Dr. Michele Bonaccorso

Dr. Michele Bonaccorso Studio Bonaccorso nasce dalla volontà del Dott.

Michele Bonaccorso di applicare un metodo curativo che non consideri esclusivamente la patologia ma il corpo nel suo insieme.

Mal di schiena: un’emergenza dichiarata alla Camera dei DeputatiIl messaggio degli esperti è stato chiaro: il mal di sch...
05/09/2026

Mal di schiena: un’emergenza dichiarata alla Camera dei Deputati

Il messaggio degli esperti è stato chiaro: il mal di schiena cronico non è più solo un fastidio individuale. È un’emergenza sanitaria, sociale ed economica.

I numeri lo confermano.

In Italia, 8 milioni di persone convivono ogni giorno con il mal di schiena cronico. L’80% lo sperimenta almeno una volta nella vita.

Nel mondo, 619 milioni di persone ne erano colpite nel 2020. La proiezione è di 843 milioni entro il 2050. È oggi la prima causa di disabilità al mondo.

E non è solo un numero: è tra le prime cause di assenza dal lavoro, nel 20-30% dei casi evolve in dolore cronico oltre i 3 mesi, e più dura, più condiziona sonno, movimento, autonomia quotidiana. Solo in Italia, costa 11,2 miliardi di euro l’anno al Servizio Sanitario Nazionale: il 9,6% dell’intera spesa sanitaria pubblica.

Il dolore cronico va ascoltato, non normalizzato. Non è “solo mal di schiena”. È un segnale che il corpo manda e che merita una diagnosi seria, non un’automedicazione prolungata.

Prima la diagnosi. Poi il percorso più adatto.

📍 Collaborazione clinica
👨‍⚕️ dr. Michele Bonaccorso – Medicina funzionale e della Longevità
👨‍⚕️ Dr.Davide Parente |Ozonoterapia |Medicina del Dolore|Longevity – Medicina del dolore e della Longevità

5 strategie rigenerative dopo l’estateSole, calore, fotoesposizione prolungata. L’estate lascia sempre un segno sulla pe...
03/09/2026

5 strategie rigenerative dopo l’estate

Sole, calore, fotoesposizione prolungata. L’estate lascia sempre un segno sulla pelle, non sempre lo stesso per tutti.

C’è chi torna con una pelle disidratata. Chi con una texture ispessita e opaca. Chi con una lassità più marcata o segni evidenti di fotoinvecchiamento.

Per questo non esiste un protocollo di rientro standard. Esiste un metodo:

→ Prima la diagnosi
→ Poi la tecnologia
→ Poi, solo se necessario, l’iniettivo

In questo carosello, 5 strategie che i Dr. Michele Bonaccorso e Paolo Arca utilizzano per costruire percorsi di recupero cutaneo su misura: da Thermage FLX a Zaffiro, dagli esosomi autologhi ai booster di collagene, fino alla biorivitalizzazione.

Rigenerare non significa fare di più. Significa scegliere ciò che serve davvero.

📍 Collaborazione clinica
👨‍⚕️ Dr. Michele Bonaccorso – Medicina funzionale e della Longevità
👨‍⚕️ Dr. Paolo Arca – Medicina estetica rigenerativa

01/09/2026

Microdosing dei GLP-1: quando meno è (davvero) di più 💊

Semaglutide (Wegovy, Ozempic) e tirzepatide (Mounjaro) non funzionano solo “a dose piena”. Un approccio sempre più discusso in ambito clinico parte da dosi basse e le aumenta in modo graduale — o le mantiene contenute — in base a come risponde il corpo. Non una scorciatoia di tendenza: una scelta ragionata.

Perché convince:

→ Meno effetti collaterali — nausea, spossatezza e disturbi digestivi tendono a ridursi parecchio.
→ Appetito sotto controllo, ma in modo dolce — la fame cala in modo progressivo, senza “spegnersi” di colpo.
→ Benefici metabolici — glicemia, sensibilità all’insulina e infiammazione possono migliorare anche a dosi ridotte.
→ Dose su misura — il protocollo si adatta a te, non il contrario.

