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Dott.ssa Anna La Guzza - psicologa plusdotazione, dsa, adhd, linguaggio Primo colloquio gratuito 💚

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20 anni di esperienza nella Diagnosi, valutazione, terapia e supporto nei Dsa, Adhd, Plusdotazione, Disturbi di linguaggio e Bes, online e in sede in Italia e all'estero.

Matematica e ansia nei bambini: come sostenere lo studio senza aumentare la pressioneQuando un bambino vive la matematic...
08/09/2026

Matematica e ansia nei bambini: come sostenere lo studio senza aumentare la pressione

Quando un bambino vive la matematica con ansia, la priorità non è fargli completare tutto più velocemente: è aiutarlo a sentirsi competente mentre affronta un passaggio alla volta.

A casa può essere utile:
1. iniziare da esercizi brevi e chiari;
2. usare un linguaggio neutro, evitando frasi come “È facile” o “Devi solo concentrarti”;
3. valorizzare la strategia usata, non soltanto il risultato;
4. prevedere pause prima che la frustrazione aumenti;
5. condividere con la scuola ciò che facilita il lavoro.

Le difficoltà con numeri e calcolo non vanno interpretate come scarso impegno. Se sono frequenti e incidono sul benessere o sul percorso scolastico, può essere utile confrontarsi con insegnanti e una professionista della psicologia dell’età evolutiva.

Approfondisci le difficoltà con i numeri e la discalculia:
Discalculia: difficoltà con i numeri, segnali e strategie

https://www.psicologaperbambini.it/l/difficolta-con-i-numeri-tutto-quello-che-devi-sapere-sulla-discalculia/

Metodo di studio per DSA: aiutare un figlio senza sostituirsi a luiUn metodo di studio per DSA efficace non consiste nel...
08/09/2026

Metodo di studio per DSA: aiutare un figlio senza sostituirsi a lui

Un metodo di studio per DSA efficace non consiste nel fare i compiti al posto di un figlio. Serve piuttosto a renderlo più autonomo: capire la consegna, organizzare i passaggi, usare gli strumenti previsti e verificare ciò che ha appreso.

Per iniziare, prova così:
1. Trasforma il compito in un obiettivo breve: “Leggiamo questo paragrafo e troviamo le parole importanti”.
2. Organizza una sequenza chiara: materiale pronto, attività, breve pausa, controllo finale.
3. Lascia scegliere una strategia: mappa, parole chiave, sintesi vocale o formulario, quando previsti.
4. Sostituisci le risposte con domande guida: “Qual è il primo passo?”, “Dove puoi cercare questa informazione?”.
5. Riduci l’aiuto poco alla volta: prima insieme, poi con una consegna alla volta, infine in autonomia.

Il genitore può essere una guida: osserva, incoraggia e aiuta a trovare un’organizzazione sostenibile. Quando le difficoltà scolastiche sono persistenti, è utile parlarne con la scuola e con una professionista della psicologia dell’età evolutiva.

Per capire come il PDP può definire strumenti e strategie di supporto per i DSA, leggi la guida dedicata:
Guida al PDP: strumenti e strategie per i DSA
https://www.psicologaperbambini.it/l/guida-al-pdp-piano-didattico-personalizzato-strumenti-e-strategie-per-i-dsa/

Prima Consulenza psicologica conoscitiva gratuita online Vivere all'estero può essere una esperienza ricca e stimolante…...
08/09/2026

Prima Consulenza psicologica conoscitiva gratuita online

Vivere all'estero può essere una esperienza ricca e stimolante… ma quando tuo figlio ha difficoltà di apprendimento può diventare tutto più complesso.

Lingua diversa.
Sistema scolastico diverso.
Insegnanti con aspettative diverse.
E spesso nessun riferimento professionale in italiano.

Se tuo figlio ha dislessia, discalculia, disortografia o disgrafia – o sospetti che possa avere un DSA – non devi affrontare tutto questo da solo.

