Dott.ssa Dajana Durante Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Dajana Durante Biologa Nutrizionista Nardò

Quando parliamo di fertilità, non conta soltanto ciò che mangiamo. Conta anche ciò con cui entriamo in contatto ogni gio...
02/09/2026

Quando parliamo di fertilità, non conta soltanto ciò che mangiamo. Conta anche ciò con cui entriamo in contatto ogni giorno.
Plastiche, materiali a contatto con gli alimenti, cosmetici, pesticidi e altri prodotti di uso quotidiano possono esporci a sostanze definite interferenti endocrini, chiamate così perché possono interferire con il funzionamento dei nostri ormoni.
E questo può riguardare anche la salute riproduttiva, sia femminile che maschile.
Nella donna, alcune di queste sostanze sono state studiate per la loro possibile interferenza con la crescita e la maturazione dei follicoli e con l’ovulazione. Alcune esposizioni sono state associate anche a un minor numero di follicoli antrali, uno dei parametri utilizzati per valutare la riserva ovarica, e a possibili alterazioni della qualità e della capacità di sviluppo dell’ovocita.

Anche nei percorsi di PMA sono state osservate associazioni tra livelli più elevati di alcune sostanze e risultati meno favorevoli. Per esempio, in uno studio su donne sottoposte a fecondazione in vitro, livelli più elevati di BPA sono stati associati a tassi di fecondazione più bassi e a un possibile effetto sul potenziale di sviluppo degli ovociti.

Nell’uomo, invece, alcune esposizioni sono state associate ad alterazioni della qualità degli spermatozoi, della motilità e dell’integrità del DNA spermatico.
Questo non significa che una singola esposizione determini un problema di fertilità, né che dobbiamo vivere cercando di evitare qualsiasi sostanza.
L’esposizione dipende da tantissimi fattori: ambiente, alimentazione, lavoro, prodotti utilizzati e abitudini quotidiane.

Quello che possiamo fare è imparare a riconoscere alcune fonti di esposizione e, quando possibile, ridurre quelle evitabili, soprattutto quando fanno parte delle nostre abitudini quotidiane.
Senza paura e senza estremismi.
Non possiamo controllare tutto.
Ma possiamo diventare più consapevoli di ciò che possiamo modificare.
Nel carosello ho raccolto alcuni semplici accorgimenti da cui partire.
Salva il post per ritrovarli quando ne hai bisogno.

Quando si parla di fertilità, l'attenzione si concentra ancora molto spesso sulla donna.Ma la fertilità è una questione ...
01/09/2026

Quando si parla di fertilità, l'attenzione si concentra ancora molto spesso sulla donna.
Ma la fertilità è una questione di coppia.
Anche nell'uomo, alimentazione, composizione corporea, stato metabolico, stile di vita e stress ossidativo possono inserirsi in un quadro molto più complesso che contribuisce alla salute riproduttiva.
Questo non significa che esista una dieta capace di “migliorare gli spermatozoi” o che un integratore possa risolvere un problema di fertilità.
Significa, invece, lavorare su ciò che è realmente modificabile.
Un'alimentazione adeguata può contribuire a garantire nutrienti essenziali, sostenere i sistemi antiossidanti dell'organismo e favorire un migliore equilibrio metabolico.
L'aderenza a un modello alimentare salutare viene infatti associata a una migliore qualità seminale e potenziale riproduttivo.
E lo stesso vale per il peso corporeo: sovrappeso e obesità possono associarsi ad alterazioni di diversi parametri spermatici.
Non si tratta quindi di cercare il “superfood della fertilità” o di assumere una lista infinita di antiossidanti.
Si tratta di valutare la persona, la sua storia clinica, le sue abitudini e i suoi eventuali fattori di rischio e, quando necessario, affiancare il percorso nutrizionale alla valutazione dello specialista.
Perché quando si cerca una gravidanza, prendersi cura della fertilità significa prendersi cura di entrambi.

Ieri parlavamo di settembre e di quella strana convinzione per cui alcuni momenti dell'anno sembrano avere il potere di ...
26/08/2026

Ieri parlavamo di settembre e di quella strana convinzione per cui alcuni momenti dell'anno sembrano avere il potere di renderci improvvisamente più pronti.
Settembre. Gennaio. Dopo le feste. Dopo le vacanze. Il prossimo lunedì.
Eppure oggi, durante un controllo, ho pensato proprio a quanto il percorso di una mia paziente racconti esattamente il contrario.
Lei ha iniziato a giugno.
Aveva deciso di intraprendere un percorso chetogenico e, dopo aver valutato attentamente che ci fossero le condizioni cliniche e fisiologiche per farlo, siamo partite.
Alle porte dell'estate.
Avrebbe potuto pensare: “Ormai aspetto settembre”.
Invece quello era il suo momento.
Sono trascorsi circa due mesi e oggi sono 16 i chili persi, insieme a centimetri e cambiamenti che raccontano un percorso portato avanti con una grande costanza.
Ma non condivido questa storia per dire che la chetogenica faccia perdere 16 kg in due mesi, né che sia il percorso adatto a tutti. Ogni situazione necessita della propria valutazione e i risultati sono sempre individuali.
La condivido perché rappresenta perfettamente ciò che penso:
non esiste un mese giusto per iniziare.
Non è settembre.
Non è gennaio.
E non è necessariamente lunedì.
A volte continuiamo ad aspettare il momento perfetto e, senza accorgercene, stiamo semplicemente rimandando.
Il momento giusto può essere un mercoledì di giugno, un venerdì di novembre o un giorno qualunque.

