Dott. Nicola Savarese - Nutrizionista

Dott. Nicola Savarese - Nutrizionista 𝐍𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚
𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨
𝐁𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨
𝐂𝐡𝐢𝐦𝐢𝐜𝐨
𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐕𝐆𝐑𝐂
𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐢𝐧 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐍𝐮𝐭𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
𝐏𝐞𝐫𝐟. 𝐢𝐧 𝐃𝐢𝐞𝐭𝐞 𝐂𝐡𝐞𝐭𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞
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Cambiamento.È una parola bellissima. E probabilmente una delle più pronunciate.Da domani cambio.Cambio alimentazione. Mi...
03/09/2026

Cambiamento.

È una parola bellissima. E probabilmente una delle più pronunciate.

Da domani cambio.
Cambio alimentazione. Mi alleno. Mi prendo più cura di me. Organizzo meglio il mio tempo. Imparo a dire di no. Smetto di rimandare.

Eppure, molto spesso, quel “domani” continua a spostarsi.

Uno dei motivi è che immaginiamo il cambiamento come qualcosa di radicale: vorremmo passare velocemente da una situazione che non ci piace a quella ideale. Tutto insieme, possibilmente senza inciampi.

Ma il cambiamento raramente funziona così.

Paul Watzlawick, uno dei riferimenti dell’approccio strategico, ha mostrato quanto spesso continuiamo a utilizzare le stesse soluzioni anche quando non funzionano più. E così, nel tentativo di cambiare, finiamo paradossalmente per ripetere sempre gli stessi schemi.

Cambiare può allora significare qualcosa di molto più semplice: iniziare a fare qualcosa di diverso dal solito.

Non dieci cose. Una.

Mangiare un po’ meglio oggi.
Fare quella passeggiata che continui a rimandare.
Mettere un confine dove normalmente dici sempre sì.
Dedicare mezz’ora a te stesso.
Interrompere una piccola abitudine automatica.

Un cambiamento importante può nascere anche da un movimento molto piccolo, purché venga ripetuto con costanza.

Non possiamo cambiare gli altri, né controllare tutto quello che ci accade. Possiamo però lavorare sul nostro modo di rispondere, scegliere e comportarci.

E allora, invece di chiederti: “Come faccio a cambiare completamente?”

prova a chiederti: “Qual è una piccola cosa che oggi posso fare diversamente?”

Perché spesso il cambiamento non comincia quando finalmente ci sentiamo pronti.

Comincia quando facciamo il primo passo.

Si ricomincia.Agenda aperta, appuntamenti da incastrare, messaggi a cui rispondere e nuove visite da programmare.Settemb...
02/09/2026

Si ricomincia.

Agenda aperta, appuntamenti da incastrare, messaggi a cui rispondere e nuove visite da programmare.

Settembre, per me, ha sempre un po’ il sapore di un nuovo inizio: riprendono i percorsi, ne cominciano di nuovi e si torna a lavorare insieme su alimentazione, benessere e tutto quello che spesso ruota intorno al nostro rapporto con il cibo e con noi stessi.

Nutrizione e psicologia continuano a essere le due prospettive attraverso cui provo a leggere ogni percorso: perché dietro una dieta non ci sono soltanto alimenti, quantità e schemi, ma persone, abitudini, difficoltà, obiettivi e momenti diversi della propria vita.

Oggi è una di quelle giornate fatte di telefonate, agenda e organizzazione.

E direi che sì: il nuovo anno di lavoro può ufficialmente cominciare.

Settembre è uno dei miei mesi preferiti.Per me ha sempre avuto qualcosa di particolare: è un po’ il mio Capodanno. L’ann...
01/09/2026

Settembre è uno dei miei mesi preferiti.

Per me ha sempre avuto qualcosa di particolare: è un po’ il mio Capodanno. L’anno, nella mia testa, comincia a settembre e finisce a luglio.

Settembre è il mese in cui torno a fare ordine, penso a quello che voglio costruire, rimetto a fuoco le priorità e, puntualmente, mi vengono in mente più progetti di quanti ne possa raccontare in un solo post.

Quest’anno non fa eccezione.

