Associazione Sabine

Associazione Sabine Il centro antiviolenza Sabine ha sede a Montignoso, in Via Carlo Sforza n. 58.

Il nostro numero di telefono attivo h. 24 é 329.1286257
Orario di apertura: lun 10:30-16:30/ mar 10:30-19:00, mer 10:30-16;30/ giov 10:30-19:30, ven 10:30- 16:30 Associazione Sabine è principalmente uno sportello d’ascolto e un punto di accoglienza per donne e minori vittime di soprusi e abusi. L’attività delle nostre volontarie avviene in stretta collaborazione con i servizi psico-socio-sanitari

ed educativi del territorio che sono coordinati da psicologhe, professioniste, legali, assistenti sociali, una ginecologa e una nutrizionista. Offriamo consulenze psicologiche e legali, ascolto telefonico, colloqui su appuntamento, campagne di sensibilizzazione, formazione e aggiornamento, gruppi di aiuto, mediazione linguistica.

15/06/2026

"Il femminicidio non esiste. Un omicidio è un omicidio."
È una frase che circola molto in questi giorni.
Sembra logica. Sembra persino equa.
Non lo è.
Vediamo perché, punto per punto.
Il diritto distingue sempre tra omicidi apparentemente identici.
Nel nostro ordinamento e in tutti i sistemi giuridici moderni, due omicidi non sono mai automaticamente uguali solo perché entrambi causano una morte. Ciò che li differenzia è il movente, l'elemento soggettivo, il contesto in cui avvengono.
Per questo esistono aggravanti per i reati di stampo mafioso, per i reati di terrorismo, per i reati d'odio.
Non perché alcune vittime valgano più di altre.
Ma perché alcune forme di violenza esprimono qualcosa di più di un atto individuale: esprimono un sistema, una logica, un messaggio sociale che va ben oltre il singolo fatto di cronaca.
Il femminicidio ha un movente specifico e ricorrente.
I dati, italiani ed europei, mostrano con chiarezza che le donne vengono uccise prevalentemente da partner o ex partner, in un contesto di controllo coercitivo e spesso in coincidenza con un atto di autonomia: la separazione, il rifiuto, la scelta di andarsene.
Non si tratta di raptus.
Non si tratta di gelosia incontrollabile.
Si tratta di un pattern documentato, studiato, riconoscibile: la donna viene uccisa in quanto donna, in quanto soggetto che ha osato esercitare la propria libertà.
E la legge è precisa su questo: non ogni omicidio di una donna è femminicidio. Lo è solo quando il movente è legato al genere, al controllo, al possesso, al rifiuto di un rapporto, alla limitazione della sua libertà. Il criterio non è chi viene uccisa. È perché viene uccisa.
Nominare questo pattern è un atto giuridico e culturale necessario.
La Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia nel 2013 con la Legge n. 77, riconosce il femminicidio come forma estrema di violenza di genere e obbliga gli Stati firmatari a trattarlo come tale sul piano normativo, statistico e preventivo.
L'Italia ha percorso questa strada per gradi: prima con il D.L. 93/2013 che introduceva aggravanti specifiche per i reati commessi in contesti di violenza di genere, poi con il Codice Rosso (Legge 69/2019) che rafforzava le misure di protezione, fino ad arrivare al passaggio più significativo.
Il 25 novembre 2025, il Parlamento italiano ha approvato all'unanimità la Legge n. 181/2025, che introduce il femminicidio come reato autonomo nel codice penale, non più una semplice aggravante, ma una fattispecie penale a sé, punita con l'ergastolo, che riconosce nella condotta un disvalore specifico legato alla particolare struttura del reato e alla sua gravità sistemica.
L'Italia diventa così il quarto Paese nell'Unione Europea ad introdurre questa disciplina.
Non è stato un atto di parte. È stato un voto unanime, trasversale, bipartisan. Perché alcune verità non appartengono a uno schieramento.
Negare il nome femminicidio significa negare il pattern.
E negare il pattern significa rendere impossibile qualsiasi politica di prevenzione efficace.
Uguaglianza non significa cecità.
Riconoscere che esiste una violenza che colpisce le donne in quanto donne non viola il principio di uguaglianza: lo applica correttamente.
L'uguaglianza formale dice che tutti sono uguali davanti alla legge.
L'uguaglianza sostanziale, quella sancita dall'articolo 3, secondo comma, della nostra Costituzione, dice che per garantire giustizia reale bisogna vedere le differenze, non ignorarle.
Ignorare che alcune persone vengono uccise per ragioni legate alla loro identità, al loro genere, alla loro scelta di essere libere, non è neutralità.
È indifferenza.
E l'indifferenza, in questo caso, ha un costo preciso.
Lo paghiamo ogni anno.
In vite.

10/06/2026
Assemblea nazionale dei centri antiviolenza, Roma.
08/06/2026

Assemblea nazionale dei centri antiviolenza, Roma.

Aiutaci ad aiutare....
08/06/2026

Aiutaci ad aiutare....

1 meritatissimo posto per la strepitosa coppia Filippo Attuoni e Filippo Bosi premiati dalla dottoressa Paola Baronti e ...
07/06/2026

1 meritatissimo posto per la strepitosa coppia Filippo Attuoni e Filippo Bosi premiati dalla dottoressa Paola Baronti e da Lorenzo Pascucci

2 posto ai bravissimi giocatori Lorenzo Gallo e Marco Molini premiati dalla Dottoressa Conforti e Lorenzo Pascucci. Ring...
07/06/2026

2 posto ai bravissimi giocatori Lorenzo Gallo e Marco Molini premiati dalla Dottoressa Conforti e Lorenzo Pascucci. Ringraziamo il Bagno Galliano e la Bottega di Adò per averci donato il secondo premio!!!

