Consultorio CEMP

Consultorio CEMP Il Cemp è un consultorio privato laico, nato nel 1966. O anche solo per vedere che cos’è.

Il Cemp è un’associazione senza scopo di lucro. È un consultorio privato, laico autorizzato dalla Regione Lombardia dal 1981, ma nato nel lontano 1966, quando l’educazione sessuale era un miraggio e parlare di contraccezione era illegale. Il consultorio è un punto di riferimento per singoli, coppie e famiglie, per uomini e donne di qualsiasi età. Si occupa di tutti i problemi che riguardano la ses

sualità, la prevenzione, la maternità, la vita di relazione in generale, i rapporti di coppia o familiari, i problemi medici, psicologici o legali. Offre molti servizi ma in primo luogo molte informazioni: da quelle telefoniche ai colloqui con operatori qualificati che aiutano a capire di che cosa o di chi abbiamo bisogno. Che indirizzano alla struttura o all’esperto giusto oppure continuano l’assistenza trasformando i primi incontri informativi in un counselling d’appoggio. Potete passare dal Cemp per fare qualche domanda, per prendere (gratis) un opuscolo, per individuare l’esperto giusto, consultare un libro in biblioteca.

Parlare di salute sessuale significa parlare di molto più che di malattie sessualmente trasmissibili o contraccezione.Si...
04/09/2026

Parlare di salute sessuale significa parlare di molto più che di malattie sessualmente trasmissibili o contraccezione.

Significa parlare di informazione.

Di consenso.

Di piacere.

Di relazioni.

Di libertà.

Di possibilità di scegliere.

E significa anche riconoscere che non tutti i corpi vivono la sessualità nello stesso modo e che non tutte le persone hanno lo stesso accesso alle informazioni, alla prevenzione e ai servizi.

Per questo la salute sessuale è anche una questione di diritti.

Il tema scelto per il 2026 dalla World Association for Sexual Health è "Every Body": ogni corpo, ogni persona.

Un invito a ricordare che non esiste un unico modo "giusto" di vivere il proprio corpo e la propria sessualità.

Esistono persone diverse, esperienze diverse, desideri diversi.

E tutte meritano informazioni corrette, rispetto e possibilità di scelta.

Settembre arriva spesso con una lista di cose da sistemare.Riprendere a fare sport.Mangiare meglio.Essere più produttivi...
02/09/2026

Settembre arriva spesso con una lista di cose da sistemare.

Riprendere a fare sport.
Mangiare meglio.
Essere più produttivi.
Organizzarsi di più.
Dormire abbastanza.
Ricominciare "con il piede giusto".

Come se dopo l'estate dovessimo presentarci a noi stessi con una versione migliorata.

Ma forse ricominciare non significa necessariamente cambiare tutto.

Può significare anche capire cosa vogliamo conservare.

Prenderci un ritmo più sostenibile.
Riconoscere che siamo stanchi.
Rimettere al centro qualcosa che avevamo trascurato.
Oppure semplicemente accettare che non tutti i periodi della vita devono essere produttivi.

La salute non è una gara a chi riesce a fare di più.

E nemmeno la cura di sé dovrebbe diventare l'ennesima prestazione da aggiungere alla lista.

Forse questo settembre possiamo iniziare da una domanda più semplice: di cosa ho davvero bisogno, adesso?

Siamo ancora abituati a pensare alla psicologia come a qualcosa a cui rivolgersi quando una situazione è diventata insos...
31/08/2026

Siamo ancora abituati a pensare alla psicologia come a qualcosa a cui rivolgersi quando una situazione è diventata insostenibile.

Quando non dormiamo più.

Quando non riusciamo più a lavorare.

Quando una relazione è arrivata al limite.

Quando sentiamo di non farcela.

Ma chiedere uno spazio di ascolto non significa necessariamente essere arrivati a quel punto.

A volte significa voler comprendere meglio quello che ci sta succedendo.

Riconoscere un cambiamento.

Affrontare una fase nuova della vita.

Mettere a fuoco una difficoltà prima che diventi più grande.

