AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani

AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani Dal 1970 l’AMCLI si occupa della Microbiologia clinica, attraverso la ricerca scientifica e la formazione.

07/09/2026

Dal Congresso AMCLI 2026, la Dott.ssa Daniela Cirillo, Responsabile dell’Unità Patogeni Batterici Emergenti dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, fa il punto sulla tubercolosi e sulle forme multiresistenti (MDR) 🎙️

Diagnosi, sorveglianza e resistenza agli antibiotici sono al centro di una sfida che continua a richiedere grande attenzione da parte della microbiologia clinica.

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03/09/2026

📚 Anche quest’anno torna l’AMCLI Summer School!
Dal 9 al 12 settembre si terrà l’11ª edizione, un appuntamento dedicato alla formazione, all’aggiornamento e al confronto tra i professionisti della microbiologia clinica.

La Dott.ssa Anna Camaggi, Tecnico sanitario di Laboratorio biomedico, ci racconta l’esperienza della Summer School e il valore di questa iniziativa.

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TUBERCOLOSI, CASI A MILANO. AMCLI ETS: “NESSUN ALLARMISMO, DIAGNOSI E PREVENZIONE SONO FONDAMENTALI”L’Associazione Micro...
26/08/2026

TUBERCOLOSI, CASI A MILANO. AMCLI ETS: “NESSUN ALLARMISMO, DIAGNOSI E PREVENZIONE SONO FONDAMENTALI”

L’Associazione Microbiologi Clinici Italiani ricorda che casi sporadici o piccoli cluster sono un’evenienza nota e gestibile. Centrale il ruolo dei laboratori specializzati e delle misure di protezione degli operatori sanitari

Milano, 26 agosto 2026 – In relazione alle notizie diffuse dagli organi di stampa relative ad alcuni casi di tubercolosi registrati tra il personale medico e specializzando dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, AMCLI ETS – Associazione Microbiologi Clinici Italiani ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, nell’ambito delle proprie competenze, con l’obiettivo di informare correttamente, senza generare inutili allarmismi.

La tubercolosi è una malattia infettiva sempre presente sul territorio nazionale. Mycobacterium tuberculosis continua a circolare e casi sporadici o piccoli cluster non rappresentano un evento inatteso per chi opera in sanità, ma un’evenienza nota, monitorata e gestibile secondo protocolli consolidati.

La diagnosi di tubercolosi viene effettuata da laboratori di riferimento regionali e nazionali specializzati, dotati di competenze microbiologiche dedicate, in grado di eseguire test molecolari rapidi, esami colturali e antibiogrammi con elevati standard di qualità e sicurezza. Questa rete di laboratori garantisce risposte affidabili e tempestive, elemento imprescindibile per l’avvio tempestivo della terapia e per l’adozione delle misure di sanità pubblica necessarie.

“La terapia antibiotica per la tubercolosi è efficace nella grande maggioranza dei casi. Le forme multiresistenti, MDR-TB (Multidrug-Resistant Tuberculosis), sono rare in Italia e vengono costantemente monitorate dai laboratori di microbiologia clinica. Oggi disponiamo inoltre di strumenti di genomica, in primis il sequenziamento dell’intero genoma (whole-genome sequencing), in grado di identificare rapidamente eventuali mutazioni associate a resistenza e di ricostruire le catene di trasmissione, facilitando il tracciamento epidemiologico e l’adozione mirata delle misure di controllo”, spiega Daniela Maria Cirillo, Primario di Microbiologia e Virologia e Direttrice dell’Unità Patogeni Emergenti presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, coordinatrice del gruppo di lavoro sui micobatteri AMCLI ETS.

AMCLI ETS ritiene fondamentale ribadire che la tubercolosi è una malattia che va diagnosticata e curata, non temuta: un percorso diagnostico-terapeutico tempestivo consente, nella grande maggioranza dei casi, la guarigione e interrompe la catena di trasmissione.

Al tempo stesso, è essenziale ricordare che in ambito sanitario il rischio di contagio, specialmente in occasione di procedure a rischio come le autopsie, deve essere prevenuto attraverso l’utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI), come i facciali filtranti FFP2 e FFP3, e di infrastrutture di contenimento appropriate, ad esempio sale settorie e ambienti a pressione negativa, in linea con le normative e le buone pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni.

“È importante che episodi come quello registrato a Milano siano affrontati con attenzione e con una corretta informazione, senza generare inutili allarmismi. La tubercolosi è una malattia che va diagnosticata e curata, non temuta. Al tempo stesso, soprattutto in ambito sanitario, è fondamentale adottare tutte le misure previste per prevenire il rischio di contagio e tutelare gli operatori. AMCLI conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni sanitarie e accademiche coinvolte, per fornire supporto scientifico e tecnico nell’interesse della salute pubblica e della sicurezza degli operatori sanitari”, conclude Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS.

