15/02/2026
Hanno protetto, respinto e trattenuto, sciolto e legato, ceduto, rubato e donato, hanno pregato e peccato.
Non hanno mai giurato, mai indicato, mai promesso, eppure sempre mantenuto.
Su queste mani mie porto i segni di ciò che ho vissuto.
Il ricordo del tatto: liscio, caldo, ruvido, morbido… e bagnato di chi, dove e come ho toccato.
Il profumo trasferito dalla pelle, le memorie dei lividi e dei graffi che, per quanto ho stretto sui corpi, ho lasciato.
Di arte, anelli e di illusioni. Fredde di solitudine e sudate di compagnia.
Abbellite dallo sporco dei tatuaggi che le rendono storie da raccontare, su di esse trovo ricordi di capelli spezzati – per i capi con violenza strattonati, e per quelli invece con dolcezza alle labbra avvicinati, al mio corpo avvicinati.
Ho posto sui palmi di queste mani, attraverso l’inchiostro che ne segna, il mio stesso cuore, la vita ch’egli rappresenta.
Perché esse stesse sono testimoni tattili del credo che ne ho fatto della mia esistenza, di questo sentire che riempie i miei minuti, i miei polmoni, dipendendone come dalla droga mi inebrio di ciò che provo, sconfinando come un fiume in perenne piena, sconfinando come riconosco di riuscire a fare.
Nell’amore e nell’amare in questa vita ne ho riposto il senso, della quale non ne avrebbe senza offrirne e provarne.
Alcuna speranza né certezza, perché riceverne non è la ragione che mi motiva: amare anime amare è un rischio che non temo, è paura che non ho.
Non è dono nel riceverne, è dono perché lo doni.
“Il tempo e la vita vissuta hanno corroso queste mani ma giovane è rimasto questo cuore che adesso è tuo e puoi farne ciò che vuoi."
È così quando amo. È così se ti amo.
Vero, come l'inchiostro che ho sotto la mia pelle.
Da sempre, con amore.
Luigi Deto