Alimentazione Flessibile

Alimentazione Flessibile Ti guido alla scoperta del mondo dell'alimentazione per ritrovare il tuo equilibrio

Il metodo del 2x per variare le fonti proteiche in un’alimentazione onnivora.Ci aiuta nelle frequenze e nel fare pasti b...
06/06/2026

Il metodo del 2x per variare le fonti proteiche in un’alimentazione onnivora.

Ci aiuta nelle frequenze e nel fare pasti bilanciati, poi a volte possiamo anche non bilanciare tutto.

O bilanciare in modo diversi e parziali.

Tipo è bilanciata anche una pasta alle vongole, e la verdura vale anche se sgranocchio 2 carote mentre bolle l’acqua.

Ci serve semplificare.

Perché mangiare bene può essere più semplice di come sembra a volte (troppe volte)

Baci ❤️

E' vero che frutta e dolci contengono entrambi lo stesso tipo di zucchero? Allora dobbiamo considerarli uguali o diversi...
04/06/2026

E' vero che frutta e dolci contengono entrambi lo stesso tipo di zucchero?

Allora dobbiamo considerarli uguali o diversi?

E' solo una questione di quantità?

Non tanto di quantità, perchè se prendo un kinder pinguì e 100 g di ciliegie abbiamo la stessa quantità di zucchero.

Ma questo non significa che le due cose siano equivalenti, anche se parliamo sempre di zucchero, glucosio e fruttosio.

La ragione per cui consideriamo diversi gli zuccheri presenti naturalmente nella frutta e quelli che troviamo aggiunti negli alimenti, è essenzialmente una:

Quando mangiamo la frutta non stiamo mangiando solo zucchero, ma un alimento in cui gli zuccheri sono accompagnati da fibre, acqua, vitamine, minerali, antiossidanti.

Stica**i che poi digerendolo arriviamo a zuccheri.

Anche quando mangiamo una merendina non mangiamo solo zuccheri, ma ci sono altri ingredienti come farine, latte, uova, grassi e sale.

Tuttavia la differenza è che la frutta è un cibo che ha una potere saziante superiore grazie proprio alle fibre e al contenuto di acqua, oltre ad apportare micronutrienti.

E il gusto dolce che ha è più delicato, leggero, naturale.

Mentre un dolce è un alimento che viene considerato iperpalatabile, dove il bilancio tra zuccheri, grassi, sale e la scarsa presenza di acqua lo rende un alimento poco saziante e molto buono.

il problema non sono gli zuccheri.

Il fatto che i dolci stiano in alto alla piramide alimentare e quindi siano considerati da limitare, o che ci sia data una percentuale di zuccheri aggiunti da non superare al giorno (quel 5-10%) è perchè sono cibi molto buoni, poco sazianti e che ci spingono a mangiare di più.

Di conseguenza se non regolati ci portano a superare facilmente quella percentuale raccomandata.

per questo qualsiasi paragone tra alimenti diversi, la pasta che diventa zucchero, la frutta che è sempre zucchero, e lo zucchero che aggiungiamo nel caffè, non regge.

Non conta il singolo nutriente presente nel prodotto o a cui arriviamo con la digestione.

Molte indicazioni sono legate anche al comportamento alimentare che viene stimolato da un certo tipo di alimento.

Con questo non significa che i dolci non si possono mangiare, si possono inserire nella varietà della cose.

Ma non sono paragonabili alla frutta e la frutta NON è un problema, perchè in fondo ne mangiamo troppo poca.

Pochi arrivano alle 3 porzioni da circa 150g al giorno.

Eleonora

03/06/2026

Perché paragonare la frutta allo zucchero in zollette, o ai dolci in generale è sbagliato?
Alla fine è sempre zucchero no?

Il problema non è lo zucchero.
Il problema è quanto sia saziante, palatabile (cioè molto buona) e calorica una cosa che ha zucchero, e quindi quando facilmente può portarci a mangiare di più di quello che abbiamo bisogno.

Per questo gli zuccheri della frutta non sono contati in quel 5-10% di zuccheri aggiunti da non superare al giorno.

Perchè per quanto è sempre zucchero non ha lo stesso effetto (e non parliamo di metabolismo ma di abitudini)

Frutta prefe?? 😍🍉

Oggi è la giornata mondiale dedicata ai disturbi alimentari.Disturbi che colpiscono 60 milioni di persone al mondo, 20 m...
02/06/2026

Oggi è la giornata mondiale dedicata ai disturbi alimentari.

Disturbi che colpiscono 60 milioni di persone al mondo, 20 milioni in Europa, 3 milioni in italia, con una prevalenza del 9% nel corso della vita.

Ma i numeri, per quanto grandi, spesso restano astratti e ci lasciano un po’ indifferenti.

Anche se con ogni probabilità queste sono sottostime.

Perchè quando non si chiede aiuto, non si arriva a un centro di cura, quando il peso non rappresenta un segnale evidente, tutto può restare invisibile.

Perchè siamo in un contesto che tutto questo lo alimenta, lo normalizza e in alcuni casi lo valorizza.

