Nutrizionista Elisa Zorzan

Nutrizionista Elisa Zorzan Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Nutrizionista Elisa Zorzan, Nutrizionista, Corso Giacomo Matteotti 29, Montecchio Maggiore.

Dott.ssa Elisa Zorzan | Nutrizionista Low Carb per Donne
🌸 Ritrova energia, sgonfiati, sblocca il peso
🍫 Low Carb strategica e anti-infiammatoria
👩🏼‍🔬 Biologa Nutrizionista
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G. si svegliava alle 3 di notte da più di un anno. Non per stress. Per qualcosa che il suo corpo stava facendo da solo, ...
18/06/2026

G. si svegliava alle 3 di notte da più di un anno. Non per stress. Per qualcosa che il suo corpo stava facendo da solo, in silenzio.

🥱 47 anni, perimenopausa, due figli grandi, un lavoro che la teneva sveglia di testa ma non di corpo. Il sonno si era spezzato gradualmente, e con lui era arrivata una fame serale che prima non esisteva.

Se anche tu ti svegli nel cuore della notte e non capisci perché alle 21 ti viene una voglia di zuccheri che prima non avevi, qui trovi il meccanismo, non solo il sintomo.

In perimenopausa il progesterone scende, e con lui l’effetto calmante che esercita sul cervello attraverso i recettori GABA.
Meno progesterone significa sonno più leggero e risvegli notturni più frequenti, non solo difficoltà ad addormentarsi. Questo è un meccanismo descritto con buona coerenza in letteratura.

C’è poi un secondo livello: una notte frammentata altera due ormoni dell’appetito, la grelina (che sale) e la leptina (che scende), e il risultato è una fame serale che non ha a che fare con la fame reale, ma con la risposta del corpo a un sonno insufficiente.

Con G. abbiamo lavorato su questo, dentro un piano low carb modulato sui suoi orari e non standardizzato: distribuzione dei carboidrati nella giornata, attenzione al timing della cena, niente eliminazioni drastiche.

Il sonno frammentato in perimenopausa non è un problema di carattere o di disciplina serale. È una catena ormonale che si può intercettare a monte, lavorando sull’alimentazione nelle ore prima di dormire.

Dopo 2 mesi di percorso insieme, G. ha dormito 6 ore consecutive per la prima volta da tempo, con fame serale sotto controllo ed energia mentale diversa già dal secondo mese di lavoro insieme.

📞 Sei sopra i 40 anni e ti riconosci in questo? Le call conoscitive sono aperte solo fino al 14 luglio. Scrivi REBALANCE qui nei commenti se sei interessata!

(Risultati che cambiano da persona a persona; in presenza di patologie, consulta il tuo medico.)

Hai già provato il low carb d’estate e dopo dieci giorni hai ceduto al primo gelato sul lungomare. Non è successo per ma...
17/06/2026

Hai già provato il low carb d’estate e dopo dieci giorni hai ceduto al primo gelato sul lungomare. Non è successo per mancanza di forza di volontà.

Giugno e luglio sono i mesi in cui ricevo più domande su come mangiare meno carboidrati senza sentirsi sempre affamate o gonfie, e in cui vedo più persone abbandonare il piano alimentare entro la seconda settimana dall’inizio.

Nei prossimi punti trovi cosa cambia davvero l’esperienza di questi mesi, lontano dai consigli generici che leggi ovunque.

🍉 Il problema non è quasi mai cosa mangiare, è quando deciderlo.
Chi arriva alla spesa senza una lista pronta finisce per scegliere sotto caldo e sotto fame, le due condizioni in cui il cervello sceglie peggio. Chi invece ha proteine e verdure come base fissa, e sceglie i carboidrati nel momento della giornata in cui servono davvero (energia per allenarsi, recupero dopo sport, pranzo fuori casa), riesce a mantenere il piano senza percepirlo come restrizione.
La frutta d’estate resta protagonista: abbinata a una fonte proteica, la risposta glicemica si modula meglio rispetto a mangiarla da sola, ed è una delle ragioni per cui alcune persone tollerano la frutta meglio di altre nello stesso piano alimentare.

