04/09/2026
💤 Un paziente può dormire molte ore e svegliarsi comunque stanco.
È qui che il medico deve andare oltre la domanda più semplice:
“Quanto dorme?”
La vera domanda è:
che qualità ha quel sonno?
Nel sonno REM, fase legata al sogno e a una particolare attività neurobiologica, il cervello non è inattivo. Al contrario, partecipa a processi di rielaborazione, regolazione e recupero.
Per questo l’uso prolungato di sonniferi, sedativi o ipnoinducenti merita sempre attenzione clinica: non basta ottenere una “dormita profonda” se l’architettura fisiologica del sonno viene alterata.
Il punto non è semplicemente far dormire il paziente.
Il punto è capire se quel sonno sta davvero riparando.
La qualità del sonno dialoga con il sistema nervoso, con l’equilibrio immunitario, con i processi infiammatori e con la capacità dell’organismo di affrontare stress, malattia e recupero.
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