21/08/2026
Uno studio recente ha provato a capirlo: ha chiesto a 20 persone che avevano avuto accesso a cure ginecologiche o ostetriche di disegnare i genitali esterni femminili. Molte partecipanti hanno mostrato imbarazzo, incertezza o difficoltà nel disegnare strutture anatomiche che in teoria dovrebbero conoscere. 4 persone hanno addirittura scelto di non fare il disegno.
Una delle partecipanti ha spiegato che non avendo mai visto i genitali di un'altra donna e non potendo vedere i propri, non sapeva come rappresentarli.
Le ricercatrici hanno individuato tre modalità principali utilizzate per costruire il disegno: alcune si affidavano alle immagini viste in precedenza, per esempio durante l'educazione alla salute o attraverso l'esperienza medica; altre si affidavano invece alle proprie sensazioni corporee, non riuscivano a visualizzare con precisione le strutture, ma ne conoscevano la funzione: urinare, partorire, avere le mestruazioni o provare sensazioni; altre ancora inserivano la v***a all'interno di un'immagine più ampia del corpo, utilizzando gambe, seno o altri riferimenti anatomici per orientarsi.
Il dato più importante, però, è un altro: la scarsa conoscenza anatomica non sembra essere semplicemente una questione di «non aver studiato abbastanza». Lo studio evidenzia il ruolo dell'educazione, della vergogna e della scarsa familiarità con le immagini dei genitali. E questo può avere conseguenze concrete: se non conosciamo la nostra anatomia, può diventare più difficile descrivere un sintomo, capire cosa sta succedendo al nostro corpo o comunicare efficacemente con un professionista sanitario.
Conoscere la propria anatomia non dovrebbe essere qualcosa di imbarazzante, dovrebbe essere una parte normale dell'educazione alla salute.
Va comunque ricordato che si tratta di uno studio qualitativo condotto su appena 20 persone, quindi i risultati non possono essere generalizzati a tutta la popolazione.
Bibliografia: Taylor Roebotham, Colleen MacKenzie, Ariela Jamshidi-Shahvar, Taryn Taylor, Drawing the v***a: implications for patient education, The Journal of Sexual Medicine, Volume 23, Issue 9, September 2026,