Dott. Nicola Savarese - Nutrizionista

Dott. Nicola Savarese - Nutrizionista 𝐍𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚
𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨
𝐁𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨
𝐂𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨
𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐕𝐆𝐑𝐂
𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐢𝐧 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐍𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
𝐏𝐞𝐫𝐟. 𝐢𝐧 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐂𝐡𝐞𝐭𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞
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Giugno, Napoli.Io in studio, cinque minuti di pausa, il caldo che inizia a farsi sentire e quella voglia di ferie che co...
17/06/2026

Giugno, Napoli.

Io in studio, cinque minuti di pausa, il caldo che inizia a farsi sentire e quella voglia di ferie che comincia a bussare con una certa insistenza.

Eppure, proprio in questi giorni, lo studio è pieno di energia.

Perché giugno è un mese particolare: c’è chi arriva per la prova costume, chi vuole perdere gli ultimi chili prima dell’estate, chi cerca una strategia più rapida e chi, semplicemente, sente che è arrivato il momento di rimettersi al centro.

E sapete una cosa?

Va bene anche partire da lì.

Da un costume.
Da un vestito.
Da una vacanza.
Da uno specchio che finalmente vogliamo guardare con meno giudizio.

L’importante è non trasformare tutto in improvvisazione.

Le strategie più intensive esistono: chetogenica, VLCKD, protocolli con alimenti, sostituti del pasto o approcci misti.

Ma non sono “diete lampo”.

Sono dietoterapie.

E una dietoterapia deve avere due parole chiave: efficacia e sicurezza.

Perché dimagrire si può.
Anche bene.
Anche in tempi più rapidi, quando ci sono le condizioni.

Ma sempre rispettando la fisiologia della persona, la composizione corporea, la storia clinica, la motivazione e la sostenibilità del percorso.

Non tutto deve passare per forza dai farmaci.
Non tutto deve diventare una scorciatoia.
Non tutto deve essere estremo per funzionare.

A volte serve solo il metodo giusto, nel momento giusto, con la guida giusta.

Forse giugno ci ricorda proprio questo: che si può iniziare anche dalla prova costume, ma poi scoprire che il vero risultato è sentirsi finalmente meglio nei propri panni.

E no, non è poco.

GLP-1 e dieta: il farmaco aiuta, ma il percorso lo costruisce lo stile di vita.Oggi si parla di semaglutide, tirzepatide...
15/06/2026

GLP-1 e dieta: il farmaco aiuta, ma il percorso lo costruisce lo stile di vita.

Oggi si parla di semaglutide, tirzepatide e terapie incretiniche.

Possono essere strumenti utili, quando prescritti dal medico e inseriti in un percorso serio.

Ma attenzione: il farmaco da solo non basta.

Dimagrire non significa solo vedere scendere un numero sulla bilancia.

Significa perdere grasso, preservare massa muscolare, evitare carenze, gestire gli effetti gastrointestinali e costruire abitudini che restino.

Ed è qui che la dieta diventa centrale.

Anche una dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico, come la VLCKD, può essere utile in un trattamento dietetico strutturato.

Non come dieta fai da te.
Non come scorciatoia.
Non come moda.

Ma come terapia dietetica personalizzata e monitorata, che può favorire la perdita di massa grassa, controllare l’appetito e preservare massa muscolare con proteine adeguate.

Uno dei rischi dei dimagrimenti rapidi è perdere anche massa magra.

La massa muscolare non è un dettaglio estetico: è metabolismo, forza, salute e mantenimento dei risultati.

Il vero punto è un altro:
cosa succede quando il farmaco viene sospeso?

Non possiamo pensare di delegare tutto a una puntura.

Se durante il percorso non impariamo a mangiare meglio, a muoverci di più, a dormire meglio e a gestire stress, fame emotiva e abitudini, il rischio è concreto: riprendere parte dei chili persi.

Per questo la terapia farmacologica, quando indicata, deve essere accompagnata da una strategia precisa: dieta personalizzata, proteine adeguate, attività fisica di forza, sonno di qualità, supporto comportamentale ed educazione alimentare.

La VLCKD o qualunque altro approccio non vanno scelti perché sono di moda, ma perché sono adatti alla persona, al momento, agli obiettivi e alla storia clinica.

Il farmaco può aprire una finestra preziosa.

Ma dentro quella finestra bisogna lavorare.

Il vero obiettivo non è solo dimagrire.

È non tornare al punto di partenza.

E questo non lo fa il farmaco da solo.

