Dott.ssa Dajana Durante Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Dajana Durante Biologa Nutrizionista Nardò

Non sempre l’obiettivo è perdere peso. A volte, per stare meglio, è necessario recuperarlo.Quando questa paziente è arri...
10/09/2026

Non sempre l’obiettivo è perdere peso.
A volte, per stare meglio, è necessario recuperarlo.
Quando questa paziente è arrivata in studio ad aprile pesava 43 kg e il ciclo mestruale era assente.
Oggi pesa 47 kg.
Il ciclo non è ancora tornato e il percorso non è ancora concluso, ma qualcosa sta cambiando: insieme al peso stanno aumentando massa magra, massa grassa e massa metabolicamente attiva, mentre anche l’analisi vettoriale mostra un’evoluzione nella direzione desiderata.
E questo caso ci ricorda una cosa importante: il tessuto adiposo non è semplicemente qualcosa da “perdere”. Ha funzioni metaboliche ed endocrine e, quando il peso e la disponibilità energetica sono troppo bassi, anche la funzione riproduttiva può risentirne.
Dopo aver escluso altre possibili cause, infatti, l’assenza del ciclo può inserirsi in un quadro di amenorrea funzionale, in cui l’organismo non dispone di energia sufficiente per sostenere adeguatamente tutte le sue funzioni.
Per questo il nostro obiettivo non è semplicemente vedere salire un numero sulla bilancia.
È restituire al corpo le condizioni necessarie per funzionare bene nel suo insieme.
Il ciclo non è ancora tornato. La strada è ancora lunga.
Ma il recupero è già iniziato.
Perché il vero risultato non è un numero.
È tornare a stare bene.

“Dottoressa, mangio bene… ma sono sempre gonfia.”È una delle frasi che mi capita di ascoltare più spesso nella pratica c...
09/09/2026

“Dottoressa, mangio bene… ma sono sempre gonfia.”
È una delle frasi che mi capita di ascoltare più spesso nella pratica clinica.
Che si tratti di un percorso di dimagrimento, di un percorso nutrizionale in preparazione alla gravidanza o alla PMA, della gestione di disturbi gastrointestinali o semplicemente del desiderio di migliorare la propria alimentazione, il gonfiore addominale è un sintomo estremamente frequente.
E molto spesso la prima reazione è cercare un colpevole:
Saranno i latticini? Il glutine? I legumi? La frutta? Le verdure?
Ma il gonfiore è più complesso di così.
Innanzitutto, sentirsi gonfi e avere una reale distensione dell'addome non sono esattamente la stessa cosa: la sensazione di tensione e pienezza può esserci anche senza un aumento visibile della circonferenza addominale.
E soprattutto non è sempre una semplice questione di “troppa aria”. Possono entrare in gioco la produzione e la gestione dei gas intestinali, il transito e la stipsi, la sensibilità viscerale, la risposta della parete addominale e del diaframma e anche la comunicazione tra intestino e cervello.
Anche come mangiamo può fare la differenza: pasti molto abbondanti, mangiare velocemente e masticare poco, bevande gassate, pasti poco regolari o grandi quantità di alcuni alimenti fermentabili possono contribuire alla sintomatologia in persone predisposte.
Per questo, davanti a una persona che riferisce gonfiore, il mio primo pensiero non è:
“Cosa dobbiamo eliminare?”
ma:
“Cerchiamo prima di capire perché succede.”
Quando compare?
È legato ai pasti?
Aumenta durante la giornata?
Come funziona l'intestino?
Ci sono altri sintomi?
Perché eliminare sempre più alimenti senza aver compreso il problema rischia soltanto di rendere l'alimentazione inutilmente restrittiva.
L'obiettivo non è mangiare sempre meno cose né avere una pancia perfettamente piatta 24 ore su 24.
È stare meglio, individuando una strategia realmente adatta alla persona.
E a te capita? Ti senti più gonfia subito dopo i pasti oppure il gonfiore aumenta soprattutto verso sera?

Quando parliamo di fertilità, non conta soltanto ciò che mangiamo. Conta anche ciò con cui entriamo in contatto ogni gio...
02/09/2026

Quando parliamo di fertilità, non conta soltanto ciò che mangiamo. Conta anche ciò con cui entriamo in contatto ogni giorno.
Plastiche, materiali a contatto con gli alimenti, cosmetici, pesticidi e altri prodotti di uso quotidiano possono esporci a sostanze definite interferenti endocrini, chiamate così perché possono interferire con il funzionamento dei nostri ormoni.
E questo può riguardare anche la salute riproduttiva, sia femminile che maschile.
Nella donna, alcune di queste sostanze sono state studiate per la loro possibile interferenza con la crescita e la maturazione dei follicoli e con l’ovulazione. Alcune esposizioni sono state associate anche a un minor numero di follicoli antrali, uno dei parametri utilizzati per valutare la riserva ovarica, e a possibili alterazioni della qualità e della capacità di sviluppo dell’ovocita.

