18/06/2026
G. si svegliava alle 3 di notte da più di un anno. Non per stress. Per qualcosa che il suo corpo stava facendo da solo, in silenzio.
🥱 47 anni, perimenopausa, due figli grandi, un lavoro che la teneva sveglia di testa ma non di corpo. Il sonno si era spezzato gradualmente, e con lui era arrivata una fame serale che prima non esisteva.
Se anche tu ti svegli nel cuore della notte e non capisci perché alle 21 ti viene una voglia di zuccheri che prima non avevi, qui trovi il meccanismo, non solo il sintomo.
In perimenopausa il progesterone scende, e con lui l’effetto calmante che esercita sul cervello attraverso i recettori GABA.
Meno progesterone significa sonno più leggero e risvegli notturni più frequenti, non solo difficoltà ad addormentarsi. Questo è un meccanismo descritto con buona coerenza in letteratura.
C’è poi un secondo livello: una notte frammentata altera due ormoni dell’appetito, la grelina (che sale) e la leptina (che scende), e il risultato è una fame serale che non ha a che fare con la fame reale, ma con la risposta del corpo a un sonno insufficiente.
Con G. abbiamo lavorato su questo, dentro un piano low carb modulato sui suoi orari e non standardizzato: distribuzione dei carboidrati nella giornata, attenzione al timing della cena, niente eliminazioni drastiche.
Il sonno frammentato in perimenopausa non è un problema di carattere o di disciplina serale. È una catena ormonale che si può intercettare a monte, lavorando sull’alimentazione nelle ore prima di dormire.
Dopo 2 mesi di percorso insieme, G. ha dormito 6 ore consecutive per la prima volta da tempo, con fame serale sotto controllo ed energia mentale diversa già dal secondo mese di lavoro insieme.
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(Risultati che cambiano da persona a persona; in presenza di patologie, consulta il tuo medico.)