21/06/2026
Ho di recente visto Toy Story 5 e l'ho trovato veramente bello.
La storia narrata descrive perfettamente una realtà che stiamo vivendo negli ultimi anni: bambini totalmente assorbiti dalla tecnologia, al punto da non saper più giocare e, soprattutto, da non saper più fare amicizia.
In psicologia, quello che i giocattoli di Andy e Bonnie, rappresentano da sempre è il fulcro del gioco simbolico (il famoso "gioco del fare finta"). Questa non è una semplice distrazione: è una vera e propria palestra cognitiva ed emotiva. Quando un bambino prende un pezzo di plastica e lo fa volare nello spazio, sta facendo un lavoro immenso:
▪️ Sviluppa l'astrazione: impara che un oggetto può rappresentare qualcos'altro (il pensiero creativo).
▪️ Allena l'empatia: immedesimandosi in un personaggio, impara a capire cosa provano gli altri, uscendo dal proprio egocentrismo.
▪️ Rielabora la realtà: attraverso il gioco, il bambino sperimenta paure, risolve conflitti e impara a gestire le emozioni del mondo reale in un contesto sicuro.
Oggi, purtroppo, i bambini trascorrono gran parte del tempo a fissare schermi che offrono stimoli già pronti, confezionati e passivi: il bambino non deve più "creare" il mondo, deve solo subirlo. Di conseguenza, il gioco simbolico si spegne.
A questo si aggiunge la perdita della capacità di fare amicizia. Sono convinti che essere amici significhi scambiarsi un like (ahimè, un problema dilagante anche tra noi adulti) o, peggio ancora, assistiamo a dinamiche di esclusione se un bambino non possiede l'ultimo modello di tablet o telefono.
Insomma, Toy Story 5 è un invito potente a tornare a far fare i bambini ai bambini. Difendiamo il loro diritto alla noia, alla scatola di cartone che diventa un castello, al pupazzo che parla. Non c'è bisogno di renderli precocemente spenti.
P. S. Consiglio di farlo vedere ai bambini, ma ancora di più ai genitori insieme ai bambini.
giocosimbolico