C’è tanto lavoro, ci sono idee nuove, progetti a cui sto dedicando davvero molto tempo, studio, formazione, la scuola di psicoterapia, nuovi impegni professionali e alcune novità che arriveranno un po’ alla volta.

Ma c’è anche un’altra cosa che vorrei portare avanti con la stessa serietà: lasciare spazio a tutto ciò che non è produttività.

Allenarmi. Mangiare bene. Coltivare interessi. Vedere le persone a cui voglio bene. Riposare. Avere tempo libero. Prendermi cura di me senza dover trasformare anche questo nell’ennesimo obiettivo da raggiungere.

In psicologia si parla spesso di motivazione, ma la motivazione da sola dura poco. È molto più utile costruire abitudini, contesti e scelte che possano resistere anche quando l’entusiasmo iniziale diminuisce.

È un concetto molto vicino a quello che Albert Bandura chiamava autoefficacia: la fiducia di riuscire a portare avanti un comportamento cresce anche attraverso piccoli risultati concreti, ripetuti nel tempo.

Forse è questo il senso dei buoni propositi di settembre.

Non promettersi una nuova versione di sé.

Ma scegliere alcune cose importanti e continuare a farle anche quando settembre sarà finito.

Io, almeno, ci provo così.

E forse quest’anno, tra tutti i progetti che ho in mente, quello più importante è proprio questo: fare molto, continuare a crescere, ma senza dimenticare di vivere.

A pensarci bene, una delle fortune più grandi che ho avuto è stata poter studiare quello che volevo studiare e, soprattu...
30/08/2026

A pensarci bene, una delle fortune più grandi che ho avuto è stata poter studiare quello che volevo studiare e, soprattutto, poter scegliere il lavoro che volevo fare.

Non è stato un percorso perfettamente lineare. E forse è proprio questo il bello.

Sono partito dalle scienze, dalla chimica, dalla biologia e dalle scienze della salute. Poi è arrivata la nutrizione, che è parte fondamentale della mia vita professionale.

A un certo punto, però, mi sono accorto che conoscere metabolismo, alimentazione e composizione corporea non mi bastava più.

Perché davanti a me non avevo chili, percentuali o protocolli.

Avevo persone.

E così è arrivata la psicologia. E poi la scelta di continuare ancora, studiando psicoterapia.

Perché, alla fine, sono le persone la parte che mi interessa di più.

Mi piace la loro diversità. Mi piace ascoltare storie, caratteri, abitudini e difficoltà. Mi piace sapere che due persone con lo stesso obiettivo possono aver bisogno di strade completamente diverse.

Ed è anche per questo che ho scelto la libera professione: per poter essere autentico e autonomo nel mio modo di lavorare, senza ridurre il mio lavoro all’applicazione di un protocollo.

Ho bisogno di capire chi ho davanti.

E c’è una cosa che forse dico troppo poco: il mio lavoro mi diverte.

Mi stimola, mi incuriosisce, mi spinge a studiare, a cambiare idea e a mettermi in discussione. Ci sono giornate più faticose di altre, ma questo lavoro continua a darmi molto.

Le persone si rivolgono a me perché, in quel momento, cercano un aiuto. E questa cosa non mi è mai sembrata scontata.

Ricevere la fiducia di qualcuno, per un tratto della sua storia, è qualcosa che considero un privilegio e, insieme, una responsabilità.

Forse è questo il filo che tiene insieme tutto quello che ho studiato e che continuo a studiare: nutrizione, psicologia, corpo, comportamento, emozioni e relazione.

Non mi interessa sapere tante cose per poter dire di saperle.

Mi interessa avere qualche strumento in più per capire meglio chi ho davanti ed essergli utile.

E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo tanti anni, la mia curiosità più grande resta la stessa: capire chi ho davanti.

Prendersi cura di sé non significa fare tutto bene, né trasformare ogni giornata in una lista di cose “giuste” da rispet...
29/08/2026

Prendersi cura di sé non significa fare tutto bene, né trasformare ogni giornata in una lista di cose “giuste” da rispettare.

È scegliere un’alimentazione che ci faccia stare bene, muovere il corpo, riposare quando serve. Ma è anche coltivare un interesse, ritrovare una passione, concedersi del tempo, lavorare senza dimenticarsi di esistere fuori dal lavoro.

