SIN INF Società Italiana di Neonatologia Infermieristica

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SIN INF Società Italiana di Neonatologia Infermieristica La SIN INF è la Società Scientifica degli infermieri di neonatologia.

SAVE THE DATEFORMAZIONE AVANZATA SIN INFper info e iscrizioni:https://www.fad-ideagroupinternational.eu/course/gestione-...
06/06/2026

SAVE THE DATE
FORMAZIONE AVANZATA SIN INF
per info e iscrizioni:
https://www.fad-ideagroupinternational.eu/course/gestione-infermieristica-della-farmacoterapia-in-neonatologia

Razionale
L’impiego dei farmaci in ambito neonatale rappresenta uno dei principali campi di attività dell’infermiere ed è strettamente correlato alla possibilità di errore umano e di eventi avversi.
Il minor riscontro di evidenze scientifiche ed una farmacocinetica che nel neonato presenta notevoli differenze rispetto all’individuo adulto, rappresentano elementi di reale rischio per la sicurezza e l’efficacia dei farmaci impiegati.

Obiettivo del corso
Approfondire il ruolo del professionista nella gestione globale della farmacoterapia neonatale e sviluppare competenze avanzate nel processo che va dalla preparazione, alla somministrazione, ai possibili effetti collaterali del farmaco nel neonato.

Il corso si rivolge principalmente a: infermieri, infermieri pediatrici, ostetriche, neonatologi, pediatri.

Metodo didattico: lezioni frontali interattive e multidisciplinari, presentazione di slide e utilizzo di materiale multimediale.

FORMAZIONE AVANZATA SIN INFWebinar gratuito per i soci.Affrettati!Cerca su www.sininf.it
03/06/2026

FORMAZIONE AVANZATA SIN INF
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LA FORMAZIONE CHE ANTICIPA LA REALTÀ: ADDESTRARE CON L’AUSILIO DELLA REALTÀ VIRTUALE.Fabrizio Faina, infermiere formator...
02/06/2026

LA FORMAZIONE CHE ANTICIPA LA REALTÀ: ADDESTRARE CON L’AUSILIO DELLA REALTÀ VIRTUALE.

