manca e nessun amore può sostituirsi alla responsabilità che ciascuno ha nei confronti della propria vita. Eppure c'è qualcosa, in questo ideale dell'autosufficienza, che mi lascia estremamente perplessa. Non nasciamo da soli, non impariamo a parlare da soli, non diventiamo ciò che siamo da soli. Persino le parole con cui diciamo "io" le abbiamo ricevute da qualcun altro. E ci sono momenti in cui è proprio lo sguardo di un altro a ricordarci chi siamo, quando noi facciamo fatica a riconoscerci. Ci sono ferite che non si rimarginano nell'isolamento, ma dentro una relazione in cui possiamo smettere di fingere di stare bene, di essere forti, di non avere bisogno di niente.
Forse abbiamo confuso troppo a lungo l'autonomia con l'indipendenza. Come se essere adulti significasse cavarsela sempre da soli. Non chiedere. Non pesare. Non dipendere.
Ma l'autonomia, almeno per come la intendo io, è un'altra cosa. Non significa bastare a sé stessi. Significa poter avere bisogno degli altri senza perdere la propria voce. Accettare una mano tesa, una parola, una presenza. Affidarsi, qualche volta, e restare liberi. Perché c'è una differenza profonda tra dipendere da qualcuno e affidarsi a qualcuno. Ci sono legami che ci fanno perdere noi stessi, fino a farci credere che senza l'altro non siamo niente. E ce ne sono altri che, proprio perché non ci chiedono di rinunciare a ciò che siamo, ci permettono di diventarlo un po' di più.
Forse il problema non è che abbiamo bisogno degli altri. Il problema è aver trasformato quel bisogno in qualcosa di cui vergognarsi. Siamo esseri vulnerabili e dipendiamo dagli altri molto prima di sapere chi siamo. Continueremo, in modi diversi, a dipenderne per tutta la vita.
La libertà non consiste nel cancellare questa fragilità, ma nell'imparare ad abitarla senza consegnare a nessuno le chiavi di noi stessi. Perché il contrario della libertà non è avere bisogno degli altri. È smettere di essere sé stessi per paura di perderli."