Dr. Gaetano Iaquinto

Dr. Gaetano Iaquinto F.I.G.C. Performance Nutrition
FIFA Football Medicine
Fisiologia e Biomeccanica dello Sport
Nutrigenetica

Nutrizionista per lo sport, specializzato in nutrigenetica, offro consulenze e programmi su misura per i tuoi obiettivi di salute!

Il problema non è raccogliere dati 📊 Il problema è saperli leggere in modo integrato.Oggi disponiamo di una quantità eno...
11/06/2026

Il problema non è raccogliere dati 📊
Il problema è saperli leggere in modo integrato.

Oggi disponiamo di una quantità enorme di informazioni: esami ematochimici, valutazioni antropometriche, dati di performance, monitoraggio dei carichi di allenamento e molti altri indicatori.

L’errore più frequente è considerarli compartimenti separati, attribuendo a ogni parametro un significato indipendente dal contesto.

Nel corso di un recente intervento presso l’Università Federico II Unina Federico II , dedicato all’integrazione tra antropometria e biomarcatori applicati allo sport, ho presentato alcuni casi reali della mia attività professionale.

Non casi straordinari.

Al contrario, situazioni che chi lavora quotidianamente con gli atleti incontra con regolarità:
- una modifica della composizione corporea.
- un biomarcatore che si discosta dai valori abituali dell’atleta.
- una variazione della performance.

I dati, analizzati singolarmente, possono generare ipotesi diverse, talvolta anche contrastanti.

Quando, invece, vengono interpretati insieme, alla luce del carico di allenamento, dello stato nutrizionale e del contesto competitivo, assumono un significato molto più preciso.

È in quel momento che il dato acquisisce valore operativo!

L’obiettivo non è produrre report sempre più ricchi.
L’obiettivo è ridurre l’incertezza e supportare decisioni tecniche più efficaci.

Per questo antropometria, biomarcatori e performance non dovrebbero essere considerati strumenti distinti.

E quando queste prospettive vengono integrate correttamente, non si ottengono semplicemente più dati: si ottengono indicazioni concrete per intervenire meglio, prima e con maggiore precisione.

Si tratta di prospettive diverse attraverso cui osservare lo stesso sistema biologico.

Se non è online non è mai successo… quindi eccomi qui a fornire le prove! 🕵🏻‍♂️In meno di 48 ore mi sono ritrovato a par...
07/06/2026

Se non è online non è mai successo… quindi eccomi qui a fornire le prove! 🕵🏻‍♂️

In meno di 48 ore mi sono ritrovato a parlare di nutrizione sportiva plant-based, antropometria, biomarcatori e monitoraggio dell’atleta all’Università Federico II di Napoli , per poi correre a Salerno ad assistere alla presentazione di lavori scientifici ai quali ho avuto il piacere di contribuire come autore.

A pensarci bene, non è stato altro che il riassunto di ciò che provo a fare ogni giorno: passare continuamente da un’aula universitaria a un campo da gioco, da un laboratorio di ricerca al mio studio. Perché, alla fine, università, ricerca e sport professionistico non sono mondi separati.

O, almeno, non dovrebbero esserlo…

La ricerca produce conoscenza.

Il campo genera domande.

Il nostro compito è provare a costruire un ponte tra le due cose.

Un ringraziamento a tutti i colleghi, relatori, studenti e professionisti con cui ho avuto il piacere di confrontarmi durante queste giornate.

Ora si torna alla normalità. Almeno fino al prossimo congresso, al prossimo progetto… o al prossimo PowerPoint da finire alle due di notte.

Season ’25/26.What a journey.Ups, downs, hard work, commitment, laughs.A real one.One, two, three… Together.Forza Napoli...
29/05/2026

Season ’25/26.
What a journey.

Ups, downs, hard work, commitment, laughs.
A real one.

One, two, three… Together.

