Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica

Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica Psicologa laureata in Psicologia Clinica e della salute. Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio. Effettuo consulenze on line, al telefono e in presenza.

Assistente Comunicazione Aumentativa Alternativa, CAA;
Tutor specializzato in dsa e disabilità. Le aree di intervento sulle quali lavoro sono:
Sostegno psicologico, Sostegno alla genitorialità, Ansia, Depressione, Attacchi di panico ,Insonnia, Gestione dello stress, Disturbi alimentari, Terapia di coppia, Crescita personale, Dipendenze, Elaborazione del lutto, Comportamento oppositivo...
Insieme ad un ascolto attivo riusciremo a rendere la vita il meno complicata possibile.

Riparte il corso sull'elaborazione del lutto, chiunque fosse interessato contatti i recapiti riportati in locandina...La...
10/06/2026

Riparte il corso sull'elaborazione del lutto, chiunque fosse interessato contatti i recapiti riportati in locandina...
La collega Dott.ssa Maria Liberti - Psicologa è una sicurezza nella formazione

Dott.ssa Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica Via Calenzana 400122 Roma📲3425823013📩 Dott.ssa_amodio@libero.it
06/06/2026

Dott.ssa Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica
Via Calenzana 4
00122 Roma
📲3425823013
📩 [email protected]

Il più delle volte, i genitori, dovrebbero osservare, pensare, prima di Reagire ai diversi comportamenti messi in atto d...
02/06/2026

Il più delle volte, i genitori, dovrebbero osservare, pensare, prima di Reagire ai diversi comportamenti messi in atto dai propri figli.
Soprattutto dovrebbero tenere a mente , sempre, che :
"PER CAMBIARE L'ADOLESCENTE OCCORRE CAMBIARE L'INTERAZIONE "
Dott.ssa Angela Amodio Psicologa
Studio medico Nuova Aurora
Via Calenzana 4
00122 Roma

Sospetti una difficoltà come DSA o ADHD? Il tempo è prezioso, ma le liste d’attesa purtroppo non lo sono. Rivolgersi al ...
30/05/2026

Sospetti una difficoltà come DSA o ADHD? Il tempo è prezioso, ma le liste d’attesa purtroppo non lo sono.
Rivolgersi al servizio pubblico è spesso la prima idea, ma la realtà è fatta di liste d’attesa interminabili. Spesso si parla di aspettare mesi, se non addirittura un anno intero, prima di ottenere un appuntamento.
​🟢 Cosa possiamo fare nel mio studio (Subito)
Nel mio studio offro percorsi di valutazione e diagnosi per DSA e ADHD, sia per l'età scolare che per gli adulti, azzerando completamente i tempi d'attesa.
​Scegliere un percorso privato qui Significa:
✅ Iniziare subito: Niente liste d'attesa di mesi, fissiamo il primo colloquio in pochi giorni.
✅ Attenzione personalizzata: Un percorso cucito su misura, in un ambiente sereno e senza la fretta delle strutture affollate.
✅ Soluzioni concrete: Al termine della valutazione avrai una relazione dettagliata e, soprattutto, gli strumenti pratici (strategie di studio, supporti sul lavoro, tutele previste dalla legge) per ripartire subito con una marcia in più
Se vuoi scrivimi un messaggio privato o contattami ai recapiti riportati sulla locandina .




27/05/2026

Atteggiamenti mentali negativi cosa sono e come influiscono nell'individuo ?
Gli atteggiamenti mentali negativi fanno parte della storia personale e sono riscontrabili nell'accudimento disfunzionale dato dai genitori o dalla figura di accudimento.
Genitori assenti, disprezzanti e privi di messaggi di valorizzazione, violenti porteranno il bambino adulto a trattare se stesso ,(nella propria identità intima,quando è solo con se stesso) proprio come è stato trattato nell'infanzia dai genitori.
Se ha respirato un clima di violenza, sarà duro con se stesso, controllante e rigido.
Se ha respirato un clima di critica e giudizio diverrà accusatorio e autopunitivo ecc.
La relazione terapeutica può cambiare le sorti scritte nelle memorie affettive, perché agisce sull'imprinting....
In seduta infatti:
Si diventa consapevoli di questi atteggiamenti mentali negativi che sono così Radicati, Datati e Consueti da diventare Abitudini Inconsapevoli.






Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica
Studio medico Nuova Aurora
Via Calenzana 4, 00122 Roma
www.angelaamodiopicologa.com

04/05/2026
16/03/2026

Erano le 5:41 del mattino quando ho notato che il cane non si era mosso.

Aprivo la mia stazione di servizio ogni mattina da undici anni. Stessa routine. Stessa macchina del caffè che ronzava. Stessa insegna al neon tremolante fuori.

E per l’ultima settimana… lo stesso cane.

Stava seduto accanto alla p***a numero tre.

Ogni mattina.