E poi ci sono gli altri.

Le amicizie, le relazioni, le persone con cui possiamo essere spontanei, ridere, parlare, condividere un pasto o semplicemente stare bene.

Perché il benessere non riguarda soltanto il corpo e non riguarda soltanto la mente. Riguarda anche il modo in cui costruiamo le nostre giornate e le persone con cui scegliamo di condividerle.

Forse prendersi cura di sé significa proprio questo: imparare a riconoscere ciò che ci fa bene e concedere un po’ più di spazio.

A noi stessi. E agli altri.

Qui oggi fa ancora caldo. Di quello che si fa sentire sul serio.Ogni tanto arriva un po’ di vento a dare sollievo e, qua...
28/08/2026

Qui oggi fa ancora caldo. Di quello che si fa sentire sul serio.
Ogni tanto arriva un po’ di vento a dare sollievo e, quando non basta, un bagno al mare o in piscina rimette subito le cose al loro posto.

In questi ultimi giorni di ferie, però, sto apprezzando soprattutto un’altra cosa: la tranquillità della campagna.

Questa casa, con i suoi angoli, i suoi silenzi e tanti ricordi, riesce sempre a farmi rallentare un po’. E forse è proprio questo uno dei piccoli privilegi delle ferie: avere finalmente il tempo di stare, senza dover necessariamente riempire ogni momento.

Tra qualche giorno torneranno Napoli e Roma, gli spostamenti, gli appuntamenti, i progetti, le attività di formazione in ASL, la scuola di Psicoterapia e quella quotidianità che, nel bene e nel male, ho scelto e costruito negli anni.

E forse è proprio quando tutto rallenta che ci si accorge meglio di ciò che conta.

Non perché nel silenzio arrivino necessariamente grandi risposte, ma perché alcune cose diventano più nitide: ciò che ci manca, ciò che ci fa bene, le persone che abbiamo voglia di ritrovare e anche quello a cui, tornando, vogliamo provare a dare un peso diverso.

La campagna, in fondo, mi fa questo effetto: non mi fa ve**re voglia di scappare dagli impegni.
Mi ricorda semplicemente che non tutto deve avere sempre la stessa urgenza.

E questa, forse, è una cosa che vorrei riuscire a portarmi dietro anche a settembre.

Buon venerdì ❤️

Ancora qualche giorno di pausa.Poi torneranno studio, visite, misure, domande, confronti e nuovi percorsi.Con una convin...
25/08/2026

Ancora qualche giorno di pausa.

Poi torneranno studio, visite, misure, domande, confronti e nuovi percorsi.

Con una convinzione che negli anni si è fatta sempre più forte: prima capire la persona. Poi costruire la dieta.

Il resto è strategia.

Stasera avevo deciso di tenermi leggero.In realtà era un po’ l’idea di tutta la giornata, dopo qualche eccesso dei giorn...
24/08/2026

Stasera avevo deciso di tenermi leggero.

In realtà era un po’ l’idea di tutta la giornata, dopo qualche eccesso dei giorni scorsi. Non per compensare o punirmi, ma semplicemente per tornare a quell’equilibrio che, dopo qualche giorno più libero, fa anche piacere ritrovare.

Poi però, adesso, mi è venuta voglia di qualcosa di buono.

E così ho rispolverato una di quelle cose semplicissime che non preparavo da parecchio tempo:

🥛 circa 80g di kefir naturale (la dose standard sarebbe di 125g ma ho utilizzato solo quello che mi era avanzato)
🫐 30g di mirtilli
🍫 10g di gocce di cioccolato fondente

Fine.

E mentre guardavo questa coppa ho pensato che forse continuiamo troppo spesso a considerare dieta e piacere come due ex che non possono stare nella stessa stanza.

E invece possono convivere benissimo.

Indicativamente, a seconda del kefir e del cioccolato utilizzati, siamo intorno a:

≈ 125-135 kcal
Carboidrati: circa 10-13 g
di cui zuccheri: circa 8-9 g
Grassi: circa 6-7 g
Proteine: circa 4 g

Poche calorie, ma soprattutto un piccolo piacere che può trovare tranquillamente spazio in un’alimentazione mediterranea o low carb e, scegliendo bene gli ingredienti e inserendolo correttamente nel resto della giornata, anche in un contesto chetogenico.

