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Una perdita urinaria durante uno starnuto. Una corsa abbandonata perché crea disagio. Una sensazione di peso pelvico che...
23/06/2026

Una perdita urinaria durante uno starnuto.
Una corsa abbandonata perché crea disagio.
Una sensazione di peso pelvico che compare a fine giornata e che, col tempo, diventa sempre più presente.

Spesso questi segnali vengono normalizzati o rimandati. In realtà rappresentano condizioni che oggi possono essere comprese e affrontate con strumenti diagnostici sempre più precisi.

Con questo obiettivo il Dott. Stefano Manodoro e la Dott.ssa Marta Cicuti hanno partecipato a NEXT-U - New Experts eXploring Trends in Urogynecology, congresso dedicato alle più recenti evidenze nell'ambito del pavimento pelvico femminile.

Durante l'evento si è parlato di ecografia pelvica avanzata, prolasso genitale, incontinenza urinaria, anatomia funzionale del pavimento pelvico e delle più recenti evoluzioni chirurgiche e terapeutiche.

Il Dott. Stefano Manodoro ha inoltre ricoperto il ruolo di moderatore della sessione dedicata all'anatomia pelvica del prolasso genitale, contribuendo al confronto scientifico tra specialisti provenienti da diverse realtà cliniche.

Per noi la formazione continua ha un valore molto concreto: portare nella pratica clinica quotidiana conoscenze sempre più aggiornate per offrire alle pazienti valutazioni accurate, diagnosi tempestive e percorsi di cura personalizzati.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

“Gli esami sono a posto.”Eppure il dolore continua.E, col tempo, rischia di trasformarsi in qualcosa di ancora più pesan...
15/06/2026

“Gli esami sono a posto.”
Eppure il dolore continua.

E, col tempo, rischia di trasformarsi in qualcosa di ancora più pesante del sintomo stesso: la sensazione di non essere compresi.

In realtà, il dolore cronico è molto più complesso di quanto siamo abituati a pensare.

Quando persiste per mesi, il sistema nervoso cambia il proprio modo di funzionare. I circuiti coinvolti nella percezione del dolore diventano progressivamente più sensibili, fino a mantenere il corpo in uno stato di allerta continua anche in assenza di un danno evidente.

Per questo può succedere che il dolore sia reale, intenso e limitante pur in presenza di esami apparentemente “negativi”.

Le neuroscienze parlano di sensibilizzazione centrale: una condizione in cui cervello e midollo spinale amplificano segnali che normalmente non verrebbero percepiti come dolorosi.

A questo si aggiunge un altro aspetto spesso sottovalutato: l’infiammazione di basso grado.

Parliamo di uno stato infiammatorio persistente che non provoca necessariamente febbre o alterazioni evidenti negli esami di routine, ma che può contribuire a mantenere il sistema nervoso irritabile e reattivo. Alimentazione, qualità del sonno, stress cronico, assetto ormonale e salute intestinale influenzano direttamente questo equilibrio.

Anche il modo in cui il cervello vive il dolore modifica la sua intensità: ad esempio la paura del sintomo o l’ipervigilanza corporea possono amplificare il dolore attraverso meccanismi neurobiologici documentati.

Per questo ridurre tutto a un farmaco o a una singola terapia spesso non basta.

In Sintonia lavoriamo sul dolore cronico con un approccio multidisciplinare che integra ginecologia, osteopatia, nutrizione, riabilitazione del pavimento pelvico e supporto psicologico, perché il dolore persistente raramente riguarda un solo distretto del corpo.

Capire perché il sistema è rimasto in allarme è il primo passo per iniziare davvero a trattarlo.

Trovi qui il link all’articolo completo: https://centromedicosintonia.it/dolore-cronico-perche-il-corpo-manda-segnali-che-non-possiamo-ignorare/

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

“Succede dopo il parto.”È una delle frasi che sentiamo più spesso quando una donna racconta di avere perdite urinarie do...
08/06/2026

“Succede dopo il parto.”

