09/09/2026
La sofferenza spesso è un faro....
Senza parlare per assoluti, diciamo che la celebre formulazione di Jacques Lacan, così come molti studi confermano, ci suggerisce che:
"dove qualcosa duole, là qualcosa parla"...
Spesso la sofferenza è qualcosa che ci indica il punto in cui dobbjamo fare luce.
Questa espressione indica che il sintomo e la sofferenza psichica non sono solo un fastidio da eliminare, ma un vero e proprio messaggio cifrato dell'inconscio al quale dobbiamo dare voce trovando le parole giuste che lo esprimono (questo è il primo passo)
Nel punto esatto in cui il soggetto prova dolore, disagio o angoscia, c'è un linguaggio non riconosciuto che sta cercando di esprimersi. Il sintomo parla attraverso il corpo o il disagio mentale. Certo, non sempre, non per tutti.
Il sintomo è spesso un messaggio che il soggetto invia a se stesso (e al mondo) senza sapere di farlo.
Quando un pensiero, un trauma o un desiderio profondo non trova il coraggio o le parole giuste per essere detto a voce alta ("the talking cure) viene rimosso. Ma ciò che viene rimosso non scompare... si traveste e riemerge sotto forma di sintomo.
Facciamo un paio di esempi semplici di sintomo senza causa biologica:
- Un nodo alla gola che impedisce di deglutire può essere la traduzione fisica di un "non riesco a b- uttare giù questa situazione" ....
Un abbassamento di voce improvviso: "C'è qualcosa che non riesco a dire/ temo di dire.."
Con questa riflessione non si vuole suggerire di non andare dal medico, ma solo di fare anche un pò di introspezione anziché limitarsi a sopprimere un sintomo con una pillola. Molto più spesso di quanto pensi, quel sintomo, ci sta parlando di ciò che nel profondo abita in te.