Dove la magrezza estrema sta tornano chic, complici forse anche i farmaci per il dimagrimento perchè se ora il dimagrimento è alla portata di tutti, l’esclusività del cinema e della moda deve riproporre standard irraggiungibili.

Dove se conti le calorie,
se escludi degli alimenti
se non salti una singola sessione di allenamento
se hai un certo corpo
se eviti di mangiare fuori schema anche in contesti sociali o in vacanza,
se consumi solo cibi “controllati” e autopreparati con una forte attenzione agli ingredienti

non si vede un segnale di difficoltà, ma di disciplina, forza di volontà, costanza.

Qualcosa da elogiare, da prendere a esempio.

Eppure, proprio in questi comportamenti può nascondersi un disturbo del comportamento alimentare.

Comportamenti che abbiamo reso nel tempo così naturali, da confondersi con un’idea socialmente accettata di “salute”, “cura di sé” e “stile di vita sano”.

Questa giornata non serve solo a ricordare la gravità dei disturbi alimentari, ma anche a riflettere su quanto il contesto in cui viviamo possa contribuire a rinforzarli o addirittura renderli invisibili.

Perchè non vediamo il problema nel controllo, nelle rigidità e restrizioni, quando essendo socialmente accettate e condivise, non ci viene da metterle in discussione.

Eppure sono 60 milioni.

Al di là del peso e di quello che si può vedere sulla pelle di una persona.

01/06/2026

Ma hai visto i datteri quanti zuccheri ?🤯
Grazie al 🚀

quella è frutta disidratata, come anche le prugne secche, le albicocche secche, i fichi secchi.

Sono più zuccherini perchè viene tolta gran parte dell’acqua del prodotto fresco e quindi ciò che rimane si concentra.

Hanno più zuccheri si, ma proprio per il fatto di essere disidratati non si considerano una sostituzione alla frutta fresca.

Semplicemente possono essere un’alternativa per qualche snack.

La porzione però non è più 150 g ma soltanto 30g.
(anche perchè se ti mangi 150 g di prugne secche, mi preoccuperei più del cagotto che degli zuccheri)

Che poi forse la cosa più importante che volevo dire è questa:quando le nausee colpiscono varie fonti proteiche e anche ...
27/05/2026

Che poi forse la cosa più importante che volevo dire è questa:

quando le nausee colpiscono varie fonti proteiche e anche la verdura, nasce il panico, la paura di mangiare poche proteine, poche verdure e quindi di ribaltare quella che è la propria dieta abituale a favore di un po’ più di carboidrati.

E ci si sente tirate tra la paura di mettere peso e quella di mangiare in modo non adeguato alla circostanza (quando già dalla prima visita si va a ribadire sempre l’importanza dell’alimentazione in gravidanza)

Ma le nausee non durano per sempre e qualche settimana di un’alimentazione imperfetta, ma sostenibile e funzionale al momento, non deve far sentire in colpa.

Certo non ci spacchiamo di pizza e patatine.

Forse però non costruiremo nemmeno il piatto di Harvard, e va bene così, si fa quel che si può con quel che si ha.

La prioritá è trovare una quadra per stare un po’ meglio e superare il primo periodo❤️

nausea

Tra pochi giorni è già Giugno e magari per qualche fortunato si avvicinano le prime vacanze.Quindi parliamo un po' di co...
26/05/2026

Tra pochi giorni è già Giugno e magari per qualche fortunato si avvicinano le prime vacanze.

Quindi parliamo un po' di come possiamo regolarci con il cibo nei villaggi all inclusive, perchè questa modalità di vacanza può essere quella che mette un po' più di ansia e che può facilitare il discontrollo.

Partiamo dalla colazione: a colazione vi sarete accorti che in hotel all inclusive, la proposta è molto varia ma anche sempre uguale, quello che trovo il giorno 1 viene riproposto per tutta la settimana.

Quindi il consiglio per questo pasto è di scegliere di giorno in giorno una cosa diversa senza mettere più cose insieme, ricordandomi che tanto quello che non mangio oggi lo posso mangiare domani.

Esempi: un giorno prendo yogurt cereali e frutta
un giorno cappuccino brioches e frutta
un giorno yogurt e pancake
un giorno spremuta pane e uova
e così via.

L'idea è che assaggerò tutto quello che voglio assaggiare ma in giorni diversi, quel cibo non scappa perchè le proposte appunto sono sempre uguali o molto simili.

Per i pasti principali invece dove non soltanto ho varietà, ma cambiano anche le proposte, posso usare come riferimento un piatto piano da secondo.

1/3 del piatto lo dedico a fonti proteiche, 1/3 a verdure e 1/3 a primi, scegliendo tra le proposte quelle che mi attirano di più.

Senza preoccuparmi dei condimenti o delle modalità di preparazione, la verdura può essere saltata/ ripassata/gratinata.

Carne o pesce possono avere qualsiasi tipo di cottura, anche essere panati o fritti ogni tanto

Ciò che scelgo come carboidrato un primo condito, e posso anche abbinare insieme più fonti, esempio nel terzo di piatto dedicato ai carboidrati posso metterci un trancio di pizza e un mestolo di pasta.

