Dottore Ignazio Assumma

Dottore Ignazio Assumma La Pagina nasce per fornire informazioni e consigli sulla prevenzione e salute della bocca.

24/09/2024

🛑 **Attenzione profilo falso!** 🛑

Cari amici, volevo avvisarvi che su Facebook sta girando un profilo falso Ignazio Assumma cm, NON SONO IO

Se avete ricevuto richieste d'amicizia, messaggi sospetti o altre interazioni insolite da questo account, vi consiglio di essere prudenti. Potrebbe trattarsi di un tentativo di truffa o di impersonificazione.

Vi suggerisco di:
- Non fornire informazioni personali.
- Non cliccare su link sospetti o accettare richieste strane.
- Segnalare il profilo direttamente a Facebook

𝗠𝗮𝗻𝗶𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁𝗽𝗵𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲!Uno studio condotto dai dermatologi della London Clinic, Inghilter...
27/04/2024

𝗠𝗮𝗻𝗶𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁𝗽𝗵𝗼𝗻𝗲, 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲!

Uno studio condotto dai dermatologi della London Clinic, Inghilterra, ha rivelato una vera e propria relazione tra l’utilizzo di dispositivi elettronici e la comparsa dell’effetto “tech neck” o (doppio mento), conosciuto anche come “𝗦𝗶𝗻𝗱𝗿𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲𝗻𝗻𝗶𝗼”.

È una “malattia” causata dall’utilizzo smodato, che tutti noi facciamo di apparecchi hi-tech, passando diverse ore al giorno con il cellulare tra messaggi whatsapp, e-mail, foto da pubblicare e social network, non riuscendo proprio a staccare gli occhi da quei piccoli schermi.

La postura che assumiamo per guardare il telefonino, abbassando la testa, provoca una innaturale tensione dei muscoli a livello cervicale, e una flessione dei tessuti dell’area che comprende mento, collo e clavicole con la comparsa di rughe e cedimenti, (doppio mento) ed invecchiamento della faccia.

Inoltre, oltre alla comparsa di rughe nella zona Y, l’uso prolungato e continuo di smartphone, tablet e dispositivi tecnologici, provoca contratture e tensioni muscolari a livello cervicale con possibili danni posturali.

Secondo diversi autori esistono stretti rapporti anatomo funzionali tra la mandibola, i muscoli sovraioidei e le vertebre cervicali, tali da giustificare un’influenza reciproca tra postura del rachide cervicale e postura mandibolare, modificando la morfologia cranio-faccialebrispetto alla base cranica con:
una maggiore altezza facciale anteriore
una maggiore inclinazione mandibolare, aggravando o creando una malocclusione;
uno spazio naso-faringeo ridotto con problemi della funzione respiratoria e quindi una malocclusione.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶?

🔴Ridurre nella giornata l’uso dello smartphone a qualche ora
🔴Regolare il monitor del computer al livello degli occhi, oppure utilizzare un porta tablet
🔴Effettuare qualche esercizio di rotazione della testa e del collo per “sgranchire” e rilassare la muscolatura
🔴Bere acqua: i dischi della colonna vertebrale sono infatti costituiti principalmente d’acqua, e per mantenerli flessibili bisogna idratare la muscolatura in maniera costante.

𝗣𝗼𝘀𝘁 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗽𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶:𝗙𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼, “𝗟’𝗢𝗰𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲”Andrews nel 1972, per definire un’occlusione ideale, c...
21/02/2024

𝗣𝗼𝘀𝘁 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗽𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶:

𝗙𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼, “𝗟’𝗢𝗰𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲”

Andrews nel 1972, per definire un’occlusione ideale, controllò 1500 persone che:
Non avevano mai subito un trattamento ortodontico
Avevano denti correttamente posizionati e piacevoli da vedersi
Avevano un’occlusione in linea di massima corretta
Non avrebbero ottenuto nessun beneficio da un ipotetico trattamento ortodontico.
Dall’accurato studio delle suddette caratteristiche, nei confronti di un gruppo di 1150 casi trattati, trasse gli elementi fondamentali che oggi vengono utilizzati per definire un’occlusione corretta o ideale, così rappresentati:

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟭, 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲

La cuspide mesio vestibolare del primo molare superiore, occlude nel solco mesio vestibolare del primo molare inferiore.

