14/05/2026
Prima o poi lo capiranno anche "quelli con le fettine di salame sugli occhi"
PERCHè CONTROLLARE "SOLO" IL COSTEROLO NON PUò PROTEGGERE IL CERVELLO?
Siamo abituati a una medicina "a compartimenti stagni": il cardiologo guarda il colesterolo, il neurologo i riflessi, il nutrizionista (SERIO) le calorie...e non solo. Ma il nostro corpo non legge i manuali di specializzazione: il nostro corpo legge la biochimica.
Oggi voglio parlarvi di un triangolo metabolico spesso ignorato, ma fondamentale per la longevità: B12, e .
Da decenni il colesterolo LDL è il "nemico pubblico numero uno". Tuttavia, la letteratura scientifica più recente suggerisce cautela, specialmente nella terza età. Uno studio sistematico pubblicato sul BMJ Open ha evidenziato come, negli over 60, non esista un’associazione lineare tra LDL alto e mortalità cardiovascolare. Anzi, spesso accade il contrario.
Perché? Perché il cervello è l'organo più ricco di colesterolo del corpo (ne contiene circa il 25% del totale). Il colesterolo è il costituente essenziale della mielina, la guaina che riveste i neuroni come l'isolante di un cavo elettrico. Senza un'adeguata disponibilità di colesterolo e intermedi metabolici, i processi di riparazione cerebrale rallentano. Quando usiamo farmaci come le statine per bloccare la sintesi del colesterolo, dobbiamo chiederci: stiamo involontariamente frenando anche la manutenzione del nostro sistema nervoso?
Se il colesterolo è il materiale che può accumularsi, l'omocisteina è l'acido che corrode i vasi. Un'omocisteina alta è un fattore di rischio indipendente per l'ictus ischemico, ma raramente viene monitorata con la dovuta attenzione.
Qui entra in gioco la Vitamina B12. La B12 (insieme ai folati) è il cofattore che permette di smaltire l'omocisteina.
Se siete carenti di B12: l'omocisteina sale, infiammando l'endotelio (il tessuto interno delle arterie).
Si favorisce la formazione della placca aterosclerotica.
La riparazione della mielina subisce un arresto, aprendo la strada a neuropatie e declino cognitivo.
Perché si parla tanto di farmaci costosi e poco di una vitamina che costa pochi centesimi? La Vitamina B12 non è brevettabile. Non genera grandi profitti, eppure la sua carenza è un'epidemia silenziosa tra gli anziani, spesso aggravata dall'uso cronico di protettori gastrici o farmaci per la glicemia che ne inibiscono l'assorbimento.
Approcciare seriamente alla salute non può limitarsi ad "abbassare un valore". Deve ottimizzare la funzione.
Ecco cosa VI suggerisco di valutare nel prossimo check-up:
Omocisteina plasmatica: (: idealmente sotto i 10 µmol/L, non semplicemente "nel range").
Non accontentatevi dei valori minimi di laboratorio; il cervello ha bisogno di livelli ottimali per funzionare.
Valutare il colesterolo non in modo isolato, ma nel contesto della salute metabolica globale e dell'età.
La prevenzione dell'ictus e delle malattie neurodegenerative passa per la conoscenza dei meccanismi riparativi del corpo. Proteggere i propri nervi significa anche assicurarsi che il colesterolo e le vitamine del gruppo B siano sempre disponibili.
Riferimenti per APPROFONDIRE:
Ravnskov U, et al. "Lack of an association between LDL cholesterol and mortality in the elderly." BMJ Open (2016).
Zhong C, et al. "Vitamin B12 and homocysteine levels in ischemic stroke." (2019).
Gaist D, et al. "Statins and the risk of polyneuropathy." JAMA Neurology.