03/09/2026
Cambiamento.
È una parola bellissima. E probabilmente una delle più pronunciate.
Da domani cambio.
Cambio alimentazione. Mi alleno. Mi prendo più cura di me. Organizzo meglio il mio tempo. Imparo a dire di no. Smetto di rimandare.
Eppure, molto spesso, quel “domani” continua a spostarsi.
Uno dei motivi è che immaginiamo il cambiamento come qualcosa di radicale: vorremmo passare velocemente da una situazione che non ci piace a quella ideale. Tutto insieme, possibilmente senza inciampi.
Ma il cambiamento raramente funziona così.
Paul Watzlawick, uno dei riferimenti dell’approccio strategico, ha mostrato quanto spesso continuiamo a utilizzare le stesse soluzioni anche quando non funzionano più. E così, nel tentativo di cambiare, finiamo paradossalmente per ripetere sempre gli stessi schemi.
Cambiare può allora significare qualcosa di molto più semplice: iniziare a fare qualcosa di diverso dal solito.
Non dieci cose. Una.
Mangiare un po’ meglio oggi.
Fare quella passeggiata che continui a rimandare.
Mettere un confine dove normalmente dici sempre sì.
Dedicare mezz’ora a te stesso.
Interrompere una piccola abitudine automatica.
Un cambiamento importante può nascere anche da un movimento molto piccolo, purché venga ripetuto con costanza.
Non possiamo cambiare gli altri, né controllare tutto quello che ci accade. Possiamo però lavorare sul nostro modo di rispondere, scegliere e comportarci.
E allora, invece di chiederti: “Come faccio a cambiare completamente?”
prova a chiederti: “Qual è una piccola cosa che oggi posso fare diversamente?”
Perché spesso il cambiamento non comincia quando finalmente ci sentiamo pronti.
Comincia quando facciamo il primo passo.