Lo fa un percorso costruito bene.

Farmaco, dieta e stile di vita non sono alternative.
Sono alleati.

Domenica in modalità VLCKD.Perché sì, l’estate chiama: più cene fuori, più occasioni sociali, più aperitivi, più voglia ...
14/06/2026

Domenica in modalità VLCKD.
Perché sì, l’estate chiama: più cene fuori, più occasioni sociali, più aperitivi, più voglia di sentirsi leggeri, asciutti, in forma.

E spesso, in questo periodo, restare nel “mood dietetico” diventa più difficile.

Oggi ho scelto una giornata controllata, a basso contenuto calorico e di carboidrati, in stile VLCKD, cioè una dieta chetogenica dimagrante a bassissimo apporto calorico.

Ma attenzione: non parliamo della “chetogenica improvvisata”, del fai da te o dei prodotti presi a caso perché letti online.
Parliamo di un approccio medicale, strutturato e personalizzato, che può essere utilizzato in alcuni percorsi dimagranti, periodi definiti e con una corretta valutazione professionale.

La giornata di oggi?

☕ Colazione
Cornetto chetogenico al cioccolato e cappuccino.

🍽️ Pranzo
Pesce con contorno di verdure, gratinate con pangrattato chetogenico.

🥤 Spuntino-Aperitivo
Crackers chetogenici e bevanda analcolica zero.

🍝 Cena
Pasta chetogenica condita zucchine e poco formaggio, compatibile con il regime.

Queste giornate, se ben costruite, possono aiutare a rimettersi in carreggiata, soprattutto quando si sente il bisogno di recuperare ordine, controllo e motivazione dopo giorni più pieni, più sociali o meno lineari.

Ma il punto non è “mangiare poco”.
Il punto è mangiare in modo strategico.

Una dieta chetogenica dimagrante non deve essere vissuta come una punizione, né come una scorciatoia magica.
Deve essere un trattamento dietetico pensato sulla persona: obiettivi, composizione corporea, salute, stile di vita, aderenza, storia clinica e rapporto con il cibo.

Perché dimagrire non significa solo perdere peso.
Significa anche imparare a gestire meglio le scelte, le occasioni, le giornate difficili e quei momenti in cui l’estate ci invita a vivere… senza perdere completamente la direzione.

La dieta funziona quando è sostenibile.
E quando è seguita con criterio, qualità e consapevolezza.

VLCKD sì, ma non per tutti.
E soprattutto: mai a caso.

Dr. Nicola Savarese
Nutrizionista • Psicologo • Biologo • Chimico
Specialista in VGRC

Sabato.A volte non è il corpo a non fermarsi.È la testa.Possiamo essere in pausa, nel weekend, in vacanza, lontani dagli...
13/06/2026

Sabato.

A volte non è il corpo a non fermarsi.
È la testa.

Possiamo essere in pausa, nel weekend, in vacanza, lontani dagli impegni… e continuare comunque a sentirci in dovere di controllare, rispondere, programmare, recuperare, fare.

Per questo il riposo non è solo assenza di lavoro.
È una competenza emotiva.

Significa darsi il permesso di rallentare senza sentirsi in colpa.
Significa lasciare per un momento la prestazione fuori dalla porta.
Significa smettere di misurare il proprio valore solo in base a quanto siamo produttivi.

Il benessere psicologico passa anche da qui:
dal modo in cui impariamo ad abitare le pause.

Senza doverle meritare.
Senza doverle giustificare.
Senza trasformarle in un’altra cosa da fare bene.

Venerdì.Settimana particolarmente impegnativa conclusa.Studio di Roma, tante persone incontrate, pazienti da seguire, st...
12/06/2026

Venerdì.

Settimana particolarmente impegnativa conclusa.

Studio di Roma, tante persone incontrate, pazienti da seguire, storie da ascoltare, percorsi da accompagnare, messaggi WhatsApp che sembrano non finire mai, diete da elaborare, appunti da sistemare, spostamenti, telefonate, burocrazia, gestione degli studi e tutte quelle cose invisibili che fanno parte del lavoro quotidiano.

E poi l’attività di formazione in Psicoterapia presso l’ASL di Napoli al Vomero.

Perché sì, il lavoro è fatto di competenze, tecnica, studio e aggiornamento continuo.
Ma è fatto anche di ascolto.

Quello vero.

L’ascolto attivo, come ci insegna Gordon, non è semplicemente “sentire” quello che una persona dice.
È esserci, provare a comprendere cosa c’è dietro una richiesta, una difficoltà, una resistenza, una frase detta a metà.

