07/07/2026
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Γ questa la frase che mi ha colpito leggendo oggi un articolo del Corriere della Sera.
No, non Γ¨ una critica al privato.
Chi investe nella sanitΓ svolge un ruolo importante e risponde a un bisogno reale.
La domanda che dovremmo porci Γ¨ unβaltra.
PerchΓ© quello spazio si sta liberando?
Per anni abbiamo dato per scontato di poter contare su un medico di famiglia vicino casa, facilmente raggiungibile, che conoscesse la nostra storia clinica e che fosse accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilitΓ economiche.
Oggi tutto questo non è più così scontato.
Sempre meno giovani scelgono la Medicina Generale: i concorsi di accesso al corso di formazione faticano ad attrarre nuovi medici e FIMMG continua a chiedere interventi per rendere questa professione nuovamente attrattiva. (Quotidiano SanitΓ )
Se non investiamo nella medicina di famiglia e nella sanitΓ territoriale pubblica, il rischio non Γ¨ che cresca il privato.
Il rischio Γ¨ che, un domani, il medico che ti conosce, vicino casa e accessibile a tutti, diventi un privilegio invece che un diritto.
Io immagino un futuro diverso.
Una medicina di famiglia forte, capace di garantire a tutti la stessa possibilitΓ di essere curati.
E una sanitΓ privata di qualitΓ che rappresenti una libera scelta, non lβunica alternativa.
PerchΓ© la salute non dovrebbe mai dipendere da quanto una persona puΓ² permettersi di spendere.
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