Perché quando arriva il tuo momento, non serve aspettare che anche il calendario sia d'accordo.

Settembre ha sempre un po' il sapore dei nuovi inizi.Nuovi propositi, palestra, dieta, organizzazione. E puntualmente ar...
25/08/2026

Settembre ha sempre un po' il sapore dei nuovi inizi.
Nuovi propositi, palestra, dieta, organizzazione. E puntualmente arriva anche quella sensazione di dover “rimediare” all'estate.
Ma il nostro corpo non ha bisogno di essere rimesso in riga dopo le vacanze.
Possiamo tornare alle nostre abitudini senza compensazioni e senza trasformare settembre nell'ennesima corsa alla perfezione.
E se quelle vecchie abitudini non ci facevano stare bene, forse questo può essere un buon momento non tanto per ricominciare, quanto per fermarsi a capire cosa possiamo fare diversamente.
Per me settembre significa anche questo: tornare in studio, riprendere i percorsi lasciati prima dell'estate e conoscerne di nuovi.
Non necessariamente ripartire da zero.
Semplicemente, ripartire da noi.

La comunità scientifica internazionale ha recentemente introdotto un nuovo termine per descrivere la PCOS: PMOS (Polyend...
14/05/2026

La comunità scientifica internazionale ha recentemente introdotto un nuovo termine per descrivere la PCOS: PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome).

Un cambiamento che nasce da una maggiore consapevolezza: questa sindrome non riguarda solo le ovaie e non può essere ridotta alla presenza di “cisti”.

La PCOS/PMOS è infatti una condizione complessa che può coinvolgere metabolismo, insulina, ormoni, infiammazione, fertilità e benessere generale, con manifestazioni molto diverse da donna a donna.

Parlare di questa sindrome in modo più ampio significa poter riconoscere prima alcuni segnali, evitare diagnosi incomplete o tardive e costruire percorsi più personalizzati.

Perché il modo in cui definiamo una condizione influenza anche il modo in cui la comprendiamo, la trattiamo e ascoltiamo le pazienti.🩷🌷

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO 🌸💛 Posti esauriti!Abbiamo raggiunto e superato il numero massimo di partecipanti.Vista la grande...
21/04/2026

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO 🌸
💛 Posti esauriti!
Abbiamo raggiunto e superato il numero massimo di partecipanti.
Vista la grande richiesta, abbiamo organizzato un turno aggiuntivo nel pomeriggi in base alle disponibilità ricevute.
Grazie davvero per l’entusiasmo 💛

🌸 MAMMA, OGGI CUCINO IO! 🌸
Un momento speciale da vivere insieme 💛
In occasione della Festa della Mamma abbiamo pensato a un laboratorio esperienziale dedicato a mamme e bambini, per condividere tempo di qualità tra emozioni, gioco e… cucina!
✨ Cosa faremo?
• Giochi sulle emozioni
• Attività creative mamma-bambino
• Un laboratorio pratico per preparare insieme una merenda sana
• Un momento finale di condivisione
👩‍👧 Un’esperienza pensata per:
• Rafforzare il legame mamma-bambino
• Aiutare i bambini a riconoscere le emozioni
• Vivere il momento del cibo in modo sereno e positivo
📅 Quando: 9 maggio
📍 Dove: Jungle – Parco Raho
⏰ Orario: dalle 10:00 alle 12:00
👶 Età consigliata: 3–9 anni
👥 Posti limitati (max 20 coppie mamma-bambino)
🎟️ Evento gratuito con prenotazione obbligatoria
👉 Per info e prenotazioni:
📞 328 344 9805
📞 379 327 9410

💛 Perché a volte il regalo più bello è semplicemente stare insieme.