È possibile iniziare con una prima consulenza gratuita online**, per capire insieme la situazione e valutare il percorso più adatto alla tua famiglia.

Percorso Psicologico Continuativo DSA

Per famiglie italiane residenti all’estero

Un supporto stabile, in italiano, pensato per accompagnare tuo figlio nel tempo.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento non sono difficoltà passeggere.
Richiedono continuità, strategie personalizzate, monitoraggio e un sostegno emotivo costante.

Quando si vive all’estero, tutto può diventare più complicato:
• è difficile distinguere tra difficoltà linguistiche e DSA
• il dialogo con la scuola straniera può essere faticoso
• non sempre si conoscono strumenti e diritti nel Paese ospitante

Un percorso continuativo ti offre un punto di riferimento sicuro.

Cosa comprende il percorso

🔹 Incontri regolari con i genitori
Per analizzare l’andamento scolastico e definire strategie concrete da applicare a casa e a scuola.

🔹 Supporto psicologico al bambino
Per lavorare su:
• autostima
• gestione dell’ansia scolastica
• metodo di studio
• strategie personalizzate per il DSA

🔹 Monitoraggio nel tempo
Il percorso si adatta ai progressi e ai cambiamenti scolastici.

🔹 Indicazioni su strumenti compensativi e misure dispensative
Nel rispetto delle normative locali.

È particolarmente utile se tuo figlio:

• mostra difficoltà persistenti nelle materie
• si sente frustrato o inadeguato
• ha perso fiducia nelle proprie capacità
• manifesta ansia o rifiuto verso la scuola
• fatica a gestire due lingue e due sistemi scolastici

La continuità fa la differenza.
Il bambino non deve “ripartire da zero” ogni volta.
E tu hai un riferimento stabile, in italiano, che conosce la vostra storia.

Se vivi all’estero e desideri un supporto professionale per tuo figlio, puoi richiedere una prima consulenza gratuita online
www.psicologaperbambini.it
https://www.psicologaperbambini.it/l/consulenza-psicologica-dsa-per-famiglie-italiane-all-estero/

Scrivimi per fissare il primo colloquio conoscitivo. Dott.ssa Anna La Guzza
[email protected]
Non affrontare tutto questo da solo.❤️

Come aiutare un ragazzo con DSA alle medie a diventare più autonomo nello studio senza aumentare lo stress?Alle scuole m...
07/09/2026

Come aiutare un ragazzo con DSA alle medie a diventare più autonomo nello studio senza aumentare lo stress?

Alle scuole medie l’autonomia non significa lasciare un ragazzo con DSA da solo davanti ai compiti. Significa aiutarlo a costruire, passo dopo passo, un metodo sostenibile: capire cosa deve fare, scegliere gli strumenti utili, iniziare con una priorità e verificare il risultato senza sentirsi continuamente giudicato.

Un primo passo concreto è trasformare il pomeriggio in una sequenza semplice e ripetibile:
1. Preparare il materiale: agenda, libri, quaderni e strumenti compensativi necessari.
2. Scegliere una priorità: non tutto insieme; si parte dal compito più urgente o più gestibile.
3. Spezzare il lavoro: una consegna lunga può diventare piccoli passaggi, ciascuno con un obiettivo chiaro.
4. Usare gli strumenti previsti: mappe, sintesi vocale, formulario o altri supporti non sono scorciatoie, ma mezzi per accedere ai contenuti e mostrare ciò che si sa.
5. Fare una verifica finale: “Ho capito la consegna?”, “Mi manca qualcosa?”, “Cosa preparo per domani?”.

Anche il clima emotivo conta. Frasi come “prova a dirmi da quale passaggio vuoi iniziare” aiutano più di richiami generici a impegnarsi. L’obiettivo non è eliminare ogni fatica, ma far sperimentare competenza e possibilità di scelta. È utile distinguere il sostegno dall’iper-controllo: il genitore può inizialmente affiancare, poi ridurre gradualmente il proprio intervento quando il ragazzo acquisisce sicurezza.