Questa cosa permette di avere una buona regolazione e alla fine un piatto bilanciato e vario, con più assaggi, anche senza preoccuparsi di condimenti e metodi di cottura.

E poi aggiungo qualcosa a fine pasto, magari in uno dei due pasti principali una porzione di dolce e nell'altro frutta.

Come faccio a sapere che non sto mangiando troppo?

In posti in cui il cibo è a buffet a volte si mangia davvero tanto, al punto di non sentire mai la fame per tutta la vacanza.

Se sento un pochino di fame quando è arrivata l'ora del pasto successivo significa in generale che ho regolato bene il precedente, e che quello che ho dato prima al mio corpo è stato esaurito.

Questo può essere un approccio che non porta rinunce ma semplicemente delle scelte, delle porzioni adeguate che evitano sprechi di cibo e permette di poter assaggiare ciò che mi attira di più tra le varie proposte.

Eleonora

22/05/2026

“Doc io lo yogurt lo prendo zero eh”

Ok ma non è necessario.

Forse questa cosa era di troppo ma spesso vedo che viene fuori come tema nelle consulenze, e a volte non è molto chiaro cosa significa quello zero, se sia importante o cosa sia importante.

Ps: va benissimo uno yogurt aromatizzato se dà sostenibilità all’insieme, come va benissimo un pacchettino di orociok, basta sapere che alla fine non sono molto distanti e che ce li possiamo giocare quasi come alternative nella varietà delle cose

21/05/2026

Probabilmente avete sentito la notizia di un giovane ragazzo morto dopo aver mangiato un gelato, a solo un mese da una t...
20/05/2026

Probabilmente avete sentito la notizia di un giovane ragazzo morto dopo aver mangiato un gelato, a solo un mese da una tragedia uguale che aveva coinvolto una ragazza.

Tant'è che quando ho letto la notizia qualche giorno fa pensavo fosse vecchia, perchè quello che queste due gravi perdite hanno avuto in comune è stata anche una comunicazione pericolosa di quanto accaduto.

MORTI PER ALLERGIA AL LATTOSIO.

Scrivere qualcosa del genere sul giornale non è solo grave per la disinformazione che si fa, ma anche pericoloso.

Non esiste l'allergia al lattosio, quello che è accaduto è stato per un'allergia alle proteine del latte.

Il lattosio è lo zucchero del latte e può dare intolleranza con sintomi più o meno fastidiosi a carico dell'intestino.

L'allergia è legata alle proteine del latte (caseine e sieroproteine) e può portare ad anafilassi e morte se non trattata per tempo.

Parlare di allergia al lattosio è un problema per molte ragioni:

- può creare panico in chi è semplicemente intollerante al lattosio, pensando che potrebbe incorrere in una reazione altrettanto grave (non esiste)

- può portare a credere che se il problema è il lattosio basta un prodotto senza lattosio, ma se sono allergico alle proteine del latte e consumo un delattosato potrei rischiare la vita, perchè del fatto che non ci sia il lattosio al mio sistema immunitario non può fregare di meno,

Questo un ristoratore dovrebbe saperlo perchè nell'HACCP si da molta attenzione alla questione allergeni, contaminazioni e comunicazione al consumatore.

Ma se si confonde allergia alle proteine del latte con intolleranza al lattosio, mescolando le cose come in questi titoli le conseguenze possono essere gravissime o irreparabili.

Si deve sapere quanto possa essere grave una contaminazione per un soggetto allergico.

Ecco perchè in molti prodotti confezionati troviamo la dicitura:
"può contenere tracce di"

perchè se sono allergico a quelle cose potrei incorrere in una reazione grave anche con una presenza in tracce, un residuo legato a un prodotto che viene preparato nello stesso stabilimento, anche se non presente come ingrediente dichiarato in ciò che sto mangiando.

Aggiungo anche una piccola riflessione personale che ho portato anche ieri nelle storie.

La disinformazione non è mai ammissibile e non giustifica chi facendo un lavoro rischioso come la somministrazione dei pasti, non abbia attenzione a questi aspetti.

Tuttavia le mode legate alle false allergie e intolleranze (vedi i test non validati, il dichiararsi tutti intolleranti al glutine come è stato nel periodo della wave del glutine che fa male) posso essere tra i fattori che tristemente portano a sottovalutare queste cose.

Quindi forse queste responsabilità sono anche un po' condivise.

Le intolleranze possono essere problematiche serie, e ancora di più lo sono le allergie.

Trattiamole tutti come tali, noi da consumatori (che non dobbiamo attribuirci cose che non abbiamo e non ci sono state diagnosticate) e chi sta dall'altra parte del bancone, e non come delle mode, dei capricci o dei fastidi che si danno al ristoratore.

E se abbiamo dei figli allergici spieghiamogli con grande precisione come deve essere comunicata quell'informazione a chi serve loro del cibo, quali esatte parole devono essere dette
(e anche con quale insistenza se serve) in modo da prevenire rischi evitabili.

Eleonora

Indirizzo

Via Albricci 9
Milan

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