27/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, la Prof.ssa Laura Trovato interviene su "Candida auris" 🎙️

Un approfondimento su uno dei microrganismi emergenti di maggiore interesse clinico, tra diffusione, diagnosi microbiologica e strategie per il controllo delle infezioni.

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24/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Simone Ambretti interviene sul tema delle infezioni protesiche 🎙️

Le infezioni correlate a protesi e dispositivi impiantabili rappresentano una sfida complessa per la pratica clinica. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nella diagnosi, nella gestione e nel supporto alle strategie terapeutiche.

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AMCLI ETS: EPATITI VIRALI, FAR EMERGERE IL “SOMMERSO” È LA SFIDA DECISIVA PER LA DIAGNOSI E L’ACCESSO ALLE CURENel mondo...
23/07/2026

AMCLI ETS: EPATITI VIRALI, FAR EMERGERE IL “SOMMERSO” È LA SFIDA DECISIVA PER LA DIAGNOSI E L’ACCESSO ALLE CURE

Nel mondo circa 287 milioni di persone convivono con un’epatite virale cronica. Vaccini e terapie efficaci hanno cambiato la storia di queste infezioni, ma una quota rilevante dei casi resta ancora senza diagnosi

Milano, 23 luglio 2026 – Circa 287 milioni di persone nel mondo convivono con un’epatite virale cronica, ma una quota rilevante delle infezioni resta ancora oggi senza diagnosi. In occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, che si celebra il 28 luglio, AMCLI ETS – Associazione Microbiologi Clinici Italiani richiama l’attenzione sul “sommerso” delle epatiti virali croniche, uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: eliminare le epatiti virali come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.

La Giornata Mondiale dell’Epatite è stata istituita dall’OMS in concomitanza con l’anniversario della nascita di Baruch Blumberg (1925-2011), premio Nobel per la Medicina nel 1976 per la scoperta del virus dell’epatite B e per lo sviluppo del primo vaccino. La strategia globale dell’OMS punta a ridurre entro il 2030 del 90% le nuove infezioni e del 65% la mortalità correlata, attraverso un accesso equo e universale alla prevenzione, allo screening e alle terapie efficaci.

Oggi sono noti cinque virus epatotropi – virus dell’epatite A (HAV), B (HBV), C (HCV), D (HDV) ed E (HEV) – responsabili di infezioni del fegato associate a un rilevante carico di morbilità e mortalità a livello globale.

HAV, pur non evolvendo verso forme croniche, è responsabile di infezioni acute che si verificano sia nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie sia attraverso focolai epidemici nei Paesi ad alto reddito. Nonostante la disponibilità di un vaccino efficace, l’OMS stima che nel 2023 HAV abbia causato circa 35.600 decessi nel mondo. Anche HEV rappresenta una causa rilevante di epatite acuta a livello globale e, nei Paesi industrializzati, è oggi considerato una zoonosi emergente, spesso associata al consumo di carne suina o di selvaggina cruda o insufficientemente cotta. Sebbene l’infezione sia generalmente autolimitante, può determinare forme severe nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunocompromessi, nei quali il virus può andare incontro a cronicizzazione.

Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS, dei circa 287 milioni di persone che nel mondo convivono con un’epatite virale cronica, 240 milioni sono affette da HBV e 47 milioni da HCV. Circa la metà del carico globale delle infezioni croniche da HBV e HCV interessa persone di età compresa tra i 30 e i 54 anni, mentre il 12% dei casi riguarda bambini e adolescenti. A questo si aggiunge la co-infezione da HDV, che interessa circa il 5% delle persone con infezione cronica da HBV, pari a circa 12 milioni di individui, ed è responsabile della forma più aggressiva di epatite virale cronica.

Le conseguenze sanitarie sono considerevoli: ogni anno le epatiti virali croniche causano circa 1,3 milioni di decessi, pari a oltre 3.500 morti al giorno, e si collocano tra le principali cause di mortalità per malattie infettive nel mondo, a un livello comparabile a quello della tubercolosi.

“L’impatto delle epatiti virali croniche è probabilmente ancora sottostimato, perché una quota rilevante delle persone infette rimane non diagnosticata nonostante la disponibilità di strumenti efficaci per individuare l’infezione – sottolinea Valentina Svicher, Professore Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata componente Gruppo di Lavoro AMCLI – Molti pazienti convivono per anni con il virus senza sintomi evidenti e arrivano alla diagnosi quando sono già presenti complicanze epatiche avanzate. Far emergere questo sommerso attraverso programmi di screening e garantire il collegamento tra diagnosi e presa in carico rappresentano passaggi fondamentali per raggiungere gli obiettivi di eliminazione delle epatiti virali come minaccia per la salute pubblica”.

La vaccinazione rappresenta un pilastro della prevenzione. Per l’epatite B è disponibile un vaccino efficace, che ha contribuito in modo decisivo alla riduzione dell’incidenza dell’infezione, delle complicanze epatiche e della mortalità correlata e previene indirettamente anche l’infezione da HDV, che può replicarsi esclusivamente in presenza di HBV.

