09/08/2026
𝔻𝕒𝕪 -𝟙 / 𝕀𝕟𝕔𝕠𝕟𝕥𝕣𝕚
🚂 Il primo è stato sul treno che abbiamo preso miracolosamente da Novi Beograd, una stazione senza insegne, tabelloni, biglietteria… siamo letteralmente salite sul primo treno che ci sembrava andasse nella buona direzione e abbiamo cercato la capotreno. Che però non parlava una parola di inglese, e così Vladlana, una serba direi mia coetanea, mi ha fatto da interprete (!), mi ha invitata a sedermi e mi ha raccontato di quando passava i weekend a fare shopping a Trieste, viaggiando sui treni di notte, oltre 30 anni fa. Stava andando a Novi Sad a incontrare due zie e la sorella che adesso vive a Londra - e non vedeva l’ora.
♻️ Noi però siamo scese un po’ prima, a Sremski Karlovci, e dopo pochi minuti di cammino verso il centro abbiamo rallentato per osservare lo strano allestimento di vestiti usati e bottigliette fuori da una porta, da cui è uscito un signore che, capito che eravamo italiane, ci ha messo in mano una bottiglietta di vetro di quelle del succo di frutta riempita del suo vino dolcissimo, citando versi di Dante e Petrarca, oltre a una sfilza di detti latini. Ci ha spiegato - in un mix tra tedesco e italiano e credo serbo - che l’insegna sopra la porta di casa significa “baratto” e ci siamo riproposte di trovare qualcosa da lasciargli sulla via del ritorno.
👫 Dopo un non così breve pellegrinaggio tra le infinite cantine di questo delizioso paesello, ci siamo imbattute in un corteo che abbiamo capito essere un matrimonio, capeggiato da due bandiere serbe e chiuso da una band che suonava quella che per ignoranza definirò musica balcanica - è stato come essere catapultate dentro a un film!
🍷 Sorseggiando l’ulteriore bicchiere di rosso locale con una fetta della torta del posto, il Kuglof, abbiamo poi attaccato bottone con uno strano trio, un’italiana che vive qui da qualche anno, un serbo pastore e barman e uno spagnolo di passaggio, con cui è partito uno scambio ravvivato dalla rakija alle prugne.
🏰 Siamo balzate su un bus per Novi Sad e poco dopo siamo salite alla fortezza di Petrovaradin, che ospita una trentina di laboratori di artigiani, tra cui quello del signor Andreija, che prima di farsi una foto con me e la splendida opera che ho acquistato, si è pettinato i baffi!
😊 È stato di gran lunga l’incontro più emozionante della giornata, ancora una volta con gran mix di lingue e gesticolando non-stop- e sono così grata di portare con me una creazione di quest’uomo e un ricordo di una giornata così ricca di quanto è più prezioso - incontri speciali!