Forza Napoli Basket Sempre. 🏀💙

In foto:titoli italiani, ori europei, podi internazionali, medaglie nel circuito IJF, piazzamenti olimpici, una Stella a...
22/05/2026

In foto:
titoli italiani, ori europei, podi internazionali, medaglie nel circuito IJF, piazzamenti olimpici, una Stella al Merito Sportivo CONI…

E poi ci sono io 🙋🏻‍♂️

Ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con un gruppo di atleti che rappresenta la Nazionale Italiana Seniores di Judo.

Atleti d’élite, certo; ma soprattutto professionisti veri: seri, disponibili, estremamente umili e aperti al confronto.

Abbiamo effettuato valutazioni della composizione corporea, insieme ad approfondimenti biochimico-clinici e genetici, al rientro dal Grand Slam in Kazakistan, in una fase importante della stagione e del percorso che li porterà a costruire la qualificazione verso i prossimi Giochi Olimpici.

Con loro ci siamo confrontati su nutrizione, gestione del peso, strategie pre-gara, composizione corporea e performance.
Temi concreti, dove non esistono formule standard e ogni scelta va costruita sull’atleta, sulla categoria di peso, sul calendario e sulle esigenze reali della preparazione.

La cosa più bella, però, è stata il clima che si è creato.
Serietà assoluta durante il lavoro; poi, però, battute, sfottò, racconti di allenamenti, tornei, esperienza alle Olimpiadi, randori “vinti o persi” tra loro e quella sana competizione interna che ti fa capire subito una cosa: qui il livello è alto, ma l’agonismo è ancora più alto!

Diciamo che tra dati, pliche, strategie nutrizionali e testosterone nell’aria, la giornata è stata abbastanza intensa.

Grazie a questi ragazzi per essersi fidati e affidati 🙏🏽
Grazie al Maestro Salvatore Tamburro per l’opportunità e per il lavoro che continua a portare avanti con competenza, passione e visione.

Mi auguro di ritrovarvi ancora lungo il mio percorso professionale; magari con qualche medaglia in più al collo…
anche se, a giudicare dal palmarès, quel collo inizia già a essere bello carico! 🥇 🇮🇹

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la notizia di un giovane prospetto NBA che ha attribuito episodi importanti di cr...
12/05/2026

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la notizia di un giovane prospetto NBA che ha attribuito episodi importanti di crampi all’utilizzo della creatina.

E, come spesso accade, il messaggio è stato semplificato fino all’osso:

“la creatina provoca crampi”.

Il problema è che nello sport di alto livello raramente le cose sono così lineari.

Creatina, creatinina, disidratazione, danno renale, fatica neuromuscolare e underfueling non sono la stessa cosa.

Eppure vengono spesso buttati nello stesso calderone, come se bastasse nominare un supplemento per spiegare un quadro molto più complesso.

La creatina è uno dei supplementi più studiati nella nutrizione sportiva. Le evidenze disponibili non mostrano un aumento sistematico del rischio di crampi o disidratazione. In alcuni contesti, anzi, i dati sembrano andare nella direzione opposta.

Questo non significa che vada usata “a caso”.

Significa che va contestualizzata!

Nella mia esperienza con giovani atleti, uno dei problemi più frequenti non è l’eccesso di supplementi.

È il contrario!

Molti mangiano meno di quanto dovrebbero, bevono meno di quanto servirebbe e arrivano già “scarichi” prima ancora di iniziare l’allenamento.

Poi compaiono crampi, fatica, cali di performance, recupero incompleto e la colpa viene data alla creatina o all’integratore di turno.

Ma prima di puntare il dito contro un integratore, bisognerebbe guardare il quadro completo:

carico di lavoro, disponibilità energetica, idratazione, recupero, sudorazione, composizione corporea, intake proteico, esami ematochimici e storia dell’atleta.

Perché anche una creatinina sierica più alta, soprattutto in un atleta molto muscoloso, ad alto carico allenante e con intake proteico elevato, non significa automaticamente danno renale.

La morale?

La creatina non è una scorciatoia.
Non è il colpevole perfetto.
E non sostituisce le basi.

Prima cibo.
Prima acqua.
Prima contesto.
Poi, se serve, creatina.

La performance non si improvvisa.
Si costruisce.