È una delle frasi che sentiamo più spesso quando una donna racconta di avere perdite urinarie dopo aver tossito, riso o sollevato il proprio bambino.
Ma il fatto che sia frequente non significa che debba essere considerato normale.

L’incontinenza urinaria post partum è una condizione molto più complessa di quanto si pensi. Non riguarda soltanto un muscolo “indebolito”, ma un intero sistema che durante gravidanza e parto ha modificato profondamente il proprio equilibrio.

Il pavimento pelvico, infatti, lavora continuamente insieme al diaframma, alla postura e alla gestione della pressione addominale. Quando questa coordinazione si altera, il corpo può perdere la capacità di controllare correttamente la continenza, soprattutto durante gli sforzi quotidiani.

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda proprio il ruolo della gravidanza stessa. Molte donne pensano che il taglio cesareo protegga completamente il pavimento pelvico, ma la letteratura scientifica mostra che i nove mesi di pressione costante, i cambiamenti ormonali e le modifiche posturali rappresentano già un importante fattore di stress per tutta l’area uroginecologica.

Anche la cicatrice del cesareo può influenzare il recupero, alterando il movimento addominale e il rapporto tra respiro, bacino e muscolatura profonda.

Per questo motivo la riabilitazione non può ridursi a “fare esercizi”. Serve prima comprendere come il corpo si muove, come respira e come gestisce gli sforzi nella vita quotidiana.

In Sintonia lavoriamo proprio su questo: integriamo riabilitazione del pavimento pelvico, postura, osteopatia e valutazione funzionale per aiutare ogni donna a recuperare sicurezza e controllo del proprio corpo in modo realmente personalizzato.

Nel nuovo articolo approfondiamo:
- perché si verificano le perdite urinarie dopo il parto
- il legame tra respirazione e continenza
- cosa cambia tra parto naturale e cesareo
- perché alcuni esercizi fatti da sole possono peggiorare la situazione
- come funziona un percorso integrato di riabilitazione

📖 Trovi qui il link all’articolo completo: https://centromedicosintonia.it/incontinenza-urinaria-dopo-il-parto-prevenire-e-curare-con-un-approccio-integrato/

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

“Sto esagerando.”“Posso gestirlo da sola.”“Non è abbastanza grave.”I disturbi alimentari spesso iniziano così: con pensi...
02/06/2026

“Sto esagerando.”
“Posso gestirlo da sola.”
“Non è abbastanza grave.”

I disturbi alimentari spesso iniziano così: con pensieri che diventano sempre più presenti, fino a occupare il rapporto con il cibo, con il corpo e con il proprio valore personale.

Non riguardano solo ciò che si mangia.
Riguardano il controllo, la paura, il giudizio verso sé stessi, il bisogno di sentirsi abbastanza.

E molte persone continuano a soffrire in silenzio proprio perché non si riconoscono nell’idea stereotipata del disturbo alimentare.

Nella Giornata dedicata ai DCA, vogliamo ricordare una cosa importante: non serve “toccare il fondo” per meritare ascolto.

In Sintonia crediamo in un approccio multidisciplinare che tenga insieme corpo, emozioni e storia personale, con uno spazio di cura rispettoso e privo di giudizio.

👩‍⚕️ Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780

La digestione è un processo complesso che coinvolge non solo l’apparato gastrointestinale, ma anche il sistema nervoso.Q...
26/05/2026

La digestione è un processo complesso che coinvolge non solo l’apparato gastrointestinale, ma anche il sistema nervoso.

Quando proviamo emozioni diverse, il corpo non reagisce sempre allo stesso modo.

La gioia favorisce uno stato di rilassamento generale, in cui la digestione è più efficiente e il corpo si sente più leggero.
La paura attiva invece una risposta di allerta immediata: il corpo si prepara a reagire e la digestione viene temporaneamente rallentata.
L’ansia mantiene il sistema in uno stato di attivazione costante, che nel tempo può tradursi in gonfiore, tensione addominale o alterazioni intestinali.