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟮, 𝗮𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

L’ angolazione coronale, viene definita come l’angolo che l’asse longitudinale della corona forma con la perpendicolare al piano occlusale. (tip).

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟯, 𝗶𝗻𝗰𝗹𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗲

L’inclinazione delle corone è rappresentata, dall’angolo formato dalla perpendicolare al piano occlusale e dalla tangente al punto più sporgente della corona.(torque)

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟰, 𝗔𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶

Un dente ruotato ha effetti negativi sui denti vicini.
Molari e premolari ruotati, occupano più spazio che di norma.
Canini ruotati occupano meno spazio, e rappresentano un fattore di disturbo sotto il profilo estetico e funzionale.
Incisivi ruotati, occupano meno spazio che di norma, ma causando una riduzione della lunghezza dell’arcata, determinano un affollamemto.

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟱, 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶

Qualora non vi sia alcuna anomalia della forma dentale, né alcuna discrepanza tra le larghezze dentali mesiodistali, nell’occlusione normale vi devono essere rapporti intimi tra i punti di contatto.
I punti di contatto devono essere stretti, quando vi sono discrepanza di dimensione dentale andranno corrette protesicamente, mai chiudendo gli spazi.

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟲, 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗰𝗰𝗹𝘂𝘀𝗮𝗹𝗲

Il piano occlusale è un fine da raggiungere con il trattamento ortodontico, perché ci consente di ottenere la massima intercuspidazione.

𝗖𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝟳, 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮

Condilo mandibolare, posizionato al centro della cavità glenoidale che lo accoglie, con un movimento della mandibola perfettamente centrato.

In questo stato, i denti si toccano nel numero più alto di punti possibile, verificando dunque la massima intercuspidazione.
Esistono tecniche differenti per correggere una determinata occlusione, ma occorre dire che alcune risultano più complete e indicate di altre, per la gestione degli squilibri funzionali e di bilanciamento, garantendo il raggiungimento di un rapporto mandibolo-cranio-cervicale più corretto e scongiurando l'insorgenza di patologie cranio mandibolari.

E’ poi presente un altro problema fondamentale, evidenziato nei pazienti in terapia ortodontica, che si sono recati da noi per un consulto o una supervisione circa la correttezza del trattamento ortodontico già intrapreso;
talvolta, ci troviamo di fronte ad apparecchiature ortodontiche, completamente inadeguate rispetto alla malocclusione da trattare o all'età del paziente (per esempio, apparecchi ortodontici fissi in bambini con dentatura decidua).
Ulteriore problema che tendiamo a riscontrare è la difficoltà nella gestione dell'apparecchio ortodontico. Non è sufficiente saper scegliere la tecnica ortodontica adeguata, quanto è necessario conoscere accuratamente:
i diversi materiali impiegati,
le basi di biomeccanica ortodontica,
l’età evolutiva, la crescita e lo sviluppo cranio facciale.

La capacità clinica dell'operatore risulta dunque fondamentale, per non rischiare di generare problematiche a volte anche peggiori di quelle che si intendono correggere.

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗰𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗼𝗿𝘁𝗼𝗱𝗼𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮𝗙𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 La dentatura naturale, dopo il termine del periodo di cresci...
21/02/2024

𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗰𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗼𝗿𝘁𝗼𝗱𝗼𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮

𝗙𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼

La dentatura naturale, dopo il termine del periodo di crescita, è stabile in un lasso di tempo di anni.
Le apparecchiature ortodontiche provocano, come è intuibile, movimenti che sono alquanto diversi rispetto alla situazione “naturale”, e ciò dimostra come alterino uno stato di equilibrio, favorendo, a volte,a una recidiva della terapia.

Esiste poi un altro problema fondamentale, evidenziato nei pazienti in terapia ortodontica, che si sono recati da noi per un consulto, o una supervisione circa la correttezza del trattamento ortodontico già intrapreso:
talvolta, ci troviamo di fronte ad apparecchiature ortodontiche completamente inadeguate, rispetto alla malocclusione da trattare o all'età del paziente (per esempio, apparecchi ortodontici fissi in bambini con dentatura mista).
oppure tecniche e strumenti di nuova concezione, come l'allineatore invisibile, che rispondono solo alle esigenze estetiche dei pazienti, ma certamente non a quelle funzionali dell’occlusione.
Esistono tecniche differenti per correggere una determinata occlusione, ma occorre dire che alcune risultano più complete e indicate di altre per la gestione degli squilibri funzionali e di bilanciamento, garantendo quindi il raggiungimento di un rapporto mandibolo-cranio-cervicale più corretto e scongiurando l'insorgenza di una patologia cranio mandibolare.
La capacità clinica dell'operatore risulta, dunque fondamentale per non rischiare di generare problematiche a volte anche peggiori di quelle che si intendono correggere.