L’estate non aumenta la difficoltà del low carb. Aumenta solo la velocità con cui un piano non organizzato va in pezzi.

Chi struttura la spesa e i pasti prima di uscire di casa arriva a settembre senza aver mai dovuto “ricominciare da lunedì”.

💪 Salva questo post prima della prossima spesa. La settimana prossima condivido qualcosa di concreto su questo: iscriviti alla newsletter (link in bio) per riceverlo prima di tutti.

16/06/2026

Ogni giugno arriva il momento in cui si cerca “come perdere peso velocemente prima dell’estate” o “dieta last minute per il mare”. Ti riconosci.

Ho lavorato con donne che arrivano a maggio e giugno dopo mesi interi in cui la dieta è rimasta in stand-by. L’obiettivo diventa: stringere in quattro settimane quello che andava costruito in quattro mesi. È comprensibile. Il problema non è la motivazione — è che quattro settimane di restrizione aggressiva non funzionano come pensiamo che funzionino.

☀️ Quando il corpo entra in un deficit calorico marcato in tempi brevi, attiva meccanismi di adattamento che la ricerca fisiologica chiama “risposta adattativa metabolica”: la leptina (l’ormone che segnala la sazietà e regola il dispendio energetico) scende, il cortisolo tende a salire, la sensibilità insulinica si riduce. Non è un meccanismo marginale — è la risposta evolutiva di un organismo che interpreta la restrizione come segnale di scarsità.

Il risultato, una volta terminata la restrizione, è un recupero ponderale che per molte donne arriva entro le prime settimane di settembre. Non per mancanza di costanza. Per fisiologia.

Quello che cambia la composizione corporea e il metabolismo nel tempo è una cosa diversa: glicemia stabile giorno dopo giorno, carico infiammatorio basso, ormoni che lavorano in un contesto di adeguato apporto nutrizionale. Sono obiettivi che si costruiscono in mesi, con una strategia calibrata sulla persona — non in quattro settimane di privazione pre-vacanze.

Il problema della “dieta sprint” non è che non funziona per l’estate. A volte qualcosa si vede. Il problema è che accelera il ciclo successivo: il recupero è quasi sempre più rapido della perdita, e ogni ciclo tende a lasciare una base metabolica leggermente peggiore di quella precedente.

Capire questo meccanismo non significa rinunciare all’obiettivo — significa ricalibrarsi sui tempi reali in cui il metabolismo risponde, invece che sui tempi in cui vorremmo che rispondesse.

🏝️ Quante volte hai già fatto il ciclo dieta-sprint di giugno? Scrivilo qui sotto. Non è un giudizio — è un dato utile per capire insieme cosa non h

15/06/2026
08/06/2026

Al buffet della colazione in vacanza si perde un sacco di tempo a guardare tutto e finire con un piatto di cornetti e succo di frutta. Non perché non ci sia di meglio, ma perché senza un criterio si prende quello che si vede per primo.

🏝️ Sono a Marsa Alam questa settimana e ogni mattina compongo la colazione in 30 secondi, sempre con gli stessi tre criteri: proteina presente, zuccheri semplici bassi, qualcosa di grasso che tenga sazi fino all’ora di pranzo.

Se sei in vacanza e vuoi mangiare senza pensarci troppo ma senza tornare a casa gonfia e stanca, questi tre punti di riferimento ti bastano per orientarti in qualsiasi buffet.

Il primo punto fermo è la proteina: uova in qualsiasi forma, salmone affumicato se disponibile. Sono gli alimenti che frenano il picco glicemico post-colazione — quello che trasforma le 9:00 di mattina in un’ora in cui hai già sonno e fame.

Il secondo: formaggi stagionati o semi-stagionati più qualche frutto fresco (qua ci sono i datteri freschi e sanno di pesca) 😍 . I formaggi portano grassi saturi e proteine senza carboidrati rilevanti; i frutti rossi hanno un carico glicemico basso rispetto alla frutta tropicale del buffet e aggiungono antiossidanti.