Se compiti, verifiche o organizzazione quotidiana generano ansia intensa, conflitti frequenti o un marcato calo del benessere, può essere importante confrontarsi con la scuola e con un professionista. Il supporto va adattato al profilo e ai bisogni individuali, senza etichette o confronti con i compagni.

Per approfondire i segnali da osservare e capire quando può essere utile richiedere un approfondimento, puoi leggere Come riconoscere i DSA: quando approfondire le difficoltà di apprendimento.
https://www.psicologaperbambini.it/l/come-riconoscere-i-dsa-guida-completa-ai-segnali-precursori-e-diagnosi/

“Faccio io!” non è solo una frase: è un bisogno di crescita.Autonomia nei bambini: una guida per accompagnare ogni fase ...
06/09/2026

“Faccio io!” non è solo una frase: è un bisogno di crescita.

Autonomia nei bambini: una guida per accompagnare ogni fase della crescita

Per aiutare un bambino a diventare più autonomo non servono grandi prove. Servono occasioni quotidiane, adatte alla sua età: infilare le scarpe, scegliere il libro della sera, portare il piatto a tavola, provare a risolvere un piccolo problema.

L’adulto può esserci senza prendere il comando: osservare, nominare lo sforzo, offrire un aiuto minimo solo quando serve. Anche un errore può diventare un allenamento alla fiducia.
L’obiettivo non è avere bambini “bravi da soli”, ma bambini che sentono di poter provare.

Approfondisci qui: https://www.psicologaperbambini.it/l/autostima-nei-bambini-5-consigli-pratici-per-i-genitori/

🟣 Prima consulenza conoscitiva online gratuita

[email protected]

06/09/2026

Sospetti che tu o tuo figlio possiate rientrare in un profilo di ADHD, DSA, plusdotazione o altra neurodivergenza?
Oppure avete già ricevuto una diagnosi, ma non sai come orientarti e da dove iniziare?
Le liste d’attesa sono interminabili, si passa da un professionista all’altro e spesso, anche dopo una diagnosi, ci si ritrova ancora senza risposte concrete: “E adesso cosa facciamo?”

Come dirigente sanitaria del Centro Amamente, negli anni ho incontrato oltre 40.000 famiglie, spesso disorientate e alla ricerca di un percorso chiaro. Attraverso il Metodo Amamente le ho aiutate a comprendere meglio difficoltà, caratteristiche e potenzialità, individuando strategie e percorsi personalizzati.

🧠 Il Metodo Amamente è un approccio scientifico e multidisciplinare che considera la persona nella sua globalità, insieme al sistema familiare, alle difficoltà ma soprattutto alle risorse e alle potenzialità.

L’obiettivo è individuare strategie efficaci per recuperare e compensare le difficoltà e, allo stesso tempo, valorizzare e sviluppare il potenziale.

Sono la Dott.ssa Anna La Guzza, neuropsicologa, diagnosta e terapeuta, accreditata ATS Milano, formatrice e autrice, specializzata in neurodivergenze e sviluppo del potenziale.

💚 Offro una prima consulenza gratuita, per comprendere insieme la situazione e individuare il percorso più efficace da cui partire.
Se non sai più a chi rivolgerti o vuoi semplicemente fare chiarezza, scrivimi in privato. 🌱

Sospetta disgrafiaSe la disgrafia è presente (o sospetta), spesso il problema quotidiano non è solo “capire cosa scriver...
06/09/2026

Sospetta disgrafia

Se la disgrafia è presente (o sospetta), spesso il problema quotidiano non è solo “capire cosa scrivere”, ma reggere il carico del compito: tempi lunghi, mano che si stanca, grafia che peggiora, frustrazione che sale. Questo articolo è pensato come supporto pratico: cosa fare e cosa evitare, con strategie immediatamente applicabili.

