28/04/2026
LA LINEA DELLA FORZA
Sonia cammina che sembra un uomo, alta, solida, compatta.
Ha una stretta di mano vigorosa.
Appena seduta sulla poltrona azzurra toglie le scarpe, mette i piedi sotto il sedere, e si abbandona contro lo schienale.
E mi racconta che dentro l'involucro forte che vedo c'è una donna che si sente fragile da troppo tempo.
Non riesce a prendere decisioni al lavoro, non riesce a lasciare un uomo che sente più figlio che compagno.
Si sente impotente, bloccata.
La tendenza a rimandare, il poco coraggio li riconosce come "suoi da sempre", ma non questi blocchi recenti, che le sembrano catene.
Sonia discende da una linea di donne molto forti, che si sono spostate dalla Bulgaria al Veneto alla Toscana, attraversando culture e paesaggi.
La bisnonna Albena, rimasta presto vedova, durante la prima guerra mondiale portò avanti una enorme fattoria da sola, ma poi si innamorò di un soldato italiano e quando lui tornò a casa non la portò con sé: Albena prese i tre figli e venne a cercarlo, trovandolo con moglie e altri tre figli
Non si p***e d'animo, trovò lavoro presso una signora fiorentina che sfollò a Castiglioncello nel '43 e lì si stabilirono.
Albena ebbe Marya che sposò Michele che scappò in montagna partigiano e la lasciò sola a crescere tre figlie, una delle quali fu madre di Sonia. Nonno Michele, che avrebbe tanto voluto un figlio maschio, sperò in un nipote: la mamma di Sonia, Franca, ebbe due gravidanze prima della sua nascita, che si interruppero entrambe al quinto mese, in tempo per sapere che si tratto di due maschi.
Sonia deriva da una stirpe di donne forti e di uomini che se ne sono andati, per vigliaccheria uno, per coraggio l'altro, o perché così decide la vita nel caso dei due fratelli maggiori non nati.
Sonia non è un maschio, il desiderio di nonno Michele la blocca nella sua espressione più intima e pura, nella sua femminilità, e a seguire in tutto il resto: è titubante, insicura di essere degna di prendere una strada, una qualunque.
L'avvicinarsi della menopausa e della fine della fertilità hanno accentuato il sentire di Sonia di essere vissuta nel corpo di un'altra persona: per fare felice nonno Michele avrebbe dovuto essere maschio, questo lei lo intuiva già prima di ve**re da me.
Quello che non sa e che scopriamo lavorando sul suo genogramma è quanto la linea femminile sia forte, quanto lei abbia il permesso di essere forte, di prendere decisioni, di avere accanto un compagno che non le sia il mancato figlio maschio di nonno Michele.
Sonia arriva da me che si sente sgretolare dentro, e se ne va qualche settimana dopo che seduta dopo seduta ha ritrovato la linea della forza delle donne della sua famiglia. Su quella poltrona azzurra, abbracciata dai braccioli alti, Sonia restituisce idealmente a suo nonno il desiderio del nipote maschio e ritrova in sé una donna che può permettersi fragilità riconoscendosi anche forza e decisione.