Queste risposte non sono casuali né “psicologiche” in senso riduttivo: sono meccanismi fisiologici regolati dall’asse intestino–cervello, oggi ampiamente studiato in letteratura scientifica.

In Sintonia osserviamo spesso come i sintomi digestivi non siano mai isolati, ma parte di un equilibrio più ampio che coinvolge il sistema nervoso e lo stato emotivo della persona.

Per questo il trattamento non si concentra solo sull’intestino, ma sul contesto in cui il sintomo nasce e si mantiene.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Le cistiti ricorrenti sono tra le condizioni più frustranti da gestire, soprattutto quando sembrano ripresentarsi senza ...
21/05/2026

Le cistiti ricorrenti sono tra le condizioni più frustranti da gestire, soprattutto quando sembrano ripresentarsi senza una spiegazione chiara.

Spesso il focus resta solo sulla vescica e sull’infezione urinaria. Ma nella pratica clinica, non è raro osservare un collegamento con la funzione intestinale, in particolare con la stipsi.

Quando l’intestino è rallentato, può aumentare la pressione nell’area pelvica e interferire con il corretto svuotamento della vescica. Questo può contribuire a creare un ambiente più favorevole alle recidive.

👉 Anche il pavimento pelvico può avere un ruolo: se in tensione o poco coordinato, può influenzare sia intestino che vescica, amplificando il problema.

Il punto non è trattare sempre “l’episodio”, ma capire cosa lo mantiene nel tempo.

Per questo un approccio efficace guarda insieme:
– intestino
– vescica
– pavimento pelvico
Non come sistemi separati, ma come una rete che lavora insieme.

Se le cistiti si ripetono, vale la pena osservare anche l’intestino.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Molte delle difficoltà che incontriamo nella gestione emotiva non dipendono dall’intensità delle emozioni, ma dal modo i...
19/05/2026

Molte delle difficoltà che incontriamo nella gestione emotiva non dipendono dall’intensità delle emozioni, ma dal modo in cui proviamo a controllarle o evitarle.

Il metodo RAIN nasce proprio per offrire una struttura semplice ma efficace per stare dentro all’esperienza emotiva senza esserne travolti.

Non si tratta di “calmarsi” rapidamente, ma di sviluppare una relazione diversa con ciò che si prova, più consapevole e meno reattiva.

Nel lavoro clinico, questo tipo di approccio aiuta a ridurre l’impatto di ansia e stress sul corpo, migliorando anche la regolazione del sistema nervoso.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Il prolasso genitale è una condizione molto più diffusa di quanto si pensi, ma spesso viene affrontata con esitazione o ...
15/05/2026

Il prolasso genitale è una condizione molto più diffusa di quanto si pensi, ma spesso viene affrontata con esitazione o ritardo.

Si tratta della discesa verso il basso di uno o più organi della pelvi come utero, vescica o retto, dovuta a un indebolimento delle strutture di sostegno.

Secondo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, questa condizione interessa una percentuale molto elevata di donne dopo il primo parto, e si manifesta con sintomi che, se ignorati, peggiorano con il tempo, compromettendo la funzione urinaria, sessuale e la qualità della vita.

Al Centro Medico Sintonia, sotto la guida del Dott. Stefano Manodoro, affrontiamo il prolasso con una visione che mette al centro i sintomi e le aspettative della donna.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la scelta terapeutica. Non esiste un’unica soluzione valida per tutte, e soprattutto non sempre è necessario ricorrere alla chirurgia.

Nei casi lievi o moderati, la medicina conservativa rappresenta spesso la prima linea di trattamento.
La riabilitazione del pavimento pelvico permette di migliorare il supporto muscolare e ridurre i sintomi, mentre il pessario vaginale offre un sostegno meccanico immediato e reversibile.

