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West Nile e chikungunya in Italia ed Europa: l'estate 2026 accelera la circolazione. I dati dei monitoraggi italiani ed ...
27/08/2026

West Nile e chikungunya in Italia ed Europa: l'estate 2026 accelera la circolazione. I dati dei monitoraggi italiani ed europei
West Nile, chikungunya, dengue e Zika nella stagione 2026, ecco come va la circolazione delle arbovirosi in Italia ed Europa. Il punto per il clinico
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L'estate 2026 si conferma una stagione ad alto rischio arbovirale in Italia e in Europa. Sul fronte del virus West Nile (WNV), i dati ISS segnalano oltre 300 casi confermati dall'inizio dell'anno in Italia, con 156 forme neuro-invasive, 115 febbri da West Nile e 40 casi identificati in donatori di sangue asintomatici in corso di sorveglianza trasfusionale. Il bilancio dei decessi è di 15 vittime, con due pazienti deceduti in soli tre giorni tra le province di Pavia e Napoli. Il virus circola stabilmente in 16 regioni e interessa 60 province italiane, con una diffusione territoriale tra le più ampie registrate negli ultimi anni. Il tasso di letalità delle forme neuro-invasive si attesta al 7,7%, in calo rispetto al 13,9% dello stesso periodo del 2025, anno in cui l'Italia aveva registrato 779 casi confermati e 72 decessi, il dato più alto nell'area UE/SEE per quella stagione.

Il virus West Nile si trasmette all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette, principalmente del genere Culex, che si infettano prelevando il sangue da uccelli viremoici — il serbatoio naturale del virus. I mammiferi, incluso l'uomo, sono ospiti accidentali e non trasmettono il virus ad altri vettori. Nella grande maggioranza dei casi (circa l'80%) l'infezione è asintomatica o paucisintomatica; circa il 20% manifesta una febbre da West Nile e meno dell'1% sviluppa la forma neuro-invasiva — meningite, encefalite o paralisi flaccida acuta — che è quella associata a mortalità e sequele neurologiche a lungo termine. Il rischio di forma grave è significativamente più elevato negli anziani e negli immunodepressi.

L'ECDC ha lanciato una nuova serie di aggiornamenti settimanali di sorveglianza per aiutare le autorità di sanità pubblica a monitorare in modo tempestivo le malattie trasmesse da zanzare, coprendo chikungunya, dengue, Zika e virus West Nile. La sorveglianza stagionale 2026 per il chikungunya è attiva e viene aggiornata settimanalmente, con un sistema di dashboard dedicato che traccia i casi nei Paesi UE/SEE per area geografica di infezione — distinguendo tra casi importati da viaggiatori e casi autoctoni, questi ultimi di particolare rilevanza per la valutazione del rischio locale.

Dal 2007, sia Francia che Italia hanno segnalato trasmissione autoctona del virus chikungunya. La segnalazione di cluster autoctoni in aree europee dove Aedes albopictus è stabilmente presente non è inattesa nei mesi estivi e autunnali, quando le condizioni ambientali favoriscono una maggiore abbondanza e attività delle zanzare. Il 2025 ha visto in Francia il più grande focolaio autoctono di chikungunya nel continente europeo — 809 casi autoctoni distribuiti in 79 episodi di trasmissione tra maggio e novembre — un precedente che rende la sorveglianza attiva del 2026 particolarmente urgente anche per l'Italia, dove Aedes albopictus è diffusa in modo capillare.

In questo scenario, il contributo della sorveglianza entomologica e della diagnostica molecolare è determinante. La cattura dei vettori sul territorio, la mappatura della loro densità e l'identificazione precoce del pool virale nelle zanzare attraverso permettono di anticipare la diffusione del virus prima che si manifestino casi umani. Sul fronte della sicurezza trasfusionale, il protocollo di screening per WNV in donatori nelle aree a rischio è attivo e ha già permesso di individuare 40 donatori asintomatici positivi dall'inizio della stagione.

I medici devono quindi considerare queste possibili diagnosi in tutti o pazienti con sindrome febbrile acuta, meningismo o quadri encefalitici di nuova insorgenza residenti o di recente ritorno da aree endemiche sapendo che la trasmissione autoctona in Italia è biologicamente possibile e storicamente documentata nelle settimane calde.

Infine, gli esperti sostengono fermamente gli appelli del Ministero della Salute e invita la cittadinanza a collaborare attivamente seguendo le norme di prevenzione domestica per limitare i focolai larvali, come l’uso di repellenti cutanei e l’eliminazione sistematica dei ristagni d’acqua nei sottovasi.

Ebola , l’Italia rafforza la sorveglianza e l’Unione Europea sostiene l’Africa.L’emergenza legata al virus Bundibugyo, v...
05/06/2026

Ebola , l’Italia rafforza la sorveglianza e l’Unione Europea sostiene l’Africa.

L’emergenza legata al virus Bundibugyo, variante di Ebola, ha spinto il Ministero della Salute italiano a pubblicare una nuova ordinanza straordinaria, in vigore per 120 giorni, che dispone misure obbligatorie di sorveglianza sanitaria per chiunque arrivi in Italia dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, paesi colpiti dal recente focolaio.

Come si legge nella Gazzetta Ufficiale, tra le principali novità figura l’obbligo di autosegnalazione sanitaria entro 24 ore dall’arrivo, anche in assenza di sintomi, a carico di tutti i viaggiatori che siano stati nei due Paesi nei 21 giorni precedenti. La sorveglianza prevede quattro livelli di rischio, dal semplice automonitoraggio fino alla quarantena e, nei casi più gravi, al trasferimento in biocontenimento presso lo Spallanzani di Roma per diagnosi e trattamento.