Il terzo, se il resort lo ha: frutta secca e yogurt greco intero. La frutta secca rallentra ulteriormente la digestione e lo yogurt greco intero, soprattutto in vacanza, è uno dei pochi latticini ad alto contenuto proteico facilmente trovabili.

💪 Non si tratta di rinunciare alla colazione in vacanza. Si tratta di avere due o tre punti di riferimento stabili così non ogni mattina diventa una decisione da zero sotto stress da buffet.

Colazione saziante, glicemia stabile nelle ore successive, meno voglia di spuntini prima di pranzo. Poi la giornata al mare la gestisci meglio.

🌅 Salva il video: la prossima volta che sei davanti ad un buffet non devi ricordare niente, lo riapri e sai già cosa scegliere!

Quante di voi gestiscono le giornate in questo modo: colazione veloce o saltata, pranzo davanti al computer, calo alle 1...
05/06/2026

Quante di voi gestiscono le giornate in questo modo: colazione veloce o saltata, pranzo davanti al computer, calo alle 16 compensato con qualcosa di dolce, e alle 22 una fame che sembra impossibile da ignorare.
Penserai che ha a che fare con la mancanza di volontà.

No sta tutta nella mancanza di informazione.
Se ti riconosci in questo schema, quello che segue cambia il modo in cui leggi la tua giornata. Continua a leggere.

Quando la colazione è povera di proteine e grassi — o assente — la glicemia sale in fretta e scende altrettanto in fretta. Quella discesa rapida è il segnale che il tuo corpo interpreta come emergenza: manda cortisolo, manda adrenalina, ti manda a cercare qualcosa di zuccherino entro poche ore.

Ogni volta che mangi un altro carboidrato semplice, il ciclo riparte. Alle 16 hai già accumulato tre o quattro di questi picchi. La fame serale non è un capriccio: è l’effetto a cascata di come hai iniziato la giornata.

Con un approccio low carb strutturato — colazione con proteine e grassi di qualità, carboidrati modulati rispetto al tuo fabbisogno reale — la risposta insulinica si stabilizza. La glicemia non fa sali e scendi. L’energia resta più piatta e prevedibile per ore.

Non sto parlando di zero senso di fame o di metabolismo perfetto. Sto parlando di una differenza concreta: meno crolli pomeridiani, meno ricerca compulsiva di cibo la sera, sonno più regolare.

Il corpo non ha meno fame alla sera perché si è “abituato”.
Chiede di meno la sera perché durante il giorno ha ricevuto quello che gli serviva.
La fame serale è un messaggio in ritardo di un mancato nutrimento, non un problema serale.

Le donne che lavorano su questo meccanismo — non sulla forza di volontà — riferiscono di arrivare a cena con una fame gestibile, di svegliarsi la mattina senza quella nebbia mentale che si porta avanti fino a metà mattina, di non pensare al cibo ogni due ore come se fosse un’urgenza.

È lo stesso cibo, in una distribuzione diversa, con una composizione diversa. Cambia tutto.

A che ora comincia il tuo calo energetico?
Scrivimelo qui sotto: mi interessa capire in quante di voi il pattern è lo stesso.
👇

L. mi ha scritto a metà percorso: “Sto dimenticando la bilancia e mi godo il percorso perché ho capito che prima o poi c...
04/06/2026

L. mi ha scritto a metà percorso: “Sto dimenticando la bilancia e mi godo il percorso perché ho capito che prima o poi ci arriverò.” Aveva ragione su tutto.

Quando abbiamo iniziato insieme, aveva PCOS, era uscita da una gravidanza, stava ancora allattando.
Il peso oscillava per ragioni che non avevano a che fare con quello che mangiava: ritenzione, transizione ormonale, fase del ciclo. Valutare il percorso dal numero sulla bilancia, in quel contesto, era come usare un righello per misurare la temperatura.