Anche nei percorsi di PMA sono state osservate associazioni tra livelli più elevati di alcune sostanze e risultati meno favorevoli. Per esempio, in uno studio su donne sottoposte a fecondazione in vitro, livelli più elevati di BPA sono stati associati a tassi di fecondazione più bassi e a un possibile effetto sul potenziale di sviluppo degli ovociti.

Nell’uomo, invece, alcune esposizioni sono state associate ad alterazioni della qualità degli spermatozoi, della motilità e dell’integrità del DNA spermatico.
Questo non significa che una singola esposizione determini un problema di fertilità, né che dobbiamo vivere cercando di evitare qualsiasi sostanza.
L’esposizione dipende da tantissimi fattori: ambiente, alimentazione, lavoro, prodotti utilizzati e abitudini quotidiane.

Quello che possiamo fare è imparare a riconoscere alcune fonti di esposizione e, quando possibile, ridurre quelle evitabili, soprattutto quando fanno parte delle nostre abitudini quotidiane.
Senza paura e senza estremismi.
Non possiamo controllare tutto.
Ma possiamo diventare più consapevoli di ciò che possiamo modificare.
Nel carosello ho raccolto alcuni semplici accorgimenti da cui partire.
Salva il post per ritrovarli quando ne hai bisogno.

Quando si parla di fertilità, l'attenzione si concentra ancora molto spesso sulla donna.Ma la fertilità è una questione ...
01/09/2026

Quando si parla di fertilità, l'attenzione si concentra ancora molto spesso sulla donna.
Ma la fertilità è una questione di coppia.
Anche nell'uomo, alimentazione, composizione corporea, stato metabolico, stile di vita e stress ossidativo possono inserirsi in un quadro molto più complesso che contribuisce alla salute riproduttiva.
Questo non significa che esista una dieta capace di “migliorare gli spermatozoi” o che un integratore possa risolvere un problema di fertilità.
Significa, invece, lavorare su ciò che è realmente modificabile.
Un'alimentazione adeguata può contribuire a garantire nutrienti essenziali, sostenere i sistemi antiossidanti dell'organismo e favorire un migliore equilibrio metabolico.
L'aderenza a un modello alimentare salutare viene infatti associata a una migliore qualità seminale e potenziale riproduttivo.
E lo stesso vale per il peso corporeo: sovrappeso e obesità possono associarsi ad alterazioni di diversi parametri spermatici.
Non si tratta quindi di cercare il “superfood della fertilità” o di assumere una lista infinita di antiossidanti.
Si tratta di valutare la persona, la sua storia clinica, le sue abitudini e i suoi eventuali fattori di rischio e, quando necessario, affiancare il percorso nutrizionale alla valutazione dello specialista.
Perché quando si cerca una gravidanza, prendersi cura della fertilità significa prendersi cura di entrambi.

Ieri parlavamo di settembre e di quella strana convinzione per cui alcuni momenti dell'anno sembrano avere il potere di ...
26/08/2026

Ieri parlavamo di settembre e di quella strana convinzione per cui alcuni momenti dell'anno sembrano avere il potere di renderci improvvisamente più pronti.
Settembre. Gennaio. Dopo le feste. Dopo le vacanze. Il prossimo lunedì.
Eppure oggi, durante un controllo, ho pensato proprio a quanto il percorso di una mia paziente racconti esattamente il contrario.
Lei ha iniziato a giugno.
Aveva deciso di intraprendere un percorso chetogenico e, dopo aver valutato attentamente che ci fossero le condizioni cliniche e fisiologiche per farlo, siamo partite.
Alle porte dell'estate.
Avrebbe potuto pensare: “Ormai aspetto settembre”.
Invece quello era il suo momento.
Sono trascorsi circa due mesi e oggi sono 16 i chili persi, insieme a centimetri e cambiamenti che raccontano un percorso portato avanti con una grande costanza.
Ma non condivido questa storia per dire che la chetogenica faccia perdere 16 kg in due mesi, né che sia il percorso adatto a tutti. Ogni situazione necessita della propria valutazione e i risultati sono sempre individuali.
La condivido perché rappresenta perfettamente ciò che penso:
non esiste un mese giusto per iniziare.
Non è settembre.
Non è gennaio.
E non è necessariamente lunedì.
A volte continuiamo ad aspettare il momento perfetto e, senza accorgercene, stiamo semplicemente rimandando.
Il momento giusto può essere un mercoledì di giugno, un venerdì di novembre o un giorno qualunque.

Perché quando arriva il tuo momento, non serve aspettare che anche il calendario sia d'accordo.

