06/09/2026
Sospetta disgrafia
Se la disgrafia è presente (o sospetta), spesso il problema quotidiano non è solo “capire cosa scrivere”, ma reggere il carico del compito: tempi lunghi, mano che si stanca, grafia che peggiora, frustrazione che sale. Questo articolo è pensato come supporto pratico: cosa fare e cosa evitare, con strategie immediatamente applicabili.
Prima regola: non trasformare la scrittura in un test di valore
Molti bambini con disgrafia sentono di essere giudicati continuamente. Una frase utile è:
“Tu sei molto più della tua grafia: troviamo un modo per farti lavorare meglio.”
12 strategie concrete
1) Spezza il compito in blocchi brevi
Esempio: 7 minuti + 2 minuti pausa + 7 minuti. Il timer riduce la sensazione di “infinito”.
2) Riduci la quantità, mantieni l’obiettivo
Se l’obiettivo è “scrivere frasi corrette”, non serve fare 20 righe. Meglio 6 righe ben gestite.
3) Alterna attività ad alto e basso carico grafomotorio
Dopo una parte di scrittura, inserisci un compito più leggero (es. riordino, scelta multipla, completamento mirato), mantenendo l’apprendimento.
4) Prepara il foglio
Margini segnati, righe/quadretti adatti e un modello visivo di spaziatura aiutano a “non perdersi” nello spazio.
5) Dai un esempio “piccolo” e vicino
Un modello breve (“scrivi così 1 riga”) è più utile di spiegazioni lunghe.
6) Non correggere tutto
Scegli un focus: oggi guardiamo solo la spaziatura, oppure solo la leggibilità di alcune lettere. Il resto si lascia andare.
7) Rinforza lo sforzo, non la perfezione
“Ho visto che hai fatto una pausa e poi hai ripreso: questa è una strategia utile.”
8) Evita la lotta sull’impugnatura in mezzo ai compiti
Se serve lavorare sull’impugnatura/postura, dedicagli un momento separato e breve. Nel compito il bambino deve riuscire a finire.
9) Proteggi i tempi di recupero
La fatica grafomotoria è reale: se il bambino arriva già stanco, la grafia peggiora e cresce la frustrazione.
10) Concorda in anticipo come “si chiude” il compito
Definire prima l’uscita (“facciamo 2 blocchi e basta”) riduce la negoziazione continua.
11) A scuola: chiedi verifiche che separino contenuto e grafia
Quando possibile, è utile che la valutazione distingua la qualità delle idee dalla qualità del gesto grafico.
12) Se il carico emotivo cresce, fermati
Se compaiono pianto o rabbia intensa, continuare spesso peggiora. Meglio una pausa e un rientro con obiettivo ridotto.
Quando serve chiedere aiuto (non solo “allenare”)
È utile approfondire se:
- la scrittura peggiora con la stanchezza e i compiti diventano ingestibili;
- il bambino evita sistematicamente;
- l’autostima sta calando;
- la scuola segnala difficoltà stabili.
FAQ
Meglio far scrivere di più per migliorare?
Non sempre. Se il carico è troppo alto, “più scrittura” aumenta solo la fatica e l’evitamento. Meglio lavoro breve e mirato.
È utile insistere quando il bambino piange?
Di solito no. È un segnale di saturazione: conviene fare pausa, ridurre l’obiettivo e ripartire in modo sostenibile.
Qual è l’obiettivo realistico con la disgrafia?
Ridurre la fatica e aumentare la funzionalità (leggibilità sufficiente, tempi più gestibili), proteggendo l’autostima.
Dott.ssa Anna La Guzza Metodo Amamente
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