15/06/2026
Non riesci a dormire? Non è "solo lo stress" della malattia.
L'insonnia nei pazienti oncologici è un problema tanto diffuso quanto sottovalutato. Spesso viene considerata un effetto collaterale inevitabile delle terapie, qualcosa da sopportare in silenzio. Ma non è così: la mancanza di riposo riduce le difese immunitarie, peggiora l'umore e rallenta il recupero fisico.
Molti pensano che per risolvere il problema bastino la psicoterapia, la terapia comportamentale o i rimedi naturali. A volte è così. Molto spesso, invece, serve una cura farmacologica mirata, studiata in base al tipo di tumore e alle terapie salvavita in corso.
Qui subentra la paura più grande dei pazienti: "Non voglio prendere altre medicine, temo la dipendenza dagli psicofarmaci".
La realtà medica è diversa. La paura accumulata verso gli psicofarmaci in oncologia rischia di privarti del riposo di cui hai fondamentale bisogno. Esistono psicofarmaci sicuri, moderni e privi di effetti collaterali negativi se prescritti da uno specialista.
Sono trattamenti indispensabili soprattutto per contrastare gli effetti collaterali della terapia antiormonale (frequente nel tumore al seno o nel tumore alla prostata), che altera profondamente i ritmi biologici del sonno. In questi casi, il farmaco non è una “debolezza”, ma una terapia utile per stare bene.
La nostra psichiatra ha spiegato nel dettaglio come funzionano questi medicinali e perché non devi averne paura.
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L'insonnia nei pazienti oncologici è frequente. Si cura con farmaci che non danno dipendenza. Ma solo quando la psicoterapia non basta