Fabrizio Faina, infermiere formatore Azienda Ospedaliera di Perugia

La formazione in ambito neonatologico è una sfida complessa a causa dell'elevata criticità clinica, della bassa tolleranza all'errore e della limitata partecipazione diretta alle procedure. Poiché molti neonati necessitano di assistenza respiratoria o rianimazione avanzata alla nascita, è essenziale che gli operatori acquisiscano competenze tecniche e decisionali elevate prima della pratica reale (Aydin et al., 2025). Data l'incidenza della mortalità neonatale su quella infantile globale, spesso legata a condizioni gestibili, la formazione assume un ruolo centrale per la sicurezza delle cure (Alruwaili et al., 2025).
Tradizionalmente, la didattica si è basata su lezioni teoriche, osservazione e simulazione su manichino. Tuttavia, l'accesso a scenari reali è limitato da vincoli etici, mentre la simulazione tradizionale richiede infrastrutture costose e personale dedicato. Inoltre, la scarsa immedesimazione nei manichini riduce il coinvolgimento cognitivo ed emotivo (Trinh & McAdams, 2025). A ciò si aggiunge il rapido decadimento delle competenze rianimatorie post-training, che richiederebbero una pratica ripetuta difficilmente realizzabile con i metodi convenzionali (Aydin et al., 2025).
In questo scenario, la realtà virtuale (VR) emerge come strumento per creare ambienti immersivi e interattivi dove esercitarsi senza rischi. Attraverso simulazioni realistiche di distress respiratorio o arresto cardiaco, la tecnologia permette di allenare il ragionamento clinico e il processo decisionale (Alruwaili et al., 2025). Il valore pedagogico risiede nella possibilità di ripetere le procedure ricevendo feedback immediati (Aydin et al., 2025).
Il razionale educativo della VR si fonda sulle teorie di Kolb (apprendimento esperienziale) e sul situated learning. L'ambiente virtuale permette di completare il ciclo di esperienza, riflessione, concettualizzazione e sperimentazione attiva, inserendo lo studente in contesti autentici non altrimenti accessibili (Alruwaili et al., 2025; Yu & Mann, 2021).
Elemento chiave è il senso di "presenza": una maggiore immersione psicologica correla a performance migliori. La simulazione VR produce un coinvolgimento superiore rispetto ai video a 360°, aumentando la fiducia nelle proprie abilità (Aydin et al., 2025), fattore determinante nella gestione dello stress e nella rapidità decisionale neonatale.
Studi condotti su infermieri di terapia intensiva neonatale dimostrano che il training VR aumenta le abilità procedurali e l'accuratezza decisionale, riducendo i tempi di stabilizzazione e gli eventi avversi (Alruwaili et al., 2025). Anche la ventilazione a pressione positiva risulta più efficace dopo un training immersivo (Aydin et al., 2025).
Un ulteriore vantaggio riguarda la retention delle competenze. La VR, accessibile anche via mobile, abilita il modello low-dose high-frequency (LDHF): sessioni brevi e frequenti che mantengono elevate le performance nel tempo, superando i limiti dei corsi periodici tradizionali (Umoren et al., 2025).
Oltre alle abilità tecniche, la VR favorisce le competenze non tecniche come comunicazione e coordinamento del team. I video a 360° facilitano la comprensione delle dinamiche ambientali e del crisis resource management (Tachejian & Moussa, 2024). La tecnologia si applica anche al controllo delle infezioni e all'assistenza neonatale di base, permettendo agli studenti di esercitare il problem solving in modo attivo e flessibile (Yu & Mann, 2021; Umoren et al., 2025).
Nonostante i benefici, permangono criticità come l'affaticamento visivo o la motion sickness, sebbene in diminuzione con l'evoluzione tecnologica (Trinh & McAdams, 2025). Sono inoltre necessari ulteriori studi sugli outcome clinici reali, poiché gran parte della letteratura attuale valuta competenze simulate (Alruwaili et al., 2025).
La VR non sostituisce la pratica clinica ma la integra in un continuum educativo composto da teoria, simulazione tradizionale e assistenza reale. In questo paradigma, funge da ponte verso l'esperienza clinica, garantendo un contatto con il paziente più sicuro e consapevole. L'integrazione sistematica della VR nei programmi educativi rappresenta un'innovazione promettente per standardizzare la formazione e migliorare gli esiti neonatali.

Leggi articolo su SININFORMA https://www.sin-neonatologia.it/n-145-sininforma-aprile-2026/

BIBLIOGRAFIA
Alruwaili, A. N., et al. (2025). Virtual reality simulation for high-risk neonatal emergency nursing training. BMC Nursing.
Aydin, M. Y., et al. (2025). Extended reality simulation in neonatal resuscitation training. Advances in Simulation.
Tachejian, S., & Moussa, A. (2024). 360-degree virtual reality video to teach neonatal resuscitation. Scientific Reports.
Trinh, G., & McAdams, R. M. (2025). Virtual reality-based simulation platform for NRP training. Journal of Perinatology.
Umoren, R. A., et al. (2025). Essential newborn care virtual simulations. JAMA Network Open.
Yu, M., & Mann, J. S. (2021). VR simulation program for neonatal infection control education. Clinical Simulation in Nursing.

Trova il tuo motivo! Se sei un infermiere che opera in un contesto neonatologico, questo è un post che devi guardare con...
29/05/2026

Trova il tuo motivo!
Se sei un infermiere che opera in un contesto neonatologico, questo è un post che devi guardare con curiosità.
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UN PENSIERO DEDICATO AL PROF. MARCELLO ORZALESI.La recente scomparsa del Prof. Marcello Orzalesi lascia un segno profond...
28/05/2026

UN PENSIERO DEDICATO AL PROF. MARCELLO ORZALESI.

