Dina Kildeeva

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Dolore cronico e tensioni muscolari
Intervengo sulla causa, non solo sul sintomo
Metodo integrativo: Manuale + NeuroPostura + Psicosomatica
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Quando cambia la vista, controlliamo gli occhi.Quando abbiamo tensione cervicale, lavoriamo sul corpo.Ma cosa succede qu...
03/09/2026

Quando cambia la vista, controlliamo gli occhi.
Quando abbiamo tensione cervicale, lavoriamo sul corpo.
Ma cosa succede quando le due cose sono collegate?

È proprio qui che diventa interessante mettere insieme competenze diverse.

La valutazione posturale ci permette di osservare le tensioni e le compensazioni del corpo; quella optometrica ci permette di verificare come sta rispondendo il sistema visivo.

E quando queste informazioni vengono confrontate, possiamo avere un quadro più completo di quello che sta succedendo alla persona.

Da questo confronto è nata la collaborazione con Alessandro di Ottica Monti: valutare vista e componente posturale insieme, quando il caso lo richiede.

Le valutazioni visuo-posturali si svolgono a Verona.

Una cervicale che torna continuamente in tensione non significa necessariamente che il trattamento non abbia funzionato....
01/09/2026

Una cervicale che torna continuamente in tensione non significa necessariamente che il trattamento non abbia funzionato.

A volte il corpo sta semplicemente ricreando quella posizione perché gli serve.

È questo il punto che spesso manca quando lavoriamo sulla postura: possiamo migliorare mobilità, tensioni muscolari e posizione della testa, ma se esiste un’altra funzione che richiede quella compensazione, il corpo tenderà a riproporla.

La vista è una delle funzioni che vale la pena considerare.

Gli occhi partecipano continuamente al nostro orientamento nello spazio e il corpo può adattare la posizione della testa per rendere il compito visivo più facile.

Per questo, davanti a una cervicale che continua a tornare nello stesso schema, non ci interessa soltanto dove c’è tensione, ma soprattutto:

perché il corpo continua ad averne bisogno?

È da questa domanda che nasce il nostro lavoro con Ottica Monti : valutare sia la componente posturale sia quella visiva, per capire quale delle due sta compensando l’altra.

Ti capita che la tensione cervicale migliori dopo un trattamento, ma poi torni sempre nello stesso punto?

30/08/2026

Diastasi addominale = intervento chirurgico?

Durante la gravidanza la parete addominale si modifica per fare spazio. È fisiologico.

Il problema è quando, dopo, non riesce a recuperare tono, sostegno e funzione.

Ed è qui che concentrarsi solo sulla distanza tra i retti può essere limitante.

Mi è capitato di vedere donne operate per la diastasi con una parete addominale perfettamente “chiusa”, ma con la pancia ancora sporgente.

Perché chiudere la diastasi e recuperare la funzione dell’addome non sono necessariamente la stessa cosa.

L’addome fa parte di un sistema: diaframma, pavimento pelvico, bacino, respirazione e cicatrici influenzano il modo in cui riesce a sostenere il tronco e gestire le pressioni interne.

In alcuni casi importanti la chirurgia serve.

Ma negli altri casi, prima di pensare a “ricucire” gli addominali, vale la pena capire perché non hanno recuperato naturalmente.

E lavorare da lì.

Anche tu pensavi che la diastasi si potesse risolvere solo con la chirurgia?

29/08/2026

Pavimento pelvico debole = esercizi di Kegel?

Dopo una gravidanza, un parto, un cesareo o semplicemente quando compaiono piccole perdite o una sensazione di minore tono, il consiglio è quasi automatico:

“Fai i Kegel.”

Ma il pavimento pelvico non ha bisogno solo di forza. Deve essere capace di contrarsi e rilassarsi.

Cicatrici da episiotomia, cesareo o appendicectomia possono modificare le tensioni dei tessuti e l’equilibrio del bacino, creando zone troppo tese e altre troppo allungate e deboli.

E poi c’è il rapporto con tutto ciò che sta sopra: diaframma, addome e pressioni interne lavorano insieme al pavimento pelvico.

Se questo equilibrio è alterato, continuare semplicemente a contrarre può non essere la soluzione.

Prima si recuperano elasticità ed equilibrio. Poi si lavora sulla forza.

Hai mai fatto gli esercizi di Kegel senza ottenere i risultati che speravi?

28/08/2026

Quante volte hai fatto questo esercizio per eliminare la pancia bassa?

Lo vedo continuamente in palestra: gambe su e giù, tante ripetizioni, con l’obiettivo di far lavorare gli “addominali bassi”.

Ma c’è un problema.

Quando sollevi le gambe entra fortemente in gioco lo psoas. E se questo muscolo è già molto contratto, continuare a caricarlo può aumentare ancora di più la tensione sul bacino e sulla zona lombare.

E la pancia sotto l’ombelico?

Non è solo un indicatore di un addome poco tonico, ma può indicare anche un pavimento pelvico che sostiene poco e un ridotto sostegno degli organi interni.

Sollevare le gambe in queste condizioni aumenta ulteriormente la pressione intra-addominale e può sovraccaricare ancora di più il pavimento pelvico.

