AIP - Associazione Italiana di Psicogeriatria

AIP - Associazione Italiana di Psicogeriatria AIP - Associazione Italiana di Psicogeriatria

L'Associazione Italiana di Psicogeriatria si occupa dei problemi psichici degli anziani come la depressione, l'ansia, le difficoltà di adattamento, i disturbi cognitivi.

Si è conclusa la Summer School AIP 2026 – Le 3D della Psicogeriatria: Depressione, Delirium, Demenza.Si è svolta a Porti...
23/06/2026

Si è conclusa la Summer School AIP 2026 – Le 3D della Psicogeriatria: Depressione, Delirium, Demenza.

Si è svolta a Portici, presso la "Casa di cura Bianchi", con il patrocinio dei comuni di Portici e di Ercolano.

Quattro giornate intense di studio, confronto e crescita professionale dedicate ad alcune delle principali sfide della salute mentale dell'anziano.

Un'esperienza che ha visto protagonisti soprattutto i giovani professionisti, chiamati a confrontarsi con esperti di diverse discipline in un clima di dialogo e condivisione.

Il programma è stato arricchito da momenti culturali speciali, come le visite allo storico Museo di Pietrarsa (legato alla prima ferrovia d'Italia) e al Parco Archeologico di Ercolano.

A rendere l'atmosfera ancora più coinvolgente ha contribuito un torneo di pallavolo, che ha aggiunto divertimento e favorito la nascita di sane relazioni tra i partecipanti.

Perché il futuro della psicogeriatria passa dalla formazione, dalla multidisciplinarietà e dalla capacità di costruire nuove competenze per affrontare la complessità dell'invecchiamento.

Grazie a tutti i partecipanti, ai docenti e agli organizzatori che hanno contribuito al successo di questa edizione.

📲 L'Associazione Italiana Psicogeriatria - AIP è anche su Instagram!Da alcune settimane è attiva anche la nostra pagina ...
16/06/2026

📲 L'Associazione Italiana Psicogeriatria - AIP è anche su Instagram!

Da alcune settimane è attiva anche la nostra pagina Instagram, uno spazio in più per seguire da vicino i temi, gli incontri, i protagonisti e i contenuti della nostra realtà scientifica.

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𝐿’𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜, 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜𝐽𝑜ℎ𝑛 𝑅𝑢𝑠𝑘𝑖𝑛Decidere le sor...
16/06/2026

𝐿’𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜, 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜
𝐽𝑜ℎ𝑛 𝑅𝑢𝑠𝑘𝑖𝑛

Decidere le sorti di una persona cara – come ben sa chi si è trovato in simile circostanza – è una incombenza gravosa; se poi si tratta del destino di un parente anziano istituzionalizzato che ha perso la facoltà di decidere, può diventare una esperienza angosciosa. Chi stende direttive avanzate sulla cura per conto terzi è spesso preda del timore di non rappresentare correttamente le volontà di chi sostituisce, ricavandone stress e conflitti decisionali.
Per converso, le persone affette da demenza riferiscono di evitare la pianificazione delle cure mediche e di fine vita nelle prime fasi della malattia, concentrandosi invece su questioni successive al decesso, come testamenti e funerali.
Sta di fatto che anche in contesti culturali dove le direttive avanzate sono relativamente frequenti, come gli USA o l’Australia, meno di un terzo della popolazione le compila. La quota è assai più ridotta in Svizzera, dove meno della metà degli anziani (ultra58enni) redige una direttiva anticipata di trattamento o nomina un rappresentante per le decisioni sanitarie.
Per provare a facilitare tale presa di decisione “surrogata”, è stata condotta una esperienza pilota con 21 “delegati” di 20 residenti incapaci a decidere per problemi cognitivi, in 4 strutture di un cantone svizzero francofono #. In questi contesti è stato introdotto – sia pure con palese difficoltà, per ragioni contingenti, prima fra le quali i limiti di tempo ed il ricambio del personale - un “facilitatore”. I rappresentanti e i facilitatori – tramite una intervista semi-strutturata che ha fatto emergere i temi più rilevanti grazie alla analisi semantica - hanno indicato che la pianificazione anticipata delle cure tramite rappresentante ha promosso discussioni approfondite sulla vita dei residenti, migliorando così la conoscenza degli operatori sanitari e il loro legame con i residenti, nonché la fiducia e la riconoscenza da parte del rappresentante verso i medici. Tale modalità di pianificazione “facilitata” ha promosso la comunicazione e la cooperazione tra rappresentanti e operatori sanitari e ha fornito una documentazione chiara in caso di emergenza, confermando i risultati di una recente revisione sistematica. I livelli di conflitto decisionale – rilevati mediante una scala apposita validata – sono diminuiti a valle dell’intervento, rispetto alla situazione iniziale, in modo moderato ma significativo. È importante che tale figura di “facilitatore” appartenga allo staff di cura, così come è rilevante la presenza di un medico che effettui “giri” con regolarità. Secondo alcune testimonianze, senza i facilitatori di riferimento sarebbe stato impossibile ve**re a capo delle decisioni. È stata sottolineata l’utilità di guide alla discussione scritte – disponibili come documento supplementare - che hanno facilitato un processo decisionale formale. Per il futuro, è stato suggerito che tali documenti – meglio se integrati da un glossario che spieghi la terminologia medica - vengano consegnati preliminarmente, e che al processo decisionale partecipino anche figure dello staff di cura, che partecipano alla quotidianità della assistenza.
È significativo che dei 16 facilitatori inizialmente istruiti, il grosso del lavoro è stato svolto da 2 di loro, che hanno sfruttato la flessibilità delle rispettive strutture per “creare il tempo” da dedicare alle direttive, nella consapevolezza della necessità di inserire nel bilancio la risorsa di tempo dedicata. Le due figure che hanno individuato nelle direttive da loro facilitate una priorità sono state quelle di assistente sociale § e di capo-reparto, a conferma del ruolo decisivo svolto dai “quadri intermedi” nelle strutture di assistenza.

