Cristina Sebastiani counselor

Cristina Sebastiani counselor Sono counselor psicologica relazionale e transculturale - formata in Analisi Transazionale, mindfulness, e costellazioni famigliari.

Salvo dove esplicitamente autorizzato, i miei racconti sono frutto di creatività.

Ci sono momenti (per esempio il rientro dalle vacanze o la ripresa al lavoro senza neppure aver fatto vacanze) in cui si...
29/08/2026

Ci sono momenti (per esempio il rientro dalle vacanze o la ripresa al lavoro senza neppure aver fatto vacanze) in cui si sente un groppo in gola, lo stomaco chiuso, il cuore che batte e una gran voglia di piangere come quando eravamo piccoli.
Ho provato a scherzarci un po' su, ma quello che conta è che piangere fa bene e ovunque ci vada di farlo, da soli o in compagnia, a tratti, nella vita, bisogna poterlo fare.

Il percorso "Sconfinate" (di cui leggete nei post e sentite nei reel che trovate nel feed) sta sollevando anche dubbi e ...
26/08/2026

Il percorso "Sconfinate" (di cui leggete nei post e sentite nei reel che trovate nel feed) sta sollevando anche dubbi e perplessità di cui sono grata.
Provo a rispondere e aspetto di sentire ancora cosa ne pensate.

Un progetto di counseling di gruppo, online, dedicato a tutte le mamme che crescono i figli da sole e hanno voglia di sp...
24/08/2026

Un progetto di counseling di gruppo, online, dedicato a tutte le mamme che crescono i figli da sole e hanno voglia di sperimentare una possibilità di non sentirsi più sole.

Nel carosello alcune indicazioni, per le altre contattatemi.

E se pensate che possa interessare a qualcuno che ancora non mi conosce, fate girare!

Grazie! ❤️

LILIA E SIMONESimone de Beauvoir diceva "Non si nasce donna, si diventa" e questo non è un post sulle donne, ma sulla li...
23/08/2026

LILIA E SIMONE

Simone de Beauvoir diceva "Non si nasce donna, si diventa" e questo non è un post sulle donne, ma sulla libertà/responsabilità di scelta.

Una mia cliente, chiamiamola Lilia, un giorno viene da me e mi dice: "Ho sempre pensato di essere una persona per molti versi matura e adulta ma, come sai, non riesco ad avere relazioni sane con gli uomini e mi sento attratta da maschi indisponibili, evitanti, immaturi e incapaci di starmi accanto come vorrei. Ho pensato che non vale solo la regola per cui dato il mio pattern di attaccamento, la mia ferita infantile, il rapporto con i miei genitori e tutto quello che abbiamo visto, trovo sempre partners che rinforzano la mia immagine di me. Ho capito che c'è un movimento diverso: sono io che non voglio (cioè ho paura di) una relazione e quindi scelgo partners che non me la garantiscono, così posso dare la colpa a loro e uscirne mantenendo la mia immagine di donna abbandonata e sofferente, ma senza colpe!"
Ho già detto che amo le mie clienti?
Bè Lilia ha una storia normalissima: infanzia felice, genitori anni '70, amorevoli, ma un po’ distaccati; non le hanno mai fatto mancare nulla, ma non le hanno nemmeno mai chiesto se le stesse bene o se lei, stesse bene. Piuttosto comune a quei tempi
e purtroppo anche oggi.
E lei bene non ci stava del tutto, ma senza drammi.
A 18 anni però tentò il suicidio, per sfida adolescenziale: per fortuna p***e ed è ancora qui a parlarne; ai genitori fu consigliato di "non darle corda" e loro non ne parlarono mai con lei.

