Dott.ssa Silvia Cordioli Medicina e Nutrizione

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Microbiota Intestinale. Quali sono le sue funzioni? I microorganismi presenti nel lume intestinale interagiscono con la ...
06/09/2026

Microbiota Intestinale. Quali sono le sue funzioni?

I microorganismi presenti nel lume intestinale interagiscono con la mucosa, ovvero con il suo rivestimento interno, in diversi modi, tra i quali:

🔸Sono in grado di modulare le cellule del sistema immunitario e concorrono all’assorbimento delle vitamine (azione immunitaria e nutrizionale).
🔸 Modulano la produzione intestinale di GABA e serotonina, i neurotrasmettitori del benessere, del relax e del buonumore.
🔸Possono influire sulla quantità di calorie che estraiamo dai cibi (azione metabolica).

Infine… il microbiota dipende al 90% dall’alimentazione: ecco perché la dietologia non è assolutamente una medicina di serie B!

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Un biotipo è una tipologia costituzionale che descrive il modo in cui il tuo corpo funziona, reagisce e cambia nel tempo...
25/08/2026

Un biotipo è una tipologia costituzionale che descrive il modo in cui il tuo corpo funziona, reagisce e cambia nel tempo.

Tiene conto di genetica, metabolismo, ormoni, distribuzione del grasso corporeo, energia mentale ed emotiva.

In pratica, è la tua “mappa interiore”, che ti aiuta a capire:
• perché certi alimenti ti fanno gonfiare e ad altri no
• come mai non riesci a seguire diete standard
• cosa ti aiuta davvero a sentirti in forma ed equilibrata

Conoscere il tuo biotipo significa scegliere cibo, movimento e ritmi adatti solo ed esclusivamente a te.

Ti piacerebbe avere un piano alimentare che si adatti al tuo biotipo?

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Qualche consiglio se la bilancia non si muove da settimane.La prima mossa è tornare per tre giorni a prendere traccia de...
20/08/2026

Qualche consiglio se la bilancia non si muove da settimane.
La prima mossa è tornare per tre giorni a prendere traccia delle calorie: scoprirai che oli “a occhio” e spuntini al volo possono portare 200-300 kcal in più senza accorgertene.
Da lì basta un ritocco mirato: taglia il 10-15 % di tutti i grassi extra — il cucchiaio d’olio diventa un cucchiaino — ma lascia intatte le proteine.
Per dare volume al piatto, sostituisci un terzo del formaggio con verdure fibrose: metà calorie, stessa sazietà.

Quando serve una spinta ulteriore, gioca con la finestra di digiuno: passa per due-tre giorni da 16/8 a 18/6 e poi torna a un più morbido 14/10; questo micro-shock ormonale riaccende la lipolisi senza stressarla a lungo.
Restano fondamentali gli elettroliti (sodio, potassio e magnesio) per tenere a bada crampi e «keto-flu», e se ti alleni a stomaco vuoto puoi aggiungere 5 g di aminoacidi essenziali con un pizzico di sale rosa: muscoli protetti e performance salva.

Una volta alla settimana puoi sperimentare un digiuno di 24 h (cena-cena) a base di brodo di ossa e tisane: svuoti il glicogeno, dai un boost naturale all’ormone GH e riparti più leggero.
Se ancora nulla si muove, puoi provare a ciclicizzare le calorie, secondo le indicazioni del tuo nutrizionista o dietologo.
Ricorda però che l’acqua può ingannare: pesati, misura circonferenze e, se puoi, usa una bilancia impedenziometrica per avere il quadro completo.
Deficit non significa fame cronica: spezie, verdure voluminose e un sonno regolare fanno la differenza.
Anche alcuni fitoterapici possono fare la differenza.