La salute mentale fa parte della salute.

E prendersene cura non dovrebbe essere considerato un gesto straordinario, ma una possibilità alla quale ricorrere quando ne sentiamo il bisogno.

Anche prima di stare male.

Durante l'estate parliamo spesso di tempo libero.Di vacanze.Di rallentare.Di staccare.Ma non tutte le persone hanno lo s...
28/08/2026

Durante l'estate parliamo spesso di tempo libero.

Di vacanze.

Di rallentare.

Di staccare.

Ma non tutte le persone hanno lo stesso accesso al tempo.

C'è chi continua a lavorare mentre gli altri sono in ferie.
Chi si occupa dei bambini.
Chi assiste una persona anziana.
Chi organizza tutto quello che permette agli altri di riposarsi.

E spesso questo lavoro rimane invisibile.

Il tempo di cura è tempo.

Anche quando non viene pagato.

Anche quando viene considerato "naturale".

Anche quando lo fa una madre, una compagna, una figlia, una sorella.

Forse allora dovremmo smettere di chiederci soltanto quanto tempo abbiamo per noi.

E iniziare a chiederci:

chi sta pagando il prezzo del tempo libero degli altri?

La cura non può essere sostenuta da una sola persona.

E nemmeno da un solo genere.

Ci sono persone che ricordano le visite mediche di tutti, organizzano gli appuntamenti dei figli, fanno la spesa, prepar...
26/08/2026

Ci sono persone che ricordano le visite mediche di tutti, organizzano gli appuntamenti dei figli, fanno la spesa, preparano il pranzo, ascoltano i problemi degli amici e si accorgono immediatamente quando qualcuno sta male.

E poi, quando si tratta di loro, rimandano.

"Adesso non posso."
"Ci penserò più avanti."
"Non è niente."

Non è soltanto una questione individuale.

Per molte donne, la cura degli altri è stata insegnata come una responsabilità quasi naturale. Essere disponibili, presenti, attenti ai bisogni altrui.

Ma la cura non dovrebbe essere un compito assegnato in base al genere.

E soprattutto non dovrebbe diventare invisibile quando riguarda noi stesse.

Forse una delle domande più importanti che possiamo farci è questa:
chi si prende cura di chi si prende cura degli altri?

La prevenzione ha un problema: spesso non dà nessuna soddisfazione immediata.Non "sentiamo" di stare facendo prevenzione...
24/08/2026

La prevenzione ha un problema: spesso non dà nessuna soddisfazione immediata.

Non "sentiamo" di stare facendo prevenzione.

Una visita quando stiamo bene non produce una sensazione evidente di miglioramento. Un controllo che dà esito negativo può sembrare quasi tempo perso.

Eppure è proprio questo il punto.

La prevenzione serve anche quando non abbiamo sintomi.

Perché aspettare che qualcosa faccia male significa, in alcuni casi, aspettare che un problema sia già comparso.

Naturalmente non significa sottoporsi indiscriminatamente a qualsiasi esame o visita: la prevenzione efficace è quella appropriata all'età, alla storia personale e ai fattori di rischio.

Ma c'è una differenza importante tra non avere sintomi e non avere bisogno di attenzione.

La salute non dovrebbe diventare una priorità soltanto quando qualcosa non funziona.

Oggi possiamo parlare di contraccezione, sessualità e procreazione responsabile con una libertà che diamo quasi per scon...
21/08/2026

Oggi possiamo parlare di contraccezione, sessualità e procreazione responsabile con una libertà che diamo quasi per scontata.

Ma non è sempre stato così.

Quando il Cemp nasce, nel 1966, la possibilità di accedere liberamente a informazioni sulla contraccezione era tutt'altro che garantita. Il Cemp si inserisce proprio in questo terreno: quello dell'informazione, della consapevolezza e della possibilità di scegliere.

Tra il 1968 e il 1972 il Cemp viene ospitato dall'Unione Femminile Nazionale, realtà storicamente impegnata sui diritti delle donne e sulle trasformazioni sociali.

