Dr.ssa Romina Gesa - Medico di Medicina Generale

Dr.ssa Romina Gesa - Medico di Medicina Generale Sono un Medico di Medicina Generale, convenzionata con il S.S.N. per l'Assistenza Primaria.

Aggiornarsi, per se stessi e soprattutto per gli altri, non ha prezzo!
11/06/2026

Aggiornarsi, per se stessi e soprattutto per gli altri, non ha prezzo!

11/06/2026

Buongiorno!

Quest'oggi, lo studio aprirà più tardi: dalle 17.30 alle 19.30.

Si riceve su prenotazione, come al solito.

Un saluto!

06/06/2026

Cari Assistiti e Caregivers,

Qualora si presentasse la necessità di comunicare con me con urgenza, per il vostro stato di salute, chiamatemi.

Non usate la casella email: non la consulto in modo continuativo.

Se ci sono urgenze (che non sono "ricette" o atti amministrativi...) chiamatemi!

I numeri sono sempre questi:
- 0825465419 in orario di studio;
- 3270367381 fuori orario di studio.

Di notte, nei prefestivi e festivi, ricordate sempre di chiamare la Guardia Medica, dove i miei Colleghi sono pronti ad aiutarvi.

Guardia medica Mercogliano:
- 0825787964

27/05/2026

AVVISO

Gentili Assistiti e Caregivers,
mi assenterò dal 15 giugno al 19 giugno.

Sarò sostituita, nei consueti orari e presso il mio studio, dal dr. Antonio Volpe.

Per evitare problematiche di prescrizione nel periodo di mia assenza Vi invito a verificare, con debito anticipo:
- la scadenza di piani terapeutici
- la necessità di medicinali particolari
- la necessità di impegnative “rosse”
- la scadenza di forniture (alimenti speciali, presidi per incontinenza, altro)
- la scadenza dell’ADI

Confido nella Vostra collaborazione per evitare disguidi e discontinuità.

https://www.facebook.com/share/1BBoht9j8g/
24/05/2026

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Stamattina, leggendo Specchio - La Stampa, ho letto un articolo con questo titolo: .

In Giappone significa “accesso diretto all’estetica” e descrive un fenomeno che sta crescendo rapidamente in Asia: giovani medici che abbandonano le specialità cliniche tradizionali per dedicarsi alla medicina estetica privata.

Un fenomeno apparentemente lontano da noi. Eppure, a pensarci bene, forse non così distante.

Perché quando sempre meno giovani scelgono la medicina generale, il pronto soccorso, la geriatria o alcune branche ospedaliere considerate “pesanti”, una domanda dovremmo iniziare a porcela tutti: cosa sta succedendo alla medicina?

Non si tratta di demonizzare la medicina estetica, che quando fatta seriamente è una disciplina medica a tutti gli effetti. Il problema nasce quando interi settori fondamentali della sanità iniziano a perdere attrattiva. Quando curare un diabetico complesso, seguire un anziano fragile o fare il medico di famiglia diventa meno desiderabile rispetto a professioni percepite come più remunerative, meno stressanti e più “gestibili”.

E qui entra in gioco anche la crisi vocazionale della medicina generale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento della figura del medico di famiglia. Non dal punto di vista umano o professionale, ma dal punto di vista organizzativo e sociale. Sempre più pensionamenti in arrivo, sempre meno giovani disponibili a prendere il testimone. In alcune zone trovare un nuovo medico di famiglia sta diventando un’impresa.

E forse il motivo è sotto gli occhi di tutti.

Oggi il medico di famiglia non è più soltanto il professionista che ascolta, visita, accompagna e cura. Sempre più spesso è diventato un gestore di piattaforme, codici, scadenze, certificati, piani terapeutici, burocrazia e incombenze amministrative che sottraggono tempo prezioso alla relazione umana.

Purtroppo, oggi, il tempo passato davanti al computer (in orario extra-lavorativo) è nettamente maggiore a quello passato davanti al paziente nelle ore di ambulatorio.

E insieme alla burocrazia cresce anche un altro problema: la progressiva erosione del rapporto di fiducia medico-paziente.

Un tempo il medico di famiglia era “il dottore”. Quello che conosceva la storia della famiglia, le paure, le fragilità, persino i silenzi. Oggi spesso ci si incontra in un clima diverso: più diffidente, più conflittuale, più veloce. Il medico rischia di diventare un semplice erogatore di ricette o prestazioni, mentre il paziente, sommerso da informazioni trovate online o sui social, arriva spesso già sfiduciato o sulla difensiva.