Sapete che non sono solito mettere bocca sull’operato di colleghi e colleghe, lungi da me; ma qualche giorno fa, una mia...
19/04/2026

Sapete che non sono solito mettere bocca sull’operato di colleghi e colleghe, lungi da me; ma qualche giorno fa, una mia alunna mi ha mostrato il piano alimentare che le è stato prescritto e siamo al limite dell’arresto!

Parliamo di una ragazza di 18 anni, pallavolista agonista.

Le è stato assegnato un piano da circa 1000 kcal al giorno.

Ora, il punto non è il singolo professionista.
Il punto è fermarsi e capire che tipo di approccio c’è dietro.

Perché una ragazza che si allena, che compete, che è ancora in fase di sviluppo, non può essere trattata come un obeso da sedentario da riportare dentro un range di peso.
Ha bisogno di energia per sostenere il carico, per recuperare, per adattarsi allo sforzo allenante.

Quando quell’energia manca, il corpo si adatta; ma in negativo e, nel tempo, il conto arriva: performance che cala, maggiore rischio di infortuni, equilibrio fisiologico che si altera, rapporto con il cibo che si complica.

Il problema non è il singolo caso.

Il problema è che nel 2026 esistano ancora approcci di questo tipo!

E allora forse è il momento di dirlo in modo chiaro; é vero che i professionisti hanno il dovere di aggiornarsi, é vero che i pazienti hanno il diritto — e la responsabilità — di scegliere a chi affidarsi; ma non basta.

Le società sportive e le federazioni devono assumersi la responsabilità di mettere gli atleti nelle condizioni di essere seguiti da figure competenti.
Perché quando questo non succede, gli atleti si arrangiano.
E quando ci si arrangia, spesso si finisce nelle mani sbagliate.

E lì il rischio non è solo non migliorare; ma, addirittura di fare danni.

Ecco perché l’educazione alimentare fatta bene — anche nelle scuole, anche coinvolgendo professionisti esterni qualificati — non è un “di più”.

È una necessità!

Perché senza strumenti, non si riconoscono gli errori e senza consapevolezza, si finisce per accettarli.

È stato un piacere – e un onore – essere docente al corso SANIS e trovarmi davanti colleghi che ogni giorno lavorano nel...
19/04/2026

È stato un piacere – e un onore – essere docente al corso SANIS e trovarmi davanti colleghi che ogni giorno lavorano nella nutrizione, tra ambito clinico e sportivo, a tutti i livelli.

Non l’ho vissuta come una semplice docenza, ma come uno scambio reale.
Perché chi sta sul campo sa bene che le risposte non sono mai tutte nei libri.

Se c’è una cosa che spero di aver lasciato, non sono solo nozioni; bensì un approccio.

Quello di fermarsi un attimo prima di scrivere un piano alimentare e chiedersi:
che sport sto osservando?
quali sono le richieste fisiologiche reali?
quali sono le dinamiche, i tempi, le regole che guidano la prestazione?

Nel tennis abbiamo toccato diversi aspetti:la variabilità della prestazione,l’impatto delle superfici di gioco,il ruolo – per me centrale – dell’idratazione,e l’importanza dell’antropometria secondo modello ISAK.

Perché senza comprendere il contesto, la nutrizione resta teoria.

Un grazie a SANIS per l’opportunità e un grazie speciale al Presidente, oltre che amico, .nutrizionista , per avermi voluto all’interno di questo percorso.

Esperienza intensa, stimolante… e sì, anche divertente.

Alla prossima.

Non tutto ciò che conta nella composizione corporea si vede sulla bilancia ⚖️ Negli ultimi anni, l’analisi della composi...
05/03/2026

Non tutto ciò che conta nella composizione corporea si vede sulla bilancia ⚖️

Negli ultimi anni, l’analisi della composizione corporea è diventata sempre più importante sia in ambito clinico che sportivo. Il peso corporeo, infatti, rappresenta solo un numero e non è in grado di raccontare come il corpo sia realmente strutturato.

