27/09/2026
Un antico mito sumero parla di una donna che, per incontrare ciò che si trova nelle profondità, decide di spogliarsi di tutto ciò che credeva di essere.
Lei è Inanna, dea potente associata all’amore, alla fertilità e in senso più ampio, alla Vita.
Un giorno sceglie di scendere negli Inferi nel regno della sorella Ereshkigal.
Per arrivarci deve attraversare sette porte, e a ogni porta le verrà chiesto di lasciare qualcosa per proseguire il suo viaggio.
Uno dopo l’altro, tutti i simboli del suo potere, della sua bellezza e del suo ruolo vengono deposti: prima la corona, poi gli ornamenti e infine le vesti.
Inanna però decide di continuare a scendere lo stesso,finché non le rimarrá più nulla.
Solo lei. Nuda davanti a ciò che è la sua essenza.
Cito questa epopea perchè simbolo del viaggio interiore che ognuna di noi può scegliere di intraprendere, per incontrare ciò che abita nelle profondità del proprio essere spogliandoci di tutto ciò che credevamo di essere.
Questo è ciò che rende il mito di Inanna così potente ancora ai giorni nostri.
Quante volte anche noi siamo scese dentro di noi?
Non lo abbiamo fatto perché c'era qualcosa di sbagliato in noi, ma semplicemente perché sentivamo nelle viscere che era giunto il momento di fare un salto in avanti per il nostro bene.
Nel mito Inanna non scende nel regno degli Inferi per diventare più forte, ma perché c'è qualcosa che ha bisogno di incontrare e vedere di sé stessa.
Quando poi tornerà alla superficie non sarà più la stessa di prima.
Darsi di nuovo alla luce, quando sentiamo che qualcosa non va più come prima, per me è il dono più potente, liberatorio e amorevole che possiamo fare per noi stesse