In questi giorni ho pensato spesso a quanto il benessere non sia mai una cosa sola.

Non è solo dieta.
Non è solo movimento.
Non è solo riposo.
Non è solo mente.

È un equilibrio più ampio, fatto di corpo, emozioni, relazioni, alimentazione, sonno, pause, parole dette bene e silenzi rispettati.

E dentro settimane così piene, imparare a rallentare diventa quasi una forma di cura.

Una telefonata fatta di corsa.
Un messaggio recuperato appena possibile.
Una cena con qualche amico.
Un confronto, una risata, un momento normale dentro giornate tutt’altro che leggere.

Sono grato del lavoro che faccio.
Perché accompagnare le persone nei loro percorsi è un privilegio, oltre che una responsabilità.

Però bisogna anche imparare a fermarsi.
A respirare.
A non confondere la passione con il dover essere sempre disponibili, sempre produttivi, sempre “sul pezzo”.

Quindi sì: due giorni proverò davvero a riposare.
Anche perché da lunedì si riparte con lavoro, tanti pazienti, programmi e nuove giornate da incastrare.

Ma il benessere passa anche da qui:
dal saper lavorare con presenza
e riposare senza sentirsi in colpa.

Vale per il lavoro.
Vale per la dieta.
Vale per la mente.
Vale per la vita.

E voi?
Riuscite davvero a fermarvi nel weekend o siete anche voi del team “mi riposo”… ma poi trovate sempre qualcosa da fare?

Questa non è una foto pensata, preparata o costruita per Instagram. È semplicemente un momento di questa settimana, pres...
10/06/2026

Questa non è una foto pensata, preparata o costruita per Instagram. È semplicemente un momento di questa settimana, preso così com’era: una giornata di studio, visite, appunti, piani alimentari, telefonate, messaggi e persone da seguire.

E forse proprio per questo mi piace.

Perché racconta bene una parte del mio lavoro che spesso non si vede. Non c’è solo la visita, non c’è solo la dieta consegnata, non ci sono solo grammature, alimenti e indicazioni pratiche. C’è tutto quello che viene prima e tutto quello che viene dopo: l’ascolto, il ragionamento, il provare a capire davvero la persona, le sue abitudini, le sue difficoltà, il suo modo di vivere il cibo, il corpo, la salute e il cambiamento.

Da nutrizionista e psicologo, per me il percorso non può essere solo “dimagrire” o “mangiare meglio”. Certo, gli obiettivi contano, i risultati contano, il metodo conta. Ma conta anche il modo in cui una persona arriva a quei risultati, quanto riesce a sentirli suoi, quanto riesce a portarli nella vita reale senza viverli come una punizione o come l’ennesima prova da superare.

L’ascolto attivo, la relazione, la risoluzione dei problemi, l’adattamento del percorso fanno parte del lavoro tanto quanto il piano alimentare. Perché spesso non basta sapere cosa fare: bisogna capire come riuscire a farlo, dentro giornate piene, momenti difficili, stanchezza, emozioni, impegni, famiglia, lavoro e vita vera.

Questa foto, in fondo, racconta proprio questo: un pezzo di vita vissuta, non perfetta ma reale. E il mio modo di lavorare nasce da qui: cercare di aiutare le persone a costruire uno stile di vita più sano, più sostenibile e più consapevole, mettendo insieme alimentazione, mente, salute e benessere a 360 gradi.

Non solo dieta, quindi.
Un percorso per imparare a stare meglio, davvero.

Lunedì.Il giorno in cui, per qualche strana ragione, tutti pensiamo di dover rimettere ordine nella nostra vita.La dieta...
08/06/2026

Lunedì.

Il giorno in cui, per qualche strana ragione, tutti pensiamo di dover rimettere ordine nella nostra vita.

La dieta, il lavoro, la palestra, l’acqua da bere, la spesa sana, i buoni propositi, il senso di colpa del weekend e quella frase che sento ripetere spesso:

“Dottore, da lunedì ricomincio.”

Ecco, forse il problema è proprio questo: pensare che ogni lunedì debba essere una ripartenza drastica.

Come se il weekend fosse stato un errore.
Come se mangiare qualcosa di diverso, uscire, concedersi un pranzo, una cena o un momento più libero significasse aver rovinato tutto.

In realtà, un percorso alimentare serio non funziona così.

Non si costruisce sulla colpa.
Non si costruisce sulla punizione.
Non si costruisce sul “oggi digiuno perché ieri ho esagerato”.