𝗙𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗶𝗻𝘀𝗲𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮

I denti sono posti tra le labbra e le guance da un lato e la lingua dall’altro, le forze o pressioni opposte di questi organi dovrebbero essere il principale determinante dell’equilibrio dentale.

La pressione linguale e labiale, durante la deglutizione, varia molto da persona a persona, ma la sua posizione di spinta sulla papilla palatina, durante la deglutizione deve essere conservata, il cambiamento determina un morso aperto a livello dei frontali.

𝗙𝗼𝗿𝘇𝗲 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶𝗻𝘀𝗲𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮

𝗦𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

Il succhiamento del dito può essere considerato fisiologico nei primi due tre anni di vita, diventando la persistenza oltre tale data un problema da risolvere, soprattutto dopo i sedici anni, rendendo impossibile la stabilità di una terapia ortodontica.

𝗘𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼

molto spesso difficoltosa, sia per la mancanza di spazio, che per l'orientamento scorretto dell'elemento dentario, che tenta di erompere seguendo direzioni diverse da quelle normali.

𝗖𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮

Il nostro obiettivo deve essere quello di conservare un bel sorriso, che si ripercuote anche sull’equilibrio psicologico.
Spesso giovani pazienti introversi, con tic nervosi, cambiano il loro atteggiamento, migliorano il rendimento scolastico, la vita di relazione e la fiducia in sé stessi, dopo una terapia ortodontica.
È molto deludente perdere un risultato terapeutico estetico e funzionale.
La nostra unica difesa sono i controlli del cavo orale, che devono essere semestrali.

𝙇𝙖 𝙎𝙩𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙞𝙖 𝙤𝙧𝙩𝙤𝙙𝙤𝙣𝙩𝙞𝙘𝙖    𝙇𝙖 𝘾𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 viene definita come quella fase del trattamento ortodontico, ...
02/02/2024

𝙇𝙖 𝙎𝙩𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙞𝙖 𝙤𝙧𝙩𝙤𝙙𝙤𝙣𝙩𝙞𝙘𝙖

𝙇𝙖 𝘾𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 viene definita come quella fase del trattamento ortodontico, che ha come obiettivo, quello di mantenere i denti nella loro corretta posizione al termine del trattamento attivo, ed è quindi parte integrante del trattamento stesso.

Senza una fase di mantenimento, il trattamento ortodontico risulta potenzialmente instabile, e può comportare il ritorno alla situazione precedente al trattamento, oppure ad una nuova malocclusione, a causa di 3 maggiori problemi:

a) i tessuti gengivali e periodontali modificati dal trattamento ortodontico, necessitano di tempo per riorganizzarsi dopo la rimozione dell’apparecchiatura;

b) i tessuti molli che circondano la cavità orale, esercitano una pressione che può comportare recidiva;

c) i cambiamenti prodotti dalla crescita possono alterare l’allineamento dei denti. La recidiva interviene quando queste forze muovono i denti in modo sfavorevole rispetto alla loro corretta posizione.

È ovvio che, se l’obiettivo principale del nostro trattamento è il miglioramento estetico dei pazienti, il fatto che questo sia soggetto a peggioramento o recidiva nel tempo, pone questioni di approccio al trattamento di notevole importanza.

Le basi razionali per la soluzione di questo problema possono trarre origine da due fatti.

a) definire le cause esatte della malocclusione (respirazione orale), valutare se la terapia sia o meno in grado di eliminarle, al fine di garantire una stabilità nel tempo della correzione effettuata.

b) differenziare e separare la recidiva ortodontica dai fenomeni di invecchiamento “normali” della bocca.

