08/10/2026
IL KINESIOLOGO: IL SALE CHE NON COMPARE NEL MENÙ
Diventare Kinesiologo Specializzato non significa frequentare qualche weekend di corsi.
I percorsi formativi seri possono durare 3, 5 o persino 7 anni, a seconda della scuola: anatomia, fisiologia, neurofisiologia, biologia, biochimica, anatomia palpatoria, scienze kinesiologiche, tecniche manuali e Medicina Tradizionale Cinese. Poi pratica, aggiornamento ed esperienza.
Organismi internazionali come l’International Kinesiology College (IKC) promuovono standard formativi e un modello educativo basato sulla responsabilità personale. Eppure in Italia la Kinesiologia Specializzata non è una professione sanitaria riconosciuta.
Spesso da noi arrivano persone che hanno già consultato molti specialisti, senza trovare tutte le risposte che cercavano. Non perché quei professionisti non siano competenti, ma perché ciascuno affronta aspetti specifici, mentre una persona è molto più della somma delle sue parti.
Il kinesiologo non è un tuttologo. È un professionista che prova a mettere in dialogo ciò che troppo spesso viene considerato separatamente: movimento, postura, abitudini, stress e vissuto emotivo.
Non diagnostica malattie, non prescrive diete o terapie psicologiche, non sostituisce medici e sanitari. Lavora sul benessere con un approccio integrato, riconosce i propri limiti e, quando serve, indirizza allo specialista appropriato.
Mi piace immaginarlo come un piccolo supereroe dietro le quinte. O meglio, come il sale in cucina.
Il sale raramente compare nel menù. Ma quando è dosato bene, valorizza tutti gli ingredienti.
Così dovrebbe essere il kinesiologo in un’équipe: non il protagonista, ma una presenza capace di aggiungere ascolto, connessioni e valore al lavoro di tutti.
La vera professionalità non consiste nel sapere tutto. Consiste nel saper collaborare.
Roberto Lorusso
Kinesiologo Internazionale IKC
Ideatore del metodo VES – Vital Energy System
📍 Seveso | Milano
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