08/12/2019
8 dicembre Immacolata Concezione.
Guardo questa -per me- bellissima rappresentazione di Ganesh bambino.
Rifletto sulla maternità e sulla “immacolatezza”...non tanto della Concezione ma dell’Anima.
Anima che concepisce e culla idee e intenti, prima che creature.
"So che c’è una forza che sa dove condurci: essa ci porta esattamente là dove dobbiamo realizzare il nostro divenire." (Dal libro "A colazione con Jung")
Voglio provare a condividere un paragrafo del capitolo “MATERNITÀ" della mia vita.
Oggi 8 (Otto) dicembre.
Sono nata nel 1972.
Ho desiderato un figlio dai vent'anni.
(...tanta vita vissuta e tanta acqua passata sotto i ponti...)
Nel 2012 rimango incinta. Il momento non è dei migliori. Devo subire un piccolo intervento, ma chi se ne frega! Sono incinta!
Nel 2012 c'è stato il terremoto qui in Emilia. Al Policlinico di Modena, per motivi di logistica e agibilità, il reparto di Ostetricia e Ginecologia è stato "improvvisato" a piano terra, nei locali del Pronto Soccorso.
Sono incinta! Ma, dopo un primo momento di felicità, sento che qualcosa non va. Inizio a stare male. Corro all'ospedale.
"Ci dispiace".
Mi mettono su una sedia a rotelle.
Mi portano contro al muro nel locale delle partorienti, di fronte ai letti in cui le mamme coi loro sorrisi e pancioni attendono di dare alla luce il tesoro che per nove mesi hanno custodito nel buio della loro rotondità.
Di fronte significa a 70 centimetri di sedia a rotelle, piu 60 centimetri di spazio per il passaggio, quindi a distanza di un metro e mezzo circa dai piedi che portano ai pancioni e da lì ai volti delle mamme.
Mi mettono una flebo con antidolorifici e farmaci abortivi. E mi lasciano lì, parcheggiata, seduta, con il mio dolore di fronte alla gioia.
Chiudo gli occhi, cercando di respirare e di astrarmi dalla situazione surreale che sto vivendo.
A un certo punto, la pancia nera proprio di fronte a me urla, chiede aiuto. Accorrono in due. Le tengono le braccia. Due urli e puf! A due metri da me, all'altezza della mia faccia, una testa sbuca impetuosa tra due cosce alzate. Un altro urlo e puf! Scodellato il piccolo uomo nuovo! Lo portano subito via. Lei dice che ha male. Io le dico "Brava! Sei stata bravissima! È bellissimo!" Mi sorride. Io le sorrido.
In quel momento arriva di corsa un'infermiera o un'ostetrica, non lo so e, guardandomi con disapprovazione e disappunto, tira una tenda per riparare la neomamma dalla mia presenza e sguardo "indiscreti".
Cioè, io sono lì, mi ci avete piazzato voi, dando peraltro prova di una assenza assoluta di sensibilità, ma capisco la "logistica" difficoltosa del momento di "emergenza terremoto".
Sono lì, in balia della vita e della morte che stanno ballando la loro danza incessante, terribile e meravigliosa.
E tu mi guardi come se fossi una sgradevole intrusa, messa lì a turbare con la mia flebo di morte, il momento magico di quelle donne beate, drogate dall'emozione più bella...mah...resto lì. Sulla mia sedia a rotelle con il muro alle spalle e una tenda a trenta centimetri dalle mie ginocchia. In uno spazio limbico tra l'essere e il non essere, mentre, attraverso la flebo, la chimica continua a raschiarmi l'anima e le viscere.
Occhi chiusi. Penso. Andate e moltiplicatevi....
Io mi moltiplico. Per 1. 1x1=1...il mio sacrificio, il mio sacrum facere, evidentemente deve passare anche da qui. E come una fenice, anche stavolta rinasco dalle mie ceneri e spicco il volo verso altri lidi di consapevolezza, verso più alti livelli vibratori.
Voi, andate e moltiplicatevi...non solo per lo zero umano, vi prego, ma anche per qualcosa di più...per tutto quello che andrà a costituire il nuovo tessuto di questa specie alla deriva...
Mater- materia -matrice-connettivo-sostegno.
Penso alla mia vita, alla mia indole, al mio lavoro.