Anche i vettori aerei, marittimi e gli operatori portuali dovranno consegnare i moduli di dichiarazione sanitaria ai viaggiatori, mentre nei casi di soggetti sintomatici a bordo dei voli, l’atterraggio sarà consentito esclusivamente all’aeroporto sanitario di Fiumicino, dove le Unità di sanità marittima, aerea e di frontiera attiveranno le procedure d’isolamento.

La circolare operativa allegata all’ordinanza individua il laboratorio dello Spallanzani come unico centro abilitato alle analisi PCR su sangue intero e richiede alle Regioni di indicare i propri centri di malattie infettive di riferimento entro due giorni dalla pubblicazione.

Sul fronte internazionale, la Commissione Europea ha annunciato lo stanziamento di 15 milioni di euro in finanziamenti umanitari per sostenere le operazioni di emergenza e le attività di preparazione e prevenzione nei Paesi colpiti e in quelli confinanti, di cui 5 milioni sono stati indirizzati direttamente all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Come sottolineato dalla Commissaria Hadja Lahbib: “Investire nella preparazione è una necessità strategica. L’UE sostiene la risposta attraverso assistenza umanitaria, misure di preparazione e una stretta cooperazione con l’OMS, l’Africa CDC, le autorità nazionali e i partner sul terreno”.

L’iniziativa comprende l’attivazione di un ponte aereo umanitario per la consegna di 100 tonnellate di forniture di emergenza nella Repubblica Democratica del Congo, tra cui medicinali, dispositivi di protezione individuale e attrezzature per il controllo delle infezioni. Un precedente intervento aveva già consentito l’invio di 6,3 tonnellate di forniture mediche

Questi interventi congiunti tra Unione Europea e OMS rappresentano la concretizzazione di una strategia di salute pubblica fondata sulla cooperazione internazionale e sulla tempestiva attivazione di misure ad alto impatto, per contenere l’epidemia all’origine e mitigare i rischi anche per la popolazione europea.

23/05/2026

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Malattie infettive29/01/2026Virus Nipah, confermati due casi in India. Le indicazioni OMS per i viaggiatoriConfermati du...
31/01/2026

Malattie infettive
29/01/2026
Virus Nipah, confermati due casi in India. Le indicazioni OMS per i viaggiatori
Confermati due casi di virus Nipah nel Bengala Occidentale. L’OMS valuta il rischio per l’Europa come molto basso e diffonde raccomandazioni preventive per i viaggiatori

Confermati due casi di infezione da virus Nipah nello Stato indiano del Bengala Occidentale. I pazienti sono due operatori sanitari dello stesso ospedale che hanno avuto contatti tra loro durante l’attività lavorativa alla fine di dicembre 2025. Le autorità indiane hanno riferito che sono stati identificati e testati 196 contatti, risultati tutti negativi e asintomatici.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il rischio di infezione per le persone provenienti dall’Europa che viaggiano o risiedono nell’area è valutato come molto basso. L’eventuale introduzione del virus in Europa attraverso viaggiatori infetti non può essere esclusa, ma è considerata improbabile. L’assenza nel continente europeo dei pipistrelli frugivori, serbatoio naturale del virus, riduce inoltre il rischio di trasmissione secondaria in caso di importazione.

L’OMS precisa che il numero limitato di casi e il loro collegamento a un unico contesto sanitario indicano, allo stato attuale, l’assenza di trasmissione nella comunità.

Le autorità indiane hanno attivato misure di prevenzione e controllo, con attività di sorveglianza rafforzata, indagini sul campo e test di laboratorio. Alcuni Paesi della regione, tra cui Thailandia, Nepal e Cambogia, hanno avviato misure precauzionali, comprese campagne informative e lo screening dei passeggeri in arrivo dall’India negli aeroporti.

Nipah, le indicazioni OMS per chi viaggia o risiede nelle aree interessate
In via precauzionale, l’OMS raccomanda alle persone residenti nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo che viaggiano o soggiornano nel Bengala Occidentale di adottare alcune misure di prevenzione per ridurre il rischio di esposizione al virus Nipah.

Evitare il contatto con animali
Evitare il contatto diretto con animali domestici o selvatici e con i loro fluidi corporei o materiali di scarto.

Prestare attenzione agli alimenti
Non consumare alimenti che potrebbero essere stati contaminati da pipistrelli. Evitare in particolare il consumo di linfa di palma da dattero cruda.

Igiene degli alimenti
Lavare accuratamente, sbucciare e cuocere frutta e verdura prima del consumo.

Sorveglianza dei sintomi
In caso di comparsa di sintomi compatibili dopo il rientro, è raccomandato contattare tempestivamente il medico e riferire il recente viaggio.
Il virus Nipah è una zoonosi trasmessa principalmente dai pipistrelli frugivori del genere Pteropus. L’infezione può avvenire tramite contatto diretto con animali, alimenti contaminati o trasmissione interumana. La malattia può manifestarsi con quadri clinici variabili, fino a forme di encefalite. Secondo l’OMS, la letalità riportata nei focolai precedenti varia tra il 40% e il 75%. Non sono attualmente disponibili vaccini o terapie antivirali specifiche.

In India, episodi di infezione sono stati documentati # in passato nel Bengala Occidentale e nel Kerala. Le autorità sanitarie continuano a monitorare l’evoluzione del quadro epidemiologico.

30/11/2025

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Naples

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