Questo fatto è rappresentativo della vita che lei e i suoi due fratelli hanno fatto: tra di loro le scelte esistenziali sono state molto diverse perché ognuno di noi declina a modo suo il destino, però sicuramente non hanno avuto l'attenzione di cui avevano bisogno.
Ma appunto, hanno fatto scelte diverse e vivono vite diverse.
Lilia ha scelto, inconsapevolmente fino a qui, di soffrire.
E ha capito, lavorando con impegno su di sè, che ha la possibilità di smettere di farlo.

Questo ragionamento vale per qualsiasi cosa.
Possiamo avere un lavoro banale, ben diverso da quello che avremmo desiderato: possiamo scegliere se vivere la cosa con sofferente passività o se cercare di andare in ufficio tutti i giorni con la consapevolezza che la nostra parte di vita felice si svolge altrove.
Possiamo vedere un figlio o una figlia prendere direzioni che non condividiamo: possiamo scegliere se vivere in eterno scontro con loro o cercare di capire e accogliere le loro inclinazioni.
Possiamo svegliarci di cattivo umore perché piove: possiamo scegliere se mantenere il cattivo umore per la giornata o lasciarlo andare giù con il caffè.

Non sto facendo un inno al pensiero positivo!
Ti sto invitando a notare che ogni tuo gesto è una scelta e che qualunque esso sia, se non ti sta bene - perché è una scelta che non vorresti fare più o ti fa stare male o ti fa sentire imbrigliata - puoi cambiarla.

Un'altra volta parliamo della fatica di cambiare e delle resistenze che oggettivamente abbiamo, ma intanto permettiamoci un pensiero confortante: se qualcosa non va, abbiamo moltissimi strumenti per cambiarla o per cambiare l'atteggiamento con cui la affrontiamo.
Trovo realmente confortante sapere che la mia vita è nelle mie mani.
Tu no?

14/08/2026

SCONFINATE è un progetto per le madri che crescono i figli da sole
Un cerchio online di parola e di sostegno
🌸 Per madri sole che coltivano il futuro con creatività e tenacia e magari non lo sanno
🌸Con gli strumenti del counseling AT e della mindfulness
🌸 Per nutrire identità ridisegnate e radici intrecciate che si sostengano a vicenda.

Questo progetto è parte di un discorso più ampio che si svilupperà anche in presenza sul territorio di Milano e che è sostenuto da diverse realtà e associazioni: non esistono proposte simili, né online né in presenza per il momento, perché le madri che crescono i figli da sole sono invisibili.

I figli sono delle madri, i padri abbandonici non vengono stigmatizzati, le donne se la cavano sempre, le donne sono forti!
Il pregiudizio rende invisibili le madri sole.
Quelle che hanno un background migratorio o vengono da ex coppia mista o quelle q***r, sono ancora più sole.

Ci si ritrova ad affrontare difficoltà economiche, emotive, psicologiche, proprie e dei figli, senza una rete di sostegno.

A settembre partirà il primo gruppo.
In queste settimane sono qui per rispondere ad ogni domanda o richiesta.

Scrivimi nei commenti, o in DM e segui gli articoli, i reel e i post che usciranno.



Con

om



10/08/2026

Le small families (termine coniato da un’associazione di genitori single in Italia www.smallfamilies.it), si configurano nell’ambito di un cluster di “famiglie a geometria variabile”, costituito da nuclei monogenitoriali.
[…] Il fenomeno delle small families è in crescita, con una tendenza orientata a consolidarsi e con caratteristiche diverse in molti paesi del mondo (OECD, 2011). Tale fenomeno individua una dimensione della vita familiare complessa e dinamica, non omogenea tra culture e contesti territoriali. Queste famiglie rappresentano infatti realtà molto variegate tra loro.
[..] Genitori soli appartenenti a generi, generazioni e etnie differenti sono portatori di bisogni diversificati (Andolfi, 2011). L’esperienza di genitore solo è [inoltre] ben diversa per donne e uomini.
[…] Nonostante tali difficoltà, un nuovo orientamento comincia comunque a sottolineare anche gli aspetti positivi connessi alla condizione di genitore solo, iniziando in tal modo a indebolire la correlazione tra famiglie monogenitoriali, povertà ed esclusione sociale (Zajczyk e Ru- spini, 2008). Ad esempio, la Single Parents Alliance of America (SPAOA, 2016) ha evidenziato come l’assenza di uno dei genitori possa esercitare alcuni effetti positivi tra cui il consolidarsi dei legami affettivi tra le generazioni e l’incremento del livello di maturità e responsabilità dei figli. Inoltre, l’interagire con una famiglia “allargata” ovvero, quel network di relazioni che il genitore single attiva, allena i figli alla vita comunitaria e alla condivisione (testo consultabile al sito https://www.spaoa.org).