§ proprio al peso degli assistenti sociali nelle RSA – dove tra l’altro hanno ridotto contenzioni e re-ospedalizzazioni, negli USA $ - è stato dedicato un pezzo su questa rubrica, a marzo 2026

# Jones, L., Rubli Truchard, E., Sterie, A. C., Rhyner, Y., Iorio, E., & Jox, R. J. (2026). Advance care planning by proxy for residential aged care facility residents: results of a pilot interventional study. Innovation in aging, 10(6), igag033. https://doi.org/10.1093/geroni/igag033

$ Chen, Y., Xu, L., Jiang, W., & Fields, N. (2026). Staffing of Qualified Social Workers and Nursing Home Quality of Care. JAMA network open, 9(2), e260074. https://doi.org/10.1001/jamanetworkopen.2026.0074

Pezzo a cura del 𝐃𝐨𝐭𝐭. 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐨.

Ultimi giorni per potersi iscrivere alla Summer School di AIP che si terrà a Portici (NA) dal 18 al 21 giugno. Un evento...
10/06/2026

Ultimi giorni per potersi iscrivere alla Summer School di AIP che si terrà a Portici (NA) dal 18 al 21 giugno. Un evento rivolto a giovani medici, psicologi, specializzandi e professionisti che operano nell'ambito della Psicogeriatria. Il corsodà diritto a 19 crediti E.C.M. Programma ed info al link
https://www.psicogeriatria.it/evento/aip-summer-school-3/

Anche AIP, con il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP, presente nel servizio di Terzo Millennio Salute che racconta il re...
04/06/2026

Anche AIP, con il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP, presente nel servizio di Terzo Millennio Salute che racconta il recente appuntamento de La Sanità Che Vorrei al Ministero della Salute.

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“𝐼𝑚𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑜̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜”𝑈𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑛𝑜 £𝐸𝑙𝑖𝑜 𝑉𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑛𝑖Come il personaggio che chiosa il romanzo che Elio Vittorini scrissi durant...
29/05/2026

“𝐼𝑚𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑜̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜”
𝑈𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑛𝑜 £
𝐸𝑙𝑖𝑜 𝑉𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖𝑛𝑖

Come il personaggio che chiosa il romanzo che Elio Vittorini scrissi durante gli epigoni della Resistenza, cerco anch’io di imparare meglio l’impiego dei robot sociali per la assistenza delle persone con demenza all’interno di strutture residenziali. Nel pezzo precedente pubblicato sulla rubrica Facebook AIP l’oggetto della attenzione era il supporto che il robot sociale può offrire per facilitare il rapporto fra residenti e personale. Invece un articolo – non recente, ma pubblicato su una rivista quotata - di Autori affiliati al dipartimento di scienza dei computer a Ensenada, in Messico, si è concentrato sulle interazioni tra residenti e robot di assistenza alla socialità [1]. Simili interazioni sono comprese nel più ampio capitolo degli interventi non farmacologici rivolti ai comportamenti problematici § esibiti dalle persone con demenza, interventi che sono risultati efficaci, con vantaggi sulla qualità di vita, venendo incontro a bisogni da esaudire.

L’articolo inizia con una [utile (per me)] definizione di “robot di assistenza alla socialità”: “un sistema che impiega strategie di interazione senza contatto, tra cui l'uso della parola, delle espressioni facciali e dei gesti comunicativi, per fornire assistenza in un particolare contesto sanitario”. Sono state 23 sessioni di gruppo, della durata di circa mezz’ora, con 12 residenti di età compresa fra 70 e 90 anni (media 80,25 ± 6,7) diagnosticati di demenza lieve – moderata [Mini Mental State Examination (MMSE) = 14,1 ± 4,6]. Alcune funzioni del robot (“Eva”) sono state manovrate da remoto, secondo la metodica chiamata “Approccio del Mago e di Oz“. Per vari motivi, è stato scelto un disegnio di ricerca su singolo soggetto [“single subject research designs” (SSRD)], la cui interpretazione si basa sulla rappresentazione grafica e sull'analisi visiva. L'analisi visiva enfatizza la rilevanza clinica piuttosto che quella statistica ed è stata il metodo di analisi dei dati più ampiamente utilizzato e accettato per gli studi SSRD.