È ovvio che la terapia ortodontica può occuparsi di correggere le problematiche in essere ed eventualmente cercare di prevenire una loro ricomparsa ma non può, in senso stretto, occuparsi di garantire la prevenzione delle eventuali modificazioni che più o meno fisiologicamente avvengono nella dentatura durante gli anni.



𝙇𝙖 𝙙𝙪𝙧𝙖𝙩𝙖

Analizzando la letteratura, la prima problematica che si evidenzia è la discordanza di pareri tra i vari autori sulla durata, che dovrebbe avere la contenzione.

Sono state avanzate proposte che spaziano dalla “non contenzione” alla “contenzione a vita”. In aggiunta sovente alcuni autori, molti dei quali più che autorevoli, sorvolano sul problema della durata della contenzione, semplicemente ignorando la questione.

Per quanto riguarda la durata della contenzione possiamo, come già detto, verificare la divergenza di opinione tra vari autori:
· una contenzione per 2 o 3 anni.
· portare elastici di II° o III° classe indefinitamente, per mantenere la correzione ottenuta.
· contenzione fino al matrimonio.
In ultima analisi, potremmo affermare che il dato più significativo della letteratura consiste, nel parere concorde della maggior parte degli autori, sul fatto che la contenzione non rappresenta un momento separato rispetto alla terapia ortodontica, ma che è una parte integrata nel trattamento stesso e che andrebbe pianificata fin dall’inizio insieme al trattamento attivo vero e proprio.

In altre parole, il trattamento ortodontico non sarebbe più divisibile schematicamente in due fasi (precoce e tardivo) ma in tre: precoce, tardivo e contenzione.
Questo determina la necessità di una pianificazione e di procedure meccaniche adeguate ed appositamente studiate.

Noi sosteniamo che la stabilità dei risultati del trattamento ortodontico è uno degli obiettivi primari del trattamento stesso.

Senza stabilità non può esistere una buona funzione ed una buona estetica.

La contenzione, probabilmente, è un problema del trattamento dipendente dall’occlusione raggiunta ed è correlata e conseguente ad un adeguato bilanciamento muscolare, inoltre ambedue dipendono dalla quantità di osso basale ottenuto e dal rapporto tra le basi ossee.

𝙋𝙧𝙞𝙣𝙘𝙞𝙥𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚
Molti principi possono essere applicati alla stabilizzazione, guida e mantenimento dell’occlusione, alla fine di un trattamento ortodontico completo.

Questi principi generali possono essere così schematizzati:
· la contenzione deve essere presa seriamente – dopo un dettagliato piano di trattamento ed un difficile lavoro durante il trattamento, dobbiamo mettere in atto la miglior assicurazione per la perfezione.
· la contenzione spreme all’ortodonzista tutto il suo sapere e la sua abilità, a volte e’ necessario dirigere un antagonismo contro le tendenze alla recidiva dopo un nuovo studio dei modelli originali e dei muscoli facciali.
· più anziano è il paziente più lunga dovrà essere la contenzione.
· una contenzione prolungata potrebbe essere meno fastidiosa di una grave recidiva della malocclusione.
· è estremamente difficile contenere risultati non corretti, il fallimento totale è certo se non sono state rimosse le cause della malocclusione.
· problemi respiratori non risolti, la presenza di respirazione orale pongono un serio handicap per il successo a lungo termine.
· la contenzione deve ricevere la medesima attenzione in entrambe le arcate, queste lavorano le une contro le altre.
· le risorse che possono supportare la contenzione sono l’uso di denti adiacenti, la creazione di dentoni, la funzione dei piani inclinati e le forze extra orali.
· il progressivo e guidato rilascio dei denti dall’apparecchiatura fissa costituisce una procedura di test.
· ritentori mobili possono essere vittime di una scarsa collaborazione, pertanto, sono preferibili i ritentori fissi soprattutto nell’arcata inferiore.
· una check-list delle procedure di contenzione fa risparmiare al clinico molto tempo, dolore e disperazione.
· lo stripping può essere indicato e può, selettivamente, essere praticato prima, durante e dopo il trattamento.

𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲La bocca assolve la funzione di mediazione tra noi e il mondo esterno.Attraverso di essa, luogo di incont...
25/12/2023

𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲

La bocca assolve la funzione di mediazione tra noi e il mondo esterno.
Attraverso di essa, luogo di incontro tra la materia, il cibo, lo spirito, l’aria e le parole, il corpo riceve il nutrimento per la sua sussistenza.