Oggi, nella Giornata Mondiale dell'Endometriosi, voglio dedicare uno spazio a una realtà che ancora troppo spesso viene ...
28/03/2026

Oggi, nella Giornata Mondiale dell'Endometriosi, voglio dedicare uno spazio a una realtà che ancora troppo spesso viene sottovalutata.
E voglio farlo partendo da un punto semplice: il dolore non va normalizzato.
Per anni, troppe donne si sono sentite dire che era tutto nella norma.
Che quel dolore faceva parte dell’essere donna.
Che bastava sopportare.
Ma convivere con un dolore intenso, ricorrente, che condiziona le giornate, le scelte, il lavoro e le relazioni… non è normalità.
L’endometriosi è una condizione complessa, che spesso arriva insieme a ritardi nella diagnosi e a una sensazione costante di non essere ascoltate davvero.
E questo, nel mio lavoro, lo vedo spesso:
donne che prima ancora di cercare soluzioni hanno bisogno di essere credute.
Oggi il messaggio è questo:
ascoltare di più e minimizzare di meno.
Perché dietro un dolore che non si vede, c’è sempre una storia che merita attenzione.
E a chi convive con tutto questo voglio dire una cosa chiara:
quello che senti è reale,
e merita rispetto, cura e uno spazio in cui essere accolto. 💛

Se stai cercando una gravidanza e non arriva, non si tratta solo di sfortuna o di squilibri ormonali.Quando una gravidan...
24/03/2026

Se stai cercando una gravidanza e non arriva, non si tratta solo di sfortuna o di squilibri ormonali.
Quando una gravidanza non arriva,
il corpo sta comunicando qualcosa.
Infiammazione, intestino, carenze nutrizionali e stress
possono influenzare molto più degli ormoni da soli.
✨ Per questo ogni percorso deve essere personalizzato
📩 Scrivimi FERTILITÀ in DM se vuoi capire da dove partire.

Se ogni mese hai 3-4 giorni di sindrome premestruale e poi un ciclo doloroso… il tuo corpo sta cercando di dirti qualcos...
16/03/2026

Se ogni mese hai 3-4 giorni di sindrome premestruale e poi un ciclo doloroso… il tuo corpo sta cercando di dirti qualcosa.

Ti senti gonfia, irritabile o triste nei giorni prima del ciclo.
Magari hai mal di testa, fame continua di dolci, o dormi male.
Poi arriva il ciclo…
e il primo giorno è doloroso, pesante, difficile da gestire.
Molte donne pensano sia normale.
Ma il ciclo mestruale è un segnale importante di come sta lavorando il tuo corpo.
Se vivi così ogni mese può essere frustrante.
Ti senti diversa per una settimana intera.
Hai meno energia, meno pazienza, meno concentrazione.
E spesso nessuno ti spiega perché succede.
Il ciclo ha 4 fasi, e ognuna racconta qualcosa della tua salute.

1️⃣ Fase mestruale
È il flusso vero e proprio.
Se è molto doloroso o molto abbondante, vale la pena indagare.
2️⃣ Fase follicolare
Dopo il ciclo l’energia torna.
Il corpo prepara l’ovulazione.
3️⃣ Ovulazione
È il momento in cui gli ormoni raggiungono il picco.
4️⃣ Fase luteale (prima del ciclo)
Se qui compaiono PMS forte, irritabilità, gonfiore o stanchezza, spesso c’è uno squilibrio ormonale.
Segnali a cui prestare attenzione
✔ ciclo più corto di 24 giorni
✔ ciclo più lungo di 35 giorni
✔ sindrome premestruale molto intensa
✔ dolore forte durante il ciclo
✔ flusso molto scarso o molto abbondante

Sono segnali che il corpo manda.
E capirli è il primo passo per stare meglio.

Se ogni mese il ciclo è difficile da gestire, non devi semplicemente sopportarlo.

Capire il tuo ciclo può aiutarti a ritrovare equilibrio e benessere.
Parlane con un professionista, piccoli aggiustamenti nell'alimentazione e nello stile di vita possono fare la differenza.

Quando si parla di fertilità si pensa subito agli ormoni.Ma spesso si dimentica un organo che ha un ruolo fondamentale: ...
10/03/2026

Quando si parla di fertilità si pensa subito agli ormoni.
Ma spesso si dimentica un organo che ha un ruolo fondamentale: l’intestino.
L’intestino non serve solo a digerire il cibo.
È anche il luogo dove vivono miliardi di batteri che fanno parte del microbiota intestinale e che partecipano a molti processi importanti per l’equilibrio dell’organismo.
Tra questi c’è anche il metabolismo degli estrogeni.
Alcuni batteri intestinali aiutano infatti il corpo a gestire e ad eliminare questi ormoni.
Quando l’equilibrio del microbiota cambia, può cambiare anche il modo in cui gli estrogeni vengono metabolizzati.
Non significa che un problema intestinale causi automaticamente infertilità.
Ma alcuni segnali — come gonfiore frequente, digestione lenta, stipsi o reflusso — possono indicare che l’intestino non sta funzionando al meglio.
Un intestino in equilibrio è importante anche per un altro motivo:
è qui che vengono assorbiti molti nutrienti fondamentali per la fertilità, come ferro, zinco, vitamine del gruppo B, omega-3 e aminoacidi.

Per questo, quando si lavora sulla fertilità, prendersi cura dell’intestino è spesso uno dei primi passi.

✨ Ridurre l’infiammazione, sostenere il microbiota e migliorare la digestione può aiutare a creare un ambiente più favorevole anche per l’equilibrio ormonale.
Se stai lavorando sulla fertilità, salvati questo post:
la salute intestinale è uno dei primi aspetti da considerare.

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