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Vediamo quali esami consiglio sempre di eseguire. 1. Profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceri...
17/08/2026

Vediamo quali esami consiglio sempre di eseguire.
1. Profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi):
La dieta chetogenica può modificare i lipidi plasmatici. Un aumento del colesterolo totale non è necessariamente negativo se aumenta l’HDL e si riducono i trigliceridi.
2. Transaminasi (AST, ALT) e gammaglutamiltransferasi (GGT):
Per monitorare la salute epatica, soprattutto se si parte da una condizione di steatosi.
3. Insulina a digiuno e glicemia:
Indicativi della sensibilità insulinica e dello stato metabolico.
4. Emoglobina glicata:
Utile per avere una media della glicemia a lungo termine, soprattutto in soggetti con insulino-resistenza.
5. Corpi chetonici urinari o meglio ancora beta-idrossibutirrato ematico:
Per verificare la reale entrata in chetosi.
6. Acido urico:
Può salire temporaneamente in fase di adattamento. Va monitorato se ci sono fattori di rischio per la gotta.
7. Azotemia e creatinina, elettroliti (Na, K, Mg):
Fondamentali per monitorare la funzionalità renale e l’equilibrio elettrolitico, che può essere alterato in chetogenica.
In aggiunta, considerate che anche un’ecografia addominale abbastanza recente potrebbe essere utile, onde escludere calcolosi.

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Esistono diverse tipologie di dieta chetogenica:👉 Dieta SKD, dieta chetogenica standard : circa il 70-75% delle calorie ...
27/07/2026

Esistono diverse tipologie di dieta chetogenica:

👉 Dieta SKD, dieta chetogenica standard : circa il 70-75% delle calorie proviene dai grassi, il 5-10% dai carboidrati e il 20-25% dalle proteine. Consente la perdita della massa grassa, la riduzione dell’infiammazione e garantisce un controllo glicemico.

👉 Dieta TKD (targeted keto diet): è del tutto simile alla prima con la differenza che vengono aggiunti dai 20 ai 150 carboidrati netti in occasione di un allenamento (prima, durante o dopo, proporzionalmente all’intensità dello sforzo). Utilizzata spesso dagli sportivi, in quanto il vantaggio risulta quello di agevolare l’incremento della massa muscolare; di contro, a causa delle continue reintroduzioni di carboidrati, potrebbe rendere difficile gestire la dipendenza che ne consegue, con il rischio di aumentare progressivamente l’introito. Lo stesso problema si può riscontrare con applicazione della CDK (dieta chetogenica ciclica), nella quale si alternano 5-6 giorni di dieta chetogenica standard a 1-2 giorni di alimentazione a medio alto contenuto di carboidrati.

👉 La dieta chetogenica con MCT è una variante della Dieta Chetogenica Standard dove i grassi assunti con l’alimentazione derivano quasi tutti da acidi grassi a catena media (MCTs), che si trovano principalmente nell’olio di cocco, nel cocco intero, nel burro ghee, nei prodotti caseari ovini e in supplementi specifici. Grazie a questo tipo di dieta chetogenica si riesce ad entrare in chetosi molto facilmente; di contro, almeno nello stadio iniziale alcuni pazienti potrebbero riscontrare leggeri disturbi gastrointestinali.

👉 Infine la VLCKD ( very low calories ketogenic diet) prevede una netta riduzione del contenuto dei grassi oltre a quello dei carboidrati, con lo scopo di raggiungere un target calorico di circa 800-1000 kcal al giorno. Inizialmente molto restrittiva, si rivela in breve tempo una dieta ad alta percentuale di adesione. Consente spesso un notevole dimagrimento e un’ottima gestione della fame.

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Nonostante durante il digiuno io sia solita non consigliare assunzione alcuna di integratori, in determinati casi potreb...
20/07/2026

Nonostante durante il digiuno io sia solita non consigliare assunzione alcuna di integratori, in determinati casi potrebbe essere utile associarvi prodotti dall’azione detossificante, la cui azione risulta ottimizzata quando il lume intestinale risulta vuoto.

Vediamone alcuni:
🔸Estratto di erba d’orzo: contiene grandi quantità di clorofilla, dall’azione antiossidante e chelante dei metalli pesanti.

🔸Alga chlorella: è un’alga di acqua dolce che agisce come una resina, anch’essa chelando i metalli pesanti e contrastando i radicali liberi.