Non fare esercizi a caso.

E soprattutto, se scegli esercizi complessi come questo, assicurati di avere prima la preparazione necessaria e di eseguirli correttamente, meglio sotto il controllo di un professionista.

Anche tu eri convinto che questo fosse un esercizio per gli addominali bassi?

27/08/2026

Respirare profondamente significa gonfiare la pancia?

È uno dei consigli più comuni quando si parla di respirazione: inspira profondamente e porta l’aria nella pancia.

Ma se la gabbia toracica è rigida, continuare a spingere la pancia in fuori può rafforzare proprio lo schema che sta contribuendo al problema.

Quando il torace si muove poco, tendiamo a compensare sollevando le spalle e spingendo l’addome in avanti. Il collo si sovraccarica, la parete addominale sostiene meno e anche la zona lombare lavora di più.

Una respirazione funzionale coinvolge invece tutta la gabbia toracica: le costole si espandono lateralmente e posteriormente, lo sterno si muove e il diaframma può lavorare in modo più fluido.

Respirare con il diaframma non significa semplicemente gonfiare la pancia.
Significa permettere al respiro di espandere il torace in tutte le direzioni.

Prova: metti le mani sulle costole e inspira profondamente.

Le senti muoversi o si muove soprattutto la pancia?

26/08/2026

Pancia sporgente = grasso?
Quando vediamo una pancia rotonda e sporgente, il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: qualche chilo di troppo, gonfiore, alimentazione.
Ma non sempre il problema è lì.
Quando il diaframma è rigido, le costole vengono mantenute più aperte verso l’esterno e gli addominali rimangono costantemente allungati.
Con il tempo perdono tono e capacità di sostenere il tronco.
E quella pancia rotonda e sporgente non diventa più soltanto una questione estetica: può aumentare il rischio di diastasi, ernie addominali e sovraccarico della zona lombare.
Prima di pensare solo a dimagrire o rinforzare gli addominali, bisogna capire perché quella pancia sporge.
E tu, hai sempre associato la pancia sporgente al grasso?

25/08/2026

REFLUSSO: il problema è davvero l’acidità?

Quando soffriamo di reflusso, l’attenzione va quasi sempre allo stomaco: cosa abbiamo mangiato, quanta acidità produciamo, come possiamo ridurla.

Ma c’è un’altra domanda da fare: perché il contenuto dello stomaco sta risalendo verso l’esofago?

Dal punto di vista meccanico, esofago, diaframma, stomaco e torace sono strettamente collegati.

Una forte rigidità del diaframma o le tensioni accumulate nel torace possono modificare gli equilibri di questa zona e favorire una meccanica che facilita la risalita del contenuto gastrico.

Per questo il reflusso non va osservato soltanto dal punto di vista dell’acidità e dell’alimentazione.

A volte bisogna guardare anche la meccanica.

E prima di combattere l’acido, ricordiamoci una cosa: nello stomaco l’acido deve esserci. Il problema è quando va nella direzione sbagliata.

Avevi mai pensato al reflusso anche come a un problema meccanico?

24/08/2026

Cosa sai davvero del tuo addome?

Quando pensiamo all’addome, pensiamo quasi sempre a ciò che vediamo: pancia piatta, addominali più o meno tonici, gonfiore.

Ma quello che succede in questa zona è molto più complesso.

Diaframma, respirazione, pressione intra-addominale, apparato digerente e pavimento pelvico fanno parte di un sistema che lavora insieme. E spesso cercare di correggere un singolo problema senza guardare il resto porta a risultati parziali o temporanei.

Nei prossimi giorni parleremo di alcune convinzioni molto diffuse:

— reflusso e gastroprotettori
— respirazione “con la pancia”
— pancia bassa e addominali
— esercizi di Kegel
— diastasi addominale

Alcune probabilmente le hai sentite.
Alcune forse le stai mettendo in pratica.

Vediamo quanto c’è di vero.

Inizia la seconda parte del nostro viaggio tra miti e realtà sul corpo: questa volta partiamo dall’addome.

👉 Quale di questi argomenti ti interessa di più?

22/08/2026

Quando il collo fa male, è naturale pensare che il problema sia nel collo.

Ma non sempre è così.

In alcuni casi, il collo sta semplicemente facendo il suo lavoro: adattarsi per permettere agli occhi di vedere nelle condizioni migliori possibili.

Se trattiamo soltanto la conseguenza, senza capire cosa sta mantenendo quell’adattamento, il risultato può essere limitato o durare poco.

Per questo abbiamo scelto di unire due competenze diverse.

👁️ Prima valutiamo come lavora il sistema visivo.

🧠 Poi osserviamo come questo influenza la postura e il movimento.

🤲 Solo dopo interveniamo con il trattamento manuale.

Non è un modo diverso di trattare il collo.

È un modo diverso di capire perché quel collo è diventato teso.

È proprio da questa idea che è nato il nostro approccio visuo-posturale.

💬 E tu, avresti mai immaginato che un problema al collo potesse iniziare dagli occhi? Scrivicelo nei commenti.

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