Dott.ssa Valentina Gozzi Neuropsicologa

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Esistono diverse forme di demenza. Ogni forma di demenza presenta un profilo cognitivo specifico, perché può interessare...
05/09/2026

Esistono diverse forme di demenza.
Ogni forma di demenza presenta un profilo cognitivo specifico, perché può interessare in modo diverso memoria, attenzione, linguaggio, comportamento e funzioni esecutive.
La valutazione neuropsicologica aiuta a riconoscere queste caratteristiche e a orientare gli approfondimenti diagnostici.

🧠 Che cosa significa “demenza”?Il termine demenza indica un insieme di sintomi che compromettono progressivamente il fun...
05/09/2026

🧠 Che cosa significa “demenza”?

Il termine demenza indica un insieme di sintomi che compromettono progressivamente il funzionamento del cervello.

Con il tempo possono comparire:

🔹 difficoltà di memoria;
🔹 confusione e bisogno di aiuto nelle attività quotidiane;
🔹 problemi nel linguaggio e nella comprensione;
🔹 cambiamenti nel comportamento o nella personalità;
🔹 difficoltà nel ragionamento e nella risoluzione dei problemi.

Ogni persona, però, vive questi cambiamenti in modo diverso: i sintomi, i tempi e l’evoluzione non sono uguali per tutti.

Riconoscere precocemente alcuni segnali permette di richiedere un approfondimento specialistico e ricevere indicazioni adeguate. Un disturbo di memoria, da solo, non significa necessariamente demenza, ma se diventa frequente o interferisce con la vita quotidiana è importante non sottovalutarlo.

Dott.ssa Valentina Gozzi
Psicologa clinica e Neuropsicologa

🧠 **La memoria merita attenzione, non paura**Nel corso della vita, memoria e attenzione possono risentire dell’età, dell...
03/09/2026

🧠 **La memoria merita attenzione, non paura**

Nel corso della vita, memoria e attenzione possono risentire dell’età, dello stress, della qualità del sonno o di altri fattori.

Un primo controllo professionale può aiutare a comprendere meglio la situazione, senza allarmismi.

Presso lo studio medico di Osio Sotto (BG) è disponibile un **consulto neuropsicologico su memoria e attenzione**, utile come forma di prevenzione dai 45 anni e come controllo dopo i 60 anni.

In circa 20–30 minuti sono previsti:

✓ brevi test standardizzati
✓ una restituzione chiara dei risultati
✓ indicazioni sull’eventuale necessità di approfondire

Rappresenta un primo passo per prendersi cura della propria salute cognitiva.

Per informazioni o per prenotare, invia un messaggio privato oppure visita:
https://valentinagozzineuropsicologa.it/

**Dott.ssa Valentina Gozzi**
Neuropsicologa e Psicologa clinica

😴 VACANZE FINITE… MA SEI GIÀ STANCO?Se dopo pochi giorni dal rientro ti senti nuovamente senza energie, non sei il solo....
03/09/2026

😴 VACANZE FINITE… MA SEI GIÀ STANCO?

Se dopo pochi giorni dal rientro ti senti nuovamente senza energie, non sei il solo.

📊 Una recente indagine Ifop 2026 ha rilevato che il 59% degli adulti intervistati ha sperimentato nell’ultimo anno almeno un periodo di stanchezza persistente, durato una o più settimane.

🏖️ Ma le vacanze non dovrebbero farci recuperare?

Le ricerche mostrano che le ferie favoriscono il recupero e il benessere psicofisico. Tuttavia, con il ritorno alla routine e alle richieste quotidiane, parte di questi benefici può progressivamente ridursi.

La stanchezza persistente può essere legata a molti fattori: sonno poco ristoratore, stress prolungato, sovraccarico mentale, difficoltà emotive o ritmi di vita troppo intensi. È importante ricordare che possono esserci anche cause mediche da approfondire.

🧠 La stanchezza è un segnale, non una diagnosi.

Se dura per settimane e comincia a influire su concentrazione, memoria, motivazione, lavoro o relazioni, vale la pena chiedersi cosa ci stia comunicando.

A volte dietro a un semplice
“Sono solo stanco”
c’è un bisogno che merita di essere ascoltato.

👩‍⚕️ Dott.ssa Valentina Gozzi
Psicologa clinica e Neuropsicologa

Quando in famiglia si litiga, spesso non manca l’affetto: manca un modo efficace per comunicare.Dietro una discussione p...
02/09/2026

Quando in famiglia si litiga, spesso non manca l’affetto: manca un modo efficace per comunicare.

