Dott.ssa Ornella Capuano

Dott.ssa Ornella Capuano Psicologa iscritta all'albo A dell'ordine degli psicologi della Campania con numero 8731. Ho scelto

08/06/2026

Ho appena finito di vedere "Due spicci" di Zerocalcare e devo dire che è un meraviglioso, a tratti spietato, viaggio introspettivo.
​Non sono un'amante delle serie TV, ma questa riesce a colpire dritto alle parti più profonde di ognuno di noi. Da psicoterapeuta credo che alcuni aspetti psicologici drammaticamente vicini alla nostra generazione, siano trattati in maniera assolutamente precisa, con un pizzico di ironia cruda, ma preziosa: la pressione del precariato, il peso dei debiti (reali ed emotivi) e l'ansia soffocante di non farcela quando la vita "adulta" morde sul serio. Riesce a mettere in scena dinamiche complesse con una lucidità disarmante:
​Il senso di colpa e il "salvataggio" nelle relazioni: Zero che si incasina per un amico, pur stando già affogando nei suoi problemi.
​La paralisi da iper-responsabilità: Ogni scelta sembra determinare un problema più grande.
​I legami logorati dal silenzio: Le incomprensioni tra amici storici, la complessità sentimentale come specchio di come i nostri spazi mentali si incasinino quando la realtà si fa dura.
​La voce dell'Armadillo come meccanismo di difesa: una presenza disillusa ma protettiva.
In ogni dialogo tra loro c'è uno schema psicologico ben preciso di protezione dal dolore emotivo e dal fallimento.

​Certo, Due spicci non dà soluzioni pronte, o almeno non a tutto, ma ti dà la netta sensazione di non essere solo: perché quando si ha il coraggio di dirle certe cose, iniziano a pesare di meno.

15/05/2026

Oggi, nella Giornata Internazionale della Famiglia, voglio condividere questo video e una riflessione. ​Come psicoterapeuta cognitivo-comportamentale lavoro molto sull'individuo, a volte indipendentemente da quello che è il contesto di riferimento.

In questi giorni, mi è rimasta impressa nella mente la frase di un mio paziente di 15 anni, che chiamerò A.
Ha una storia familiare complessa, di quelle che sembrano uscite da una serie TV americana( Beatiful, per intenderci) . Durante l'ultima seduta mi ha detto:
«Dottoressa, in testa ho una confusione assurda».
​Quando gli ho chiesto cosa lo turbasse in modo particolare, mi ha risposto:
«Ho una confusione "familiare". Ho sempre immaginato di avere una famiglia felice, e lo sogno ancora, ma io non so come sia davvero. Guarda la mia...».
​Le sue parole mi hanno colpito profondamente.
A. è arrivato nel mio studio per un problema di gestione della rabbia e un iniziale ritiro sociale...si ci stiamo lavorando, ma la verità è che, senza intervenire sul sistema famiglia e senza provare a modificare alcune dinamiche, la sua rabbia scoppierà sempre perché altro non è che un "ruggito" per proteggere una ferita ancora troppo esposta.

​Ecco perché oggi il mio augurio è questo: avere sempre il privilegio di incontrare famiglie disposte a mettersi in discussione. Perché è solo lavorando insieme che possiamo davvero curare quelle ferite e migliorare la vita dei nostri bambini e ragazzi
❤️

𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐫𝐚𝐦𝐢𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐬𝐥𝐨𝐰Forse sottovalutata dagli studenti di psicologia, ma alla base di gran parte dei disagi "emotivi" m...
29/04/2026

𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐫𝐚𝐦𝐢𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐬𝐥𝐨𝐰

Forse sottovalutata dagli studenti di psicologia, ma alla base di gran parte dei disagi "emotivi" manifestation.
Il Cortocircuito che si innesta nei vari livelli, infatti, genera ferite che inevitabilmente smuovono gli equilibri individuali e non.
​Il bisogno di Autostima, infatti, poggia direttamente sul bisogno di Appartenenza e quando quest’ultimo non si sviluppa adeguatamente — magari per una mancanza di validazione interna — si finisce per cercare un supporto sostitutivo all'esterno: il palcoscenico. La persona ferita utilizzerà ogni occasione come una ribalta sulla quale affermare con prepotenza la propria esistenza e il proprio valore.
​Naturalmente, questa dinamica diventa problematica per chiunque condivida con lei gli spazi familiari o scolastici.
​In questo contesto, ci viene in soccorso la distinzione tra narcisismo sano e patologico:
​Il narcisismo sano è l’ossatura della nostra identità: è ciò che ci permette di dire "io valgo" senza calpestare gli altri e senza dipendere dall'elogio costante.
​Il narcisismo patologico, al contrario, è una difesa contro il vuoto interiore. In questo caso, il valore esiste solo se confermato dall'altro, e ogni critica viene vissuta come una ferita mortale. Senza palcoscenico, la persona sente di non esistere.