Quando invece il prolasso diventa più severo o compromette in modo significativo la quotidianità, la chirurgia mininvasiva offre oggi soluzioni efficaci, con tempi di recupero più brevi e un approccio sempre più rispettoso dell’anatomia e dell’identità corporea.

La decisione tra terapia conservativa e chirurgica non dovrebbe basarsi esclusivamente sul grado anatomico, ma soprattutto su quanto il disturbo incida sulla libertà e sul benessere della persona.

Questo percorso viene costruito insieme, valutando sintomi, aspettative e stile di vita, con l’obiettivo di trovare una soluzione realmente sostenibile.

👉 Se vuoi approfondire tutte le opzioni disponibili e capire quale può essere più adatta a te, trovi l’articolo completo nel primo commento.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

12/05/2026

💬 Questi effetti della pillola si raccontano ancora troppo poco.

La pillola anticoncezionale è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati al mondo.
È efficace, sicura per molte donne e in alcuni casi viene prescritta anche per motivi terapeutici.

Ma questo non significa che abbia lo stesso impatto su tutte.

Essendo un trattamento ormonale, può influenzare in modo diverso il corpo, la sfera emotiva e la percezione di sé.

Alcune donne notano cambiamenti nel desiderio sessuale, nell’umore, nei livelli di energia o nella risposta del corpo. Per altre, questi effetti non si presentano.

Il punto non è semplificare o demonizzare, ma riconoscere che la risposta ormonale è personale e può cambiare lungo il percorso.

In Sintonia questo significa partire dalla persona: da come si sente, da cosa osserva nel proprio corpo e da come vive la quotidianità.

Perché una contraccezione davvero efficace non è solo quella che funziona dal punto di vista medico, ma quella che resta sostenibile per chi la vive ogni giorno.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

Quando si parla di dolore cronico, ansia o stress, raramente si pensa al respiro come a uno strumento terapeutico.Eppure...
08/05/2026

Quando si parla di dolore cronico, ansia o stress, raramente si pensa al respiro come a uno strumento terapeutico.

Eppure, il modo in cui respiriamo ha un impatto diretto su come il nostro corpo percepisce e gestisce il dolore.

In condizioni di stress o affaticamento prolungato, il respiro tende a diventare corto, toracico e superficiale. Questa modalità, tipica delle situazioni di emergenza, invia al cervello un segnale chiaro: il corpo è in pericolo.
Di conseguenza, aumenta l’attivazione del sistema nervoso, cresce la tensione muscolare e si riduce la soglia del dolore.

Questo significa che, a parità di stimolo, il dolore può essere percepito come più intenso.

Al contrario, un respiro lento e diaframmatico attiva il sistema nervoso parasimpatico, responsabile dei processi di recupero, regolazione e riparazione. Il diaframma, muovendosi correttamente, non solo migliora l’ossigenazione, ma crea anche un effetto meccanico sui visceri e una riduzione della pressione nella zona addomino-pelvica.

Dal punto di vista neurofisiologico, la respirazione lenta stimola recettori polmonari che contribuiscono a modulare i segnali dolorosi diretti al sistema nervoso centrale.

Nel lavoro clinico, utilizziamo tecniche diverse a seconda del bisogno:
la respirazione quadrata per gestire i picchi di ansia e dolore
la respirazione a labbra socchiuse per ridurre la tensione pelvica
la coerenza cardiaca per sincronizzare cuore e polmoni a lungo termine

Non si tratta di esercizi generici, ma di strumenti che, se applicati correttamente, possono modificare in modo concreto la risposta del corpo al dolore cronico e allo stress.

In Sintonia, il respiro è parte integrante dei percorsi di cura, perché rappresenta un ponte reale tra mente e corpo.

👉 Se vuoi approfondire e imparare queste tecniche in modo guidato, trovi l’articolo completo nel primo commento.

Direttore Sanitario: Dott.ssa Margherita Bradascio - Iscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Matera N. 1780.

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