E’ uno degli organi del nostro corpo più ricco di risonanze emotive e psicologiche, strumento di piacere, di comunicazione verbale ed espressiva, protagonista nel sorriso e nel bacio.

La cavità orale rappresenta lo spazio dove si articola la parola, si consuma con il bacio lo scambio amoroso, si manifesta immediatamente la gioia o il dolore, il gradimento o il disgusto, la seduzione o la repulsione, l’imbarazzo o il sentirsi a proprio agio.

Costituisce, elettivamente nel neonato e in maniera significativa nell’adulto lo strumento di esplorazione e di presa di possesso del mondo e di incontro con l’altro.
E’ uno degli organi più ricco di risonanze emotive e psicologiche, strumento di piacere,di comunicazione verbale ed espressiva, protagonista nel sorriso e nel bacio

Un sorriso piacevole, con una bocca sana e denti ben allineati, è socialmente e psicologicamente molto rassicurante per sé stessi e nei rapporti inter personali, oltre ad essere la prima cosa che si mostra e che si nota, è innanzitutto indice di salute non solo della bocca ma anche del resto del corpo.
𝗨𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗼𝗿𝗿𝗶𝘀𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼. 𝗖𝗛𝗔𝗥𝗟𝗜𝗘 𝗖𝗛𝗔𝗣𝗟𝗜𝗡

Nel rapporto annuale, stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), lo stato della salute orale degli abitanti del pianeta viene definito come un problema globale.
Le malattie del cavo orale interessano il 97% della popolazione italiana, sono strettamente legate a fattori genetici ed a stili di vita, la cui conoscenza è importantissima per prevenire l’insorgenza di patologie odontoiatriche.
Purtroppo, noi possiamo intervenire solo sui fattori ambientali, che determinano una serie di patologie che va dalla carie dentale, alle paradontopatie, alle malocclusioni e alle disfunzioni cranio mandibolari, da noi evidenziati fin dal dicembre 2021.
Per migliorare la qualità della vita fin dall’infanzia, l’educazione alla salute orale, che dovrebbe essere fatto nelle scuole materne e primarie, risulta essere il veicolo migliore e meno dispendioso per ridurre le malattie del cavo orale

In questi due anni, dicembre 2021/23, l’informazione è stato lo scopo del nostro lavoro.
Continuate a seguirci, se condividete, coinvolgendo i vostri amici. Affettuosi saluti I. Vignola - I. Assumma

𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼, 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮Nei casi acuti di digrignamento, dopo una prima fase di trattamento con farmaci antinfiammatori, si può...
06/12/2023

𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼, 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮

Nei casi acuti di digrignamento, dopo una prima fase di trattamento con farmaci antinfiammatori, si può passare alla terapia fisica con applicazioni caldo / freddo, tecniche di rilassamento, ultrasuoni o altro.

Persistendo il dolore e i sintomi, possono essere consigliati i Bite, che verranno portati di notte o nei casi gravi giorno e notte.

Nonostante questi presidi siano relativamente efficaci e molto utilizzati, occorre che siano modellati secondo precise specifiche e non acquistati “in serie”.

Un bite inadatto sarà assolutamente inutile e inefficace, in casi peggiori potrà far acuire il disturbo e provocare spiacevoli effetti collaterali di tipo neuromuscolare o dentale

A volte, trattandosi di parafunzioni di tipo psicologico e neurologico, per risolvere disturbi come bruxismo e serramento dei denti, si potrà intervenire all’origine del problema, agendo sulla sfera emotiva.

Il Bite vuole dire in inglese "morso," e stà a significare genericamente qualunque cosa mettiamo fra i denti; serve a modificare il combaciamento fra arcata dentaria mascellare e mandibolare, allo scopo di ritrovare una posizione perduta.

Inoltre, il bite serve per ristabilire schemi posturali perduti, e quindi, tutto ciò che può essere ad essi correlati: cefalee, mal di schiena, dolori cervicali, torcicolli, formicolii alle estremità, appoggi plantari, efficienza muscolare negli sportivi, vertigini, ronzii auricolari, apnee notturne ecc.