La recente scomparsa del Prof. Marcello Orzalesi lascia un segno profondo nella storia e nel prestigio della neonatologia italiana e internazionale. Noi del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Neonatologia Infermieristica siamo vicini alla famiglia del Prof. Orzalesi e vogliamo con queste righe ricordare le tante occasioni di proficua collaborazione scientifica, professionale e umana.
Come SIN INF, abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui sapendo che avevamo la costante disponibilità di uno dei più illustri maestri della pediatria italiana. Orzalesi non era solo questo: era un medico gentile e rigoroso, un uomo di straordinaria sensibilità che ha dedicato la sua vita alla cura dei neonati più fragili, insegnando che la scienza non può e non deve mai essere separata dall’umanità.
Fu tra i primi ad aprire le Terapie Intensive Neonatali ai genitori e dare una forte spinta all’evoluzione del concetto stesso di cure, mettendo al centro di tutta l’azione medico-infermieristica il bambino e la sua famiglia.
Con il suo grande impegno nel campo dell’etica, della bioetica e delle cure palliative pediatriche ha dato voce alla dignità del neonato nel fine vita, all’ascolto e all’accompagnamento della famiglia nei momenti più difficili. Ha influenzato generazioni di medici e infermieri, trasmettendo competenza, etica e rispetto profondo per la persona.
Noi tutti siamo consapevoli che la nostra disciplina perde una delle sue figure più luminose, ma la sua visione innovativa continuerà a vivere nei reparti, nelle coscienze dei professionisti e nei gesti quotidiani di chi si prende cura dei più piccoli.

Il Consiglio Direttivo della SIN INF

NURSING SIMULATION GAMES: LA CAMPANIA AL CENTRO DELLA FORMAZIONE NEONATOLOGICA SUL CAMPODi Elena BernabeiPresidente SIN ...
27/05/2026

NURSING SIMULATION GAMES: LA CAMPANIA AL CENTRO DELLA FORMAZIONE NEONATOLOGICA SUL CAMPO
Di Elena Bernabei
Presidente SIN INF
A Napoli, il confine tra apprendimento e gioco si mostra sottile, efficace e straordinariamente produttivo. La quarta edizione dei Nursing Simulation Games (NSG) dello scorso 21 febbraio, la SIN INF consolida un appuntamento che è diventato una consuetudine virtuosa della formazione infermieristica neonatologica regionale.
Nati sull’onda del successo dell’edizione padovana del 2019, i NSG hanno trovato in Campania un terreno fertile. Dal primo evento prova del 2022 a oggi, la partecipazione è cresciuta esponenzialmente, evidenziando come l’infermiere di neonatologia contempli volentieri modalità di aggiornamento che vanno oltre le consuete lezioni frontali. Nei NSG l’obiettivo non è semplicemente competere ma anche misurarsi su procedure d’emergenza, ragionamento clinico e coordinamento: tutte prerogative indispensabili nei team multidisciplinari. Un obiettivo raggiungibile anche con il gioco che diventa confronto su qualità tecnica, tempi di esecuzione e lavoro di squadra.
Un elemento determinante alla riuscita dell’evento è stato il contributo delle nuove referenti regionali della SIN INF Campania: Anna Alfieri, Azzurra Di Mare e Angela Monaco che hanno lavorato alla progettazione di setting di simulazione d’emergenza complessi, inserendo strategicamente diverse variabili frequenti nella realtà neonatologiche: ostacoli, errori latenti e imprevisti. Questo ha reso le prove estremamente stimolanti, inducendo ad un costante esercizio di analisi critica e un maggiore senso di competizione nei partecipanti.