Non ho figli partoriti ma ho relazioni con persone e con clienti. Ho anima-li❤️
Attraverso il rapporto di rispettoso maternage che lo Shiatsu porta con sè, attraverso il mescolarsi delle mie parole con le loro, cerco di comportarmi come la migliore delle madri che, stando un passo indietro rispetto ai figli e non sostituendosi a loro privandoli di tutta o di parte della loro responsabilità e autonomia, fa in modo che si innamorino di loro stessi con quella passione ed entusiasmo che solo un intimo riconoscimento fa sbocciare.
E quindi sì, nella mia personale Immacolata Concezione, sono madre, perché come la terra sono di sostegno a tutto ciò che deve fiorire, alla consapevolezza che si può vivere al meglio delle proprie possibilità e nella maggior varietà possibile di colori.
Penso alle mamme e super mamme che vivono nel loro mondo col naso all'insù, spesso pensando di poter ignorare le voragini delle profondità ctonie del rovescio della medaglia
e alle aspiranti mamme che si sentono lacerare dentro, nella giostra di attese e delusioni, senza mai perdere la speranza che l'universo conceda loro un "sì".
Quanto a me...lo Zen mi insegna che covare della rabbia è come bere a un calice avvelenato, sperando che il tuo nemico muoia...e l’Esperienza mi insegna che la vera magia è riuscire a mantenere l’Anima pura, nonostante tutto.
Quindi resto col sorriso e l'apertura di cuore che mi vengono spontanei, pensando che, se la vita porta a frequentare le lezioni che è necessario apprendere per evolvere e crescere come esseri umani, evidentemente quella lezione, in questa vita, non mi serve.
La generosità che il Grande Spirito cerca di insegnare attraverso l'esperienza della maternità, forse, in questa vita, io l'ho già “in dotazione”...e come me, tutte le donne che conosco e che figli non hanno.
In ordine alfabetico Annalisa, Chiara, La Paola, Manu, Monica, Simona, Simona un omaggio a Voi, sia che ne abbiate voluti oppure no, che ne vogliate ancora oppure no, il mio pensiero va a voi, amiche, donne superstraordinarie, senza se e senza ma, esempi di coraggio, ardimento e cuore immenso!!!
La vita ci porta esattamente dove dobbiamo andare.
COR-AGGIO!!!❤️🍀💞🌀
"La ricerca del senso è davvero la ricerca dell’accordo perduto. Quando l’accordo perduto sarà scoperto dall’uomo, la discordia nel mondo verrà guarita e la sinfonia dell’universo entrerà in completa armonia con se stessa."
(John O’Donohue)
“Vieni qui, piccola mia.
Ti hanno lasciato ancora da sola, ma tu devi stare tranquilla, adesso non è più come allora.
Sei grande, bambina, nessuna promessa non mantenuta può farti crollare, nessun uomo nero può più farti del male.
Ormai sai che il dolore esiste, lo conosci, lo puoi superare.
Ti vedo rannicchiata in un angolo di vita, lo sguardo basso, il volto sprofondato tra le ginocchia, la mente assorta a cercare di nuovo un senso.
Non c’è un senso.
Le persone agiscono, feriscono.
Il più delle volte, anche senza volerlo.
Non lo sanno gli altri che basta poco per farti soffrire, non lo sanno che ci vuole un attimo per farti tremare.
E anche se tu gliel’hai detto, non ci crede la gente, la gente crede soltanto a quello che vede.
Ascolta, bambina, non ho mai visto nessuno amare come fai tu.
Nessuno, davvero.
Non prendertela se lo stesso amore non ti ritorna, il bene è difficile da coltivare.
Molto più semplice alimentare l’invidia, la menzogna, la cattiveria, che far crescere amore.
L’amore richiede coraggio.
Guardarsi dentro, ascoltarsi, perdonarsi continuamente.
Fa paura l’amore, troppo perfetto perché la gente gli creda.
Ma tu no, piccola mia, tu all’amore c'hai sempre creduto e non devi cambiare.
Non lo fare soltanto perché di nuovo qualcuno è venuto a farti del male.
Adesso non lo sai, ma sono le testarde come te che cambiano le cose davvero.
Non c’è magia che non nasca dalla determinazione dell’amore.
Continua, bambina.
Nulla è più sacro di un cuore maltrattato che non smette di donarsi.”
Serena Santorelli
(Dedicata a tutte le donne che hanno ancora dentro una bambina da salvare)
Stacco la pezza❤️🙋🏻♀️🌀