La valenza del bite è doppia, dando una nuova stabilità alla occlusione dentale, favorendo la deglutizione, permettendo la verifica della posizione scelta ai fini di eventuali terapie sostitutive future.

𝗟'𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗲̀ 𝘃𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼.

In questi ultimi anni si sono moltiplicati gli studi riguardanti le possibili correlazioni tra malocclusione dentale, alterazioni del rachide cervicale e alcune forme di cefalee facciali.
In effetti, il campo dei disordini cranio cervico mandibolari è salito alla ribalta, per la diffusione della patologia interessando il 40% della popolazione adulta e il 20% quella dei ragazzi.

𝗘𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗯𝗶𝘁𝗲 – 𝗽𝗹𝗮𝗻𝗲
• svincola i contatti tra le arcate dentali in modo tale da bilanciare l'occlusione dentale, quindi se abbiamo degli squilibri, questi vengono eliminati.

• svolge una funzione di protezione dentale, riducendo al tempo stesso l'intensità della parafunzione.

• con uno 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝟰-𝟱 𝗺𝗺 riduce la contrazione muscolare nei pazienti con spasmo muscolare, diminuendo così la produzione di acido lattico, responsabile del dolore.

𝗜𝗻 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘂𝗻 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝗰𝗵𝗶𝗻𝗴 𝗺𝘂𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, 𝗳𝗮𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.

• determina una minore pressione endo articolare, permettendo uno spostamento del menisco in una posizione più centrata nella fossa articolare, ottenendo un minore carico funzionale a livello della struttura capsulare con una riduzione dei processi infiammatori e un miglioramento della sintomatologia.
In conclusione, per quanto riguarda la prevenzione delle patologie cranio mandibolari, è da sottolineare l'importanza di avere un tavolato dentale regolare con una buona occlusione:

nei ragazzi, quindi, è fondamentale correggere una eventuale malocclusione con un trattamento ortodontico.

negli adulti, si può intervenire con:
•molaggio selettivo, per il ripristino dell’occlusione
•protesi per gli elementi dentali mancanti
•un trattamento ortodontico correttivo.
•Nei pazienti con una lunga storia di bruxismo, è utile considerare l'uso di un bite-plane durante la notte, come protettore delle arcate dentali per tutta la vita.

𝗣𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼I sintomi della forma notturna sono generalmente più intensi immediatamente dopo il risve...
29/11/2023

𝗣𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼

I sintomi della forma notturna sono generalmente più intensi immediatamente dopo il risveglio, per poi attenuarsi lentamente nelle ore successive.

In caso di bruxismo diurno, al contrario, non si avverte fastidio al risveglio per poi andare incontro a peggioramento nell’arco della giornata

Più in generale il bruxismo può causare:
•bruciore alla lingua,
•difficoltà all’apertura della bocca.
•disturbi del sonno (spesso anche per il partner, che in alcuni casi può essere addirittura disturbato dal rumore),
•disturbi oculari,
•dolore alla pressione della regione articolare cranio mandibolare,
•dolore e rigidità alla mascella e ai muscoli collegati,
•dolore muscolare del viso (mialgia del viso),
•eccessivo sviluppo dei muscoli legati alla masticazione,
frequenti dolori alla testa –cefalea- , al collo – cervico algia – otalgie e acufeni,
•indolenzimento della muscolatura al risveglio,
•rumori di click accompagnati da dolore durante il movimento di •apertura o chiusura della bocca,
tensione a livello delle spalle,
•Gravissimi problemi alle corone dentali e all’ occlusione,

Si raccomanda di contattare lo specialista in gnatologia se:
•i denti sono consumati, eccessivamente sensibili o danneggiati,
•compare dolore alla mascella, al volto o all’orecchio,
•il partner si lamenta di percepire un suono di sfregamento durante la notte.

𝗦𝗶 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗰𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗼 𝗮𝗻𝘀𝗶𝗮, 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼.

𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼 (𝗱𝗶𝗴𝗿𝗶𝗴𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼) 𝗲 𝗦𝗲𝗿𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶                                                                         ...
15/11/2023

𝗕𝗿𝘂𝘅𝗶𝘀𝗺𝗼 (𝗱𝗶𝗴𝗿𝗶𝗴𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼) 𝗲 𝗦𝗲𝗿𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶

Sono “parafunzioni” vale a dire atteggiamenti e “abitudini involontarie” che provocano effetti fisiologici a breve e a lungo termine, spesso identificati come sinonimi della medesima patologia, ma invece, sono due azioni sostanzialmente diverse.