Come mostrato dai grafici relativi a 5 residenti, il numero di frasi pronunciate da una persona con demenza verso il robot è aumentato significativamente quando nel robot sono state integrate le strategie di conversazione. Inoltre, le persone con disabilità hanno partecipato a conversazioni più prolungate. Infine, le persone con disabilità hanno apprezzato la conversazione con il robot Eva tanto quanto l'ascolto della musica.

Questi risultati incoraggianti – non automaticamente generalizzabili a tutti i pazienti di demenza – sono stati ottenuti ricorrendo tramite il robot Eva ad interventi che combinavano musica e conversazione: due attività tra quelle favorite dalle persone con demenza.

[1] Cruz-Sandoval, D., & Favela, J. (2019). Incorporating Conversational Strategies in a Social Robot to Interact with People with Dementia. Dementia and geriatric cognitive disorders, 47(3), 140–148.
https://doi.org/10.1159/000497801

§ desidero sottolineare questo termine impiegato (“problematic behaviors”), al posto di quello più frequentemente ricorrente in letteratura [“Sintomi Comportamentali e Psicologici della Demenza” (Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia)]. Mi sembra di cogliere una differenza semantica che allenta il collegamento diretto fra fenomeni espressi (“sintomi”) e causa (demenza), aprendo spazio di mediazione per il contesto di cura.

£ mi permetto di suggerire l’ascolto della audio-lettura di quest’opera, rintracciabile nella audioteca di Radio RAI 3

Pezzo a cura del 𝐃𝐨𝐭𝐭. 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐨

📍 Domani a Torino il Congresso Interregionale AIP Piemonte – Valle d’AostaUna giornata di confronto e aggiornamento dedi...
22/05/2026

📍 Domani a Torino il Congresso Interregionale AIP Piemonte – Valle d’Aosta

Una giornata di confronto e aggiornamento dedicata ai grandi temi della psicogeriatria e dell’invecchiamento, con un approccio multidisciplinare che mette al centro la persona anziana, la prevenzione e la qualità della vita.

🧠 Dalla malattia di Alzheimer alla fragilità cognitiva, dall’ageismo alla sarcopenia, passando per insonnia, telemedicina, nutrizione, infiammazione cronica e interventi psicosociali: specialisti provenienti da diverse discipline si confronteranno sulle principali sfide della salute mentale e fisica dell’anziano.

📅 23 maggio 2026
📍 Hotel Diplomatic – Torino

👉 Programma completo:
https://www.psicogeriatria.it/evento/congresso-interregionale-piemonte-valle-daosta/

19/05/2026

Il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP, è intervenuto nel recente appuntamento de La Sanità Che Vorrei al Ministero della Salute.

⏳ Meno di un mese per iscriversi alla AIP Summer School 2026! “Le 3D della Psicogeriatria: Depressione, Delirium, Demenz...
15/05/2026

⏳ Meno di un mese per iscriversi alla AIP Summer School 2026!

“Le 3D della Psicogeriatria: Depressione, Delirium, Demenza” sarà un’occasione di confronto e aggiornamento sui temi chiave della salute mentale dell’anziano, con un approccio multidisciplinare rivolto ai professionisti della cura e dell’assistenza.

📍 Portici (NA) – Casa di Cura Bianchi
📅 18–21 giugno 2026
📝 Le iscrizioni chiudono il 10 giugno 2026

Quattro giornate dedicate a diagnosi, prevenzione, gestione clinica e presa in carico delle principali condizioni neuropsichiatriche dell’anziano.

👉 Programma e informazioni:
https://www.psicogeriatria.it/evento/aip-summer-school-3/

Anche AIP ha preso parte al secondo appuntamento de “La Sanità che Vorrei”, organizzato da Aristea al Ministero della Sa...
12/05/2026

Anche AIP ha preso parte al secondo appuntamento de “La Sanità che Vorrei”, organizzato da Aristea al Ministero della Salute, dedicato al rapporto tra prevenzione, cronicità, fragilità e nuove strategie di cura.

Nel corso della sessione scientifica, il Prof. Diego De Leo, Presidente AIP, ha portato l’attenzione sul tema del sistema nervoso e della demenza senile, sottolineando quanto la sua gestione richieda oggi una visione globale, capace di tenere insieme aspetti clinici, assistenziali e organizzativi.

In una popolazione che invecchia, affrontare la fragilità cognitiva significa lavorare sempre di più su diagnosi tempestiva, continuità assistenziale e presa in carico integrata.

Indirizzo

Via Riviera Dei Mugnai, 24
Padua
35137

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