Non è colpa dei pazienti. Non è colpa dei medici. È il sistema che sta cambiando.

E quando una professione perde progressivamente tempo, serenità, riconoscimento sociale e rapporto umano, inevitabilmente perde anche fascino agli occhi delle nuove generazioni.

Il rischio, però, è enorme. Perché una sanità può sopravvivere senza filler? Probabilmente sì.
Può sopravvivere senza medici di famiglia, senza internisti, senza medici d’urgenza? Decisamente no.

La medicina territoriale rappresenta ancora oggi il primo argine del Servizio Sanitario Nazionale. È il luogo dove si intercettano precocemente le malattie, dove si evita l’intasamento degli ospedali, dove si accompagna la cronicità e si combatte la solitudine sanitaria.

Ma per salvare questa figura non bastano slogan o celebrazioni nella giornata del medico. Servono scelte concrete:
meno burocrazia inutile, più tempo clinico, maggiore tutela professionale, investimenti sui giovani medici e, soprattutto, il recupero del valore umano della relazione di cura.

Perché senza fiducia reciproca, senza tempo per ascoltare e senza nuove generazioni motivate, il rischio è che anche da noi il “chokubi” non resti soltanto una curiosità letta sul giornale, ma diventi il simbolo di una medicina che smette lentamente di curare per iniziare semplicemente a “performare”.

19/05/2026

Oggi e’ la giornata mondiale del medico di famiglia e forse vale la pena ricordare una cosa semplice: la medicina generale nei sistemi sanitari più avanzati non è nata come “medicina ospedaliera semplificata” né come contenitore residuale di specialisti adattati al territorio.

È diventata una disciplina autonoma attraverso decenni di costruzione scientifica, accademica e professionale.

Nel 1952 nasce il Royal College of General Practitioners. Non come sindacato, ma come college scientifico creato da medici di famiglia che rivendicavano una cosa precisa: la medicina generale aveva competenze proprie e richiedeva standard formativi propri.

Da lì il percorso accelera:

• 1963: nasce a Edimburgo la prima cattedra universitaria di general practice
• 1968: il Todd Report riconosce formalmente la general practice come specialty autonoma
• 1969: negli Stati Uniti nasce l’American Board of Family Practice, primo board specialistico dedicato alla family medicine
• 1972: viene fondata WONCA, l’organizzazione mondiale dei medici di famiglia
• 1978: la Dichiarazione di Alma Ata dell’World Health Organization identifica le cure primarie come pilastro centrale dei sistemi sanitari moderni
• Sempre nel 1978 la Spagna istituisce la specialità MIR di Medicina Familiar y Comunitaria
• Nel 2004 la Francia crea il DES di Médecine Générale, consolidandone il riconoscimento universitario e specialistico
• Nel 2002 WONCA Europe definisce ufficialmente la medicina generale/family medicine come disciplina accademica e scientifica autonoma, con propri contenuti clinici, ricerca e formazione

La direzione internazionale è stata quindi chiarissima per oltre mezzo secolo: rafforzare la medicina generale come specialità specifica, non dissolverla in un insieme indistinto di equipollenze.

Per questo alcune recenti proposte italiane, che immaginano la sostituibilità del medico di medicina generale con specialisti d’organo “trasferiti sul territorio”, sembrano andare nella direzione opposta rispetto a ciò che hanno fatto quasi tutti i grandi sistemi sanitari occidentali.

La medicina generale non è “meno specialistica”.
È specialistica in altro.

È la disciplina della complessità indifferenziata, della continuità, dell’incertezza diagnostica precoce, della multimorbilità, della gestione longitudinale, della medicina di famiglia e di comunità.

Ed è proprio perché questa competenza è specifica che il mondo ha costruito college dedicati, board dedicati, dipartimenti universitari dedicati e percorsi specialistici dedicati.

Non equipollenze casuali.

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Formazione sul Piano Nazionale di Contrasto all'Antimicrobico Resistenza! 💪🏻Importantissimo aggiornamento professionale ...
14/05/2026

Formazione sul Piano Nazionale di Contrasto all'Antimicrobico Resistenza! 💪🏻
Importantissimo aggiornamento professionale offerto dalla ASL.
L'antibiotico resistenza è una pandemia silenziosa e letale che striscia nelle pieghe della prescrizione inappropriata e del disavanzo culturale.
Affidiamoci sempre al nostro Medico per la valutazione di una terapia antibiotica PRIMA di intraprenderla.

Indirizzo

Via Alvanella 69
Monteforte Irpino
83024

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
Martedì 15:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 15:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 12:30

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