L’Approccio Terapeutico Intersistemico al Vivente è un metodo di presa in cura della persona dal momento in cui la stessa si rende conto di una disfunzione presente in uno o più livelli della sua esistenza e cerca una soluzione che coinvolga l’essere nella sua globalità invece di soffermarsi con l’attenzione al solo sintomo. L’essenza di V.I.T.A. è distillata dall’osservazione e dallo studio scien
tifico di com’è fatto l’uomo, della sua anatomia e della sua fisiologia in salute e in disfunzione, dalla riflessione e dalla condivisione di quelli che sono da noi riconosciuti come gli elementi basilari della fisiologia della vita e dall’esperienza clinica quotidiana ormai decennale. Presupposti di questo approccio sono la considerazione di più livelli esistenziali - fisico, emotivo, mentale ed energetico - e più sistemi biologici interagenti fra loro - sistemi di informazione (nervoso, immunitario, endocrino, fasciale, linfatico e sangue), sistemi di confine (cutaneo, respiratorio, mucose, liquido extracellulare), sistemi generatori di energia (muscolare, cardio-vasale, viscerale-digerente, epatico, esocrino, urinario) e sistemi misti (osteo-articolare, riproduttivo, psichico, craniosacrale) - che cooperano al fine di generare e preservare la vita. Le basi esistenziali di questo approccio alla persona si fondano su alcuni concetti chiave:
l’esistenza di un mondo interiore come punto di partenza e terreno di evoluzione e di contatto con il mondo esterno;
la consapevolezza di sé (accorgersi)
la responsabilità (essere in costante relazione al proprio sentire, che nasce con sé e da cui si parte per ogni movimento nella propria vita)
la sospensione del giudizio (formulando delle ipotesi che permettono di muoversi ed agire anziché pregiudicare e vincolare il proprio movimento)
il sentire (si distinguono più piani sensibili ovvero le sensazioni fisiche, le emozioni, i pensieri, l’energia)
il dolore e il piacere (nutrimento essenziale in entrambe le forme in quanto elementi presenti e connaturati al vivere questa vita)
la fatica (la disponibilità a sborsare un quantum di energia tale per cui può verificarsi un cambiamento)
il silenzio (lo spazio meditativo, la quiete dove si può riposare, rigenerarsi e nutrirsi)
l’amore (l’apertura che permette lo scambio di informazioni)
la libertà interiore (lo spazio che accoglie tutte le sensazioni che si muovono nel proprio orizzonte di senso e implichino contatto)
l’autorealizzazione (l’atto di manifestarsi il più coerentemente possibile alla propria intenzione di base in questa vita)
La sostanza di questo metodo consta in una variabilità di risorse che il professionista mette a disposizione della persona per favorirla nella sua ricerca dell’equilibrio psicofisico ottimale per la propria salute, ponendo luce sulle trame relazionali che sono in essere nel momento in cui la persona chiede aiuto sulla sua storia personale, rilevando il punto o i punti dove il movimento naturale della vita è rallentato o fissato, per sostenere la persona a ridare mobilità e ritmo laddove questi sono insufficienti o mancanti. In questo senso questo approccio può essere definito globale, cioé che tende a tener conto del maggior numero di elementi possibili in un tutto armonico e in continua integrazione.