Strumenti come la DXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry) permettono di analizzare in modo molto preciso la composizione del corpo umano distinguendo tre compartimenti principali: massa ossea, massa magra e massa grassa. Grazie all’utilizzo di raggi X a doppia energia, questo sistema è in grado di valutare non solo la quantità dei diversi tessuti, ma anche la loro distribuzione regionale, permettendo di osservare differenze tra arti superiori, arti inferiori e tronco.

Questa tecnologia è oggi ampiamente utilizzata in diversi contesti. In ambito clinico rappresenta uno strumento fondamentale per la valutazione della densità minerale ossea e per la prevenzione dell’osteoporosi. In ambito nutrizionale e sportivo consente invece di monitorare con maggiore precisione i cambiamenti nella composizione corporea, offrendo informazioni utili per comprendere come allenamento, alimentazione e recupero influenzino la struttura del corpo.

Comprendere di cosa è fatto il corpo, e non soltanto quanto pesa, è spesso il primo passo per interpretare correttamente molti aspetti legati alla salute e alla performance.

La tecnologia, quando viene integrata con competenze fisiologiche e nutrizionali, diventa uno strumento straordinario per leggere ciò che accade all’interno dell’organismo e per trasformare i dati in conoscenza utile.

Oltre 600 atleti. Un solo obiettivo: crescere!Lo Stage  di oggi ha rappresentato uno degli eventi più partecipati degli ...
15/02/2026

Oltre 600 atleti. Un solo obiettivo: crescere!

Lo Stage di oggi ha rappresentato uno degli eventi più partecipati degli ultimi anni in Campania — e tra i più imponenti a livello nazionale!

Oltre 600 atleti.
Tra loro campioni come , , ._ e altri protagonisti del karate italiano.

In questo contesto abbiamo coordinato un progetto di valutazioni antropometriche su atleti di élite, secondo protocollo .

Non una semplice raccolta di misure; bensì un’analisi sistematica della struttura dell’atleta.

Negli sport da combattimento:
• la gestione del peso è strategia
• la composizione corporea è prestazione
• la morfologia è vantaggio competitivo

Il progetto è stato reso possibile grazie alla visione di , con cui collaboro da anni per mettere al centro:

- salute
- prevenzione
- performance

Un grazie a , , e ai colleghi per il rigore e la precisione con cui mi hanno assistito e affiancato.

Grazie alla Dirigenza e ai Maestri dei Gruppi Sportivi di

Fiamme Oro – Polizia di Stato
Fiamme Gialle – Guardia di Finanza
Fiamme Azzurre – Polizia Penitenziaria

per aver creduto in un modello integrato tra tecnica e scienza.

Un grazie anche ai campioni che si sono volontariamente sottoposti alle valutazioni.

Atleti affermati, con titoli già conquistati alle spalle; eppure ancora disposti a mettersi in gioco.

La performance non è solo talento, è consapevolezza del proprio corpo.

Non si tratta solo di vincere.
Si tratta di dominare ogni dettaglio.

Porque el karateka no se adapta.
Se impone!

📍 Basketball Roles – Focus on the Point GuardThe brain of the team.The point guard is much more than a tactical playmake...
06/01/2026

📍 Basketball Roles – Focus on the Point Guard

The brain of the team.

The point guard is much more than a tactical playmaker:
they’re an energy catalyst, the rhythm’s metronome, the eyes that see the game before it happens.
Their body must support their mind.

📊 Anthropometrically, point guards tend to have a lighter profile, with low body fat and high relative muscle density.
They often show highly reactive lower limbs and a compact build that enhances change of direction and speed of ex*****on.

Somatotype? Mostly ecto-mesomorphic: lean, resilient, agile.
Low center of gravity, balanced segment distribution, and shorter limbs compared to other roles.
All of this translates into efficiency in defensive rotations, quick passes, and explosive first steps.

🎯 Training a point guard means respecting their structure and building a development plan tailored to their role, leverage, and physiology.

🧠💥 When it comes to performance, details are never just details.



🔜 Next post: Shooting Guard
Speed, power, and the mindset of a scorer.

Indirizzo

Naples

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00

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