Si costruisce sulla capacità di tornare in carreggiata senza trasformare ogni scelta alimentare in un processo.

Il lunedì, quindi, non dovrebbe essere il giorno della dieta punitiva.

Dovrebbe essere il giorno in cui ti chiedi con onestà:

“Come sto?”
“Di cosa ho bisogno?”
“Sto mangiando per fame, per stanchezza, per nervosismo, per abitudine o per consolarmi?”

Perché il cibo non è mai solo cibo.

A volte è organizzazione.
A volte è emozione.
A volte è controllo.
A volte è compensazione.
A volte è semplicemente il modo più rapido che abbiamo trovato per darci qualcosa quando siamo stanchi, vuoti o sotto pressione.

Ed è per questo che dieta e psicologia, per me, non possono essere due mondi separati.

Una dieta può essere tecnicamente perfetta, ma se non entra nella vita reale della persona, dura poco.

Se non tiene conto degli orari, della fame nervosa, delle emozioni, della socialità, della stanchezza e del modo in cui una persona si tratta, resta solo un foglio appeso al frigo.

Il lunedì non serve a ricominciare da zero.

Serve a riprendere il filo.

Con meno ansia.
Con più metodo.
Con più lucidità.
E magari anche con un po’ più di gentilezza verso sé stessi.

Perché il vero cambiamento non è fare tutto perfetto per tre giorni.

È imparare a non mollare tutto solo perché non è andata come previsto.

Dr. Nicola Savarese

Domenica sera.Dopo cena.Quel momento in cui non hai davvero fame, ma hai voglia di chiudere la giornata con qualcosa di ...
07/06/2026

Domenica sera.
Dopo cena.
Quel momento in cui non hai davvero fame, ma hai voglia di chiudere la giornata con qualcosa di buono.

E qui entra in gioco una cosa che ripeto spesso ai miei pazienti: lo spuntino non è sempre obbligatorio.

In molti percorsi alimentari, soprattutto dimagranti, low carb o chetogenici, gli spuntini sono pasti accessori: si fanno quando servono davvero.
Non perché “bisogna mangiare ogni tre ore”.
Non perché la dieta debba diventare una sequenza infinita di mini-pasti.
Ma perché, a volte, serve anche una piccola coccola intelligente.

Questa coppetta, ad esempio, è semplicissima:

100 g di kefir bianco naturale
50 g di mirtilli

Valori nutrizionali indicativi:
circa 80 kcal
Carboidrati: circa 9-10 g
Proteine: circa 4 g
Grassi: circa 3 g

È uno spuntino leggero, fresco, appagante.
Non è un dolce “travestito da dieta”, non è una punizione, non è una finta merenda triste.

È una scelta piccola, ma pensata.

Il kefir dà cremosità, una quota proteica minima e fermenti utili per l’equilibrio intestinale.
I mirtilli aggiungono dolcezza naturale, colore, fibra e polifenoli, mantenendo comunque i carboidrati abbastanza contenuti.

Può trovare spazio in una dieta ipocalorica, in una fase di mantenimento, in un’impostazione mediterranea controllata o low carb.
In una dieta chetogenica va valutato con più attenzione, perché i carboidrati totali contano e ogni piano ha il suo margine: ma, in alcuni casi, può essere inserito strategicamente, soprattutto se il resto della giornata è ben costruito.

Perché la dieta non è solo tecnica.
È anche testa.
È desiderio.
È gestione della sera, della noia, della voglia di “qualcosa di buono”.

E forse il punto è proprio questo: non serve sempre esagerare per sentirsi appagati.
A volte basta una coppetta fatta bene, una domenica sera tranquilla e la sensazione di essersi presi cura di sé senza perdere il piacere.

La dieta migliore non è quella che ti spegne.
È quella che ti accompagna.

Estate alle porte, la voglia di sentirsi più leggeri, il desiderio di rimettersi in forma… e quella domanda che tanti pa...
07/06/2026

Estate alle porte, la voglia di sentirsi più leggeri, il desiderio di rimettersi in forma… e quella domanda che tanti pazienti mi fanno: Dottore, ma le diete che prepara sono complicate?

La risposta è: no.
O meglio: non devono esserlo.

Perché una dieta, per funzionare davvero, non deve sembrare una prova di MasterChef. Deve entrare nella vita reale. Anche in una domenica in cui non hai voglia di cucinare, anche quando vuoi qualcosa di semplice e veloce.

