08/10/2026
CI HANNO CHIAMATE STREGHE.
E per molto tempo, quella parola è bastata a farci tacere.
Donne che conoscevano le erbe.
Che osservavano i cicli della natura.
Che custodivano rimedi, rituali, saperi tramandati.
Che ascoltavano il corpo, i sogni, i simboli e ciò che ancora non aveva un nome.
Donne che abitavano il visibile senza aver dimenticato l’invisibile.
Alcune furono temute.
Altre perseguitate.
Altre ancora impararono a nascondere ciò che sapevano.
E non sempre il silenzio arrivò da fuori.
A volte entrò nelle case.
Si sedette alle tavole delle famiglie.
Attraversò le generazioni.
Ci furono conoscenze custodite con amore.
Altre manipolate.
Doni trasformati in strumenti di controllo.
Fiducia tradita.
Paura travestita da protezione.
E così, per alcune donne, il silenzio diventò un modo per appartenere.
Non mostrarti troppo.
Non sapere troppo.
Non sentire troppo.
Non essere troppo.
Ma ci sono semi che continuano a vivere anche sotto la terra più dura.
E oggi qualcosa si muove.
Ci sono donne che sentono una strana familiarità davanti a un mazzo di tarocchi.
Altre che riconoscono un linguaggio nelle piante, nelle pietre, nei suoni, nei canti.
Altre ancora che avvertono una chiamata verso l’energia, i simboli, gli archetipi, i codici invisibili dell’esistenza.
Non sanno sempre spiegare perché.
È come entrare in una casa sconosciuta e sentire, improvvisamente, di conoscerne già le stanze.
Forse non stanno ricordando chi erano.
Forse stanno finalmente incontrando parti di sé che non avevano mai avuto il permesso di esistere.
E qui avviene il passaggio.
Perché non si tratta di tornare a essere le donne di un tempo.
Non si tratta di rivendicare poteri speciali.
Né di cercare nell’invisibile una fuga dalla realtà.
Si tratta di smettere di nascondere ciò che siamo per continuare ad appartenere.
Di distinguere il dono dalla paura.
La conoscenza dalla manipolazione.
L’intuizione dall’illusione.
La propria voce dalle voci ereditate.
Non dobbiamo più scegliere tra il cielo e la terra.
Possiamo abitare entrambi.
Con le mani nella materia.
Con i piedi ben radicati.
E con lo sguardo capace di incontrare anche il mistero.
Forse è proprio questo il tempo che alcune donne stanno attraversando.
Non il ritorno delle streghe.
Il ritorno delle donne a sé stesse.
Non più nascoste.
Non più in attesa di un permesso.
Non più disposte a rinunciare alla propria natura per essere accolte.
Per alcune donne è arrivato il tempo di emergere.
E questa volta, non per dimostrare il proprio potere.
Ma per smettere di nasconderlo.
Antonella Saulle💫
Metodo ASIM®