La parte onesta 👇
Il dimagrimento è più lento. Non è magia: senza alimentazione equilibrata, movimento e sonno di qualità, nessuna dose fa miracoli. Il microdosing è uno strumento, non una bacchetta magica.

Sempre sotto controllo medico 🩺 — questi sono farmaci, non integratori. La dose giusta la decide il tuo specialista.

In questo post/reel fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

La luce naturale può proteggerci dalla demenza?☀️Un ampio studio prospettico condotto su 87.577 persone, seguite per olt...
29/08/2026

La luce naturale può proteggerci dalla demenza?☀️

Un ampio studio prospettico condotto su 87.577 persone, seguite per oltre otto anni, ha analizzato l’esposizione alla luce misurandola attraverso un dispositivo indossabile.

Il risultato è interessante: una maggiore esposizione alla luce durante il giorno è risultata associata a un rischio inferiore di sviluppare demenza.

In particolare, nello studio un’esposizione superiore a 1.000 lux era associata a un rischio inferiore del 16%, mentre almeno 42 minuti al giorno di luce più intensa, intorno ai 5.000 lux, erano associati a una riduzione del rischio di circa il 17%.

Perché potrebbe essere importante?

La luce è uno dei principali segnali che regolano il nostro ritmo circadiano, influenzando il ciclo sonno-veglia e numerosi processi fisiologici.

Questo non significa che “stare al sole prevenga la demenza”. Lo studio è osservazionale e mostra un’associazione, non un rapporto di causa-effetto.

Ma ci ricorda quanto anche un gesto semplice possa contribuire a una quotidianità più in sintonia con la nostra biologia: uscire, camminare e trascorrere parte della giornata alla luce naturale.

Fonte: Zheng N. et al., General Psychiatry, 2026 — dati UK Biobank.

In questo post/reel fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

I peptidi non sono molecole “estranee” al nostro organismo. Il nostro corpo ne produce naturalmente molti, utilizzandoli...
27/08/2026

I peptidi non sono molecole “estranee” al nostro organismo. Il nostro corpo ne produce naturalmente molti, utilizzandoli come veri e propri segnali biologici per regolare funzioni diverse.

Metabolismo energetico, produzione di collagene, regolazione dell’asse riproduttivo, infiammazione, controllo della glicemia e processi di riparazione tissutale: peptidi diversi possono essere coinvolti in meccanismi molto differenti.

In questo carosello ne analizziamo 7:

MOTS-c → metabolismo energetico
GHK-Cu → collagene ed elastina
Kisspeptina-10 → asse riproduttivo
KPV → modulazione dell’infiammazione
GLP-1 → glicemia e sazietà
Timosina β4 → processi di riparazione tissutale
BPC-157 → studiato soprattutto in ambito preclinico per i processi di riparazione e protezione dei tessuti

Conoscere questi meccanismi, però, non significa considerarli automaticamente delle terapie.

E soprattutto, “peptide” non significa “integratore”. Indicazioni, efficacia, sicurezza e livello delle evidenze cambiano profondamente da una molecola all’altra, e alcune hanno ancora dati clinici sull’uomo molto limitati.

In questo post fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

Scorri il carosello per conoscerli meglio. 👉

25/08/2026

Ho provato la cold bath a 0°C. 🧊

Un’esperienza decisamente intensa, che ho avuto modo di provare grazie alla mia amica ❤️

Appena entri, il freddo rappresenta un vero e proprio stress per l’organismo e la reazione è immediata.

L’immersione in acqua fredda viene studiata soprattutto in relazione al recupero dopo l’attività fisica, alla riduzione dell’indolenzimento muscolare e ad alcuni parametri di recupero neuromuscolare.

Ma c’è un aspetto importante che voglio sottolineare: io l’ho fatta a 0°C, ma questo non significa che sia necessario arrivare a temperature così estreme per ottenere dei benefici.

Una network meta-analysis pubblicata nel 2025 su Frontiers in Physiology, che ha analizzato 55 studi randomizzati, ha osservato risultati favorevoli sul recupero post-esercizio anche con immersioni a 11–15°C per 10–15 minuti. In particolare, questa fascia di temperatura ha mostrato risultati interessanti per la riduzione dell’indolenzimento muscolare.