Questo piatto, ad esempio, è molto essenziale: salmone affumicato, insalata e un pane compatibile con un’impostazione chetogenica.

Niente di scenografico.
Niente di complicato.
Ma dietro la semplicità, quando è fatta bene, c’è sempre metodo.

La dieta chetogenica, infatti, non è “mangio proteine e tolgo il pane”.
È un equilibrio preciso tra carboidrati molto bassi, grassi, proteine, calorie e qualità degli alimenti.

E poi c’è il grande tema dei prodotti “keto”.
Perché oggi esiste una vera giungla di pane, snack, biscotti, barrette e prodotti chetogenici. Alcuni possono essere utili. Molti, però, sono solo marketing con etichetta accattivante.

Un prodotto può anche avere pochi carboidrati, ma non per questo è automaticamente adatto.

Bisogna valutare:
- la quota reale di carboidrati,
- l’apporto calorico,
- la qualità degli ingredienti,
- la sicurezza della composizione,
- la presenza di additivi o ingredienti poco interessanti,
- e soprattutto il carico complessivo del pasto.

Perché anche in chetogenica non vale il “tanto è keto, quindi posso mangiarlo liberamente”.

E attenzione anche alle proteine: non devono essere né troppo poche né eccessive. Una chetogenica ben fatta non è una dieta iperproteica improvvisata. È un piano ragionato, costruito sulla persona, sull’obiettivo, sulla composizione corporea e sulla sostenibilità.

Alla fine, il punto è proprio questo: una dieta efficace non deve essere complicata. Deve essere chiara, praticabile e pensata bene.

Semplice non significa banale, MA significa che puoi seguirla anche quando la vita non ti lascia troppo tempo per cucinare.

E forse il vero lusso, in un percorso alimentare, è proprio questo: mangiare bene senza sentirsi schiavi della dieta.

Per me l’anno non inizia a gennaio.Inizia a settembre, quando si riparte con lavoro, progetti, formazione, appuntamenti ...
31/05/2026

Per me l’anno non inizia a gennaio.

Inizia a settembre, quando si riparte con lavoro, progetti, formazione, appuntamenti e cose da costruire.

E finisce a luglio, quando arriva la pausa estiva e si prova a ti**re una linea.

Domani è giugno.

E oggi, in questa domenica di weekend lungo, mi sono fermato un attimo e ho pensato: com’è possibile che sia già passato quasi un altro anno?

Ci sono periodi in cui il tempo vola davvero.

Giornate che iniziano presto e finiscono tardi: visite, pazienti, scuola di psicoterapia, formazione sul campo, messaggi da recuperare, pranzi saltati o fatti in fretta, testa sempre già alla cosa successiva.

Arrivi a sera e ti rendi conto di non aver quasi visto la giornata.

È passata.
Ma tu l’hai attraversata correndo.

Quest’anno, però, qualcosa ho provato a cambiarlo.

Ho cercato di gestire meglio il mio tempo.
Di ritagliare più spazio per me, gli amici, le passioni, le cose che non servono solo a produrre, ma anche a vivere.

Non sempre ci riesco.

Gli ultimi 10 giorni, per esempio, sono stati quasi tutti lavoro, formazione, responsabilità, agenda piena e testa sempre accesa.

E allora oggi mi sono fermato.

Non per fare qualcosa di speciale.
Solo per sentire il tempo che passava senza doverlo subito riempire.

Jon Kabat-Zinn, uno dei riferimenti più importanti sulla mindfulness, descrive la consapevolezza come la capacità di portare attenzione al momento presente, senza giudicarlo.

Detta in modo semplice: esserci.

Perché a volte siamo in un posto, ma mentalmente siamo già domani.

E così il tempo passa, ma noi non sempre lo viviamo davvero.

Da nutrizionista parlo spesso di alimentazione, corpo, risultati e obiettivi.

Da psicologo mi rendo conto che il benessere passa anche da un’altra domanda:

come stiamo vivendo il nostro tempo?

Lo stiamo usando solo per correre?
O anche per costruire una vita che ci assomiglia?

Fermarsi non significa perdere tempo.

A volte significa riprenderlo.
Capire cosa ci nutre davvero e cosa, invece, ci consuma.

Forse prendersi cura di sé è anche questo.

Ogni tanto fermarsi.
Sentire il tempo che scorre.
Senza fretta.

E ricordarsi che il tempo non va solo organizzato.

Va anche vissuto.

Indirizzo

Riviera Di Chiaia 276
Naples
80121

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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