Dott.ssa Delia Mandarino Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Delia Mandarino Psicologa-Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Delia Mandarino Psicologa-Psicoterapeuta, Servizio medico, Via Massa 51, Naples.

10/02/2026

"Se ogni lutto, anche quello più elaborato, più “accettato”, conservasse sempre un resto, una scheggia, un punto dolente che continua a pulsare dentro di noi?
Ho sempre pensato che esista qualcosa di irriducibile nel dolore della perdita, una ferita che non guarisce mai del tutto.
Possiamo provare a rimarginarla, a darle un senso, ma resta sempre lì: come una cicatrice che, al cambiare del tempo o delle stagioni, torna a farsi sentire...
Forse dovremmo accettare che il lutto non è qualcosa che si supera, ma qualcosa che si trasforma.
Che dentro di noi non muore mai davvero ciò che abbiamo amato: cambia forma, si riconfigura, diventa un’altra presenza.
È un’operazione di metamorfosi, un’opera interiore di trasformazione del dolore in significato, della perdita in creazione.
Il lutto, se resta senza lavoro, ci incatena al passato, ci condanna alla paralisi della malinconia.
Ma se trova una via, se riesce a generare senso, allora può aprirci di nuovo alla vita.
È qui che nasce una nuova forma di nostalgia — non quella sterile del rimpianto, ma quella grata, viva, che illumina come la luce delle stelle morte: una luce che ci raggiunge da un corpo che non esiste più, ma che continua a splendere.
La nostalgia delle stelle morte è questo: la memoria che non spegne, ma accende; il dolore che non distrugge, ma trasforma;
il passato che non ci trattiene, ma ci invita ad andare avanti.
Il lutto, allora, non è mai solo perdita.
È anche promessa.
È un ritorno di luce - quella che proviene da ciò che abbiamo amato, e che, anche se non c’è più, continua a mostrarci la via."

Massimo Recalcati

D'accordissimo e io aggiungerei che l'autocelebrazione pubblica, sui social, così comune, è indice della fragilità di un...
03/07/2024

D'accordissimo e io aggiungerei che l'autocelebrazione pubblica, sui social, così comune, è indice della fragilità di una società adulta che sta perdendo man mano il senso della responsabilità (si studia, si lavora, ci si aggiorna perché tutto fa parte della costruzione di un ruolo sociale che non è solo e soltanto per sé stessi ma per avere un "posto" nella società, per essere "utili" alla comunità) e lo maschera con un bisogno di "far festa" che diventa sempre più un bisogno di accettazione e di riconoscimento per un ruolo sociale che forse da soli non si riesce più a definire.

Sui social impazzano foto e video di genitori super-presenti che accompagnano i figli all'orale della Maturità e offrono bouquet di fiori per festeggiare

05/08/2023

IO SONO ME STESSA
"Spesso sento dire - un po’ da tutti, ma in particolare da donne - frasi come: “Io non ho peli sulla lingua, io sono sempre me stessa!” “A tante persone risulto antipatica, ma io se non altro sono autentica!” “Le persone come te mi danno fastidio e te lo dico perché sono sincera!”.
Queste frasi vengono pronunciate con orgoglio, in quanto oggi il fatto di non riuscire a trattenere i propri meccanismi psicologici viene scambiato per autenticità e sincerità e viene percepito come segno di emancipazione.
Per le persone che non svolgono un lavoro su se stesse, essere autentiche equivale ad essere schiave della meccanicità... e andarne fiere.
Ma cosa significa essere se stessi? Nell’addormentamento della coscienza equivale allo spiattellare i fastidi della propria personalità in faccia agli altri, senza filtri. E più lo si fa - cioè, più si è meccanici - più ci si sente coraggiosi e liberi.
In verità l’autenticità concerne l’identificazione con l’anima, la qual cosa richiede anni di lavoro. Ho conosciuto davvero poche persone che possono affermare di “essere se stesse” e ci sono riuscite dopo una serie di sforzi protratti nel tempo. Solo l’auto-osservazione e il ricordo di se stessi permettono di scavare sotto i gusci della personalità e toccare l’essenza. Donne (ma anche uomini) se volete ottenere l’autenticità, lasciate perdere le frasi fatte e permettetevi di scendere in profondità. Buon lavoro."
Salvatore Brizzi

NATALIE PUDALOV ART

Autenticità non è non avere autocontrollo....
05/08/2023

Autenticità non è non avere autocontrollo....