Dietro una discussione possono nascondersi bisogni non espressi, stanchezza, incomprensioni o il desiderio di sentirsi ascoltati. Quando però accuse, silenzi e risentimenti si ripetono, il conflitto rischia di creare distanza emotiva.

Comunicare meglio non significa evitare ogni litigio, ma imparare a:

🔹 esprimere ciò che si prova senza accusare;
🔹 ascoltare prima di rispondere;
🔹 riconoscere i bisogni dell’altro;
🔹 cercare soluzioni senza stabilire chi ha “vinto”.

Chiedere un aiuto esterno non significa aver fallito. Una consulenza psicologica può offrire uno spazio neutrale e rispettoso in cui comprendere le dinamiche che alimentano i conflitti e costruire modalità di relazione più serene.

📩 Se nella tua coppia o nella tua famiglia le discussioni sono diventate frequenti e difficili da gestire, puoi contattarmi per un primo colloquio.

🌙 Sei stanco, ma appena vai a letto la mente si accende?I disturbi del sonno non dipendono sempre solo da cattive abitud...
29/08/2026

🌙 Sei stanco, ma appena vai a letto la mente si accende?

I disturbi del sonno non dipendono sempre solo da cattive abitudini. Spesso entrano in gioco anche alcuni meccanismi psicologici.

🧠 Stress e iperattivazione possono mantenere il corpo in uno stato di allerta, rendendo difficile “spegnersi”.

💭 Ruminazione e preoccupazioni portano la mente a ripercorrere problemi, conversazioni e impegni proprio quando dovrebbe rallentare.

⏰ La paura di non riuscire a dormire può diventare essa stessa parte del problema: più controlliamo l’orologio e ci sforziamo di addormentarci, più aumenta la tensione.

Anche cambiamenti di routine, uso serale degli schermi, dolore, farmaci o condizioni mediche possono contribuire.

⚠️ Quando i disturbi del sonno persistono, possono essere anche un campanello d’allarme da approfondire, soprattutto se compaiono insieme a cambiamenti dell’umore, ansia intensa, stanchezza marcata o difficoltà di concentrazione.

🌿 Comprenderne la causa è il primo passo per ritrovare un sonno più regolare e un maggiore benessere psicologico.

🍃 IL TELEFONO DEL VENTO: quando abbiamo ancora qualcosa da dire a chi non c’è piùNel 2010, in Giappone, Itaru Sasaki p**...
27/08/2026

🍃 IL TELEFONO DEL VENTO: quando abbiamo ancora qualcosa da dire a chi non c’è più

Nel 2010, in Giappone, Itaru Sasaki p***e una persona a lui molto cara.

Nel suo giardino collocò una vecchia cabina telefonica con un telefono scollegato da qualsiasi linea. Sollevando quella cornetta poteva però fare qualcosa di profondamente umano: parlare alla persona che aveva perduto e affidare le proprie parole al vento.

Nacque così il Kaze no Denwa, il Telefono del Vento.

Dopo il devastante terremoto e tsunami che colpì il Giappone nel 2011, quel luogo venne aperto anche ad altre persone in lutto. La sua storia ha attraversato i confini del Giappone e ha ispirato installazioni simili anche in Italia.

🧠 Ma perché parlare o scrivere a qualcuno che non c’è più può avere un significato psicologico?

Oggi la psicologia del lutto non considera necessariamente l’elaborazione della perdita come il semplice “lasciare andare” la persona amata.

Esiste il concetto di continuing bonds, cioè la possibilità di trasformare il rapporto con chi è morto in un legame interiore e simbolico compatibile con la consapevolezza della perdita.

Anche scrivere una lettera alla persona scomparsa può diventare, in alcuni percorsi psicologici, uno strumento di elaborazione.

✍️ Mettere su carta ciò che avremmo ancora voluto dire può aiutare a dare forma alle emozioni, affrontare parole o questioni rimaste in sospeso, organizzare i ricordi e costruire una narrazione più coerente di ciò che è accaduto.

La lettera indirizzata al defunto può diventare uno strumento per facilitare l’espressione emotiva, affrontare ciò che viene evitato e favorire una diversa forma di continuità del legame.

Questo non significa dimenticare.
E nemmeno fingere che quella persona sia ancora fisicamente presente.

🌿 Significa, talvolta, trovare un nuovo posto dentro di noi per una relazione che la morte ha interrotto nella realtà, ma che continua nella memoria, negli affetti e nella nostra storia personale.

Il Telefono del Vento racconta forse proprio questo: alcune parole non possono più raggiungere la persona a cui vorremmo dirle, ma pronunciarle può avere ancora un significato per chi resta.

