25/01/2026
Fin da piccolo sono cresciuto in un ambiente familiare strano, cupo e pieno di una malinconia profonda.
La sera a cena spesso mia mamma si metteva la testa tra le mani e scoppiava in lacrime, io e mia sorella restavamo in silenzio, provavo imbarazzo per quella situazione, mio papà faceva cenni per minimizzare.
Mio padre, nonostante i chilometri, tornava dal lavoro per pranzo, ricordo che restavo da solo a guardarlo dalla finestra andare via, la tristezza e la malinconia era si era gia insinuata in me, mettevo una sua foto da soldato dentro le mie calze e restavo invischiato in quel seme della depressione che era già stato piantato.
Nei tempi della scuola tornavo a casa, e di solito mia mamma era a letto a dormire e non c era niente da mangiare, la tavola era vuota, come se non esistessi.
In quel periodo saltó fuori la verità, il tabù del nonno, che non conobbi mai e che credevo fosse morto per un incidente, invece di era sparato quando mia mamma era piccola, lasciando la famiglia sola in argentina: furono rimpatriati come famiglia povera.
Capii come il gesto del nonno inquinó la vita di mia mamma, quella della mia famiglia ( di allora) e la mia.
Non ero ancora nato ma il gesto del nonno era destinato ad arrivare a me.
Attorno ai 18 anni cominciai a soffrire di forte depressione ed attacchi di panico, uscivo con l ombrello per poterci vomitare dentro in caso di attacco.
La mia fortuna è stata quella di voler a tutti i costi uscire da quella condizione, e per farlo dedicai il resto della vita a cercare di spezzare quella catena: psicoterapia, incontri con persone speciali ( oserei dire illuminate) pratiche orientali e occidentali fino alla scoperta del rebirthing.
Mia sorella non fu così fortunata, 3 anni fa si gettò dalla finestra, dopo una vita apparentemente normale cadde in depressione senza possibilità di ritorno, aveva 59 anni.
Ho 60 anni e una famiglia mia, una figlia di 15 anni che conosce il fatto della zia e di mio nonno, non voglio quel tabù, nella mia famiglia, mi sento sempre in guardia riguardo a ciò che porto con me.
Posso però anche capire quei gesti, mia sorella era ridotta ad uno zombie col parkinson, capisco che per lei non ci fu altro modo per liberarsi da quel mostro, e che non si può salvare qualcuno che non vuole essere salvato.
Da lei però ho ricevuto tanto, dal gesto del nonno invece solo sofferenza, eppure se il nonno non si fosse ucciso non esisterei, una cosa davvero estrema da pensare.