Permangono tuttavia importanti criticità nell’attuazione dei programmi vaccinali a livello globale. La copertura della dose di vaccino anti-HBV alla nascita, fondamentale per prevenire la trasmissione madre-figlio e la successiva cronicizzazione dell’infezione, rimane insufficiente in molte aree ad alta endemia. Secondo l’OMS, la copertura globale della dose somministrata entro le prime 24 ore di vita è pari a circa il 45%, con valori inferiori al 20% nella Regione Africana dell’OMS. Disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, limitata disponibilità di risorse e insufficiente integrazione tra programmi materno-infantili e vaccinali rappresentano ancora ostacoli significativi al controllo dell’infezione.

Negli ultimi anni, i progressi terapeutici hanno profondamente modificato la storia naturale delle epatiti virali croniche. L’introduzione degli antivirali ad azione diretta (DAA) per HCV ha consentito di raggiungere tassi di guarigione superiori al 95% e di eradicare completamente il virus dall’organismo, con una significativa riduzione del rischio di cirrosi, epatocarcinoma e trasmissione dell’infezione - evidenzia Carlo Federico Perno, Direttore U.O. Microbiologia, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Roma e componente Gruppo di Lavoro AMCLI - Importanti progressi sono stati compiuti anche per HBV e HDV. I farmaci oggi disponibili consentono di sopprimere efficacemente la replicazione virale e di ridurre il rischio di progressione verso cirrosi ed epatocarcinoma. Lo sviluppo di nuove terapie, incluse le strategie finalizzate al raggiungimento della cura funzionale dell’HBV e a un controllo sempre più efficace dell’HDV, apre ulteriori prospettive per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.

Nonostante questi risultati, l’accesso alle cure rimane insufficiente in molte aree del mondo: nel 2024 meno del 5% delle persone con HBV ha ricevuto una terapia antivirale e circa il 20% delle persone con HCV aveva avuto accesso a un trattamento curativo.

Una particolare attenzione deve essere riservata all’HDV. Nonostante le raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali prevedano il test per HDV in tutti i soggetti con infezione da HBV, la ricerca dell’anticorpo anti-HDV e dei successivi marker virologici viene ancora effettuata in modo non uniforme e frequentemente insufficiente.

“Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono di intervenire efficacemente su molte forme di epatite virale. La sfida è fare in modo che questi strumenti raggiungano le persone che ne hanno bisogno – afferma Pierangelo Clerici, Presidente di AMCLI ETS. – In questo percorso la microbiologia clinica svolge un ruolo centrale: la diagnosi rappresenta il punto di partenza per far emergere le infezioni non riconosciute e indirizzare tempestivamente il paziente verso la presa in carico e il trattamento. Screening, diagnosi e accesso alle cure devono essere parte di un percorso integrato”.

📰 Rassegna stampaCondividiamo questo approfondimento del Corriere della Sera dedicato alle epatiti virali, con il contri...
22/07/2026

📰 Rassegna stampa

Condividiamo questo approfondimento del Corriere della Sera dedicato alle epatiti virali, con il contributo della Prof.ssa Valentina Svicher, componente del Gruppo di Lavoro AMCLI.

🔗 Leggi l'articolo:

https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/26_luglio_20/il-28-luglio-e-la-giornata-mondiale-delle-epatiti-1576122e-fff6-49f0-abaa-d2f724601xlk.shtml?fbclid=IwY2xjawTN1eRleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA5bVJDNVpaNDFjTWdsbVB1c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHpqQKtue0QuwZCY79LSUUgsTl7XFCPbkuxZR10EnIZSqmgSDFxmFLlV4gCtu_aem_Qe_FIuzzjbYY6GFXDEnEwg

I problemi aperti, le possibilità di cura, le strategie di prevenzione. Gli obiettivi da raggiungere secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità

20/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Claudio Foschi interviene sul tema delle infezioni sessualmente trasmesse 🎙️

Le infezioni sessualmente trasmesse rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nella diagnosi, nella prevenzione e nel contrasto della loro diffusione.

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17/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Gian Maria Rossolini interviene sul tema dell'antibiotico-resistenza e delle nuove molecole 🎙️

L'antibiotico-resistenza rappresenta una delle principali sfide per la salute globale. Un approfondimento sulle strategie per contrastarla e sul contributo delle nuove molecole nello sviluppo di terapie sempre più efficaci.

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13/07/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Maurizio Sanguinetti interviene sull'impatto del cambiamento climatico sulle malattie infettive 🎙️

Il cambiamento climatico sta modificando la diffusione dei patogeni e ridefinendo gli scenari epidemiologici. Un approfondimento sul ruolo della microbiologia nel monitorare questi cambiamenti e supportare strategie di prevenzione sempre più efficaci.

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