Dal punto di vista dell’impianto organizzativo, i NSG campani hanno previsto la presenza di quattro infermieri per ogni centro neonatologico partecipante e di giudici, medici e infermieri senior esperti. Questi i centri partecipanti:
Terapie Intensive Neonatali – Osp. Fatebenefratelli (NA), AOU Federico II (NA), Ospedale Evangelico Betania (NA), Azienda dei Colli Osp. Monaldi (NA), AORN Moscati (AV), AORN Santobono (NA), AORN S. Sebastiano (CE), Osp. Cardarelli (CB) come unico centro fuori regione.
Neonatologie di 1° livello: P.O. Ospedale del Mare (NA), AORN S. Sebastiano (CE), P.O.S SM delle Grazie Pozzuoli (NA), Cardarelli (CB) come unico centro fuori regione.
Le prove previste hanno ovviamente tenuto conto della provenienza dei partecipanti e perciò sono state previsti percorsi differenziati per coloro che provenivano da neonatologie di I livello e per quelli che operano quotidianamente nelle TIN. La competizione si è snodata lungo un circuito di 6 stazioni di simulazione ad alta fedeltà:
1) Rianimazione in Sala Parto – prove di capacità di gestione del neonato dei primi minuti di vita. Supervisori - L. Danesi, G. Bottigliero;
2) Farmacologia - prove di accuratezza e sicurezza nella preparazione e somministrazione di farmaci. Supervisore - N. Login;
3) Contenimento delle Infezioni – Strategie per la sicurezza del neonato (SIMEX) e Microstazione intelligente per l’igiene delle mani SOAPY
Supervisori – A. Odierna, E. Lolli;
4) Ventilazione Neonatale – Gestione di supporto respiratorio invasivo e non invasivo
Supervisore – A. Monaco;
5) Emergenze – posizionamento di accesso intraosseo con sistema automatico EZ-IO e gestione di caso clinico in emergenza
Supervisori – A. Del Prato, A. Capasso, A. Di Mare, A. Alfieri;
6) Caccia all’Errore – Esercizio di analisi critica e vigilanza
Supervisore - E. Bernabei;
Al termine di una giornata intensa, la giuria costituita dai supervisori esperti ha decretato i vincitori del contest con questi risultati:
Categoria neonatologie (I Livello): 1° Ospedale del Mare; 2° San Sebastiano; 3° Santa Maria delle Grazie.
Categoria Terapie Intensive Neonatali: 1° Monaldi; 2° San Sebastiano; 3° Fatebenefratelli.
In conclusione, sono utili alcune considerazioni. Ciò che rende unici e stimolanti i NSG è l'atmosfera che si crea durante il loro svolgimento, un clima in cui una sana competitività induce i professionisti a non muoversi solamente all’interno di azioni tecniche, ma li stimola a scelte cliniche, attraverso un’analisi critica degli scenari imparando dagli errori propri ed altrui, in un ambiente protetto. Questo approccio ludico-didattico oltre a ridurre lo stress da prestazione, favorisce una memorizzazione a lungo termine delle migliori pratiche utilizzabili.
Come società scientifica siamo felici di constatare che questo modello formativo è diventato un appuntamento molto atteso all’interno della comunità infermieristica della SIN INF campana. Siamo consapevoli che quando il gioco incontra la formazione avanzata, il risultato atteso non può che essere il rafforzamento dell’efficacia dei team operativi. Appuntamento quindi alla prossima edizione campana, ma stiamo lavorando affinché questo bella iniziativa possa essere ospitata in un futuro congresso nazionale.
Leggi articolo su SININFORMA>> https://www.sin-neonatologia.it/n-144-marzo-2026-sininforma/