Prima regola: non trasformare la scrittura in un test di valore

Molti bambini con disgrafia sentono di essere giudicati continuamente. Una frase utile è:
“Tu sei molto più della tua grafia: troviamo un modo per farti lavorare meglio.”

12 strategie concrete

1) Spezza il compito in blocchi brevi

Esempio: 7 minuti + 2 minuti pausa + 7 minuti. Il timer riduce la sensazione di “infinito”.

2) Riduci la quantità, mantieni l’obiettivo

Se l’obiettivo è “scrivere frasi corrette”, non serve fare 20 righe. Meglio 6 righe ben gestite.

3) Alterna attività ad alto e basso carico grafomotorio

Dopo una parte di scrittura, inserisci un compito più leggero (es. riordino, scelta multipla, completamento mirato), mantenendo l’apprendimento.

4) Prepara il foglio

Margini segnati, righe/quadretti adatti e un modello visivo di spaziatura aiutano a “non perdersi” nello spazio.

5) Dai un esempio “piccolo” e vicino

Un modello breve (“scrivi così 1 riga”) è più utile di spiegazioni lunghe.

6) Non correggere tutto

Scegli un focus: oggi guardiamo solo la spaziatura, oppure solo la leggibilità di alcune lettere. Il resto si lascia andare.

7) Rinforza lo sforzo, non la perfezione

“Ho visto che hai fatto una pausa e poi hai ripreso: questa è una strategia utile.”

8) Evita la lotta sull’impugnatura in mezzo ai compiti

Se serve lavorare sull’impugnatura/postura, dedicagli un momento separato e breve. Nel compito il bambino deve riuscire a finire.

9) Proteggi i tempi di recupero

La fatica grafomotoria è reale: se il bambino arriva già stanco, la grafia peggiora e cresce la frustrazione.

10) Concorda in anticipo come “si chiude” il compito

Definire prima l’uscita (“facciamo 2 blocchi e basta”) riduce la negoziazione continua.

11) A scuola: chiedi verifiche che separino contenuto e grafia

Quando possibile, è utile che la valutazione distingua la qualità delle idee dalla qualità del gesto grafico.

12) Se il carico emotivo cresce, fermati

Se compaiono pianto o rabbia intensa, continuare spesso peggiora. Meglio una pausa e un rientro con obiettivo ridotto.

Quando serve chiedere aiuto (non solo “allenare”)

È utile approfondire se:
- la scrittura peggiora con la stanchezza e i compiti diventano ingestibili;
- il bambino evita sistematicamente;
- l’autostima sta calando;
- la scuola segnala difficoltà stabili.

FAQ

Meglio far scrivere di più per migliorare?

Non sempre. Se il carico è troppo alto, “più scrittura” aumenta solo la fatica e l’evitamento. Meglio lavoro breve e mirato.

È utile insistere quando il bambino piange?

Di solito no. È un segnale di saturazione: conviene fare pausa, ridurre l’obiettivo e ripartire in modo sostenibile.

Qual è l’obiettivo realistico con la disgrafia?

Ridurre la fatica e aumentare la funzionalità (leggibilità sufficiente, tempi più gestibili), proteggendo l’autostima.

Dott.ssa Anna La Guzza Metodo Amamente

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Quando un figlio non vuole andare a scuola, prima di insistere prova ad ascoltare.Un rifiuto occasionale può capitare. M...
05/09/2026

Quando un figlio non vuole andare a scuola, prima di insistere prova ad ascoltare.

Un rifiuto occasionale può capitare. Ma se il malessere si ripete, la domanda più utile non è solo “Perché non vuoi andare?”, bensì: “Cosa rende difficile la giornata a scuola?”
Nella scuola primaria e nell’età scolare, dietro il rifiuto possono esserci motivi diversi: paura di separarsi, timore di sbagliare, difficoltà con compagni o insegnanti, stanchezza o un episodio vissuto come spiacevole.