Qui trovi il percorso di L.: i dati reali, il momento in cui ha smesso di guardare la bilancia, e perché i jeans pre-gravidanza le sono tornati prima che il numero “giusto” comparisse sul display.

Con PCOS, la sensibilità insulinica compromessa e l’infiammazione di basso grado contribuiscono all’accumulo adiposo preferenziale nella zona addominale e sottoombelicale. In un’alimentazione a ridotto carico glicemico, la risposta in quella zona può essere significativa — ma il peso corporeo totale è uno degli ultimi parametri a riflettere questi cambiamenti, proprio perché le variazioni della ritenzione idrica lo mascherano.

L. monitorava vita, addome, sottoombelico, energia, fame serale. In pochi mesi: -7 cm di vita, -8,5 cm di addome, -10,5 cm sotto l’ombelico. Il peso si è mosso, ma dopo. E più lentamente delle misure.

Il numero sulla bilancia non è un dato neutro: per molte donne, specialmente con un’anamnesi ormonale complessa, è uno dei parametri più rumorosi che si possano monitorare. Non perché il peso non conti, ma perché conta meno di quanto siamo state addestrate a credere. Quando L. ha iniziato a leggere i dati giusti, ha smesso di aver bisogno di quella conferma quotidiana.

I jeans pre-gravidanza sono ritornati. L’energia è stabile per tutto il pomeriggio. La fame serale non finisce più in cucina. La zona che più la preoccupava — addominale e sottoombelicale — è quella che ha risposto meglio.

⚡️ Se anche tu hai vissuto il ciclo “bilancia su → giornata rovinata”, scrivilo nei commenti. In quale punto del percorso di L. ti riconosci?

02/06/2026

Segui un’alimentazione low carb ma il gonfiore non passa?

I cibi che gonfiano la pancia, quando si mangia low carb, quasi mai sono quelli ovvi. Sono alimenti che sembrano alleati dell’intestino sensibile — e invece lo mettono sotto stress in modo silenzioso.

Questi quattro alimenti potrebbero essere il motivo.

🥜MANDORLE: sono lo snack low carb per eccellenza. Ma oltre una manciata contengono galatto-oligosaccaridi, una categoria di FODMAP che nell’intestino sensibile fermenta producendo gas. Non è un problema per tutti: lo diventa quando l’intestino è già in uno stato di reattività elevata.

🍦YOGURT DOLCIFICATO: viene percepito come un alimento leggero e sano. Il lattosio è già un FODMAP — nelle versioni commerciali con zucchero aggiunto o sciroppo di glucosio-fruttosio, si sommano due elementi che per chi ha l’intestino sensibile possono amplificare il gonfiore. Lo yogurt greco bianco intero, per molte donne, è tollerato meglio.

🫑PEPERONI ROSSI E GIALLI: sorprendono sempre. In porzioni moderate rientrano senza problemi in un’alimentazione anti-infiammatoria. In porzioni abbondanti, il contenuto di salicilati naturali può irritare la mucosa intestinale in chi è già reattivo.

🧅CIPOLLA: è quella che lascia più sorpresa, perché entra in quasi tutto. Cruda è tra le fonti più concentrate di fruttani — i FODMAP che fermentano più rapidamente nell’intestino sensibile. La cottura ne riduce il contenuto, ma non lo elimina.

Il gonfiore in chi segue il low carb quasi mai segnala un problema con il metodo alimentare. Segnala che il piano non è ancora calibrato sulla risposta individuale — e quella calibrazione richiede osservazione, non eliminazione casuale.

Osservare come risponde il tuo corpo dopo aver ridotto uno di questi alimenti può darti informazioni preziose sulla tua tolleranza individuale. È spesso da lì che parte un percorso nutrizionale che funziona davvero.

💾 Salva questo post per averlo sempre a portata di mano.



⚠️ I contenuti di questo profilo hanno finalità educative e informative. In caso di sintomi gastrointestinali persistenti, il confron

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