INFERMIERISTICA NEONATALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE (CHATBOT) Alessandro Pipolo*, Denis Pisano***Infermiere, TIN – Osp....
14/05/2026

INFERMIERISTICA NEONATALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE (CHATBOT)

Alessandro Pipolo*, Denis Pisano**

*Infermiere, TIN – Osp. Fatebenefratelli di Napoli
**Infermiere, TIN AOU - Cagliari

L’intelligenza artificiale generativa (IAg) sta entrando con crescente frequenza nel dibattito sanitario, proponendosi come possibile supporto sia nei processi clinici che in quelli formativi e organizzativi dell’assistenza. In ambito infermieristico, una delle analisi disponibili più complete del fenomeno è una scoping review di Zhou et al. (2024), che ha esaminato la letteratura sull’uso delle chatbots e dei sistemi di intelligenza artificiale generativa in ambito infermieristico, con una prevalenza di studi riferiti a ChatGPT. Pur non essendo specifica per la neonatologia, la review offre elementi chiave che possono essere utili e suggestivi se contestualizzati all’attività di Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Secondo gli autori dello studio, ChatGPT può rappresentare un aiuto nella consultazione rapida di una mole enorme di informazioni, nel ragionamento clinico preliminare e nella sintesi di contenuti complessi. La maggior parte degli infermieri coinvolti negli studi analizzati, riconosce nell’IAg un potenziale strumento di supporto, soprattutto per velocizzare l’accesso alle conoscenze e migliorare la chiarezza comunicativa, ad esempio nella relazione con le famiglie. Allo stesso modo, la review sottolinea diversi limiti ben documentati: il rischio di contenuti imprecisi, la dipendenza dalla qualità dei prompt utilizzati, la scarsa trasparenza sulle fonti e l’impossibilità di sostituire il giudizio clinico umano. In tal senso, il ruolo dell’infermiere rimane centrale nel filtrare, validare e contestualizzare le informazioni generate dal modello.
Un contributo più specifico al contesto neonatale è offerto dallo studio di Nicolosi et al. (2025), che ha valutato l’accuratezza, la completezza e la sicurezza delle risposte di ChatGPT-4 relativamente alle lesioni da pressione nei neonati. L’analisi si è basata su 60 quesiti clinici articolati in 12 aree tematiche, valutati da un panel di 5 esperti. I risultati mostrano che oltre il 90% delle risposte della IAg ha ricevuto punteggi elevati, soprattutto in termini di accuratezza e sicurezza. Nessuna risposta è risultata completamente errata e la qualità complessiva del contenuto è stata giudicata adeguata al contesto clinico. Le aree meno performanti hanno riguardato la gestione dei dispositivi medici e alcune sezioni legate all’aggiornamento delle evidenze, sottolineando la necessità di un costante allineamento dei modelli ai dati più recenti.
Lo studio italiano rappresenta un primo interessante passo verso la valutazione dell’IAg nella pratica infermieristica neonatale e suggerisce un possibile impiego dei Large Language Models (LLM) ovvero i modelli linguistici di grandi dimensioni come strumento di consultazione rapida per la sistematizzazione del ragionamento assistenziale. Al tempo stesso, ribadisce che tali strumenti non possono sostituire l’esperienza clinica e la capacità di interpretazione dell’infermiere, soprattutto in un ambiente complesso come la TIN, dove interventi e decisioni devono essere immediati, integrati e altamente contestualizzati.
La letteratura disponibile oggi sembra indicare quindi un quadro chiaro: l’IAg possiede potenzialità significative come supporto cognitivo e informativo, ma deve essere utilizzata con prudenza, consapevolezza e supervisione professionale.
Utilità pratica dell’IA generativa nella pratica assistenziale infermieristica
Sulla base della letteratura attualmente disponibile, l’utilità dell’intelligenza artificiale generativa nella pratica infermieristica non risiede nella sostituzione del professionista, bensì nel suo possibile ruolo di supporto operativo, cognitivo e informativo. Come evidenziato dallo studio di Zhou et al. gli infermieri percepiscono l’IA generativa come uno strumento potenzialmente utile per facilitare l’accesso rapido alle informazioni, supportare il ripasso di contenuti clinici e migliorare la chiarezza comunicativa, soprattutto in contesti ad alta intensità assistenziale.
Nella quotidianità lavorativa, tali strumenti possono contribuire all’organizzazione del ragionamento infermieristico, aiutando a strutturare concetti già noti, a riepilogare procedure e a sostenere attività di studio e aggiornamento professionale. In ambito neonatale, sotto la supervisione critica dell’operatore, questo può tradursi in un supporto alla revisione dei fattori di rischio, alla prevenzione delle complicanze assistenziali e alla preparazione di percorsi comunicativi ed educativi più chiari e coerenti per i genitori.
Un aspetto interessante nel quale l’IAg avrebbe un impatto decisivo riguarda la prevenzione delle complicanze assistenziali in Terapia Intensiva Neonatale. Molte di esse non derivano da eventi improvvisi, ma dall’interazione di fattori di rischio noti, ripetuti e spesso cumulativi, che richiedono un elevato carico cognitivo e una costante attenzione da parte del personale infermieristico. In questo contesto, l’IA generativa può fungere da supporto all’organizzazione mentale di tali fattori, aiutando l’infermiere a rivedere e sistematizzare elementi già consolidati della pratica clinica.