•Il primo, (Bruxismo) può verificarsi in particolare di notte, ma anche di giorno, con sfregamento degli elementi dentali avanti e indietro o lateralmente.

•Il secondo, (Serramento) riguarda il contatto prolungato delle due arcate dentarie per un tempo molto superiore alla media, ciò si verifica specialmente nel sonno ma spesso anche da svegli.

Si stima, che bruxismo e serramento dei denti siano disturbi che colpiscono fino al 40% della popolazione italiana, con un picco del 10-15% di soggetti, che successivamente sviluppano serie problematiche, possono riguardare in egual misura uomini e donne, se trascurati, mettono a rischio la salute e il benessere dell’organismo.

Il bruxismo infantile si verifica in circa il 20% dei bambini sotto i 12 anni, anche se spesso non viene diagnosticato e nemmeno notato dai genitori; in genere l’abitudine tende a sparire con la crescita.
In alcuni casi è il sintomo attraverso cui viene scoperta un’infestazione da parassiti intestinali (ossiuri), il cui prurito notturno induce al digrignamento.

𝗘𝘁𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮
L’etiologia di queste parafunzioni non è nota, per quanto ci siano alcune teorie sulla loro origine, potendo essere causato da:

•Stress e ansia come tentativo inconscio di scaricare un surplus di tensione psichica sui denti. Le emozioni sono messe a tacere durante il giorno, per poi ripresentarsi in un contesto più controllato e meno pericoloso durante il sonno.
•Alcuni fattori inerenti allo stile di vita possono aumentare la probabilità di digrignare i denti durante la notte, per esempio:
-abuso di alcolici,
-fumo,
-uso di droghe ricreative (ecstasy, cocaina, …),
-eccessivo consumo di caffeina.

•Familiarità: Alcune ricerche suggeriscono che potrebbe esserci un certo grado di suscettibilità famigliare.
•Malocclusioni Le arcate dentali non occludono correttamente, cioè non è presente un buon combaciamento tra i denti, mancando alcuni denti, oppure in presenza di asimmetrie tra le arcate dentali.

𝗗𝗶𝗮𝗴𝗻𝗼𝘀𝗶

Come detto, una delle caratteristiche tipiche di bruxismo e serramento dei denti è la complessità della diagnosi in fase precoce. Ciò rende questi disturbi particolarmente insidiosi, anche perché lo stesso soggetto colpito non è quasi mai consapevole, e può averne percezione solo in seguito ad una visita odontoiatrica specialistica.

Ad ogni modo esistono dei segnali, dei campanelli d’allarme da non trascurare che possono aiutare a rilevare bruxismo e serramento dei denti. È spesso il partner ad accorgersi del rumore notturno prodotto da chi digrigna i denti.

Nel caso del serramento dei denti, con l’eccessiva contrazione dei muscoli e dell’articolazione temporo-mandibolare si va incontro a rigidità, dolore localizzato, cefalea, emicrania, indolenzimento della bocca, della testa e del collo che non trovano sollievo nel riposo o nell’uso di normali farmaci analgesici

𝗣𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼                                                            La suzione protratta, dop...
12/11/2023

𝗣𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

La suzione protratta, dopo che il piccolo ha superato i 4 anni, produce infatti problemi di alterazione nella crescita dei denti sia da latte che permanenti, inoltre, può operare come agente deformante delle arcate dentarie e dei mascellari in crescita
Bisogna domandarsi perché un bambino continua a succhiarsi il pollice?
La risposta può essere dovuta a:
•uno svezzamento troppo precoce
•situazioni famigliari stressanti, di insicurezza,
•un desiderio di iperprotezione
•carenze affettive

𝗜𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗼 é 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮:

•posizione assunta dal dito,
•funzione muscolare sviluppata durante l’atto,
•durata e frequenza
•intensità dell’abitudine stessa, il rumore della suzione di alcuni bambini può essere talmente intenso da essere udito nella camera vicina
•porzione ventrale del dito sia rivolta o meno verso il palato

