16/06/2026
Un oggetto, una canzone, una fotografia, un videogioco. Nel lavoro con adolescenti e giovani adulti, a volte sono questi gli accessi più autentici alla narrazione di sé.
È da questa intuizione che nasce l’inserimento della figura dell’antropologa all’interno di Recovery for Life: una presenza non orientata al colloquio clinico in senso stretto, ma alla costruzione di spazi narrativi in cui il ragazzo possa raccontarsi oltre il sintomo e oltre la diagnosi.
Attraverso laboratori individuali che utilizzano molteplici strumenti espressivi - dal gioco alla musica, dalla fotografia agli oggetti d’affezione - il lavoro antropologico permette di far emergere aspetti identitari, desideri, rappresentazioni e vissuti che poi vengono restituiti all’équipe clinica, offrendo una lettura complementare che aiuta psicologi, psichiatri ed educatori a costruire una comprensione più ampia e articolata della persona.
Ne abbiamo parlato con le nostre tre antropologhe, potete leggere l’articolo completo al link: https://recoveryforlife.it/il-ruolo-dell-antropologia-nel-percorso-di-cura/.