Puoi iniziare così:
1. scegli un momento calmo, non l’uscita di casa;
2. ascolta senza minimizzare né interrogare;
3. fai domande concrete: “C’è un momento della giornata che ti preoccupa?”;
4. raccogli osservazioni e confrontati con la scuola;
5. se il disagio è intenso o persistente, valuta un confronto con un professionista della psicologia dell’età evolutiva.

Non serve risolvere tutto in un dialogo. Sentirsi ascoltato è già un primo passo importante.
Approfondisci: Rifiuto della scuola nei bambini: cause psicologiche e soluzioni

https://www.psicologaperbambini.it/articoli-e-pubblicazioni/p-otg5mty1/1/

Mio figlio odiava la scuola. Pensavamo fosse colpa dell'inglese."Viviamo a Londra da 3 anni. Marco, 8 anni, faceva fatic...
05/09/2026

Mio figlio odiava la scuola. Pensavamo fosse colpa dell'inglese."

Viviamo a Londra da 3 anni. Marco, 8 anni, faceva fatica a leggere. La scuola internazionale diceva: "È normale, è bilingue".

Ma io vedevo che soffriva. Ansia, bassa autostima, rifiuto dei compiti.

Con il Metodo Amamente© online abbiamo capito: non era il bilinguismo. Era dislessia.

Dott.ssa Anna La Guzza, Psicologa Clinica specializzata in DSA e ADHD, ha fatto la valutazione online dall’Italia. In 4 incontri aveva la diagnosi.

Oggi Marco ha il suo PDP, gli strumenti compensativi e ha ritrovato il sorriso.

✅ Metodo Amamente©: pubblicato da Erickson + Università Cattolica
✅ Diagnosi valida in Italia per scuola e PDP
✅ Valutazione del bilinguismo inclusa: distinguiamo difficoltà linguistica da DSA
✅ Prima consulenza gratuita 50 min

Per italiani in UK, Germania, Svizzera, USA, Canada, Australia.

La distanza non è un limite. La diagnosi giusta cambia tutto. 💛💚❤️

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Crescere un bambino bilingue è una delle scelte più preziose che un genitore possa fare.Ma spesso arrivano i dubbi:– “Lo...
04/09/2026

Crescere un bambino bilingue è una delle scelte più preziose che un genitore possa fare.

Ma spesso arrivano i dubbi:
– “Lo confonderò?”
– “Sto facendo abbastanza?”
– “E se rifiuta una delle due lingue?”
– “Come faccio a mantenere entrambe le lingue vivendo all’estero?”

La verità è che è possibile farlo in modo naturale, sereno e senza pressioni. Non serve essere perfetti, serve coerenza, esposizione significativa e un approccio che rispetti i tempi del bambino.

Nella guida completa trovi:
✅ Quando è meglio iniziare
✅ Le strategie più efficaci (anche se non sei madrelingua)
✅ Cosa fare se il bambino rifiuta una lingua
✅ Gli errori più comuni da evitare
✅ Come gestire il bilinguismo in famiglia e a scuola

Un contenuto pensato anche per le famiglie italiane che vivono all’estero, dove mantenere la lingua e la cultura di origine richiede ancora più attenzione e supporto.

Leggi la guida completa qui:
https://www.psicologaperbambini.it/l/come-crescere-un-bambino-bilingue-guida-completa-per-genitori/
Se stai affrontando questo percorso e senti il bisogno di un confronto personalizzato, offro anche sostegno e consulenza dedicata per genitori all’estero.

Il momento migliore per iniziare è adesso.
Dott.ssa Anna La Guzza

Vuoi crescere un bambino bilingue senza confonderlo? Scopri le strategie più efficaci, i vantaggi cognitivi e come mantenere entrambe le lingue con serenità. Guida completa della Dott.ssa Anna La Guzza.

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