​Insieme a genitori e insegnanti, ci stiamo interrogando a lungo sulla strada da intraprendere. Se è vero che la ricerca del riflettore è il sintomo di una ferita interiore che abbiamo il compito di lenire, è altrettanto vero che non possiamo assecondarla indefinitamente. Farlo significherebbe soffocare fratelli, compagni e chiunque graviti attorno a questi ragazzi.
Il rischio concreto è che, nel tentativo di "salvare" loro, si finisca per ferire tutti gli altri.

​Cosa fare, dunque?
​Non esiste un manuale predefinito, ma esiste la consapevolezza degli adulti. Dobbiamo sapere fin dove spingerci per 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 e dove fermarci per 𝐚𝐫𝐠𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 .

​È necessario lavorare su un paradosso educativo fondamentale: più si impara a sentirsi al sicuro "dietro le quinte" e meno si avrà bisogno di urlare al mondo la propria esistenza.

06/03/2026

Ho letto una riflessione molto cruda ma reale, che iniziava dicendo “La guerra non resta mai confinata nei campi di battaglia. Diventa una mentalità.” È una verità psicologica brutale. Quando il conflitto diventa il nostro rumore di fondo, scatta un meccanismo di difesa pericoloso: la normalizzazione. Iniziamo a credere che la forza sia l’unico linguaggio valido, che le regole siano intralci e che l'altro sia solo un ostacolo da abbattere per proteggere i nostri interessi.
​Il rischio di assuefarci, soprattutto per i più giovani, è molto alto: ci chiudiamo in un isolamento emotivo per proteggere il nostro piccolo spazio vitale, ignorando chi vive l'incertezza totale. Ma questa "anestesia del cuore" ha un costo: ci rende complici di una logica dove il potente decide e la gente comune perde la sua libertà, dignità e purtroppo la vita.
​Il post si chiudeva con una sfida necessaria: la pace non nascerà dai trattati firmati nei palazzi se prima non nasce dai nostri atteggiamenti quotidiani.
​"La pace non comincia quando finiscono le guerre. Comincia quando smettiamo di vivere come se fossimo sempre in guerra."
​Ci sentiamo spesso inutili di fronte ai grandi conflitti mondiali. Ma il cambiamento inizia quando spostiamo il focus su ciò che possiamo controllare: noi stessi.
Mettersi "in pace l'anima" non è un atto passivo, è un atto rivoluzionario. È decidere che la violenza psicologica, il giudizio spietato e l'egoismo non avranno cittadinanza nel nostro quotidiano.

​La responsabilità dell'adulto non è spiegare la pace, ma incarnarla. I giovani non ascoltano le nostre lezioni, ma guardano le nostre reazioni.

Il mese di ottobre è il mese dedicato alla prevenzione non solo fisica ma anche della salute mentale!Piaget diceva "Sfor...
22/10/2025

Il mese di ottobre è il mese dedicato alla prevenzione non solo fisica ma anche della salute mentale!

Piaget diceva "Sfortunatamente per la psicologia, tutti pensano di essere un po' psicologi"

E purtroppo è estremamente attuale.
Troppo spesso, sento che chiunque pensa che basti sapere ascoltare per fare un intervento anche di tipo psicologico, per attribuire "etichette diagnostiche" o per inserirsi in contesti in cui la malattia mentale dilaga, rischiando di fare più danno che altro.
Non basta essere buoni ascoltatori, insegnanti, educatori o altro per essere psicologia.
Se una persona ha un braccio rotto, vi improvvisate ortopedici? Se una persona ha una carie, vi improvvisate dentisti?
No. Ecco uguale deve essere per i problemi psicologici, di qualsiasi natura essi siano.
La psicologia è una scienza, e di conseguenza gli psicologi hanno studiato, anche molti anni vi assicuro, per acquisire gli strumenti necessari a lavorare con i pazienti e le loro problematiche.
Per favore, ognuno rimanga sempre nelle sue competenze e per favore affidatevi sempre a figure competenti!
Con la mente, e con la vita, non si scherza.
❤️

