29/04/2026
DISLESSIA VERA – DISLESSIA FALSA
Le statistiche registrano come per l’autismo un notevole aumento di casi di dislessia. Ma sono reali questi aumenti?
Abbiamo seguito miglia di bambini con difficoltà nella lettura o nella scrittura ma abbiamo fatto questa diagnosi solo in quattro – cinque casi. In tutti gli altri bambini non vi era alcuna dislessia.
La dislessia dovrebbe riguardare esclusivamente dei deficit dei nuclei cerebrali deputati a questa funzione e non altre situazioni.
Per poter fare questa diagnosi vi devono essere dei precisi presupposti.
Primo: il bambino non deve avere problemi sensoriali, deve vedere e sentire bene.
Secondo: il piccolo non deve avere problemi dal punto di vista intellettivo. Non vi deve esserci alcun ritardo intellettivo.
Terzo: non dever avere problematiche psicologiche di una certa importanza: ansia, paure, difficoltà nell’attenzione. Mancanza di interesse per la lettura e la scrittura.
Quarto: deve avere almeno sette anni.
Quinto: deve aver fatto bene almeno due anni di scuola primaria.
Sesto: i suoi genitori e i suoi insegnanti si devono essere impegnati ad insegnargli a leggere nella maniera corretta, utilizzando sussidi didattici adeguati.
Per quanto riguarda, poi, le cosiddette caratteristiche specifiche nella lettura della dislessia, queste, in realtà, non esistono. Tutti i bambini che imparano a leggere o che hanno difficoltà nella lettura e nella scrittura, per altre cause, hanno queste caratteristiche: lettura molto lenta, scandita, con errori frequenti, omissioni, inversioni o sostituzioni di lettere (es. "b" con "d", "p" con "q") e sillabe. Difficoltà nella comprensione? Grafia poco chiara, errori ortografici, difficoltà a copiare dalla lavagna o a prendere appunti.