Perché mangiare bene non significa necessariamente rinunciare alla parte buona.

A volte significa semplicemente imparare a darle la misura giusta.

E stasera, sinceramente, questa coppa era esattamente quello che volevo.

In questi giorni, mentre io sono ancora ufficialmente in ferie, settembre ha già cominciato a scrivermi.C’è chi mi racco...
24/08/2026

In questi giorni, mentre io sono ancora ufficialmente in ferie, settembre ha già cominciato a scrivermi.

C’è chi mi racconta con una certa soddisfazione di aver mantenuto quasi tutto quello che avevamo concordato prima dell’estate.
Chi ha continuato a muoversi, chi ha conservato una discreta regolarità a tavola.

E poi ci sono i messaggi che iniziano più o meno così:

“Dottore… quando torni parliamo.”

E io, naturalmente, ho già capito tutto.

Perché possiamo partire con le migliori intenzioni, organizzare strategie, trovare compromessi intelligenti… poi arriva agosto con le sue cene, i suoi orari improbabili, qualche bicchiere in più e quella curiosa capacità di convincerci che sia sempre sabato sera.

E, in parte, vale anche per me.

Ho mangiato con più libertà, dormito un po’ di più, nuotato, rallentato e qualche volta ho scelto semplicemente quello che mi andava.

Allora mi sono chiesto: davvero qualche settimana meno ordinata può cancellare tutto quello che abbiamo costruito?

Direi proprio di no.

Un percorso serio non si misura dalla perfezione con cui attraversiamo agosto, ma dalla capacità di ritrovare la direzione quando ne abbiamo bisogno.

Quindi niente processi, niente punizioni e soprattutto niente improbabili operazioni di recupero.

A settembre vedremo dove siamo e ripartiremo da lì.

Io compreso.

Ancora qualche giorno, però.
Su questo, al momento, non tratto.

Stamattina mi sono svegliato presto: aria un po’ più fresca, colazione con calma e qualche pagina letta senza fretta.A u...
22/08/2026

Stamattina mi sono svegliato presto: aria un po’ più fresca, colazione con calma e qualche pagina letta senza fretta.

A un certo punto mi sono fermato su una frase: “Prima di chiederti cosa devi togliere, prova a chiederti cosa ti manca.”

Mi ha fatto pensare.

Forse perché siamo molto allenati a togliere.

Con l’alimentazione lo facciamo continuamente: togliamo i carboidrati, i grassi, il pane, la pasta, il dolce.
Molto meno spesso ci chiediamo cosa manca.

Magari mancano fibre, proteine, verdure, acqua.
Manca regolarità. Manca organizzazione. A volte, banalmente, manca abbastanza cibo durante la giornata e poi ci domandiamo perché la sera abbiamo così tanta fame.

E qualche volta manca persino il piacere di mangiare senza sentirsi continuamente sotto esame.

Poi ho pensato che questa domanda, in fondo, vale un po’ per tutto.

Nel lavoro, quando siamo stanchi, pensiamo a cosa eliminare dall’agenda. Ma forse manca una pausa vera, un confine, qualcosa che torni ad entusiasmarci o qualcuno con cui confrontarci senza dover avere sempre tutte le risposte.

E anche nei rapporti siamo diventati piuttosto bravi a parlare di ciò che bisogna allontanare. Persone destabilizzanti, relazioni che non funzionano e che hanno smesso di farci bene. Tutto vero, e a volte necessario.

Ma ogni tanto sarebbe utile chiedersi anche cosa manca.

Un’amicizia in cui non bisogna pesare ogni parola.
Qualcuno con cui poter essere seri e stupidi nella stessa conversazione.
Reciprocità. Presenza. Un messaggio senza un motivo preciso. Una telefonata fatta semplicemente perché fa piacere sentirsi.

Forse non tutto quello che ci fa stare male va immediatamente tolto.

Alcune cose sì.
Altre, prima, vanno capite.

E allora stamattina mi tengo questa domanda, che vale per il piatto ma forse anche per molto altro: prima di decidere cosa togliere, cosa mi sta mancando davvero?

Indirizzo

Riviera Di Chiaia 276
Naples
80121

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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