25/08/2026
Un posizionamento impreciso nelle applicazioni di sollevamento non rappresenta una semplice deviazione dalle tolleranze, ma costituisce una condizione critica ai fini della sicurezza operativa e dell’integrità del carico movimentato.
Nei contesti in cui sono richieste elevata accuratezza di arresto e capacità di mantenimento statico del carico in assenza di alimentazione, l’impiego di un motore standard risulta inadeguato. È pertanto necessario adottare soluzioni dotate di freno di stazionamento integrato.
I motori autofrenanti Seipee, serie GMK e JMK, sono progettati specificamente per tali requisiti applicativi. Il sistema frenante è di tipo a sicurezza positiva: in condizioni di mancanza di alimentazione, un pacco molle esercita una forza assiale che comprime il disco freno contro lo scudo posteriore, garantendo l’arresto e il mantenimento del carico.
Un elemento progettuale distintivo è rappresentato dallo scudo posteriore realizzato in ghisa. Questa scelta consente:
🔷 una superiore capacità di dissipazione termica durante cicli di frenatura ripetuti;
🔷 una maggiore resistenza all’usura meccanica;
🔷 una significativa riduzione del rischio di fenomeni di incollaggio del freno rispetto a soluzioni equivalenti in alluminio;
🔷 un incremento complessivo della vita utile del gruppo frenante.
In funzione dei parametri applicativi, quali momento d’inerzia del sistema e frequenza di manovra (numero di avviamenti/ora), il motore può essere configurato con diverse tipologie di freno:
🔷 freni in corrente alternata (TA/GA);
🔷 freni in corrente continua (TC/GC/L7);
🔷 esecuzioni conformi a specifiche normative e certificazioni, tra cui UL e ATEX.
Quali parametri progettuali ritenete determinanti nel dimensionamento di un motore autofrenante per applicazioni di sollevamento ad alta criticità?
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