Prendersi cura di sé o mostrare di prendersi cura di sé? 📱✨Quando il benessere diventa una performance sui socialBeauty ...
20/08/2026

Prendersi cura di sé o mostrare di prendersi cura di sé? 📱✨
Quando il benessere diventa una performance sui social

Beauty routine, palestra, alimentazione sana, mindfulness, viaggi, momenti di relax… sui social anche il “prendersi cura di sé” è diventato qualcosa da mostrare.

Ma cosa succede quando il benessere non è più soltanto un’esperienza personale e diventa un’immagine da costruire per gli altri?

🔎 Le ricerche scientifiche più recenti mostrano che sui social possiamo finire per preoccuparci più di come appariamo agli altri che di come stiamo realmente, confrontandoci continuamente e cercando conferme attraverso like, visualizzazioni e approvazione.

⚠️ Questo non significa che pubblicare una foto in palestra, una beauty routine o un momento felice sia indice di narcisismo. La ricerca descrive un fenomeno molto più complesso.

La domanda interessante diventa allora:

👉 “Lo sto facendo perché mi fa stare bene o perché ho bisogno che gli altri vedano che sto bene?”

🌿 Forse prendersi davvero cura di sé significa anche recuperare momenti che non hanno bisogno di essere fotografati, condivisi o approvati per avere valore.

🌿 Rientro dalle vacanze: come proteggere il benessere mentaleA fine agosto riprendere ritmi, lavoro e impegni può tradur...
17/08/2026

🌿 Rientro dalle vacanze: come proteggere il benessere mentale

A fine agosto riprendere ritmi, lavoro e impegni può tradursi in stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione o sonno meno regolare.

🔬 La ricerca psicologica mostra che i benefici delle vacanze sono reali, ma possono attenuarsi rapidamente con il ritorno alla routine. Un elemento importante è mantenere, anche durante l'anno, spazi di recupero e distacco mentale dal lavoro.

💡 4 accorgimenti utili per il rientro:

✅ Non concentrare tutto nei primi giorni: stabilisci poche priorità realistiche.

🌙 Proteggi il sonno: torna gradualmente a orari regolari e limita l'iperconnessione serale.

🧠 Mantieni momenti di vero distacco: anche brevi periodi senza mail, notifiche e pensieri lavorativi favoriscono il recupero.

🚶 Conserva attività piacevoli: movimento, relazioni e tempo libero non dovrebbero terminare insieme alle vacanze.

Se però ansia, tensione, insonnia o senso di sovraccarico persistono, può essere utile comprendere cosa li mantiene e individuare strategie più adatte alla propria situazione.

🤝 Un colloquio psicologico può essere il primo passo per ripartire con maggiore equilibrio.
📩 Per informazioni o per fissare un colloquio, puoi contattarmi in privato.

🔬 Riferimenti scientifici: de Bloom et al., meta-analisi sugli effetti delle vacanze e sul benessere; studi sul psychological detachment e sui processi di recupero.

15/08/2026

🧠 Siamo davvero stanchi… o non sappiamo più riposare?

Il filosofo Josef Pieper aveva intuito qualcosa di estremamente attuale: una vita dominata dal fare rischia di farci dimenticare il valore dell’essere.
Per Pieper, l’ozio — la Muße — non è pigrizia. È uno spazio mentale libero dalla necessità di produrre, raggiungere un obiettivo o dimostrare qualcosa.

📱 Oggi smettiamo di lavorare, ma spesso non smettiamo di essere stimolati: notifiche, messaggi, social, informazioni, impegni.
Il corpo si ferma, la mente molto meno.

Anche la ricerca psicologica e neuroscientifica ci mostra quanto siano importanti il recupero, il sonno, le pause e l’alternanza tra attenzione focalizzata e momenti di minore richiesta cognitiva.

🌿 Forse, allora, riposare non significa semplicemente “non lavorare”.
Significa anche restituire alla mente uno spazio senza prestazione: camminare senza una meta precisa, osservare, ascoltare musica, stare nella natura, conversare, leggere per piacere o semplicemente concedersi qualche minuto senza riempirlo immediatamente con uno schermo.

💭 Non dobbiamo riposare soltanto per tornare a essere produttivi. Il riposo è parte della vita, non una pausa dalla vita.
Una riflessione di Josef Pieper che, a distanza di decenni, sembra parlare direttamente alla nostra epoca iperconnessa.

Indirizzo

Via Camozzi N. 1
Osio Sotto
24046

Orario di apertura

Venerdì 09:30 - 13:00
Sabato 15:00 - 18:00

Telefono

+393519648291

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