18/06/2026
Per vent’anni il Mondiale è stato il luogo in cui Lionel Messi inseguiva qualcosa. Un trofeo, un’eredità, un confronto con il passato. Oggi, a 38 anni, sembra che sia il Mondiale a inseguire lui. Come a pregarlo di continuare, di restare ancora un po’. Nella notte di Kansas City, l’Argentina campione in carica ha battuto l’Algeria 3-0 all’esordio nel Mondiale 2026. Tutti e tre i gol portano la stessa firma: Lionel Messi. Una tripletta che vale molto più di tre punti. Vale un record, vale un messaggio al torneo e vale l’ennesima riscrittura di una carriera che continua a sfuggire alle regole del tempo.
Il primo dettaglio che rende la serata speciale è quasi cinematografico: la tripletta arriva esattamente vent’anni dopo il primo gol segnato da Messi in un Mondiale, quello contro la Serbia nel 2006. Nel frattempo sono passate sei Coppe del Mondo, un titolo conquistato in Qatar, otto Palloni d’Oro e centinaia di partite. Eppure il numero 10 argentino continua a presentarsi sul palcoscenico più importante come se fosse ancora il protagonista principale della storia.
Con i tre gol segnati all’Algeria, Messi ha raggiunto quota 16 reti ai Mondiali, agganciando il tedesco Miroslav Klose in cima alla classifica dei marcatori di sempre della competizione. Non è l’unico primato della serata. L’argentino è diventato il primo giocatore della storia a disputare sei Mondiali e, a 38 anni, il più anziano a realizzare una tripletta nella competizione. Una lista di record che ormai assomiglia più a una collezione che a un traguardo.
La partita è stata anche un riassunto della sua carriera. Prima un destro preciso dal limite dell’area. Poi il fiuto del centravanti, con il tap-in dopo una respinta del portiere algerino Luca Zidane. Infine la giocata che il pubblico si aspetta da vent’anni: combinazione stretta, spazio creato in pochi centimetri e pallone in rete per il 3-0. Non una tripletta qualsiasi, ma una raccolta completa di ciò che Messi è stato: rifinitore, finalizzatore e regista offensivo nello stesso momento Articolo da "L Espresso".