Settembre ha sempre un po' il sapore dei nuovi inizi.Nuovi propositi, palestra, dieta, organizzazione. E puntualmente ar...
25/08/2026

Settembre ha sempre un po' il sapore dei nuovi inizi.
Nuovi propositi, palestra, dieta, organizzazione. E puntualmente arriva anche quella sensazione di dover “rimediare” all'estate.
Ma il nostro corpo non ha bisogno di essere rimesso in riga dopo le vacanze.
Possiamo tornare alle nostre abitudini senza compensazioni e senza trasformare settembre nell'ennesima corsa alla perfezione.
E se quelle vecchie abitudini non ci facevano stare bene, forse questo può essere un buon momento non tanto per ricominciare, quanto per fermarsi a capire cosa possiamo fare diversamente.
Per me settembre significa anche questo: tornare in studio, riprendere i percorsi lasciati prima dell'estate e conoscerne di nuovi.
Non necessariamente ripartire da zero.
Semplicemente, ripartire da noi.

La comunità scientifica internazionale ha recentemente introdotto un nuovo termine per descrivere la PCOS: PMOS (Polyend...
14/05/2026

La comunità scientifica internazionale ha recentemente introdotto un nuovo termine per descrivere la PCOS: PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome).

Un cambiamento che nasce da una maggiore consapevolezza: questa sindrome non riguarda solo le ovaie e non può essere ridotta alla presenza di “cisti”.

La PCOS/PMOS è infatti una condizione complessa che può coinvolgere metabolismo, insulina, ormoni, infiammazione, fertilità e benessere generale, con manifestazioni molto diverse da donna a donna.

Parlare di questa sindrome in modo più ampio significa poter riconoscere prima alcuni segnali, evitare diagnosi incomplete o tardive e costruire percorsi più personalizzati.

Perché il modo in cui definiamo una condizione influenza anche il modo in cui la comprendiamo, la trattiamo e ascoltiamo le pazienti.🩷🌷

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO 🌸💛 Posti esauriti!Abbiamo raggiunto e superato il numero massimo di partecipanti.Vista la grande...
21/04/2026

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO 🌸
💛 Posti esauriti!
Abbiamo raggiunto e superato il numero massimo di partecipanti.
Vista la grande richiesta, abbiamo organizzato un turno aggiuntivo nel pomeriggi in base alle disponibilità ricevute.
Grazie davvero per l’entusiasmo 💛

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO! 🌸
Un momento speciale da vivere insieme 💛
In occasione della Festa della Mamma abbiamo pensato a un laboratorio esperienziale dedicato a mamme e bambini, per condividere tempo di qualità tra emozioni, gioco e… cucina!
✨ Cosa faremo?
• Giochi sulle emozioni
• Attività creative mamma-bambino
• Un laboratorio pratico per preparare insieme una merenda sana
• Un momento finale di condivisione
👩‍👧 Un’esperienza pensata per:
• Rafforzare il legame mamma-bambino
• Aiutare i bambini a riconoscere le emozioni
• Vivere il momento del cibo in modo sereno e positivo
📅 Quando: 9 maggio
📍 Dove: Jungle – Parco Raho
⏰ Orario: dalle 10:00 alle 12:00
👶 Età consigliata: 3–9 anni
👥 Posti limitati (max 20 coppie mamma-bambino)
🎟️ Evento gratuito con prenotazione obbligatoria
👉 Per info e prenotazioni:
📞 328 344 9805
📞 379 327 9410

💛 Perché a volte il regalo più bello è semplicemente stare insieme.

Oggi, nella Giornata Mondiale dell'Endometriosi, voglio dedicare uno spazio a una realtà che ancora troppo spesso viene ...
28/03/2026

Oggi, nella Giornata Mondiale dell'Endometriosi, voglio dedicare uno spazio a una realtà che ancora troppo spesso viene sottovalutata.
E voglio farlo partendo da un punto semplice: il dolore non va normalizzato.
Per anni, troppe donne si sono sentite dire che era tutto nella norma.
Che quel dolore faceva parte dell’essere donna.
Che bastava sopportare.
Ma convivere con un dolore intenso, ricorrente, che condiziona le giornate, le scelte, il lavoro e le relazioni… non è normalità.
L’endometriosi è una condizione complessa, che spesso arriva insieme a ritardi nella diagnosi e a una sensazione costante di non essere ascoltate davvero.
E questo, nel mio lavoro, lo vedo spesso:
donne che prima ancora di cercare soluzioni hanno bisogno di essere credute.
Oggi il messaggio è questo:
ascoltare di più e minimizzare di meno.
Perché dietro un dolore che non si vede, c’è sempre una storia che merita attenzione.
E a chi convive con tutto questo voglio dire una cosa chiara:
quello che senti è reale,
e merita rispetto, cura e uno spazio in cui essere accolto. 💛

Se stai cercando una gravidanza e non arriva, non si tratta solo di sfortuna o di squilibri ormonali.Quando una gravidan...
24/03/2026

Se stai cercando una gravidanza e non arriva, non si tratta solo di sfortuna o di squilibri ormonali.
Quando una gravidanza non arriva,
il corpo sta comunicando qualcosa.
Infiammazione, intestino, carenze nutrizionali e stress
possono influenzare molto più degli ormoni da soli.
✨ Per questo ogni percorso deve essere personalizzato
📩 Scrivimi FERTILITÀ in DM se vuoi capire da dove partire.

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73048

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