🔸Enterosgel: si tratta di un gel classificabile come adsorbente intestinale, capace di legare tossine e allergeni presenti nel lume intestinale.

🔸Zeolite : è una roccia di origine vulcanica che presenta una struttura cristallina microporosa, grazie alla quale attira a sé ed intrappola molecole tossiche che vengono poi espulse attraverso le feci. Se si desidera assumerla, occorre prestare cautela in caso di stitichezza.

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Contare le calorie è stato a lungo il metodo principale per perdere peso, ma oggi è considerato da molti esperti un appr...
14/07/2026

Contare le calorie è stato a lungo il metodo principale per perdere peso, ma oggi è considerato da molti esperti un approccio parziale e spesso obsoleto, per diversi motivi:

✨ Non tutte le calorie sono uguali.
100 kcal da zucchero raffinato non hanno lo stesso effetto metabolico di 100 kcal da proteine o grassi buoni. Alcuni cibi influenzano la fame, l’insulina, il metabolismo e la composizione corporea in modo molto diverso, anche a parità di calorie.

✨ Il corpo non è una calcolatrice; il metabolismo è dinamico: si adatta alle diete ipocaloriche rallentando il consumo energetico. Inoltre, l’assorbimento delle calorie può variare in base al microbiota intestinale, alla cottura del cibo e ad altri fattori.

✨ È difficile farlo con precisione: le etichette alimentari hanno spesso un margine d’errore fino al 20%, e le persone tendono a sottostimare ciò che mangiano e sovrastimare ciò che consumano.

✨ Ignora la qualità del cibo
Concentrarsi solo sulle calorie può portare a scelte sbagliate, come optare per prodotti “light” o artificiali invece che per cibi nutrienti e sazianti.

✨ È poco sostenibile a lungo termine
Pochi riescono a contare le calorie per mesi o anni. È un approccio mentale che può diventare ossessivo o favorire disturbi alimentari.

Concludendo: perché ci piace tanto la dieta chetogenica?
Perché porta con sé un razionale completamente diverso da quello del mero conteggio calorico, agendo su una molteplicità di fattori, dalla riduzione dell’appetito con conseguente riduzione dell’introito di cibo, alla regolazione ormonale pancreatica con il controllo dei meccanismi che regolano l’accumulo o la perdita di peso.

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La ✨CARB CYCLING✨ (ovvero la ciclizzazione dei carboidrati) prevede l’alternanza di giorni con un diverso apporto di car...
11/07/2026

La ✨CARB CYCLING✨ (ovvero la ciclizzazione dei carboidrati) prevede l’alternanza di giorni con un diverso apporto di carboidrati (alto, moderato e basso) per ottimizzare il metabolismo, la composizione corporea e le prestazioni fisiche.
Questo metodo permette di massimizzare l’utilizzo dei grassi come fonte di energia nei giorni a basso contenuto di carboidrati e di ricaricare le scorte di glicogeno nei giorni ad alto contenuto di carboidrati, migliorando il rendimento atletico e il recupero muscolare.

La Carb Cycling offre diversi benefici, bilanciando fasi di restrizione e di ricarica dei carboidrati. Questo approccio può migliorare la sensibilità insulinica e ottimizzare le prestazioni atletiche. Inoltre, alternando giorni a basso e alto contenuto di carboidrati, si evita il rallentamento metabolico tipico delle diete ipocaloriche costanti.

Rispetto alla chetogenica pura, la Carb Cycling può essere più sostenibile a lungo termine, poiché permette di includere alimenti ricchi di carboidrati nei giorni strategici, evitando la rigidità estrema della chetosi.

Un altro vantaggio è che riduce il rischio di adattamenti negativi ormonali, come il calo della leptina (ormone che regola la fame) e l’aumento del cortisolo, che possono talvolta verificarsi in regimi a bassissimo contenuto di carboidrati. Inoltre, supporta il mantenimento di livelli adeguati di glicogeno muscolare, fattore che può essere indispensabile in persone molto attive e atleti.

