16/06/2026
La dott.ssa Antonella Santoro non ci parla solo di terapie, ma di un'arte preziosa: quella di saper stare nella complessità con ordine, ascolto e gentilezza. 💙 Leggiamo insieme la sua testimonianza:
Mi presento: sono Antonella, un medico che si prende cura di persone con fibrosi cistica. Ho scelto questo reparto perché cercavo una medicina capace di unire competenza clinica e relazione umana, in un percorso condiviso che non si esaurisce in una singola visita, ma cresce nel tempo insieme ai pazienti e alle loro famiglie.
All’inizio mi sono sentita piccola davanti alla complessità della fibrosi cistica. L’ingresso nel reparto è stato un intreccio di curiosità, rispetto e senso di responsabilità. Ma giorno dopo giorno ho scoperto che la chiave è imparare a stare nella complessità con ordine, ascolto e gentilezza: osservare, fare le domande giuste, riconoscere i tempi di ciascuno e costruire fiducia.
Questa esperienza mi ha insegnato quanto valore abbia la continuità della cura: seguire una persona nel tempo, conoscerne la storia, le paure, i desideri e i traguardi. È proprio questa relazione che rende il lavoro più autentico e significativo. Ogni scelta clinica nasce così non solo dalla competenza, ma anche dalla conoscenza profonda della persona che abbiamo davanti.
Nel quotidiano vivo il mio lavoro come un equilibrio tra tecnica e cura: dosare antibiotici e parole, impostare terapie e allo stesso tempo proteggere momenti di normalità, mantenere il rigore delle linee guida lasciando spazio alla vita, che non entra mai completamente in uno schema. Con i bambini e le loro famiglie ho imparato quanto siano importanti anche i piccoli gesti: spiegare bene, essere presenti, rendere i percorsi più semplici e alleggerire, quando possibile, il peso della malattia. Anche questo è cura.
La fibrosi cistica mi ha mostrato quanto siano forti le persone che la affrontano ogni giorno. E oggi, grazie ai progressi della ricerca e alle nuove terapie, guardiamo al futuro con maggiore fiducia. Il lavoro d’équipe, l’attenzione alla qualità di vita e la cultura della presa in carico sono pilastri che fanno davvero la differenza.
Per me è un privilegio accompagnare queste persone nel loro percorso: condividere le difficoltà, ma soprattutto vedere i traguardi raggiunti, i progetti che continuano, la vita che trova spazio oltre la malattia.
Le mie speranze per il futuro sono semplici ma profonde: contribuire a rendere le cure sempre più efficaci e accessibili, fare in modo che il tempo dei pazienti sia sempre più tempo di vita, e continuare a costruire quella fiducia che permette di affrontare insieme anche le sfide più difficili.
Spero di poter continuare ad aiutare con competenza, presenza e umanità, ricordando ogni giorno perché ho scelto questa strada.
Con gratitudine verso i pazienti e le loro famiglie, e con fiducia nel lavoro condiviso,
Antonella
Medico – Fibrosi Cistica