Guardare oggi a quella storia significa ricordare una cosa importante.

La salute non è mai soltanto una questione medica.

È anche accesso alle informazioni.

È possibilità di scegliere.

È autonomia.

È libertà di costruire la propria vita secondo i propri desideri e non secondo quelli stabiliti da qualcun altro.

Per questo, raccontare i 60 anni del Cemp significa anche raccontare una parte della storia dei diritti sessuali e riproduttivi in Italia.

Una storia che non è finita.

Quando nasce un bambino, tutto sembra concentrarsi su di lui.Come mangia.Quanto dorme.Se cresce.Se piange troppo.E la ma...
19/08/2026

Quando nasce un bambino, tutto sembra concentrarsi su di lui.

Come mangia.
Quanto dorme.
Se cresce.
Se piange troppo.

E la madre?

Dopo il parto inizia un periodo di grandi cambiamenti fisici, emotivi e relazionali che merita attenzione tanto quanto la nascita stessa.

Il puerperio non è semplicemente il tempo necessario per "tornare come prima".

È una fase di trasformazione.

Il corpo recupera dalla gravidanza e dal parto, cambiano gli equilibri ormonali, possono comparire dolore e stanchezza, mentre contemporaneamente ci si trova a costruire una nuova relazione con il proprio bambino e con la propria identità.

Per questo non dovrebbe esistere soltanto una cultura dell'assistenza alla nascita.

Dovrebbe esistere anche una cultura dell'assistenza dopo la nascita.

Al Cemp l'ostetrica può accompagnare questo percorso offrendo ascolto, informazioni e supporto durante il puerperio.

Perché una nascita riguarda un bambino.

Ma riguarda anche una persona che sta diventando madre.

"Sono solo ormoni."Quante volte questa frase viene usata per spiegare, minimizzare o liquidare quello che prova una donn...
17/08/2026

"Sono solo ormoni."

Quante volte questa frase viene usata per spiegare, minimizzare o liquidare quello che prova una donna?

È vero: gli ormoni influenzano moltissimi processi del nostro organismo e attraversano cambiamenti importanti durante il ciclo mestruale, la gravidanza, il puerperio, la perimenopausa e la menopausa.

Ma trasformare qualsiasi sintomo, emozione o disagio in una questione di "ormoni" significa spesso smettere di ascoltare.

Dolore, stanchezza, cambiamenti del ciclo, alterazioni dell'umore o altri sintomi meritano di essere contestualizzati e, quando necessario, valutati.

Per troppo tempo la salute delle donne è stata raccontata attraverso formule semplici che finivano per rendere invisibili problemi reali.

Non tutto è "solo ormonale".

E anche quando lo è, merita comunque di essere preso sul serio.

D'estate parliamo molto di abbronzatura.Molto meno di quello che succede alla nostra pelle mentre ci esponiamo al sole.I...
14/08/2026

D'estate parliamo molto di abbronzatura.

Molto meno di quello che succede alla nostra pelle mentre ci esponiamo al sole.

I raggi ultravioletti fanno parte della nostra quotidianità e l'esposizione solare cumulativa può contribuire nel tempo all'invecchiamento cutaneo e aumentare il rischio di sviluppare alcune forme di tumore della pelle.

Per questo la protezione solare non dovrebbe essere considerata soltanto un gesto estetico o qualcosa da riservare alle giornate in spiaggia.

Crema solare, abbigliamento adeguato, ombra nelle ore di maggiore irradiazione e attenzione ai cambiamenti della pelle sono piccoli strumenti di prevenzione che possiamo portare con noi per tutta l'estate.

E c'è un'altra abitudine importante: conoscere la propria pelle.

Un nuovo neo, una lesione che cambia aspetto, una macchia che non avevamo mai notato meritano attenzione e, se necessario, una valutazione dermatologica.

La prevenzione non significa avere paura del sole.

Significa imparare a viverlo con maggiore consapevolezza.

Indirizzo

Via Eugenio Chiesa, 1
Milan
20122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30

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