L’essere autentico non evita il dolore necessario alla crescita ma è disposto ad attraversarlo per fede nella propria realtà organismica.

Esattamente...
05/05/2023

Esattamente...

❤️

01/07/2022

Quando il cocchiere (la mente) è confuso e non sa dove andare, la carrozza (il corpo) viene guidata dai cavalli (le emozioni) che automaticamente la trainano, senza direzione alcuna, mentre il passeggero (l’anima coscienza) dorme. E se la coscienza dorme, quanta consapevolezza possiamo avere di quello che facciamo, diciamo e decidiamo? Come può il cocchiere dare le opportune istruzioni ai cavalli se non sa dove dirigersi?!? E per sapere dove andare ha bisogno di ascoltare la voce del passeggero (anima), così da prendere in mano le redini e guidare i cavalli nella direzione desiderata. Credete che non sia così? E allora riflettete su quante azioni e pensieri fate senza l’uso della coscienza.

Georges Ivanovič Gurdjieff
♨️

19/05/2022

🌈La Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia ricorda il 17 maggio 1990, quando l’Oms rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
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🌈Come AltraPsicologia crediamo sia sempre importante ricordare questo giorno e il grande passo avanti che ne è derivato per la salute collettiva e per la convivenza civile.
🌈 Oggi è anche l'occasione per ricordare la nostra deontologia - il faro del nostro agire professionale - ed in particolare l'articolo 4 del nostro Codice Deontologico:
“Lo psicologo non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità.
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26/08/2021

«Quando ti viene nostalgia non è mancanza. È presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti».
Erri De Luca
Il passato, a volte, diventa la nostra fonte energetica. Si prendono dai ricordi situazioni, relazioni, persone, posti e dunque emozioni, le quali possono servire a ricaricarci per affrontare con maggiore energia e consapevolezza il presente.

Il qui ed ora...la terapia dell'ovvio...Fritz Perls...
10/07/2020

Il qui ed ora...la terapia dell'ovvio...Fritz Perls...

Dal film "Tre approcci alla psicoterapia" (1965) con sottotitoli in italiano.

31/01/2020

Il nostro potenziale si basa su un atteggiamento particolarissimo: vivere e riconsiderare ogni istante come un istante a sé.
Il guaio di chi è capace di riconsiderare ogni istante la situazione e di capire come è, è che in questo caso la persona non è più prevedibile."
"Quanto più forte è il carattere di una persona tanto minore è il suo potenziale.
Potrebbe sembrare un paradosso, ma chi ha un carattere è prevedibile, è una persona che ha a disposizione soltanto un certo numero di risposte prefissate."
"La persona che ha la mania del controllo è la prima a perdere la propria libertà."
"Non possiamo indurre deliberatamente il cambiamento, né in noi stessi, né negli altri. Questo è un punto decisivo: sono molti quelli che dedicano la propria esistenza a realizzare una loro concezione di come 'dovrebbero' essere, invece di realizzare se stessi."
"Non c'è bisogno di scavare: è tutto lì."
"Personalmente distinguo tre classi di escrementi verbali: la c***a di pollo, cioè 'buon giorno', come sta?' e via dicendo; la c***a di mucca, cioè i 'perché', le razionalizzazioni, le scuse; e la c***a di elefante, cioè quando si parla di filosofia, della terapia gestaltica come filosofia esistenziale ecc... quel che sto facendo io adesso, insomma."
"Il fine della terapia consiste nel far sì che il paziente NON dipenda dagli altri e scopra fin dal primissimo momento che può fare molte cose, MOLTE più cose di quelle che crede di poter fare."
"Salvo rarissime eccezioni, non si va in terapia per farsi curare, ma per perfezionare la propria nevrosi."
"Il nevrotico è una persona che non vede l'ovvio."
"'Perché' e 'siccome' in terapia gestaltica sono parolacce. Il 'perché' porta nel migliore dei casi a una spiegazione astuta e mai alla comprensione.
Il 'perché' frutta soltanto indagini senza fine sulla causa della causa della causa della causa della causa della causa."
"Dobbiamo sempre prendere in considerazione il segmento di mondo in cui viviamo come parte di noi stessi.
Ovunque andiamo ci portiamo dietro una specie di mondo."

PERLS, La terapia gestaltica parola per parola, 1969

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