3 posto meritatissimo per la squadra composta da Toracca e Ramori/Michael premiati da Giorgia Podestà e dal Lorenzo Pasc...
07/06/2026

3 posto meritatissimo per la squadra composta da Toracca e Ramori/Michael premiati da Giorgia Podestà e dal Lorenzo Pascucci. Ci avete fatto divertire e siete stati strepitosi!!!!!!! Grazie alla gelateria Chocolat per il buonissimo gelato offerto e a Lorenzo Pascucci per averci aiutate in tutto!

Si è concluso questa sera il primo torneo solidale di beach volley a sostegno del centro antiviolenza Sabine.Due giorni ...
07/06/2026

Si è concluso questa sera il primo torneo solidale di beach volley a sostegno del centro antiviolenza Sabine.
Due giorni pieni di vita, di risate fragorose, sabbia ovunque, abbracci, ragazzi e ragazze accanto a persone di ogni età che hanno scelto di dedicare tempo, energie e cuore a una causa che per noi non è mai astratta ma fatta di storie vere, quotidiane, spesso difficili e proprio per questo ancora più bisognose di comunità.
I ringraziamenti da fare sono tanti, e ciascuno ha dentro qualcosa di profondamente sincero.
Grazie a Luca Del Giudice, che questo torneo lo ha immaginato, organizzato e seguito senza fermarsi un attimo, presente per entrambe le giornate, sempre lì tra partite, squadre, cartelloni e imprevisti da gestire. Dietro ciò che sembra semplice, spesso c’è un lavoro enorme. E si è visto.
Grazie al Bagno Galliano e a Deborah Guzzo, mio alter ego e fonte di energia e motivazione, per averci messo a disposizione il luogo, il tempo, le risorse e la pazienza necessaria a coordinare tutto questo insieme al lavoro quotidiano. Non era scontato e ve ne siamo grati infinitamente.
Grazie a Lorena Ferrari, presenza preziosa e instancabile, sempre pronta a trovare una soluzione, ad aiutare, a esserci nel momento esatto in cui serve.
Grazie ad Angela Argilla, Enrica Gallo e Barbara Milani, le mie operatrici e volontarie, che ogni giorno trasformano parole come ascolto, sostegno e accoglienza in qualcosa di concreto, umano, reale.
E grazie a Sara Benzoni e a tutte le operatrici e volontarie che non hanno potuto essere presenti fisicamente, ma che so essere state con noi con il pensiero, con l’affetto e con quel senso di appartenenza che tiene unite le persone anche a distanza.
Grazie a Lorenzo Pascucci che è sempre pronto ad aiutarci, concretamente e quotidianamente e grazie alla gelateria Chocolat, a Merope's steak, alla Bottega di Adò e nuovamente al Bagno Galliano che gentilmente ci hanno donato i premi per i vincitori.
Un grazie speciale anche alle donne che hanno voluto partecipare alla premiazione.
A Giorgia Podestà, che è stata la mia assessora di riferimento nella precedente amministrazione comunale e che spero possa continuare ad esserlo anche nella nuova. Una donna che ha sempre risposto alle chiamate del centro antiviolenza, contribuendo concretamente alla risoluzione di problemi che riguardano tutta la comunità. E chi, come noi, lavora sul territorio sa bene quanto questo non sia scontato.
Grazie alla Dottoressa Alessandra Conforti, che per me rappresenta da sempre un esempio di integrità, rettitudine e determinazione. Per noi Sabine è un faro nella notte.
Grazie a Paola Baronti, per la Fondazione Vando D’Angiolo e Campolonghi SPA, donna profondamente rappresentativa del nostro territorio, capace di esserci davvero, con concretezza, dolcezza e una disponibilità rara.
Grazie a Nadia Bellè per il supporto costante, per la professionalità e per la presenza con cui affronta insieme a noi le sfide e le difficoltà che ogni giorno incontriamo.
E un pensiero speciale a Gianni Lorenzetti. Sappiamo che sarebbe stato con noi e oggi ci stringiamo a lui con affetto sincero in un momento di dolore così grande.
Infine grazie a tutti voi.
A chi ha giocato, tifato, aiutato, montato reti, spostato sedie, portato acqua, venduto mirtilli, sorriso, partecipato.
Ma soprattutto grazie ai ragazzi e alle ragazze.
Perché siete la nostra speranza più concreta.
La prova che un futuro fatto di rispetto, libertà e relazioni sane non è un’utopia lontana ma qualcosa che può nascere anche così: su un campo di sabbia, tra le mani sporche di sale e la scelta collettiva di non restare indifferenti.

Largo ai giovani!!!!!!
07/06/2026

Largo ai giovani!!!!!!

07/06/2026

Indirizzo

Via Carlo Sforza N. 58
Montignoso
54038

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 16:30
Martedì 10:30 - 15:00
17:30 - 17:00
Mercoledì 10:30 - 17:00
Giovedì 10:30 - 14:30
Venerdì 10:30 - 14:30
16:00 - 20:00

Telefono

+393291286257

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