Gli effetti del perdurare dell’abitudine viziata non sono rilevabili, se l’abitudine viene abbandonata prima dell’eruzione dei denti definitivi, mentre possono diventare di più vasta portata, se essa persiste oltre l’età di sei, sette anni, provocando problemi dentali e scheletrici, come ad esempio si osservano:

𝗦𝘂𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗮𝗴𝗶𝘁𝘁𝗮𝗹𝗲:
Il dito spinge la lingua e si interpone tra i frontali
Assenza di occlusione e morso aperto
Lingua che occupa lo spazio creando gravissimi problemi di deglutizione

𝗦𝘂𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲:
La compressione delle guance, durante la suzione, determina una ipoplasia dell’arcata superiore
La posizione della lingua determina un ampliamento dell’arcata inferiore di circa 4- 5 mm.

𝗜𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲
Attualmente vengono sconsigliati approcci aggressivi, come cucire la manica del pigiama, effettuare bendaggi elastici del braccio, mettere guanti, spalmare sul dito sostanze amare o piccanti.
Prima dei 3-4 anni gli interventi sono piuttosto limitati e consistono essenzialmente in consigli pratici: favorire l’allattamento al seno almeno fino al 6° mese, iniziare lo svezzamento al 5°-6° mese, utilizzare un succhiotto anatomico, oppure “succhiotti correttori” in sostituzione del dito.
Dai 4 ai 6 anni la terapia si basa su trattamenti sia psico-pedagogici che ortodontici. Alcune scuole di pensiero suggeriscono, al fine di correggere la postura linguale, l'impiego di apparecchiature ortodontiche di tipo mobile come l’Attivatore per il ripristino della funzione linguale e la Griglia retroincisiva

𝗜𝗹 𝗦𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘁𝗼La suzione del pollice, si presenta generalmente nei primi tre mesi di vita, mentre è più raro c...
01/11/2023

𝗜𝗹 𝗦𝘂𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝘁𝗼

La suzione del pollice, si presenta generalmente nei primi tre mesi di vita, mentre è più raro che cominci successivamente, riscontrando la seguente percentuale:

•Popolazione Europea, tra il 75 e il 95%
•Popolazione Africana, 2%.

Questa differenza così alta sarebbe attribuibile a diversi fattori;

•un alto numero di gravidanze della madre con un insufficiente apporto nutrizionale
•i neonati sarebbero quindi costretti a succhiare il seno con maggiore vigore e frequenza per far fronte al loro fabbisogno energetico, al contrario di quanto avviene nella popolazione europea.

Ma, bisogna precisare, che per il neonato la suzione non è soltanto funzionale alla nutrizione, ma più in generale gratifica il suo totale benessere psico organismico, dato che gli conferisce tranquillità e sicurezza.

Il bambino, che succhia il dito, lo fa infatti maggiormente quando è stanco e malato.

Fino ai 2-3 anni, talvolta i 4 anni, il dito in bocca è una sensazione piacevole che non va negata al bambino.

È un atteggiamento tranquillizzante, che tende in genere a sparire da solo, quando il bimbo mette in atto altri meccanismi per non annoiarsi o calmarsi, o, quando inizia la vita sociale a contatto con i coetanei alla scuola materna.

Dopo è però necessario che questa abitudine diventi meno frequente, per poi essere del tutto abbandonata.

Il bimbo va quindi poi incoraggiato a smettere di succhiarsi il dito.
Il suo proseguimento provoca infatti numerosi effetti sui denti e nella bocca.

I denti possono avere alterato il corretto posizionamento fino a causare anomalie nello sviluppo delle ossa del volto.

Ma anche altre consuetudini infantili, come quello di mordersi il labbro, o quella di spingere la lingua contro i denti anteriori, possono determinare problemi di malocclusione dentaria.

Inoltre, può provocare infezioni frequenti all’unghia del dito succhiato (giradito), a causa dei microbi che attecchiscono in una zona di pelle macerata, ed essere all’origine di meteorismo, in seguito all’aria che il bambino introduce nello stomaco.

Gli effetti del perdurare dell’abitudine viziata non sono rilevabili, se l’abitudine viene abbandonata prima dell’eruzione dei denti definitivi, mentre possono diventare di più vasta portata, se essa persiste oltre l’età di sei, sette anni, provocando problemi dentalii e scheletrici.

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Martedì 14:30 - 19:00
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