Lo studio di Nicolosi et al. rafforza questa prospettiva, mostrando come le risposte di un modello linguistico di ultima generazione possano risultare accurate, complete e sicure quando utilizzate come strumento di consultazione su tematiche assistenziali specifiche, quali la prevenzione e la gestione delle lesioni da pressione nel neonato. Tali risultati suggeriscono che l’IA generativa può affiancare l’infermiere nel ripasso strutturato delle misure preventive e nel rafforzamento della consapevolezza clinica, contribuendo a mantenere alta l’attenzione su condizioni assistenziali che, se non adeguatamente gestite, potrebbero evolvere in complicanze.
È tuttavia fondamentale chiarire che l’IA generativa non effettua una previsione clinica autonoma delle complicanze, né analizza dati fisiologici in tempo reale. Il suo contributo va inteso come anticipazione concettuale dei possibili rischi, basata su pattern già descritti in letteratura e noti alla pratica infermieristica. In questo senso, l’IA può sostenere il ragionamento preventivo dell’infermiere, favorendo una maggiore sistematicità nell’approccio assistenziale e riducendo il rischio di trascurare elementi rilevanti in contesti caratterizzati da elevata complessità e carico di lavoro.
Nel panorama più ampio dell’intelligenza artificiale applicata alla neonatologia, accanto ai modelli linguistici di grandi dimensioni, sono descritti in letteratura anche sistemi di IA clinica orientati all’analisi dei dati assistenziali (machine learning). Tali applicazioni, pur non costituendo oggetto di revisione sistematica nel presente contributo, risultano rilevanti per comprendere le possibili ricadute dell’innovazione tecnologica sulla pratica infermieristica.
Supporto al nursing assessment e alla documentazione clinica
Un ambito frequentemente discusso in tema di innovazione digitale in sanità riguarda il possibile supporto dell’intelligenza artificiale ai processi di nursing assessment e di documentazione clinica. In questo contesto, la letteratura descrive l’impiego di sistemi di IA non generativi (modelli di machine learning applicati a dati clinici strutturati) orientati all’analisi dei dati clinici e assistenziali, con l’obiettivo di facilitare la sintesi delle informazioni rilevanti per la pratica infermieristica.
In una prospettiva applicativa, questi modelli possono essere utilizzati per monitorare l’andamento clinico-assistenziali del neonato (attraverso le variazioni dello stato di comfort, i segnali di instabilità o le modificazioni progressive dei parametri assistenziali), oppure nella documentazione dell’attività infermieristica. Soluzioni di documentazione automatizzata o semi-automatizzata, come la trascrizione vocale o la compilazione guidata della cartella, vengono descritte come strumenti potenzialmente in grado di ridurre in maniera significativa il carico burocratico e la possibilità di errori di registrazione e omissioni. Al contempo di garantire report infermieristici quotidiani precisi, completi e tracciabili. Questo si tradurrebbe in una maggiore disponibilità di tempo da dedicare alla relazione con il neonato e la famiglia.
Gestione del dolore e del comfort neonatale
La gestione del dolore e del comfort rappresenta un ambito centrale dell’assistenza neonatale e un’area di crescente interesse per l’applicazione di strumenti di intelligenza artificiale. Studi di machine learning e computer vision applicati alla valutazione del dolore neonatale descrivono sistemi sperimentali basati sull’analisi integrata di mimica facciale, vocalizzazioni e parametri fisiologici e sono finalizzati a supportare una valutazione più strutturata del dolore nei neonati non verbalizzanti. Questo approccio, ancora oggetto di studio e sviluppo, pur non sostituendo la valutazione clinica infermieristica, vengono descritti come potenziale supporto alla lettura dei segnali comportamentali e fisiologici, in particolare nei neonati pretermine o clinicamente complessi, perfezionando l’attenzione sui segni di stress e discomfort, inducendo l’infermiere a scelte più appropriato, tempestive e indivifualizzate in tema di interventi non farmacologici (contenimento posturale, contatto pelle-a-pelle, suzione non nutritiva). La responsabilità clinica, la valutazione del singolo neonato e la decisione sugli interventi da adottare restano comunque prerogative esclusive del professionista, che mantiene un ruolo insostituibile nel garantire la sicurezza e la qualità dell’assistenza.
In conclusione, l’IAg rappresenta una tecnologia promettente ma ancora in fase iniziale rispetto alle esigenze della neonatologia. Il contributo della letteratura attuale suggerisce che questi strumenti possano affiancare il ragionamento infermieristico, migliorando l’accesso alle informazioni e sostenendo alcune attività cognitive. Tuttavia, l’assistenza al neonato e alla famiglia rimane un ambito in cui la competenza, la responsabilità e la relazione terapeutica e umana non sono ancora sostituibili.

Leggi l'articolo su SININFORMA >> https://www.sin-neonatologia.it/n-143-febbraio-2026-sininforma/

Bibliografia
1. Zhou Y, Li SJ, Tang XY, He YC, Ma HM, Wang AQ, et al. Using ChatGPT in nursing: scoping review of current opinions. JMIR Med Educ. 2024;10:e54297.
2. Nicolosi B, et al. Evaluating the accuracy, completeness and safety of ChatGPT-4 responses on pressure injuries in infants. Nurs Rep. 2025;15(4):130. doi:10.3390/nursrep15040130.

Indirizzo

Milan

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