Stesso posto.

Stessa posizione.

Testa leggermente abbassata. Orecchie attente. Occhi fissi sull’autostrada.

All’inizio pensavo appartenesse a qualcuno che lavorava nelle vicinanze.

Ma al terzo giorno, qualcosa in lui ha iniziato a turbarmi.

Non abbaiava mai.

Non chiedeva mai cibo.

Non si avvicinava mai a nessuno.

Le auto andavano e venivano. Le persone gli passavano accanto con caffè caldo e panini per la colazione.

Il cane non reagiva.

Aspettava soltanto.

Come se qualcuno gli avesse detto di restare.

La settima mattina iniziò a nevicare.

Fiocchi grandi e pesanti che si attaccavano all’asfalto.

Il pelo del cane era già coperto di bianco.

Eppure… non si muoveva.

Fu allora che presi una salsiccia dal contenitore caldo e uscii fuori.

“Ehi amico,” dissi piano.

Mi guardò.

Per la prima volta in tutta la settimana.

I suoi occhi non erano aggressivi.

Non erano spaventati.

Sembravano… stanchi.

Come qualcuno che si aggrappa alla speranza da troppo tempo.

Mi accovacciai e feci scivolare la salsiccia sul cemento.

Non la toccò.

Invece si alzò lentamente… e camminò verso il lato più lontano del parcheggio.

Poi si fermò.

E si voltò a guardarmi.

Una volta.

Come se volesse che lo seguissi.

Esitai.

Le stazioni di servizio attirano situazioni strane. Ho imparato a non immischiarmi.

Ma qualcosa nel modo in cui stava aspettando…

Rendeva impossibile ignorarlo.

Così lo seguii.

Attraverso il parcheggio ghiacciato.

Oltre il cassonetto.

Verso il piccolo gruppo di alberi dietro la stazione.

Il cane camminava lentamente, fermandosi ogni pochi passi per assicurarsi che fossi ancora lì.

Poi scomparve tra due cespugli coperti di neve.

Spinsi via i rami per seguirlo.

Ed è allora che lo vidi.

Un’auto.

O quello che ne restava.

La parte anteriore era avvolta attorno a una grande quercia.

Sembrava fosse lì da giorni.

Il parabrezza era in frantumi.

La portiera lato guidatore era spalancata.

E dentro…

C’era un uomo.

Ancora legato al sedile.

Ancora vivo.

Appena.

La sua pelle era blu pallido. Le labbra screpolate dalla disidratazione.

Il cane saltò immediatamente dentro l’auto e appoggiò la testa sul petto dell’uomo.

Fu allora che gli occhi dell’uomo si aprirono leggermente.

La sua voce uscì come poco più di un sussurro.

“…Rex?”

La coda del cane iniziò a scodinzolare.

Lentamente.

Debolmente.

L’uomo mi guardò come se non potesse credere a ciò che stava vedendo.

“Lui… non se n’è andato,” disse con voce roca.

“Continuava a tirarmi la manica ogni volta che svenivo…”

Mi si gelò lo stomaco.

La neve.

Il freddo.

I danni dell’incidente.

Questo incidente non era successo quella mattina.

Era successo giorni prima.

Il che significava che il cane era stato seduto a quella stazione di servizio…

Ogni giorno…

Aspettando che qualcuno lo notasse.

Aspettando che qualcuno lo seguisse.

Chiamai il 911 con le mani tremanti.

L’ambulanza arrivò dodici minuti dopo.

I paramedici dissero che ancora poche ore in quell’auto e l’uomo probabilmente non ce l’avrebbe fatta.

Mentre lo caricavano sulla barella, il cane rifiutava di lasciare il suo fianco.

Uno dei soccorritori cercò di allontanarlo.

Il cane ringhiò.

Basso.

Protettivo.

Così gli permisero di salire anche lui sull’ambulanza.

Più tardi quella sera, l’agente di polizia venuto a raccogliere la mia dichiarazione scosse la testa incredulo.

“Sa qual è la cosa incredibile?” disse.

“Cosa?”

“Il cane ha camminato per quasi tre miglia fino alla sua stazione.”

“Ogni giorno.”

“Tornava al luogo dell’incidente di notte.”

Guardai fuori dalla finestra verso la p***a numero tre.

Il posto vuoto dove era rimasto seduto tutta la settimana.

Ancora ad aspettare.

Ancora a sperare che qualcuno ascoltasse.

Alcuni dicono che i cani sono leali.

Ma lealtà non è la parola giusta.

Perché lealtà significa restare.

Questo cane ha fatto qualcosa di più difficile.

Ha lasciato la persona che amava…

Solo per il tempo necessario a riportare l’aiuto.

04/03/2026

Indirizzo

Via Calenzana
Ostia Lido
00122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Dott. ssa Angela Amodio Psicologa Clinica:

Condividi