A.Merenda “Le Small families e il ruolo paterno. Modelli di coparenting nel contesto familiare post moderno” in T.M. Salerno (a cura di) “Gli scenari della paternità nella psicologia contemporanea. Sfide, fragilità, orizzonti” Franco Angeli, Milano (2019).

I MASCHI SI CONOSCONO?Giacomo è tornato ad abitare con sua madre.Ha 55 anni, non ha figli e due anni fa sua moglie gli h...
08/08/2026

I MASCHI SI CONOSCONO?

Giacomo è tornato ad abitare con sua madre.
Ha 55 anni, non ha figli e due anni fa sua moglie gli ha cortesemente ma fermamente detto che non intende più fornirgli supporto psicologico gratuito come ha fatto per ventidue anni.

Lui era convinto che lei fosse felice.

Entrambi insegnanti, interessi in comune, avevano superato abbastanza ostacoli e goduto di abbastanza periodi felici da convincerlo che ormai fosse fatta.

Si sente stordito, non si aspettava che lei lo lasciasse, non voleva questo cambiamento e l'ha negato con tutte le sue forze: ha passato due anni a dirsi che era una fase, che era colpa dei social e delle sue amiche e della sua psicologa e che sarebbe tornata. Lui aveva "fatto tutto giusto" si diceva.

Ha cercato di parlarne con un paio di amici, ma gli davano ragione troppo in fretta e cambiavano argomento.
Si è ritrovato solo e nell'impellente necessità di parlarne con qualcuno e capire meglio, per poi prendere le sue decisioni.

Ed eccoci qui, a lavorare perche Giacomo distingua cosa è stato fatto nel modo giusto e cosa no.
E soprattutto perché.
Per poi vedere se servirà un più approfondito lavoro di psicoterapia o se il dialogo con sé stesso sarà sufficiente a fargli recuperare serenità e radicamento.

07/08/2026

SCONFINATE è un progetto per le madri che crescono i figli da sole
Un cerchio online di parola e di sostegno
🌸 Per madri sole che coltivano il futuro con creatività e tenacia e magari non lo sanno
🌸Con gli strumenti del counseling AT e della mindfulness
🌸 Per nutrire identità ridisegnate e radici intrecciate che si sostengano a vicenda.

Questo progetto è parte di un discorso più ampio che si svilupperà anche in presenza sul territorio di Milano e che è sostenuto da diverse realtà e associazioni: non esistono proposte simili, né online né in presenza per il momento, perché le madri che crescono i figli da sole sono invisibili.

I figli sono delle madri, i padri abbandonici non vengono stigmatizzati, le donne se la cavano sempre, le donne sono forti!
Il pregiudizio rende invisibili le madri sole.
Quelle che hanno un background migratorio o vengono da ex coppia mista o quelle q***r, sono ancora più sole.

Ci si ritrova ad affrontare difficoltà economiche, emotive, psicologiche, proprie e dei figli, senza una rete di sostegno.

A settembre partirà il primo gruppo.
In queste settimane sono qui per rispondere ad ogni domanda o richiesta.

Scrivimi nei commenti, o in DM e segui gli articoli, i reel e i post che usciranno.



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Indirizzo

Via Giuseppe Bottelli
Milan
20125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393286575030

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