Dott.ssa Maria Concetta Ingemi

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Non tutti i tumori al polmone rispondono all’immunoterapia. Capire perché è una delle grandi sfide della ricerca oncolog...
18/05/2026

Non tutti i tumori al polmone rispondono all’immunoterapia. Capire perché è una delle grandi sfide della ricerca oncologica. Uno studio sostenuto da Fondazione AIRC, coordinato da Paola Nisticò (Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma) ha fatto un passo avanti importante, individuando un meccanismo chiave di dialogo tra il tumore e l’ambiente che lo circonda.

Le cellule tumorali, infatti, interagiscono con ciò che le circonda, il cosiddetto microambiente tumorale, e nel tempo possono “riprogrammarlo” a proprio vantaggio. Per esempio, nell’organismo le cellule sono sostenute da una “rete” di proteine chiamata matrice extracellulare. Alcune molecole prodotte dalle cellule tumorali possono alterare questa struttura e favorire così lo sviluppo del cancro.

Per capire meglio questo meccanismo, il gruppo di Nisticò si è concentrato su hMENA, una proteina scoperta anni fa proprio dal gruppo di ricerca. Gli scienziati hanno osservato che hMENA e TGF-beta attivano un vero e proprio circuito di rinforzo reciproco: insieme contribuiscono a creare un microambiente che spegne la risposta del sistema immunitario, rendendo il tumore più aggressivo e resistente all’immunoterapia.

Grazie a questa osservazione, i ricercatori hanno identificato una firma molecolare basata su hMENA e TGF-beta che ha permesso di distinguere, in quasi 300 pazienti, i tumori sensibili da quelli resistenti all’immunoterapia. Inoltre, hanno osservato che interrompere il circuito in cui sono coinvolte queste due molecole può riattivare i linfociti T contro il tumore. Quindi, se questi risultati saranno confermati da studi futuri, potrebbe essere possibile sia scegliere meglio i trattamenti per i diversi pazienti sia rendere in alcuni casi l’immunoterapia più efficace.

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04/05/2026
🌸È di nuovo tempo di  !⁠⁠Domenica 10 maggio i nostri volontari e le nostre volontarie tornano nelle piazze di tutta Ital...
27/04/2026

🌸È di nuovo tempo di !⁠

Domenica 10 maggio i nostri volontari e le nostre volontarie tornano nelle piazze di tutta Italia per distribuire il fiore più bello da regalare alla propria mamma: l'Azalea della Ricerca.⁠

Scegliendo l'Azalea della Ricerca potrai sostenere il lavoro delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori, impegnate/i in importanti studi sui tumori che colpiscono le donne.⁠
🔬Anche grazie a questa manifestazione, oggi in Italia 2 donne su 3 che si ammalano di tumore sono vive a cinque anni dalla diagnosi.⁠

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💗Dai. Il futuro della ricerca è nelle nostre mani!⁠

13/04/2026

I grassi sono un importante deposito di energia per le cellule, sia quelle sane sia quelle tumorali, in particolare per alcuni tipi di cancro. Un gruppo di ricerca sostenuto da AIRC ha chiarito meglio come vengono utilizzati dalle cellule neoplastiche, aprendo la strada a nuove possibili terapie antitumorali.

Nel corso di diversi anni di studio, il team di ricercatori ha scoperto che alcuni tipi di cancro esprimono in modo abbondante una proteina, chiamata BACE2, e tendono a proliferare più in fretta rispetto agli altri. In condizioni normali, BACE2 funziona come un cancello, regolando l’assorbimento di grassi da parte delle cellule. Così, il gruppo di ricerca ha provato a bloccare l’enzima in modelli cellulari di cancro al pancreas e melanoma metastatico. Il risultato? Le cellule neoplastiche hanno assorbito troppi grassi, rimanendone intossicate.

Se questi risultati saranno confermati in modelli animali e pazienti, potrebbero portare allo sviluppo di una terapia mirata e con pochi effetti collaterali. I ricercatori stanno studiando BACE2 anche con altri obiettivi, per esempio per capire se l’alimentazione ne influenzi l’attività e quindi possa avere un ruolo terapeutico.

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Auguro a tutte le mie pazienti e i miei pazienti, tanti Auguri di una serena Pasqua 🐣
03/04/2026

Auguro a tutte le mie pazienti e i miei pazienti, tanti Auguri di una serena Pasqua 🐣

L’  è un raro tumore delle ossa che colpisce soprattutto i bambini. La cura è la stessa da tanti anni: chirurgia, con ag...
30/03/2026

L’ è un raro tumore delle ossa che colpisce soprattutto i bambini. La cura è la stessa da tanti anni: chirurgia, con aggiunta di chemioterapia nei casi di tumori più avanzati. Questo perché l’osteosarcoma è una malattia complessa, per cui è difficile individuare nuove terapie che siano valide per più pazienti.

Un gruppo di ricercatori sostenuti da AIRC è però riuscito a sviluppare dei sistemi di studio che rappresentano bene la variabilità dell’osteosarcoma. Strumenti che potrebbero essere una preziosa risorsa per la comunità scientifica che si occupa del problema.

In effetti, grazie a questi modelli, i ricercatori sono riusciti a individuare una nuova possibile terapia per l’osteosarcoma. Infatti, hanno valutato l’efficacia di quasi 3.000 farmaci già in commercio in alcuni casi di malattia più aggressiva e resistente alla chemioterapia. In tal modo hanno scoperto che l’ixabepilone, oggi usato per la cura del cancro al seno, potrebbe contrastare anche l’osteosarcoma.

I ricercatori dovranno studiare meglio il meccanismo d’azione del farmaco contro l’osteosarcoma e confermarne l’efficacia e la sicurezza. Intanto, i sistemi che replicano la complessità della malattia consentiranno ad altri scienziati di studiare questo tumore e individuare possibili nuovi trattamenti mirati.

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23/03/2026

Quando si scopre di avere un tumore, molte cose cambiano in famiglia. Le terapie, gli effetti collaterali e la stanchezza possono rendere più difficile mantenere le abitudini di prima.

E per un padre che deve affrontare la malattia può nascere la paura di non riuscire più a essere presente come prima per il proprio figlio o la propria figlia.

Ma essere padre significa continuare a esserci, anche in modi nuovi. Sono piccoli e semplici gesti che fanno la differenza: giocare insieme, abbracciarsi, rilassarsi sul divano. Quello che conta sono le piccole attenzioni quotidiane.
Anche se la malattia cambia la quotidianità e rende tutto più faticoso, quello che non cambia è il legame padre-figlio/a. I piccoli momenti condivisi sono importanti per affrontare e superare insieme questo periodo difficile.

Oggi è la Festa del Papà e vogliamo ricordare che la forza di un papà si vede anche così: nella capacità di esserci, ogni giorno, anche quando le cose diventano più difficili. 💙

Vignetta di EKRA

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