28/05/2025

Oggi è un giorno triste.
Non conoscevo Martina eppure mi sento così profondamente colpita.
Forse perché la realtà della violenza sulle donne la sento sempre così tanto vicina a me, come se si fosse creato una sorta di legame indissolubile con questa causa.
O forse più Semplicemente perché mi colpisce come donna, perché mi rendo sempre più conto che, se prima dovevamo augurarci di incontrare persone per bene, oggi dobbiamo sperare che sappiano anche accettare un no o una volontà diversa dalla loro, e mi colpisce come professionista, perché da quando ho incentrato il mio lavoro soprattutto con gli adolescenti, mi interrogo su quale via imboccare per aiutarli a ti**re fuori, in maniera onesta, paure e convinzioni che,talvolta, potrebbero trarli in inganno sul vero significato dell'amore.
Quanto basta o serve davvero ripetere che l'amore non è possesso né controllo?
Cosa possiamo fare davvero per evitare che accada di nuovo tutto questo?

Io non lo so e la verità è che forse sia come donna che come professionista oggi mi sento sconfitta.
Scusaci Martina se ancora non riusciamo a mettere fine a tutto questo.

22/11/2024
 Ricade oggi la giornata nazionale contro i disturbi alimentari, nata per sensibilizzare e aiutare a conoscere questi di...
15/03/2024



Ricade oggi la giornata nazionale contro i disturbi alimentari, nata per sensibilizzare e aiutare a conoscere questi disturbi, che oramai sono sempre più diffusi anche tra i più giovani.
In Italia, dalla pandemia, i casi di DCA sono diventati quasi un'epidemia tra gli adolescenti, con un abbassamento dell'età di esordio anche nei pre-adolescenti.
Troppo spesso pensiamo che questi disturbi abbiano una natura puramente estetica, mentre sono espressione di un dolore acuto e profondo che non viene verbalizzato ma affrontato con un apparente "anestetico": il cibo!
Si, perché il cibo è considerato lo strumento attraverso il quale posso, non solo mettere a tacere la sofferenza, ma soprattutto controllarla.
- "se riesco a vomitare tutto ciò che mangio, con il cibo elimino anche tutto il dolore che provo e subito dopo mi sento "libero" come non sono mai nella mia vita."
- "se controllo ciò che mangio, posso controllare anche ciò che accade nella mia vita. Quindi so di essere forte e che tutto può dipendere da me."
- "Quando non mangio ho la sensazione di avere tutto sotto controllo, sento la fame ma la gestisco e ad un certo punto tace anche lei."
Questi sono alcuni pensieri espressi da pazienti con DCA. Come vedete: non è una questione di cibo, né di fisico...
È una questione di dolore, di sofferenza, di abusi, di traumi così profondi da aver bisogno di essere anastetizzati per poter andare avanti.
Se pensate di controllare la vita, attraverso il controllo del cibo, non esitate a chiedere aiuto!
I DCA illudono di mantenere in vita e in libertà, ma poi diventano una prigione in cui si vive in ergastolo perenne!

Sono 106 le donne uccise in Italia da Gennaio ad oggi.87 sono state uccise da chi diceva di amarle.
24/11/2023

Sono 106 le donne uccise in Italia da Gennaio ad oggi.
87 sono state uccise da chi diceva di amarle.

𝑳𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒓𝒐𝒕𝒕𝒆Stamattina, a seguito della proiezione del cortometraggio "Le cose rotte", si è tenuto un dibattito sulla v...
12/10/2023

𝑳𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒆 𝒓𝒐𝒕𝒕𝒆

Stamattina, a seguito della proiezione del cortometraggio "Le cose rotte", si è tenuto un dibattito sulla violenza di genere con i ragazzi dell'istituto Giordani di Caserta. È stato un piacere intervenire, come psicologa ed educatrice in una CADM, con il magistrato, i dirigenti scolastici e l'avvocato.

𝘗𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘷𝘪𝘰𝘭𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭'𝘦𝘥𝘶𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.

Indirizzo

Naples

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Ornella Capuano pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Dott.ssa Ornella Capuano:

Condividi