Quindi no: più freddo non significa automaticamente più efficace.

E soprattutto, quello che vedete fare a me non è necessariamente adatto a tutti. L’esposizione al freddo va approcciata con consapevolezza e particolare cautela in presenza di problematiche cardiovascolari o altre condizioni cliniche.

La cold bath può essere uno strumento interessante, ma non deve diventare una gara a chi resiste alla temperatura più bassa. 🧊

Studio: Wang H, Wang L, Pan Y. Impact of different doses of cold water immersion (duration and temperature variations) on recovery from acute exercise-induced muscle damage: a network meta-analysis. Frontiers in Physiology, 2025.

Cuore e cervello sono molto più collegati di quanto pensiamo. 🫀🧠Un recente studio pubblicato sul Journal of Neuroscience...
22/08/2026

Cuore e cervello sono molto più collegati di quanto pensiamo. 🫀🧠

Un recente studio pubblicato sul Journal of Neuroscience ha seguito 73 persone per circa tre anni e mezzo, mettendo in relazione funzione cardiaca, microstruttura cerebrale e performance cognitive.

I ricercatori hanno osservato che una funzione cardiaca meno efficiente al basale era associata, nel tempo, a un maggiore deterioramento di alcuni parametri della microstruttura cerebrale, a sua volta correlato a un peggioramento delle prestazioni di memoria.

Un dato interessante è che questa associazione emergeva anche in assenza di uno scompenso cardiaco conclamato.

Questo non significa che una ridotta funzione cardiaca causi direttamente Alzheimer o demenza: lo studio è osservazionale, il campione è limitato e non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto.

Ci ricorda però un concetto fondamentale della prevenzione: proteggere la salute cardiovascolare significa prendersi cura anche del cervello.

Pressione, glicemia, profilo lipidico, attività fisica, sonno e controlli periodici non riguardano soltanto il cuore. Fanno parte di una visione più ampia della salute e della longevità.

Due organi, un sistema strettamente interconnesso.

Fonte: Zhang X. et al., Journal of Neuroscience, 2026.

In questo post/reel fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

Una delle riviste mediche più autorevoli al mondo, il British Medical Journal, ha dedicato un articolo alla diffusione i...
14/08/2026

Una delle riviste mediche più autorevoli al mondo, il British Medical Journal, ha dedicato un articolo alla diffusione in Italia di contenuti contro l’utilizzo delle creme solari.

Al centro della questione ci sono due affermazioni: che una maggiore esposizione al sole possa proteggere dal melanoma e che l’utilizzo delle creme solari possa aumentare il rischio di tumori cutanei.

Ma cosa ci dicono realmente le evidenze?

Il problema nasce anche da un errore molto comune: confondere correlazione e causalità. Chi utilizza maggiormente la protezione solare spesso appartiene già a categorie più esposte al rischio: pelle chiara, molti nei, familiarità per melanoma o maggiore esposizione al sole.

Questo può creare associazioni statistiche che, se interpretate in modo scorretto, portano a conclusioni opposte rispetto a ciò che possiamo realmente dimostrare.

La radiazione ultravioletta è un cancerogeno certo per l’uomo e le evidenze disponibili supportano l’utilizzo della protezione solare come parte di una corretta strategia di fotoprotezione.

Questo non significa demonizzare il sole. La luce naturale ha un ruolo importante nei ritmi circadiani, nella sintesi della vitamina D e nel nostro benessere generale. Significa però distinguere l’esposizione consapevole dalle ustioni e dall’esposizione eccessiva e non protetta.

Quando si parla di salute, soprattutto davanti a milioni di persone, verificare le evidenze prima di diffondere un messaggio non è un dettaglio: è una responsabilità.

In questo post/reel fornisco informazioni e/o consigli generali che non sostituiscono indicazioni mediche su alimentazione, stile di vita o salute: ogni consiglio va personalizzato dopo consulenza personalizzata effettuata da figura professionale medica.

Indirizzo

Via Luigi Settembrini 54
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:00
Martedì 11:00 - 19:00
Mercoledì 11:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 19:00
Venerdì 11:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 17:00

Telefono

+393457245102

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