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🪄FALSI MITI SULLA DIETA CHETOGENICA 🔸DANNEGGIA I RENINon esistono evidenze scientifiche atte a testimoniare che la dieta...
06/07/2026

🪄FALSI MITI SULLA DIETA CHETOGENICA

🔸DANNEGGIA I RENI
Non esistono evidenze scientifiche atte a testimoniare che la dieta chetogenica danneggi la funzionalità renale in soggetti sani: al contrario, la rimozione dello stimolo infiammatorio cronico e la normalizzazione delle alterazioni del metabolismo del glucosio e dei valori dei trigliceridi circolanti, a lungo termine protegge dall’instaurarsi del danno renale, grazie alla sua capacità di prevenire il diabete e l’ipertensione (e due principali cause del danno a carico del glomerulo renale).

🔸E’ UNA DIETA IPERPROTEICA
È una comune credenza che non trova riscontro nella realtà.
La dieta chetogenica infatti risulta ipoglucidica (includendo quindi una bassa quota di carboidrati), iperlipidica ma nella maggior parte dei casi normoproteica.

🔸NON SI PUO PROTRARRE A LUNGO TERMINE
Nonostante in questi casi io prediliga l’adozione di una dieta low carb, al posto di una chetogenica vera e propria, esistono pazienti che conservano uno stato di salute ottimale mantenendosi in chetosi per svariati anni; ciò è stato osservato, ad esempio, in presenza di alcune patologie neurologiche di difficile gestione farmacologica come l’epilessia.

🔸SI RIPRENDE SUBITO IL PESO PERDUTO
La riduzione dei livelli di glucosio e di insulina circolanti garantiscono un costante stimolo alla lipolisi (ovvero l’utilizzo dei grassi corporei); inoltre, la risoluzione del quadro di dipendenza dai carboidrati garantisce nel lungo termine un minore introito di cibi ad alto contenuto di zuccheri, i quali com’è noto ostacolano il dimagrimento.

🔸 BLOCCA IL METABOLISMO
Tutt’altro. La dieta chetogenica riconsegna all’organismo la capacità di utilizzare i grassi in vece degli zuccheri come substrato energetico, promuovendo un miglioramento della risposta al dimagrimento.
Se si decide di protrarre una dieta chetogenica a lungo termine sarà comunque buona norma monitorare gli ormoni tiroidei.

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🔸Nella dieta chetogenica l’introito quotidiano di carboidrati risulta significativamente ridotto: in media si attesta in...
04/07/2026

🔸Nella dieta chetogenica l’introito quotidiano di carboidrati risulta significativamente ridotto: in media si attesta intorno a 20-50 g di carboidrati netti al giorno.

🔸Nella dieta Low Carb, invece, in genere si mantiene una quota di carboidrati che oscilla tra 40 a 100 g al di, risultato che si ottiene limitando il consumo di alimenti ad azione dolcificante e riducendo l’introito di frutta molto zuccherina e di carboidrati complessi come pasta, pane, riso e patate.

In genere nella dieta Low Carb è possibile inserire piccole quantità di frutta, di legumi e di vegetali ad alto apporto di carboidrati che nella dieta chetogenica di solito non sono consentiti (come ad esempio la zucca e le carote).

Normalmente possono rientrare nel piano alimentare anche piccole quantità di cereali integrali (come ad esempio 40-50 grammi al giorno di riso integrale o di pane a ridotto contenuto di carboidrati) e quantità sempre moderate di legumi.

Il vantaggio della dieta Low Carb rispetto alla chetogenica è rappresentato dalla maggiore elasticità garantita da questo piano alimentare; al contrario, il fatto di non entrare in chetosi può essere un ostacolo al mantenimento di un regime ipocalorico.

Penso che la dieta Low Carb potrebbe quasi sempre rappresentare una buona soluzione di regime da mantenere a lungo termine, costituendo un’ottima strategia per tenere sotto controllo i valori di glicemia e quindi di insulina (e, di conseguenza, riducendo la tendenza all’accumulo di adipe e l’infiammazione generale).

Possono fare eccezione alcuni casi, come ad esempio l’abitudine di effettuare sessioni molto intense di allenamento, le quali potrebbero richiedere un introito più elevato di carboidrati prontamente disponibili.

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