19/05/2026
Il letto smette di essere un rifugio e diventa un campo di battaglia.
È così che il dottor Giuseppe Deledda — Responsabile di Psicologia Clinica all'IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar — descrive l'insonnia di chi affronta una diagnosi oncologica.
Circa 7 pazienti su 10 convivono con disturbi del sonno, soprattutto nelle fasi più attive di diagnosi e trattamento. Le cause si intrecciano: dolore, nausea, alterazioni ormonali da terapia, cancer-related fatigue. E poi il rimuginio, quell'attività mentale che si accende proprio la sera, quando la mente è libera di vagare.
Nel nuovo articolo sul nostro sito, il dottor Deledda spiega perché l'insonnia oncologica è spesso la punta dell'iceberg di una sofferenza più profonda — e perché in molti casi la risposta non passa (solo) dai farmaci.
Nell’articolo ti spieghiamo:
→ in che modo l'approccio ACT (Acceptance and Commitment Therapy) lavora sulla flessibilità psicologica
→ la differenza tra CBT-I e percorsi cuciti su misura per il paziente oncologico
→ quando la terapia farmacologica resta utile (es. terapie ormonali nel carcinoma mammario)
→ perché coinvolgere i caregiver cambia il risultato
→ gli strumenti più recenti: realtà virtuale e teleconsulto per interventi anche brevissimi
Se stai cercando un riferimento concreto, nell'articolo trovi anche il link all'albo SIPO per individuare uno psiconcologo nella tua zona.
Curare l'insonnia nel malato di cancro, senza farmaci. Lo psicologo spiega come superare ansia, disturbi del sonno e tornare a riposare bene